shinhiroki: (cucciolo)
[personal profile] shinhiroki
Mi doppio ma ho il capitolo pronto da sabato... dunque meglio proseguire! :)

TITOLO: Il cuore delle tenebre 2 -il regno di Kohaku-
FANDOM: Arashi
GENERE: angst, au, fantasy
PAIRINGS: ohmiya/sakumoto/aimoto
RATING: R
Capitolo 10

“Come?” chiede Tatsuya incredulo.
Il trambusto aveva svegliato tutti poco prima e tutti e tre avevano sentito le parole di Sho.
“E' impazzito?” chiede Kazunari guardando Satoshi per chiedere conferma “Lo è sicuramente perché ieri voleva uccidermi affinché lo aiutassi a trovare il suo grande amore e ora sta dicendo che non lo ama più?! E' uscito di senno definitivamente!” decreta la Kitsune.
“Sho ma che stai dicendo?” gli chiede Satoshi.
Sho è rimasto a bocca aperta per le sue stesse parole.
“Tu sei completamente stupido!” strilla Tatsuya dando alla voce di Yamiyo una nota fastidiosa “Che ti dice il cervello?”
Il suo piano potrebbe andare a monte per colpa di Sho.
Vuole togliere tutto a Jun, strappargli ogni barlume di felicità ma questo non è il modo in cui lui aveva progettato di farlo.
Il legame tra l'acerrimo nemico e il guardiano del drago scarlatto Souon è uno tra gli aspetti fondamentali del suo piano.
Ora ha assolutamente bisogno di quel cavaliere babbeo.
“Come a sarebbe a dire che non mi ami più?”
“Non ho perché ora i miei sentimenti per te si sono raffreddati...”
“Nel giro di una notte?”
“Lo so...neanche io so spiegarmi il perché Yamiyo!” urla Sho “Ma è così che mi sento! Sono sollevato che tu sia qui...sano e salvo ma...ma non lo so! Non lo so perché ti guardo e..e non provo niente! Cn tutto quello che abbiamo passato insieme...con tutto quello che ho sofferto quando ti ho perso...la gioia di quando ho visto che eri vivo e sei tornato da me....te lo posso giurare quanto fossi felice Yamiyo! Ma ora....”
Gli occhi di Yamiyo, che per la prima volta lo guardano con paura, non gli fanno lo stesso effetto che gli avrebbero fatto solo il giorno prima.
Non riesce a spiegarsi perché il suo cuore non batte più forte quando i suoi occhi si posano sul mago.
Va tutto a puttane!
Pensa Tatsuya nel panico.
Ha preso apposta le sembianze di Yamiyo per usare a suo vantaggio i sentimenti di Sho e questo dice di non amarlo più, anzi di non amare più Yamiyo.
“So che adesso mi stavi aiutando controvoglia, solo per riprenderti il Regno di Ametista... credo che...”
“Che?”
“Ognuno possa andare per la propria strada”
Satoshi guarda Sho sbalordito.
Ha ragione Kazunari! E' impazzito del tutto.
Tatsuya non sa più che pesci pigliare.
Deve farsi venire in mente qualcosa alla svelta o tutto il suo piano andrà in malora.
Sho si allontana da lui così, l'impostore, decide di tentare il tutto per tutto.
“Non ti interessa neanche sapere chi mi ha ferito? Sei talmente egoista e stufo di me tanto da infischiartene completamente ora? Non mi hai chiesto niente!”
“No! E' importante sapere chi ti ha attaccato perché sicuramente ci riproverà” si intromette Subaru.
Sho guarda Yamiyo senza sentire quella famigliare stretta al cuore che prima sentiva.
“Chi è stato? Lo conosciamo?”
“Tatsuya” afferma scioccando gli altri.
“No no no no aspetta un attimo maghetta” ridacchia nervosamente Kazunari “Quel lurido culo di scimmia è morto! Lo hai visto anche tu....prima di schiattare tu stesso!”
“Kazu...” lo rimprovera Satoshi.
“Invece è vivo!” risponde brusco Tatsuya “Come lo sono io! E poi è stato lui a ferirmi! Non ho le travecole!”
“Questo cambia tutto” afferma Sho.
“Allora mi ami ancora!”
“Da quando sei così smanioso di essere amato dal noiosone?”
“Se quel maledetto è ancora vivo tenterà di vendicarsi di tutti noi. Anche Midori e il suo re sono in pericolo... forse è per questo che Masaki vuole parlare con te”
“Dubito che Masaki sappia che Tatsuya è tornato in vita....” afferma Satoshi “E' una persona molto trasparente e sincera e per quanto non sia un periodo facile se lo sapesse sarebbe oltremodo turbato alla notizia e lo avremmo notato... se non io sicuramente Kazu lo avrebbe capito!”
“Ma tesoro quanto sei dolce! Sei intuitivo ma sei più concentrato su di me” sorride ampiamente il mezzo demone.
“Torniamo al punto per favore...” borbotta Sho senza smettere di guardare Yamiyo “Quindi quel culo di scimmia che, come te possiede poteri magici... ti avrebbe colpito.. con una freccia?”
“Non è stato proprio lui...”
“Ma hai appena detto...”
“Il cavaliere misterioso!” esclama Satoshi.
Se non fossi così stoltamente buono saresti un sottoposto perfetto Satoshi.
Pensa Tatsuya riconoscente all'ex amico di avergli dato un ottimo suggerimento per la sua storiella.
“E' stato un cavaliere ma non ho visto il suo volto. Aveva un elmo che lo copriva. Lui mi ha ferito mentre tentavo di scappare”
“Ora capisco il perché di quella strana posizione...” riflette Sho “Ma non ho notato che avesse un arco...”
“Tatsuya lo ha fatto apparire direttamente nelle sue mani...”
Sho non sembra convinto.
Che senso ha far apparire un arco con delle frecce nelle mani di quel cavaliere quando Tatsuya, da solo, con i suoi poteri poteva non solo ferire Yamiyo ma addirittura ucciderlo.
“MA io dico... perché tendere un attacco in due e non ucciderti?” chiede Kazunari dando voce ai pensieri di Sho “Quello ti odia e ora non sei proprio al massimo delle capacità! Sarebbe stato uno scherzo da ragazzi ucciderti!”
“So il fatto mio!” ribatte Tatsuya offeso “So difendermi infatti ho ferito il cavaliere d'argento”
Cavaliere d'argento?
Sho lo guarda ancora più stralunato.
Lo hanno sempre definito cavaliere misterioso perché lui lo chiama d'argento? Per via dell'armatura? Lo ha visto così da vicino? E come ha fatto ferirlo se lui nemmeno è riuscito a scalfirlo?
Un altro strano pensiero si insinua nella sua mente e quasi si commuove.
L'idea che il ragazzo che ha davanti agli occhi, non sia il vero Yamiyo.
Se pensa al vero mago, senza sapere dove si trovi e se sta bene, sente montare ansia, preoccupazione e rabbia.
La sua mente, il suo cuore, il suo spirito, il suo intero essere gli hanno solo dato segnali lampanti: quello non è Yamiyo ma solo un impostore.
Non crede molto alla storia della resurrezione di culo di scimmia ma se è risorto Yamiyo...
Magari la vera identità della persona lì con loro è quella del cavaliere in più si vede che non conosce bene il vero Yamiyo, farfuglia troppo e ha delle reazioni isteriche diverse da quelle del mago. In più Yamiyo, al sapere che lui non lo amava più si sarebbe messo quasi a saltare di gioia.
Vorrebbe smascherare l'impostore ma non può. Deve stare al gioco e scoprire le sue intenzioni oltre che scoprire dove sia Yamiyo anche se si in cuor suo sente che sta bene.
“Bene” dice battendo le mani “Satoshi secondo me è meglio partire. Non è saggio restare qui. Culo di scimmia e quel cavaliere potrebbero attaccarci di nuovo”
“Possiamo far salire Jun e Kazu nel carro”
“E la missione che ci aveva affidato il reuccio?”
“Masaki mi ha dato un ordine ma Midori si sta riprendendo ora... non è il caso di riportargli lì Jun con la consapevolezza che Tatsuya vuole vendicarsi e scoppierebbe un'altra battaglia. A mio malgrado devo disobbedire al mio re”
Kazunari lo guarda con gli occhi sgranati.
“Che ribelle che sei!”
“Raccogliamo le nostre cose”
“D'accordo” conviene Tatsuya.
Anche se non come aveva progettato lui, le cose pian piano volgono a suo favore.
Sho e Satoshi si scambiano un'occhiata eloquente e si allontanano senza insospettire Yamiyo.
“Quello non è...”
“Yamiyo” finisce la frase Sho a bassa voce, felice di non essere l'unico ad averlo capito “Reggiamogli il gioco e scopriamo dov'è finito Yamiyo... quello vero”
“Allora tu...”
“Lo amo” sorride.

Intanto a Kohaku Yamiyo si sta facendo delle grasse risate da quando Sho ha detto di non amarlo più.
“Ti fa così ridere sapere che il tuo uomo non ti ami più?” gli chiede il cavaliere dopo avergli portato la colazione ed essere rimasto nella sala a guardare gli sviluppi del piano di Tatsuya.
“Non me ne può fregar di meno”
“Davvero?”
“Se non mi ama più, tanto meglio! Meno scocciature per me una volta che sarò libero da questa gabbia”
“Non ci credo che tu sia davvero così freddo e insensibile”
“Che tu ci creda o no, a me non cambia niente. Ma il fatto che Sho non mi ami più cambia tutto nei piani di Tatsuya se voleva usare i sentimenti di Sho per i suoi scopi” ride Yamiyo.
“Se davvero lui non prova più niente per te, come sostieni, e non te ne importa nulla...allora siete spacciati”
“Ancora con questa storia... io posso sconfiggere Tatsuya ad occhi chiuse e con le mani legate dietro la schiena!”
“Ti infervori perché sai che ho ragione. L'unione tra te e il guardiano del drago scarlatto nonché cavaliere della guerra, sarebbe più che potente se sapeste sfruttarla! E anche se non piangi, sbraiti e urli...quando lui ha detto che non ti ama più è stato il tuo cuore a strepitare. Sei una persona! Una persona con dei sentimenti, passione. Tanta passione se sei arrivato anche a sacrificare tantissimo per amore del principe di Midori. Penso che anzi, tu sia la persona più sensibile di tutte.” esclama il cavaliere.
“Quando hai finito di sparare stupidaggini a raffica dimmelo che intanto io mi schiaccio un pisolino”
“Non fare l'ipocrita. Sei meglio di quanto vuoi dare a vedere e provi qualcosa anche tu per quel ragazzo.”
“Caro studioso dell'animo umano dei miei stivali....ti pregherei di smetterla di sprecare fiato inutilmente e di annoiarmi così tanto”
“Non sconfiggerai mai quel dannato bastardo da solo con questo atteggiamento! Ritrova la tua umanità!” gli urla contro il cavaliere.
“Se ritrovare l'umanità vuol dire tornare quello che ero un tempo, preferisco vivere per l'eternità in questa gabbia magica. Quel Jun non è rinato, l'unico che è risorto è Yamiyo che ha la forza di vincere la morte”
“Yamiyo non può vincere senza l'aiuto di Jun” afferma il cavaliere drizzandosi in piedi “A Yamiyo serve l'umanità di Jun, a Jun serve la sicurezza di Yamiyo e in più l'unione con Sho porterà a poter disporre di poteri immensi per distruggere Tatsuya”
Yamiyo sbuffa scocciato “Bla bla bla. Tante parole inutili. Jun è morto. Io sono qui. Io sono Yamiyo. Sono un mago oscuro e ucciderò, questa volta definitivamente, Tatsuya!” esclama infervorato.
“Allora preparati ad un'inesorabile disfatta causata dalla tua testardaggine e dal tuo immenso orgoglio” e afferrato il vassoio, dopo aver fatto entrare il braccio nella gabbia, fa per andarsene ma ha la guardia abbassata.
Yamiyo lo afferra per il polso e lo tira dentro per metà corpo nella gabbia.
Se il cavaliere può entrarne e uscirne a piacere...
Quello, per non farsi vedere in volto si ritrae in tutta fretta ma con se tira fuori dalla gabbia anche il mago.
“Come...”
“Non sono diventato un potente mago oscuro ieri sai? Conosco tanti bei trucchetti...” gli sfila la spada dal fodero e gliela punta alla gola “Ora ti sei ammutolito vedo”
Quello non si muove e scoppia in una fragorosa risata.
“Sei stato un allievo migliore di quanto già non sapessi”
“Allievo?” chiede confuso Yamiyo “Ma tu chi diavolo sei veramente?”
“Non pensavo che ti saresti liberato così in fretta...” ammette l'uomo “Ma forse è meglio così. Non c'è molto tempo visto che Tatsuya si sta muovendo”.
Detto ciò si toglie finalmente l'elmo di fronte a Yamiyo che indietreggia di un passo, facendo cadere la spada per lo stupore “Tu...”
“Si Jun...sono io”
“Padre... siete...”
“Abbiamo già fatto questo discorso” sorride Taro Matsumoto “Solo che non te lo ricordi”
“Se questo...è un altro degli sporchi trucchi di quel bastardo...”
“No Jun. Ora ascoltami. Sono proprio io” dice facendolo sedere con sé sulle radici dell'immenso albero di ciliegio.
“Vi credevo...” inizia a dire Yamiyo ma non sa che dire all'uomo che credeva morto da anni “Siete... risorto anche voi?”
“No Jun. E mi hai già fatto tutte le domande possibili e io ti ho risposto”
“Perché non me lo ricordo?”
Taro Matsumoto guarda tra i rami dell'albero dove si susseguono senza sosta le immagini di quello che succede più a nord di Kohaku. In quel momento la truppa sta partendo.
“Non ricordi perché ho fatto in modo che tu dimenticassi”
“Perché?”
“Non ho tempo ora per raccontarti di nuovo tutto. Ti ridarò i tuoi ricordi”
Sempre più confuso, Yamiyo lo guarda.
L'ultima volta, che si ricorda di aver visto suo padre, era il giorno in cui lui lo lasciò al palazzo reale di Midori per partire per una guerra.
Da allora non lo vide mai più.
Masaki continuava a ripetergli di non perdere la speranza, che un bel giorno il padre sarebbe sicuramente tornato da lui. Ma gli anni passavano e dell'uomo non avevano più notizie.
Il Jun di allora, si era quindi rassegnato all'idea che il padre, unico famigliare che gli era rimasto al mondo, fosse morto sul campo di battaglia anche se nessuno aveva mai riportato a palazzo il suo corpo senza vita.
“Fidati Jun” gli dice il padre mettendogli le mani sulla testa, con i pollici premuti sulla fronte “Fidati di me. Lasciati andare e chiudi gli occhi.
Lentamente, sembrava come se della nebbia all'interno della sua testa, si diradasse lasciando spazio alla luce...

Tutto intorno si sentivano delle urla. La servitù di palazzo asseriva che il giovane Tatsuya era impazzito e aveva assassinato sua Maestà Katsuhisa.
Jun scattò a correre dentro al palazzo verso la sala del trono dove trovò Tatsuya intento a ridere sguaiatamente, il re Katsuhisa ucciso sul proprio trono e Masaki a terra, sotto l'effetto di un incantesimo del sonno.
Provò ad attaccare Tatsuya, in preda alla collera ma quello, possedeva dei poteri magici di cui non era a conoscenza mentre lui solo la spada del padre di Masaki .
Tatsuya riuscì anche a ferirlo. Jun si sentiva già spacciato ma non voleva morire. Voleva vivere.
Masaki era la persona più importante della sua vita tra le poche persone a cui voleva bene nel palazzo.
Non poteva morire.non può lasciare che Tatsuya lo uccida senza lottare fino all'ultimo respiro.
Spalancò gli occhi sentendo qualcosa scavargli il petto. Tatsuya gli stava strappando il cuore dal petto.
“Vivi Jun. Senza un posto in cui stare, senza una famiglia, senza l'uomo che ami...senza il tuo cuore.”
Schioccò le dita e Jun si ritrovò nella foresta tutto solo.
Urlò con tutto il fiato che aveva in gola per la disperazione.
Non aveva nessun senso vivere senza un cuore, senza Masaki...
Doveva fare qualcosa.
Si ricordò di quando, da bambino, suo padre gli raccontava vecchie leggende quando lo metteva a letto.
L'uomo si raccontava soprattutto della magia e lui ne era affascinato e allo stesso tempo impaurito.
“La magia ha sempre un prezzo Jun” gli diceva spesso il padre “Soprattutto quella più buia ed oscura”
E seppe in quel momento cosa dovesse fare.
“Voglio essere forte. Voglio diventare il mago oscuro più potente” urlò al cielo.
Una voce gli rispose “Cosa vuoi sacrificare per ottenere i miei poteri? Tu non hai nulla per me. Il Grande Male Oscuro nel mondo. Non ti darò parte dei miei poteri se non mi darai qualcosa in cambio” tuonò.
Jun si sentiva veramente perduto. Sacrificare qualcosa? Ma cosa? Non aveva più niente. Solo la sua vita.
“Ti hanno portato via il cuore è solo mezza garanzia per me” disse la voce “Cos'altro puoi offrirmi o tu che non puoi più amare?”
A quelle parole, Jun iniziò a tremare ma in lui si fece strada una certezza. Non avrebbe più potuto amare senza cuore, anche se avesse salvato Masaki e lo avesse risvegliato oltretutto aveva già dato come garanzia la sua vita.
“L'amore... l'amore della persona più importante per me” disse con voce tremante. Una volta compiuta la sua missione sarebbe sicuramente morto e sarebbe stato meglio se Masaki non avesse più provato amore per lui così da poter andare avanti con la sua vita.
“Essia giovane uomo. Ti darò i poteri oscuri e quando avrai compiuto la tua vendetta mi prenderò tutto ciò che mi hai promesso”
Così Jun fu avvolto da alte fiamme nere e viola. Sentì l'oscurità entrargli dentro e iniziare a scorrere come veleno nelle vene.
Il solo muovere le mani spazzava via ogni cosa che fosse intorno a lui. Era fortissimo ma incontrollabile. Temeva addirittura di implodere con tutto quel potere dentro di sé.
“Oh mio Dio... Jun...”
Jun si voltò e trovò il padre ce credeva morto. Era un po' invecchiato con qualche ciocca argentata tra quelli che ricordava fossero capelli corvini come i suoi e indosso la sua armatura da battaglia d'argento.
“Padre!” esclamò incredulo. Dalla felicità partirono delle scariche elettriche nere che colpirono in piedi l'uomo scagliandolo contro delle rocce frantumandole “Non volevo! Padre!”
“Sto bene...e' un'armatura magica” disse rialzandosi “Ma tu, figlio mio che hai fatto?”
Jun scoppiò a piangere come un bambino. La sua disperazione causò addirittura un tornado nero.
“Jun lo so che sei disperato ma ti devi calmare...per favore”
A fatica Jun cercò di calmarsi. Fermate le lacrime sparì anche il tornado.
“Non possiamo restare a Midori. Ce ne dobbiamo andare”
“No no padre non posso devo salvare Masaki! Non posso fuggire!”
“Ora non puoi Jun. Causeresti più danni che benefici. Devi imparare il modo per controllare questi enormi poteri.”
“Padre vi prego... io... devo salvarlo” lo implora Jun agitandosi nuovamente.
“ti aiuterò io” lo rassicura Taro Matsumoto “Ma non sei pronto”
Mosso la mano e il paesaggio cambiò. Non erano più nella foresta di Midori ma in un enorme prato fiorito.
Tutto intorno era un tripudio di profumi: viole, lavanda, iris...
Poco distante un castello viola splendente e il villaggio vicino.
“Dove siamo?” chiese Jun guardandosi attorno.
“Questo è il nostro regno fondato dai nostri antenati che io mi sono ripreso. Il Regno di Ametista” Jun era stordito “Ora ti spiego tutto”
Così il padre gli racconto la storia dei loro avi mentre gli faceva fare il giro della loro immensa dimora, il castello di Lavanda.
Loro ora erano il re e il principe ereditario di quel regno. Dalla torre del castello, Taro gli mostrò il suo popolo felice e indaffarato nelle loro abitudinarie mansioni che poteva dormire sonni tranquilli grazie all'enorme cupola magica che circondava il regno e li proteggeva. Ciò non comportava esserne prigionieri. Potevano uscire ed entrare a loro piacimento.
Durante uno dei loro allenamenti avevano trovato Shun, un servo del palazzo reale di Midori che era stato molto amico di Jun nel periodo in cui viveva là.
Il ragazzo, scoperto che Tatsuya stava per lanciare su tutte le terre conosciute un incantesimo per manipolare i ricordi a svantaggio di Jun dopo che aveva scoperto che l'amico, ormai nemico, aveva ricevuto dei poteri magici.
All'interno della protezione della cupola, il regno di Ametista non ne sarebbe stato colpito.
A Jun non importava, che Tatsuya manipolasse i ricordi di tutti, lui era riuscito a gestire magnificamente i suoi poteri e poteva sconfiggere Tatsuya.
In quell'anno passato ad allenarsi, il suo carattere di era fortificato anche se era diventato più duro e un po' freddo dovuto anche all'oscurità dentro di sé.
“Ora sei pronto figlio mio” aveva detto suo padre cercando di mostrarsi forte di fronte al figlio pronto per compiere finalmente la sua vendetta “Shun ti affido Jun”
“Voi non venite Maestà?” chiede il giovane.
“No. Il mio posto è qui ora e Jun è fortissimo” abbracciò il figlio che gli crollò tra le braccia svenuto.
“Che gli avete fatto?!” strillò Shun.
“Gli ho cancellato dei ricordi dell'ultimo anno e modificato degli altri. Si dimenticherà di avermi ritrovato e del regno di cui è ormai il principe”
“Ma perchè? Vostro figlio vi vuole bene!”
“E' per il suo bene”
Tocca la fronte di Shun che cade a terra svenuto.
“Sono certo che un giorno potremo riabbracciarci nuovamente figliolo. Buona fortuna” e schioccate le dita fa sparire i due teletrasportandoli nello stesso punto in cui aveva trovato il figlio l'anno prima.
Dal momento che Jun riaprì gli occhi, rinnegò il vecchio Matsumoto Jun e fu la nascita di Yamiyo.


Yamiyo riapre gli occhi, una lacrima gli solca il viso, con la mano ne asciuga una sfuggita al padre.
“Ora ricordo”
“Quando ho saputo che eri morto....”
“Non voglio più dimenticare nulla padre” dice Yamiyo abbracciandolo “Ora andiamo a spaccare il culo a Tatsuya”.

Date: 2016-02-05 03:23 pm (UTC)
From: [identity profile] faby20m.livejournal.com
Ci avevo presooooooo *________________* sono felicissima, per una volta non ho sparato fesserie XD
E poi il cavaliere misterioso era troppo gentile con Jun, decisamente sospetto :3
e lo ha anche addestrato in passato *________* ... padre e figlio sono decisamente troppo fighi, non ce n'è per nessuno *_____________* e si sono ritrovati finalmente <3 però una cosa non capisco, perché il padre aveva cancellato i ricordi di Jun? Da cosa voleva proteggerlo? Uhmm... chissà, devo capire u__u
Su Jun ascolta i consigli di papà, unisciti a Sho, uniscitiiiiiii <3 XD
questo sembra essere la chiave di tutto XD e allora fallo, basta perder tempo u__u XD scherzi a parte, penso che debba dar retta al padre se vuole sconfiggere quella porcheria d'uomo e ritrovare la sua forza per dare vita ad un Jun diverso *__________*
Senza perdere chiaramente il suo brio e la vena sadica e crudele che contraddistinguono il nostro amatissimo mago oscuro <3<3<3 ...più umano si, ma meno cattivo no u__u XD
Detto questo.... Shoooooooooo *_________________* non ti ho mai amato così tanto come in questo momento XD non ci credo, ha capito tuttoooo XDD ed io che ero convinta che si facesse fregare alla grande XD bravo topolino <3 io lo avevo detto però, dopotutto sono le loro anime ad essere unite prima di tutto <3<3<3 non ci sono magie che tengano... prendi e porta a casa brutto culo di scimmia, tiè u__u
Maghetto e topino mio, ritrovatevi prestooooo che io devo sclerare appresso a voi XD
Un pensiero sorge spontaneo però, ma se il padre di Sho e il nostro fighissimo cavaliere d'argento si incontrassero, scoppierebbero scintille anche tra loro? XD no perché visto il rapporto speciale tra le due famiglie e l'indiscutibile attrazione che i componenti maschili provano reciprocamente tra loro da secoli, penso che la cosa non sia impossibile XDD sicuramente gradita dal mio punto di vista XD cosi magari Sakurai san la smette di andare contro il figlio e comincia anzi a dargli appoggio per tutto u__u XD
Ok basta scrivere ogni cosa che mi passa per la testa XD voglio il seguitoooooooooooooo *__________________* alcune cose stanno iniziando a venir fuori, ma c'è ancora tanto altro da scoprire e io sto impazzendo che voglio sapere *______________*
Grazie mille per quest'altro capitolo meraviglioso <3<3<3<3<3<3 attendo buona buona il prossimo *_________*
Edited Date: 2016-02-05 03:49 pm (UTC)

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