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E dopo più di un mese ecco il nuovo capitolo! Nyaaaaaa


TITOLO: Il cuore delle tenebre 2 -il regno di Kohaku-
FANDOM: Arashi
GENERE: angst, au, fantasy
PAIRINGS: ohmiya/sakumoto/aimoto
RATING: R

Capitolo 4

Kazunari e Satoshi stanno facendo una tranquilla passeggiata nel giardino di palazzo, mano nella mano.
“Lo sai che non dovrei allontanarmi mentre sto adempiendo ai miei doveri...” sospira Satoshi.
“Non mi pare di averci messo poi molto a convincerti a fare questa passeggiata insieme” sorride furbo il mezzo demone mentre camminano.
“Ma perché tu mi confondi le idee con quei tuo occhietti”
“Se tu sei facilmente abbindolabile non è colpa mia...”
“Cattiva Kitsune...” ridacchia Satoshi abbracciandolo per poi baciarlo dolcemente “Mmm però così potrebbe vederci qualcuno...”
“Esatto vi possono beccare” dice una voce alle loro spalle.
I due innamorati si girano e per poco non gli prende un colpo vedendo chi è lì davanti a loro.”
“Per la miseria...”
“Non... non posso crederci...sei...sei tu?” chiede Satoshi sconcertato.
“Sembrate aver visto un fantasma”
“Tu dovresti essere morto. Almeno fino a stamattina lo eri... maghetta!” esclama Kazunari.
Yamiyo sorride.
“Eppure eccomi qui. In carne ed ossa”
“Ma non è normale! Tu sei morto! Ti abbiamo visto tutti morire!” insiste Satoshi.
“Non sembri felice di vedermi”
“Sono solo... solo sconvolto...” balbetta Satoshi avvicinandosi piano a lui come se potesse scomparire. Appoggia la mano sulla sua guancia “Sei tu... Jun...” gli occhi gli si riempono di lacrime e lo abbraccia stretto.
“Ok ok sei felice!” sorride quello dandogli delle pacche sulla schiena e staccandolo da sé, asciugandogli anche le lacrime “Voglio sapere tutto quello che è successo da quando sono morto ma... prima... il bianco non mi piace particolarmente”
Con uno schiocco di dita le sue vesti da bianco candido passa a un tenue lilla.
“Bello sembri una violetta!” ride Kazunari mentre Yamiyo storce il naso.
“I miei poteri sono molto deboli”
“Beh...eri diventato Yamiyo per vendicarti di Tatsuya ora che lui è morto non hai bisogno di poteri oscuri. Puoi tornare ad essere una persona normale”
“Normale... io sono Yamiyo oramai! Mai e poi mai sarò una persona qualsiasi!” indispettito, il mago schiocca ancora le dita e le vesti questa volta diventano blu notte “Non è nero ma è scuro e comunque mi dona” sorride rimirandosi sulla superficie dell'acqua della fontana “Ora sono pronto. Raccontate pure”
“Non c'è molto da dire in realtà...”
“...Masaki...”
“Ora è il re di Midori. Non si sente ancora all'altezza ma si sta impegnando come può per non deludere nessuno”
“Capisco...”
“Ora è nel Regno dell'Est. C'è stato un concilio dei regnanti per decidere come contrattaccare i Troll che hanno distrutto il Regno Grigio sterminando la famiglia reale dei Tamamori conquistando il potere. Si dice che stiano pianificando di attraversare il mare e invadere anche le nostre terre.” spiega Satoshi.
“Lui che odia i conflitti e ama la pace... “ mormora Yamiyo “Piuttosto. Mi son o svegliato su un'altare nel giardino. E' stata una sua decisione?”
“Si. Non voleva farti tumulare nella tomba dei Matsumoto però Jun...”
“Yamiyo”
“Yamiyo...” ripete Satoshi sospirando “Masaki non ha accettato quello che hai fatto anche se per vendicarlo per cui...”
“Mi ha fatto una tomba sontuosa come un altare votivo ma mi ha segnato come traditore del regno...” conclude il mago senza scomporsi “Beh tanto ormai non mi serve a niente una reputazione... non qui a Midori...”
“Che vuoi dire?”
“Non ho idea di come mai sono di nuovo vivo ma... è una seconda possibilità. Forse i miei poteri non torneranno mai potenti come prima della morte ma sento che scorre ancora in me la magia. Posso trovare il modo di gestirla e accrescerla con altri mezzi”
“E dove andrai?”
“Dal noioso cavaliere?” chiede Kazunari con un sorrisetto.
“Quel topolino è ancora vivo?”
“Era distrutto dopo la tua morte. Jun... Yamiyo...” si corregge subito Satoshi vedendo il sopracciglio dell'amico alzarsi “Lui ti amava... anzi lui ti ama ancora adesso!”
“Non è un mio problema”
“Se hai avuto la megliuo su Tatsuya è anche grazie al suo amore che ha fatto rinascere il tuo cuore nel petto”
“Ok allora mi metterò un bel vestito, dei fiori nei capelli e correrò da lui dicendogli che lo amo, di sposarci e mettere su famiglia”
“Ah quindi avevo ragione in realtà sei una donna!”
“Non avrò più i miei poteri mostriciattolo ma posso sempre strangolarti con le mie mani!”
“Così poi ti si rovinano quelle belle unghiette da micetta”
“Ti uccido!”
“Ora piantatela voi due. Non fate i bambini. Credo solo, Yamiyo, che dovresti avere un po' di riconoscenza nei confronti di quel poveraccio innamorato...”
“Magari gli fai un lavoretto...”
“Kazu!”
“Ohhhh sto solo dando consigli...”

Intanto Sho, nella stanza segreta dello studio di Villa Matsumoto, guarda le due pietre che ora hanno smesso di brillare.
“Sei in possesso delle pietre più potenti al mondo mai esistite al pari della pietra filosofale! Se contiamo che hai pure un drago al tuop servizio al momento tu sei l'uomo più potente al mondo! Potresti governare tutto quanto! Ehi ma... perché quel muso lungo?” chiede Subaru vedendo lo sguardo abbattuto di Sho.
“E' che... cosa me ne faccio del potere assoluto se la persona che amo non è più qui con me?”
“Stai diventando ripetitivo...”
“Può anche darsi!” si scalda il cavaliere “Ma butterei a mare tutte e due le pietre se questo volesse dire avere qui Yamiyo vivo! Come lo vorrei!” urla e le due pietre riprendono a brillare.
All'improvviso qualcosa casca addosso a Sho schiacciandolo a terra.
“Maledizione è crollato il soffitto! Subaru toglimi questa trave di dosso! E' pesantissima!” boccheggia Sho.
“Se quella è una trave... è la trave più bella che abbia mai visto...”
“Non mi pare di aver preso peso....”
Quella voce, quel tono scocciato e infuriato allo stesso tempo...non può essere vero.
Il peso si sposta da sopra Sho e lui lo vede. Yamiyo vivo e vegeto di fronte a lui.
Incredulo Sho si lascia aiutare da Subaru a rialzarsi senza staccare un secondo gli occhi di dosso al mago.
“E' un sogno... non può essere vero...”
“Mi offro volontario per darti una botta in testa” dice Yamiyo spolverandosi l'abito. Emozionato e ancora confuso, Sho lo abbraccia forte “Ehi ehi ehi lasciami subito! Piuttosto dove siamo?”
“Sei davvero... Jun?” chiede Ryo stupito.
Yamiyo riesce a togliersi di dosso Sho lanciandolo contro a Subaru.
“Ryo vero? Il cugino di Masaki...”
“Non eri morto?”
“E ora sono qui. Buffa la vita non trovi? Allora.... qualcuno è così gentile da dirci dove siamo? Fino a poco a fa ero nel giardino del Palazzo reale di Midori e ora... non lo so”
“Questa era casa tua”
“Eh?”
“Su su ora spieghiamo tutto. Ora usciamo prima che dal soffitto ci caschi in testa qualcun altro” suggerisce Subaru precedendoli.
Sho rinfodera la spada Murasaki e lo segue insieme a Ryo e Yamiyo.
Il mago riconosce il vecchio studio del padre.
Ryo li fa accomodare.
A Yamiyo da un po' fastidio che quel marchese la faccia da padrone anche se sono anni che non mette piede in quella casa. Rivolge lo sguardo al quadro della madre salutandola interiormente.
“Allora come hai fatto a...”
“Posso restare solo con Yamiyo?” Sho interrompe Subaru che, senza aggiungere altro, esce dalla stanza con Ryo.
“Ti avverto subito che se riprovi a mettermi le mani addosso ti uccido”
“Io ancora... non riesco a crederci. Sei qui davanti a me”
Yamiyo non risponde e si siede sul divanetto fulminando il cavaliere con lo sguardo che stava per sedersi vicino a lui. Sho è costretto a sedersi sulla poltrona davanti al mago e lo guarda.
“Mi fai venire i brividi se mi guardi in quel modo da maniaco”
“Non eri il mago oscuro più potente al mondo? E ora hai paura del mio sguardo?”
“Sei diventato ancora più impertinente ultimamente...”
“Mi sei mancato così tanto...” ribatte Sho ignorandolo.
“Che facevi qui?”
“Avevo qualcosa da cercare qui mentre mi dirigo verso Kohaku per riprendermi il regno che fu dei miei antenati” spiega spiccio il ragazzo.
“Vuoi diventare re?” chiede Yamiyo studiando la sua espressione.
“Non solo. Voglio rendene omaggio alle nostre dinastie”
“Come? Nostre?”
Sho si sporge più vicino a Yamiyo con aria cospiratoria.
“Hai mai sentito parlare del regno di Ametista?”
“E' l'altro regno perduto. Ne parlò una volta il nostro tutore durante una lezione ma che centra?”
“Furono i tuoi antenati a fondare quel regno”
“Mi stai dicendo che discendo da una famiglia reale decaduta?”
“Voglio riappropriarmi dei nostri regni...”
Yamiyo pianta gli occhi su Sho.
“Perché vuoi fare una cosa del genere?”
“Lo sai bene perché....” Sho fa una pausa “Mi sento in debito con te Yamiyo...”
“In debito?” ride quello “Mi scoccia ammetterlo ma se non fosse stato per te non sarei sopravvissuto quando quel dannato culo di scimmia ha distrutto il mio cuore. Quello in debito sono io”
Sho prende la mano dell'altro e ne accarezza il dorso con il pollice.
“E' così bello averti qui” mormora.
Quel cuore che si era creato nel suo petto grazie all'amore di Sho ora batte forte.
Yamiyo non pensava che avrebbe mai battuto per qualcuno che non fosse Masaki.
Sho avvicina il volto a quello del ragazzo, le loro labbra sono a pochi centimetri le une dalle altre.
“Aspetta aspetta cado!” si sente strillare e n secondo la porta si spalanca e a terra franano Ryo e Subaru “Ti avevo detto di non spingere!” si lamenta il commerciante rialzandosi.
“Usa più rispetto in casa mia vecchio!”
“Veramente questa era casa dell'ora vivo!”
L'incanto è rotto.
Yamiyo allontana la mano di Sho e la sua espressione torna fredda come al solito ma il cavaliere può giurare di aver visto l'altro andargli incontro per baciarlo.
“Spiare la gente non è una cosa molto bella... soprattutto se sono io ad essere spiato” ringhia il mago guardando i due in malo modo. Alza la mano e quelli, spaventati, indietreggiano. Sulla testa di Subaru scoppia un fuocherello che però in breve tempo scema, bruciacchiando appena i suoi capelli.
“Beh...temevo ripercussioni più gravi dal grande mago oscuro Yamiyo...” ridacchia Ryo.
“Maledizione...” mormora Yamiyo.
“Piuttosto... pensate di trattenervi... tutti per la notte?” chiede Ryo che non nasconde il disappunto per tutti quegli ospiti inattesi.
“Si per favore. Domani ripartiremo” dice Sho ma il padrone di casa sta guardando Yamiyo.
“Il problema sono io?” chiede scocciato “Hai paura che ti uccida per riprendermi la casa? Puoi stare tranquillo. Questa casa ora appartiene a te perché Masaki te ne ha dato il possesso. Come vedi i miei poteri non sono al massimo e non posso trasportarmi dove vorrei quindi resto qui anche io per la notte”
Ryo annuisce “Vi faccio preparare le camere e do disposizione per la cena” detto questo si accomiata.
Sho sta per dire qualcosa ma Yamiyo lo zittisce solo con lo sguardo ed esce anche lui.
Quella casa... da quanti anni non vi mette piede.
Padre... chissà se siete ancora vivo... non vi vedo da quel giorno...
Si domanda il ragazzo fermandosi davanti a uno degli specchi appesi nel corridoio.
Prova prendere le sembianze di qualcun altro ma l'unica cosa che cambia nel suo aspetto sono gli occhi che da viola diventano rosa. Li fa ritornare normali e sospira.
Forse ha davvero ragione Satoshi nel dire che aveva tutti quei poteri per uno scopo e ora che aveva raggiunto il suo obiettivo non gli restavano poi molti poteri.
Non ha la benché minima idea di come abbia fatto a tornare in vita e la curiosità gli dice di cercare risposte.
Ora ha una seconda possibilità. Una seconda vita... una vita che dovrà passare lontano da Midori e da Masaki ora che il suo nome è macchiato di tradimento.
Sin da quando aveva capito di amare qualcuno del suo stesso sesso, un principe per giunta, sapeva che non sarebbe mai finita bene.
Cercava di godersi ogni attimo di intensa felicità che passava con Masaki consapevole che un giorno lui sarebbe salito sul trono al posto del regno e avrebbe sposato una principessa con cui avrebbe continuato la discendenza degli Aiba.
La follia di Tatsuya ha solo accelerato le cose.
Pensare al suo amore che prendeva in sposa una donna, al Jun di allora provocava un enorme dolore.
Ora, pensando che presto o tardi succederà davvero, non sente più quel profondo dolore dilaniargli il petto forse perché ora c'è Sho...
Il ragazzo viene richiamato da una terrorizzata cameriera che lo informa che la cena è pronta.

I quattro cenano nella sala da pranzo in silenzio.
Sho non riesce a staccare gli occhi da Yamiyo che, non appena finito di cenare, coglie l'occasione per svignarsela.
Cala la notte e tutti vanno a dormire.
Sho però non riesce a prendere sonno e va a girovagare per la villa.
Passa davanti alla stanza che Ryo ha assegnato a Yamiyo.
La porta è socchiusa e si vede la luce delle candele a illuminarne l'interno. Entra ma del mago nessuna traccia.
Sta per uscire quando nota che quella è una stanza per bambini. Ci sono ancora alcuni giochi oltre al letto e, nell'angolo una culla.
Doveva essere la camera di Yamiyo quando era piccolo.
Sfiora la stoffa con cui è rivestita la culla immaginando Yamiyo appena nato.
Doveva essere carinissimo...
Sorride facendo girare la giostrina con piccoli oggetti in legno.
Una spada, una farfalla, una colomba, un drago.
Volta la sagoma dell'animale e vi trova inciso sopra “Souon”.
Lo stesso nome del drago scarlatto.
“Ti si è risvegliato l'istinto materno?” si sente chiedere.
Senza il minimo timore il cavaliere si volta e trova Yamiyo appoggiato allo stipite della porta che lo guarda “La tua faccia lascia trasparire i tuoi pensieri lascivi...” storce il naso il mago.
“Sono più pensieri romantici...”
“Peggio ancora.... Che combini?”
“E' la tua culla vero?”
“Si. Tramandata da generazioni di Matsumoto. Era del capo..ehi!”
Mentre Yamiyo rispondeva, Sho aveva iniziato a spogliare quel piccolo lettino per infanti del suo rivestimento.
“Ti sei ammattito?!”
Una volta spogliata di tutto, Sho osserva ogni pezzo di legno perfettamente incastrato con gli altri finché...
“Lo sapevo...”
“Sapevi cosa?” Yamiyo si avvicina e guarda anche lui dove Sho gli indica di leggere l'incisione “Con amore... Sousuke. Sousuke?”
“E' il nome dell'ultimo re di Kohaku e del primo cavaliere della guerra. Sakurai Sousuke.”
Yamiyo lo guarda incredulo.
“Mi stai dicendo che il tuo antetato ha fatto un regalo al mio perché in realtà... non era un Matsumoto il bambino ma un Sakurai?”
“No” nega Sho “Non aveva una storia con Ichimura Satsuki. Penso piuttosto che Sousuke e Matsumoto Ren, ultimo re di Ametista... si amassero.”
“COSA?!”
“La moglie di Ren, nelle memorie che ho trovato, scrive degli ultimi momenti del grande incendio che distrusse Kohaku. Rimase vedova perché il marito andò in aiuto all'amico Sakurai per combattere il Drago Metallico. Sia Satsuki, che era incinta che i Sakurai, scapparono a Midori dove ottennero protezione ma in cambio perdettero i loro titoli reali. I Sakurai diventando cavalieri della guerra e Satsuki ottenne un titolo nobiliare per il figlio che aspettava. Forse si sono incontrati e anche se non poteva riportare in vita Ren, Sousuke regalò alla vedova questa culla altrimenti non si spiega perché ci sia la scritta con amore.” ipotizza Sho.
“Tutto ciò è assurdo! I nostri antenati innamorati...”
“Che due uomini si amino non è poi così strano no? Tu meglio di chiunque altro dovresti saperlo...” afferma il cavaliere in tono grave.
“Si... ma...”
Yamiyo non riesce a ribattere e lui ha sempre qualcosa con cui ribattere.
Non lo sconvolge il fatto che i due potessero amarsi in quanto uomini ma piuttosto il fatto che fossero proprio i loro antenati.
“E poi...” riprende Sho “Sulla sagoma del drago vi è intagliato il nome di Souon, il drago scarlatto...”
“Sembra una barzelletta...” prova ad ironizzare Yamiyo ma Sho sembra molto serio.
“Io lo definirei un brutto scherzo del destino.”
I due ragazzi si guardando negli occhi intensamente.
L'aria intorno a loro si fa elettrica.
Sembra di sentire rimbombare nell'aria il rumore dei loro cuori che battono.
“Yamiyo...”
Prima che Sho possa continuare, qualcuno irrompe nella stanza.
“Scusate... di nuovo! Però stavolta non stavo origliando!” si giustifica Subaru tutto agitato.
“Che c'è ora?!” strilla Sho stufo di queste continue interruzioni.
“Il marchese... si quel Ryo... ha mandato un messaggero ai gendarmi”
“Eh? Perché?”
“Perché sono vivo...” intuisce Yamiyo “Sono un traditore del regno e visto che non sono più morto sono un ricercato. Posso essere incarcerato e processato ma con l'accusa di tradimento verrò sicuramente giustiziato”
“Non possono farlo!”
“Si... e Ryo è stato molto furbo. Sa che i miei poteri sono deboli.. per questo ci ha proposto di restare qui...ora sono un comune essere umano...”
“Assolutamente no!” ringhia Sho “Subaru prepara i cavalli e rubane uno per Yamiyo. Scapperemo”
“La gendarmeria sarà qui a momenti...”
“Allora muoviti! Ci troviamo tra meno di mezz'ora all'ingresso delle stalle!”
“D'accordo” e Subaru corre via.
Sho guarda Yamiyo che non fa trasparire la minima emozione.
“Non abbiamo molto tempo andiamo”
“Rischi di diventare un traditore anche tu”
“Non mi importa. Tanto lo sarò comunque non appena mi riprenderò il mio regno e verrò meno al patto fatto con gli Aiba il giorno che ci hanno dato riparo a Midori”
“Con quest'aria ribelle sembri quasi attraente...” sorride Yamiyo.
“Caspita... tu che mi fai un complimento... ne sono onorato”
Il mago posa le labbra su quelle di Sho delicatamente ma quello non ha il tempo di ricambiare che già si è scostato.
“Non montarti la testa... topolino”
“Andiamocene e in fretta.”
“Aspetta non ancora”
“Vuoi farti catturare?”
“No. Ma devo prendere una cosa” afferma sotto lo sguardo penetrante di Sho “Si tratta dell'amuleto della mia antenata. Credo che in realtà sia una pozione. Non so di cosa si tratta ma può esserci utile qualunque cosa magica.”
“Va bene ma dove la troviamo?”
“Nella camera dei miei genitori, o meglio nella camera di Ryo ora. È nascosta”
Sho lo guarda per un istante poi annuisce.
“Prendiamo l'amuleto e poi gambe in spalla”
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