shinhiroki: (cucciolo)
[personal profile] shinhiroki

Ebbene si rieccomi qui dopo un secolo tipo! *schiva coltelli*
E' stato un periodo pieno e lo è tutt'ora. spero di regalarvi il prossimo capitolo più velocemente.
Scusate ancora.

TITOLO: Il cuore delle tenebre 2 -il regno di Kohaku-
FANDOM: Arashi
GENERE: angst, au, fantasy
PAIRINGS: ohmiya/sakumoto/aimoto
RATING: R

Capitolo 3

“Però è molto strano...” dice Sho rimirando l'Heliolite incastonata nell'impugnatura della spada Murasaki “Le gemme della corona sono ametiste... il regno si chiama Ametista...il castello Lavanda, nello stemma c'è il glicine e il primo dei Matsumoto piantò fiori purpurei.... che ci azzecca l'Heliolite? Non richiama il viola”
“Non so rispondervi... ma la Pietra del Sole è una pietra estremamente potente quindi deduco che abbiano chiuso un occhio sul suo colore...” risponde Subaru tazze e teiera nel lavello “Anche se siamo legati ad una particolare idea o principio alla fine ci leghiamo a cose che ci rendono felici anche se non rientrano nel nostro ordinario.”
Sho lo guarda restando per un po' in silenzio.
In effetti è vero. Era seriamente convinto di quello che faceva solo qualche mese prima. Scendeva in guerra senza problemi. Anche se in genere veniva pagato, non scendeva in campo in tutte le battaglie che scoppiavano. I Sakurai si schieravano dalla parte di chi ritenevano lottasse per il bene. Nell'ultima missione a Midori, tutte le convinzioni di Sho erano andate al rogo. La distinzione tra bene e male era stata compromessa. Yamiyo perseguiva una nobile vendetta con metodi malefici. Tatsuya mascherava la sua vera natura malvagia fingendosi un sovrano degno di quel nome.
Inoltre pensava che un giorno avrebbe incontrato un'affascinante donna, talmente bella da fargli perdere completamente la testa.
Beh la testa l'aveva persa, ma non era una donna bensì un giovane uomo.
Yamiyo, Jun...qualunque fosse il nome con cui voleva farsi chiamare a Sho poco importava.
Lo aveva intrappolato con il suo fascino, ne era rimasto folgorato tanto da pensare che fosse magia oscura e invece l'unica magia era l'amore.
Ancora adesso, si maledice per non aver fatto l'impossibile per salvargli la vita.
“Tutto molto affascinante vero?” dice Subaru facendo per riprendere la spada.
“Ehi!”
“Guardate cavaliere che questa è mia”
“E' dei Matsumoto! Quindi posso tenerla io!” afferma Sho risoluto.
Subaru lo guarda.
“Sono pezzi molto pregiati...”
“Lo so. Ma io devo assolutamente riprendere il mio regno e questa spada... si è dei Matsumoto ma più di uno di loro si è sacrificato per i Sakurai...lui...lui non l'ha mai impugnata... non lo farà mai... non potrà portare la corona ma sono comunque di Yamiyo. Voglio avere più cose che mi ricordino lui e mi infondano coraggio”
“Va bene va bene mi avete convinto!” sbuffa Subaru “Riuscite a dare il tormento meglio di me... sicuro di non essere un commerciante?”
“Vi ringrazio Subaru!” esclama Sho riconoscente “Ora non mi resta altro che partire alla volta di Kohaku e...”
“Sapete dove si trova?” chiede Subaru.
“Io....veramente...”
“Se viene definito regno perduto un motivo ci sarà no?” vedendo l'espressione amareggiata di Sho, il negoziante prende qualcosa da uno scaffale dove sono ammucchiate delle antiche pergamene. Ne srotola una “Questa è un'antica mappa dell'epoca in cui Kohaku era rigogliosa. Il vostro regno era molto a sud. Veniva attraversato dal fiume dorato e a pochi giorni di viaggio c'era Ametista vedete?” afferma indicando due punti.
“Vi siete mai stato?”
“Io no. Dopo che se ne è persa memoria di quei luoghi credo che nessuno ci sia più stato”
“Posso...”
“Si avrete anche questa mappa...” sospira Subaru.
“Vi posso pagare”
“Lo spero! Per aiutarvi sto perdendo pezzi dal valore inestimabile della mia collezione. In più oggi mi sento generoso e vi darò anche la pergamena con gli stemmi delle antiche famiglie reali”
“Voi avete un grande cuore ve.... Subaru”
“Un cuore che vuole essere consolato delle sue grandi perdite con un lauto sacco di monete d'oro” sorride furbo.
“Lo avrete promesso. Io Sakurai Sho...”
“Non iniziate con la tiritera! Siete in debito con me! E ora che ci penso avrei anche ioun favore da chiedervi cavaliere”
“Ditemi tutto”
“Vi metterete in viaggio per Kohaku no? Ebbene portatemi con voi”
“Come?”
“Voglio seguirvi”
“Ecco...io...non...”
“Non sono interessato alla vostra persona state tranquillo ma ci saranno tesori antichi da scoprire in quello che era il regno di Kohaku. Un ricercatore come me non può lasciarsi sfuggire un'occasione del genere.”
“Va bene vi porterò con me Subaru” risponde Sho senza neanche pensarci.
“Perfetto! Ora che siamo compagni di viaggio possiamo mettere da parte le formalità Sakurai Sho bla bla bla drago”
“Allora vi chiamerò solo vecchio”
Si guardano in cagnesco per un po' poi scoppiano a ridere e si stringono la mano.
“Quando pensi di partire Sho?”
“Domani mattina. Prima è meglio è”
“D'accordo. Cercherò di fare tutto oggi”
“Mi dispiace per il poco tempo ma ho veramente fretta” si giustifica Sho “Piuttosto come farai con il tuo negozio?”
“Ah non c'è problema. Ho un aiutante. Può badare lui al negozio durante la mia assenza. Ci troviamo domani mattina all'alba alle porte Sud della città”
Sho saluta Subaru , carico di tutti i cimeli e mappe, salta in groppa al suo cavallo diventato il beniamino dei bambini del quartiere e riparte verso il palazzo reale.
Intanto, proprio nel palazzo...
Masaki, nel salone dei ricevimenti con tutti gli altri regnanti ora più speranzosi per via del pino infallibile per sconfiggere i Troll.
Sakurai-san, il padre di Sho, è ancora riunito con i generali dei vari regni per definire gli ultimi dettagli.
Masaki è però un po' a disagio.
Tutti si rivolgono a lui con compassione per quello che è successo a Midori. Il potere nero di Tatsuya aveva distorto la memoria di tutti. In più oltre al disagio, resta la vergogna di essere l'unico re a non poter mettere a disposizione un esercito ma solo un ristretto numero di generali.
L'esercito reale si sta lentamente rinfoltendo di giovani soldati non ancora pronti per andare in guerra contro creature diaboliche come i Troll. Sarebbe un suicidio.
“Sono un inferno vero?” sorride il Principe Tadayoshi sedendosi vicino a Masaki non appena il re di Midori riesce a restare da solo.
“Mi sento un fallimento totale...” sospira “Sono il re zimbello.”
“La magia nera è potente chiunque si sarebbe piegato sotto essa”
“Ma è tutta colpa mia. Se fossi stato chiaro con Tatsuya...non sarebbe successo tutto ciò”
“Incolparti non servirà a nulla. Piuttosto ora che ricordo tutto... eri molto legato a Jun..”
“Ancora non ci credo... dovevi vederlo... non era più lui”
“A volte la vita è davvero ingiusta”
“Già...” annuisce Masaki guardando fuori dalla finestra, vedendo rientrare Sho.
“Cavoli sembra che il vecchio Subaru sia riuscito a vendere qualcuna delle sue anticaglie al cavaliere... beh tra tipi strani ci si intende no?”
Masaki lo guarda non capendo.
“Non sembra molto interessato al motivo per cui siamo riuniti qui”
“Affatto. Era interessato solo alla sua ricerca sul regno di kohaku”
“Perché a un regno perduto?”
“Non lo so sinceramente. Ripete solo in continuazione che per lui è importante”
Poco dopo l'arrivo di Sho al castello, Masaki si congeda dagli altri sovrani e si allontana.
I uno dei tanti corridoi, sente qualcuno litigare.
Per la verità non vuole origliare ma sentendo il nome di Sho, sbuca un po' dall'angolo per guardare.
Sono Sho e suo padre.
“Smettila di fare lo stupido! Rischiamo una guerra mondiale a causa dei Troll e tu pensi soltanto a leggende dl passato! Va bene governavamo un regno o meglio, i nostri avi, ma ora siamo leali cavalieri della guerra! Dobbiamo la nostra sopravvivenza alla benevolenza infinita della famiglia Aiba! Non dimenticarlo!” strilla il padre.
“Noi non dobbiamo niente agli Aiba! Se siamo vivi è solo grazie al sacrificio di tanta gente innocente e alla codardia del primo cavaliere della guerra che non ha saputo proteggere il regno e il suo popolo!” ribatte Sho prendendosi uno schiaffo dal padre.
“Parli come un rivoltoso! E questo non lo ammetto! Non mi interessa così hai scoperto sui nostri antenati. Il regno è perduto ormai!”
“Il drago vive dentro di me! Tu solo chiudi gli occhi davanti all'evidenza! I Sakurai hanno sangue reale. Mi riprenderò il regno!”
“Non oserai! O ti diserederò!”
“Allora fatelo padre! Diseredatemi e fate addestrare Shu come vostro successore ma io non mi fermerò!”
Fuori di sé dalla rabbia, Sakurai-san, lascia il figlio tornando verso la loro stanza mentre il figlio si dirige dalla parte opposta trovando Masaki ancora appostato.
“Vostra Maestà... sorpreso a origliare vedo... bene almeno sapete come stanno le cose”
“Volete davvero riprendervi il regno di Kohaku cavaliere?”
“Si è questo il mio intento e lo faccio non solo per me ma anche in onore a Yamiyo”
“Eh?”
“Anche lui discendeva da una famiglia reale e il suo regno è andato perduto”
“Tutto questo è assurdo. Jun era un nobile si ma non un reale”
Ora Sho riesce a capire perché Yamiyo detestasse farsi chiamare col suo vero nome.
Anche Matsumoto Jun, nobile del regno di Midori, era finto.
Anche se non lo sapeva, nei tratti, nell'atteggiamento e nella fierezza era un reale.
“Mi riprenderò anche Ametista, regno dei Matsumoto e porterò via Yamiyo da Midori.”
“Cavaliere state delirando! Jun è morto!”
“Il palazzo Lavanda sarà la sua tomba. Non Midori. Non il Palazzo Verde. Tornerà ad Ametista e riposerà con i suoi antenati”
A sentirlo parlare così, Masaki lo guarda sconvolto.
La morte di Jun ha devastato Sho forse più di lui.
In quel momento gli tornano alla mente i ricordi passati con Jun.
Un brivido gli percorre la schiena.
“Avete sentito vostro padre. Tra voi e la mia famiglia è stato stipulato un patto anni fa...”
“Volete dirmi che mi dichiarerete guerra se venissi meno al patto?” chiede Sho “Sto tremando di paura... Vostra Maestà Masaki... e ditemi con quale esercito pensate di attaccarmi? O magari avete un drago anche voi? Chiederete aiuto a Toma forse?”
Masaki livido di rabbia e vergogna, stringe i pugni tremanti lungo i fianchi.
Sho lo ha punto sul vivo.
“E' tutto ciò che mi resta...” mormora Sho smussando il tono della voce. “Voi avevate l'amore incondizionato di Yamiyo... si è sacrificato per voi... io ho solo questo lembo dei suoi vestiti” dice mostrando il lembo di stoffa intorno al suo braccio “E poi i cimeli della sua famiglia”
“Lo amavate davvero tanto...” constata Masaki “Forse questo è meglio che lo prendiate voi”
Sho lo guarda aprirsi la giacca ed estrarre qualcosa dalla tasca interna: una chiave tenuta da un laccetto viola.
“Una chiave... ultimamente le chiavi mi inquietano...” sorride amaramente il cavaliere “Che cosa apre? Qualcosa che mi permetterà di riportarlo in vita?”
“Con la morte di Jun i suoi averi sono stati confiscati. Ho mandato mio cugino Ryo a governare villa Matsumoto. Non so cosa apra esattamente questa chiave ma il generale Matsumoto affidò questa chiave a mio padre quando portò Jun a palazzo da noi. Non so altro.”
Sho prende la chiave.
“Grazie”
Masaki fa per allontanarsi da Sho ma poi si ferma e lo guarda.
“Quando partite?”
“Domani mattina” lo informa Sho.
“Scriverò subito una lettera a mio cugino avvisandolo del vostro arrivo”
“Vi ringrazio” e detto questo si inchina e se ne va in camera.
Il padre ne è uscio poco prima così si mette a preparare le proprie cose.
“Volete fuggire dunque” sente dire alle sue spalle.
Girandosi trova il principe “Per lo meno sono sicuro che non salterete più addosso come la notte scorsa”
“Non era mia intenzione principe Tadayoshi...” risponde Sho costernato.
“State tranquillo cavaliere vi stavo solo prendendo in giro. Però voi state andando via per davvero...”
“Partirò domani mattina con Subaru”
“Quindi quel vecchietto vi è stato di aiuto”
“Non è vecchio come lo avevate descritto”
“A furia di stare tra quelle anticaglie lo è diventato pure lui!” ride il principe.
“Ha deciso anche di seguirmi”
Tadayoshi lo guarda sorpreso.
“Davvero? Subaru se ne va?”
“Vi vedo turbato. State tranquillo lo proteggerò io e il mio drago Souon.”
“Non sono preoccupato per la sua incolumità. L'erba cattiva non muore mai e poi lui se la sa cavare egregiamente. Però...”
“Però vi mancherà” conclude Sho.
“Allora... da quello che ho capito anche voi eravate innamorato di Jun...”
“Non lo ero... lo sono ancora. Anche se ormai è morto... io non posso smettere di amarlo...” la voce gli si incrina.
Ogni volta che pensa a Yamiyo, il suo cuore duole.
“Un amore che sfida anche la morte”
“Si proprio così. Grazie per la vostra ospitalità principe Tadayoshi. Arrivederci”
“A Presto.”
Nonostante le continue lamentele del padre e l'ennesima litigata con lui, Sho riesce a raccogliere le sue cose per la partenza del giorno dopo.

Subaru lo aspetta vicino alla porta sud della città alla guida di un carretto.
“Eccoti Sho”
“Aspetti da molto Subaru?”
“No no tranquillo. Partiamo allora!”
“Ascolta... dobbiamo fare una sosta intermedia...”
“Dove di preciso?”
“Alla dimora di Yamiyo...quando ancora era bambino e viveva nella dimora di famiglia a Midori.”
“Come mai vuoi fermarti lì?”
ho allora riferisce a Subaru della conversazione con Masaki il giorno prima al ritorno a palazzo.
“Quindi pensi che ci sia qualcosa di importante a casa sua che ti potrà essere utile nella riconquista del tuo regno?”
“Non lo so... ma di sicuro entrando in quella casa mi sentirò un po' più vicino a Yamiyo...”
Il viaggio verso la villa dei Matsumoto è tranquillo, senza ostacoli.
Per arrivarci impiegano alcuni giorni e Sho è sempre più impaziente e continui ad accarezzare l'heliolite sull'impugnatura della spada Murasaki che ora porta al fianco.
Finalmente, arrivano nel primo pomeriggio del 6 giorno di viaggio.
“Non male. Erano abbastanza ricchi i Matsumoto nonostante fossero nobili decaduti!” esclama sbalordito Subaru mentre varcano i cancelli che danno sul giardino della villa.
Di certo non grande come il palazzo di Masaki ma la villa è alquanto grande e molto elegante.
Un ragazzo esce dalla porta di casa accerchiato da cameriere.
Subaru e Sho smontano da cavallo e si avvicinano.
“Siete il cugino di sua maestà Masaki?”
“E voi il cavaliere della guerra? Mio cugino mi ha informato del vostro arrivo” sbadiglia il ragazzo “Non mi veva detto però che sareste arrivato con un vecchio mendicante”
“Io?! Un mendicante?!” strilla Subaru “Non sono un mendicante! E neanche un vecchio!”
Quello in tutta risposta si è messo le dita nelle orecchie nel momento stesso in cui Subaru ha iniziato a gridare.
“Lo rompo...” digrigna i denti il negoziante.
“Mantieni il controllo...” gli consiglia Sho.
“Oh! Ha smesso meno male” dice Ryo togliendo le dita “Io sono il Marchese Nishikido Ryo, non era ben chiaro il messaggio di Masaki. Cosa siete venuto a cercare qui alla villa dei Matsumoto? Ora questa casa la governo io ma devo molto a Masaki quindi lascerò che entriate a cercare quello che dovete” conclude il ragazzo facendoli entrare.
“Vai avanti tu Sho” dice Subaru “io aiuto lo stalliere con i cavalli. Io mio Yugure non ama molto gli estranei”
Così Sho entra con il marchese Nishikido.
“Vi faccio fare un giro della villa?”
“E' possibile?”
“Certo”
Ryo lo conduce tra i corridoi e le stanze di quella grande casa così ben arredata e ben tenuta.
Gli sembra quasi di vedere un piccolo Jun, sgambettare per quei corridoi tutto felice.
Uno dei quadri lo colpisce profondamente, uno ritraente una giovane, bellissima donna con lunghissimi capelli neri e gli occhi viola così assomigliante a Jun.
“Quella è la precedente padrona di casa. La defunta Sayaka Matsumoto. La madre di Jun”
“Voi lo conoscevate... Jun?”
“Ho avuto il piacere di incontrarlo a palazzo molte volte da quando vi si trasferì. Lui e Masaki erano inseparabili. E' stato uno shock quello che è successo...”
“E' stata tutta colpa di quel dannato culo di scimmia!”
“Intendete Tatsuya? Neanche io avrei mai immaginato che nascondesse dentro di sé un animo tanto malvagio... però... è andata così. E' inutile arrovellarsi il cervello” afferma Ryo portandolo nello studio “Questo era lo studio del padre di Jun, Matsumoto Taro che ormai crediamo morto dato che non è mai tornato. Ma voi che state cercando cavaliere Sakurai?” domanda il marchese guardandolo.
“Sua Maestà Masaki mi ha dato questa chiave ma non sappiamo esattamente cosa apra...”
“Proviamo a guardare nella camera segreta... anche se mi sorprende che Masaki voglia dare a voi i tesori di questa famiglia...” afferma perplesso.
Ora in Sho si insinua il dubbio.
Non è che quel “E' tutto ciò che mi resta”, Masaki lo ha interpretato male e ora vuole dargli i soldi di Yamiyo?
“Allora? Trovato niente?” chiese Subaru arrivando.
“Proviamo qui... ma tu vecchio... ti tengo d'occhio. Mani in vista non rubare nulla” dice Ryo sollevando un libro dalla libreria che rivela un passaggio segreto.
Sho e Subaru seguono il padrone di casa per uno stretto corridoio fino ad arrivare ad una stanzetta.
Al suo interno ci sono forzieri aperti pieni di monete d'oro, d'argento e gioielli, oggetti di enorme valore e su di un piedi stallo un piccolo cofanetto.
“Credo sia questo che cerchiamo” proclama Sho prendendo il cofanetto.
Infila la chiave nella toppa e lo apre.
Trattiene il fiato mentre solleva il coperchio, non sapendo che aspettarsi.
All'interno c'è una pietra di intenso azzurro.
“Un sasso?” chiede deluso Ryo che si era lasciato prendere dalla curiosità.
“No. Non è un sasso qualunque” afferma Subaru guardando più da vicino la pietra. “E' proprio lei”
Sho abbandona il cofanetto e tiene in mano solo la pietra fissandola.
“E' una pietra magica vero?” deduce il cavaliere.
“E' la Selenite. La compagna dell'Heliolite più comunemente conosciuta come Pietra di Luna”
“La sua compagna...” mormora Sho avvicinando la pietra appena trovata a quella incastonata nella spada.
Appena le due pietre vengono a contatto iniziano a brillare contemporaneamente.
“Esclamano una potenza magica impressionante!” esclama.
Anche qualcun altro ha avvertito quella potente forza magica nonostante si trovi a molti chilometri di distanza.
“Che energia straordinaria! Dev'essere mia assolutamente! Il mondo cadrà in mio potere!” ride Tatsuya seduto sul trono del perduto regno di Kohaku.
Anche qualcun altro però è rimasto scosso dall'enorme forza magica sprigionata dalle due pietre.
I suoi occhi si aprono, la nebbia che lo circondava sparisce. Ci vuole un po' per abituarsi alla luce che lo colpisce ma pian piano riesce a distinguere le immagini: le fronde degli alberi, gli uccellini che volano.
Si guarda le mani e poi gli abiti.
“Non amo particolarmente il bianco... troppo candido. Mi sento proprio rinato” sorride Yamiyo mentre i suoi occhi viola scintillano.




nota di Betty. Ora sono sicura che mi amerte alla follia per il risveglio di Yamiyo e mi perdonerete il ritardo mostruoso!

Date: 2015-06-13 10:35 am (UTC)
From: [identity profile] tempestarashica.livejournal.com
Awwwwwwwwwwwwwwwww Si si si si si si si siiiiiiiiiiiiiiii! :DDDDDDD
Jun si è svegliatoooooooooooooooooooooooo!! Come faccio adesso ad aspettare per il prossimo!! Non vedo l'ora di leggerne ancora :DDDD
<3<3<3<3

Date: 2015-06-14 05:28 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
Perdono il ritardo, ma non ti perdonerò se ritardi con il prossimo, proprio perchè Yamiyo è tornato!!!!!
Jun tesoroooooooo, impertinente come sempre, lo adoro *______*
Ancora ancoraaaaaaaaaaaaa!!!!!!!

Date: 2015-08-18 12:19 pm (UTC)
From: [identity profile] daria-91.livejournal.com
ok sono emozionata per la pietra di luna, anche se non è azzurra XD però ci passiamo sopra

è resuscitato JUN urrà! *festeggia*

Date: 2015-08-18 05:36 pm (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
Non è azzurra? Vabbè licenza poetica di Betty ahahahah
Jun in versione Gesu' che risorge XD

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