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[personal profile] shinhiroki
TITOLO: Il cuore delle tenebre 2 -il regno di Kohaku-
FANDOM: Arashi
GENERE: angst, au, fantasy
PAIRINGS: ohmiya/sakumoto/aimoto
RATING: R

Capitolo 11

“Dobbiamo raggiungere Satoshi e gli altri per smascherare Tatsuya” sta dicendo Yamiyo infervorato.
“Aspetta un attimo Jun” lo blocca il padre.
“Ma anche tu hai detto che non c'è più tempo...”
“Dobbiamo organizzare un buon piano d'attacco Jun. Lui ora è molto forte. Ha la spada Murasaki, la pietra del sole per non parlare del fatto che ha assunto le tue sembianze e anche se Sho afferma di non amarti più è ovvio che è dalla sua parte... la situazione non è rosea al momento”
“Non ho intenzione di stare guardare impotente quel balordo imitarmi malamente!”
“Jun sei ancora ferito...” prova ancora a dissuaderlo il padre.
“Non è un graffietto che mi fermerà! Io sono Yamiyo!”
“Maledizione!” sbotta Taro “Ho pensato di perderti un'infinità di volte non voglio riprovare quel dolore!”
Yamiyo si zittisce.
“Ascolta Jun...quando sei nato, tua madre è morta poco dopo...le ho giurato solennemente che ti avrei protetto invece, per dovere, ho dovuto lasciarti e andare in guerra col quel borioso di Sakurai Shun.... sono stato via così tanti anni... e al mio ritorno... invece che venire subito a prenderti... ho deciso di riprendermi Ametista...dovevo prima tornare da te...forse avrei impedito a Tatsuya di fare quello che ha fatto e a te di sacrificare tanto...avrei evitato che tu morissi...” si rammarica l'uomo.
“Padre...” lo interrompe Yamiyo “Non datevi pena. Non sono arrabbiato con voi. Avete fatto quello che ritenevate opportuno. Sia io che voi abbiamo fatto le nostre scelte, giuste o sbagliate che siano e il nostro regno e sano e salvo grazie a voi, ma piuttosto ditemi... come mai siete qui e vi fingente sottomesso a Tatsuya?”
“Quando ad Ametista mi giunse voce che eri morto non potevo crederci...lasci il comando al mio uomo più fidato e mi recai a Midori. Prima di arrivarci incontrai Tatsuya, anche di lui mi avevano riferito che era morto per mano tua e del cavaliere della guerra Sho. Abbiamo lottato ma lui era notevolmente più forte così ho pensato di dargli l'impressione di avermi battuto e di avermi come schiavo. Non sono così potente da batterlo da solo ma nemmeno così debole da poter soggiogato da lui. Sto solo fingendo e grazie alla mia messa in scena lui crede di potermi controllare a suo piacimento. Mi ha portato qui con me a Kohaku non sospettando che Ametista non può essere trovata per via dell'incantesimo. Stando al suo fianco potevo scoprire le sue intenzioni per poi chiedere aiuto a Sho...ma ho anche scoperto che sei tornato in vita...” sorride l'uomo “Dovevo solo
tener duro in attesa del momento in cui avrei potuto riabbracciarti e vederlo sconfitto...”
“Quindi lo hai aiutato a rapirmi”
“Il mio compito era tenere impegnato Sho. Non ha combattuto al massimo delle sue potenzialità. Era troppo preoccupato per te.”
Yamiyo sbuffa “E' un deficiente”
“Un deficiente che ti ama e non è come suo padre”
“Non dirmelo... anche voi con la storia del destino, del legame profondo tra Matsumoto e Sakurai...”
“Di certo voi due siete legati ma per mia immensa fortuna, io e Sakurai Shun no”
“Lasciamo perdere tutte queste cretinate e i Sakurai” sbuffa irritato il mago “Se siete qui, avete lasciato il governo di Ametista nelle mani del vostro uomo fidato... vi fidate così tanto di lui? Non Avete paura che vi detronizzi padre?”
“No. Okada Junichi è uno degli uomini migliori che io conosca. È un alleato indispensabile per me e... Megumi”
Yamiyo lo scruta.
“Vi siete risposato padre?”
“No no” scuote la testa Taro sorridendo “Megumi è una bambina” afferma osservando la reazione di Yamiyo.
“Una figlia nata da una relazione occasionale?”
“Se me lo chiedi con quella faccia mi fai paura Jun” ironizza il padre “No. Non sono il padre naturale. Ho trovato quella bambina in fasce fuori dai confini del regno. C'erano anche i suoi genitori morenti... stavano scappando per trovare una vita migliore ma sono stati attaccati da dei briganti. Hanno difeso la loro figlioletta con la vita. Prima mi morire mi chiesero di prendermene cura” spiega “Questo non vuol dire che abbia dimenticato tua madre Jun. Per me lei è insostituibile come lo sei tu”
“Non vi manca quella bambina?” chiede il figlio.
“Si molto e non sai quanto vorrei che la vedessi”
Yamiyo abbozza un sorriso.
“Dopo tanti anni da figlio unico, ritrovarsi con una sorella più piccola...”
“Sarebbe bello avervi tutti e due al castello di Lavanda. Megumi ha solo un anno, è vero, ma...ha un sorriso un contagioso, due occhietti vispi... mi ricorda così tanto tua madre...”
“Si vede quanto ci tenete e io non vedo l'ora di conoscere questa principessina ma affinché avvenga tutto ciò... dobbiamo prima sconfiggere Tatsuya o anche la vita della nostra Megumi sarà in pericolo”
“Sono d'accordo...” conviene cauto il padre “Ma, come continuo a ripeterti, dobbiamo creare un piano. Tu sei ferito...”
“Vuoi un piano? Ecco il mio. Taglierò loro la strada per affrontarlo e se quel cretino di Sho si metterà in mezzo...”
“E' troppo rischioso”
“Allora voi cosa suggerite?” chiede spazientito rivolgendo lo sguardo all'albero. Il gruppetto è in viaggio.
“Satoshi-san ha detto che il re di Midori, Masaki voleva parlarti. Andrai da lui”
“Cosa? Mi sbatterà in prigione! Non approvo il vostro piano padre!”
“Se vuoi vivere devi anche lasciarti alle spalle il passato. Anche se ami Sho devi delle spiegazioni a quel ragazzo”
“Padre...”
“Nessuna obiezione. Sono tuo padre, nonché re di Ametista. Tu ne sei principe farai come ti ho detto” dichiara solennemente il padre facendolo sparire.

Nel palazzo verde, intanto, Masaki sta ancora dormendo nel suo enorme letto nonostante sia mattinata inoltrata.
Sono accadute talmente tante cose che non è riuscito a prendere sonno se non alle prime luci dell'alba.
“Maestà...” si sente chiamare.
Ci vuole un po' per svegliarsi ma, quando apre gli occhi, per poco non gli prende un colpo.
Nagase, seduto sul letto, lo guarda vicinissimo al suo volto, forse troppo vicino.
“A...arciduca...”
“E' tardi. Non è meglio svegliarsi?” chiede mettendogli una mano sulla nuca e Masaki si sente sempre più vicino all'uomo.
“Siete caldo Maestà”
“Che... cosa... caldo...eh?”
“Per caso avete la febbre?”
“No...sto bene... credo”
“Masaki ti ho portato...” annuncia Toma, entrato nella stanza con un vassoio “Che cosa state facendo arciduca?!”
“Ho svegliato sua Maestà. E tu? Entri nelle stanze reali senza nemmeno bussare? Andresti giustiziato!”
“Gli sto portando la colazione! Voi piuttosto andreste giustiziato”.
I due si guardano in cagnesco.
Nagase lascia la presa sulla nuca di Masaki ma il ragazzo sente ancora accaldato quel lembo di pelle.
“Ora Masaki deve mangiare in pace. Esca arciduca.”
“Non gli rubo di certo il cibo. Resto qui” afferma l'uomo.
“Gli rovini la digestione!”
“Basta voi due!” interviene Masaki, dopo essersi ripreso un po' “Grazie per la colazione per la colazione Toma” gli sorride.
Il mago, tutto conteno, si siede sul letto vicino a lui.
“Ho pensato di portartela direttamente io per ringraziarti dell'ospitalità qui a palazzo. La camera è stupenda... sicuro che vada bene?”
“Più che bene! Piuttosto le tue cose sono ancora nella tua casa...non ne hai bisogno?” chiede il re gustandosi la colazione.
“Dai maghetto vai a recuperare le tue cianfrusaglie. Parti ora e non indugiare se senti nostalgia di casa tua. Restaci per sempre” ridacchia Nagase.
“Arciduca Nagase!” sbotta Masaki guardandolo severamente “Toma è qui per mio volere, per farmi un piacere. Io gli ho chiesto di essere il mago di corte. Se dovesse tornarsene a casa sarà lui o io a decidere, non voi.”
Nagase gli prende la mano guardandolo con ammirazione.
“Siete molto risoluto. Mi piacete così forte.”
Masaki arrossisce e Toma borbotta qualcosa a bassa voce.
“Voglio... che voi due collaboriate” asserisce guardando entrambi e non capendo perché il suo cuore batta all'impazzata.
I due continuano a guardarsi con odio.
“Se proprio dobbiamo...”
“Se tu vuoi così Masaki lo farò” sorride Toma.
“Grazie Toma.”
“Brutto...” Nagase non riesce a finire la frase perché, nella stanza all'improvviso, compare del fumo viola “Che diavolo?!”
La nebbia si dirada e appare Yamiyo.
“Yamiyo?!” strilla Toma sconvolto.
“Tu, mago oscuro. Non ti permetterò di fare del male a sua Maestà Masaki” lo affronta Nagase sguainando la spada.
“Chi è questo orango tango? E perché tutti, la prima volta che mi vedono devono tirare fuori la spada?” chiede il mago guardando storto il cavaliere che avanza di corsa verso di lui.
“Jun!” urla Masaki.
“Bloccati!” esclama Yamiyo rivolto all'uomo che immediatamente si paralizza “Si è bloccato...” mormora Yamiyo “Ovvio che si! Sono Yamiyo!”
Toma si avvicina a Nagase agitando la mano davanti ai suoi occhi.
“Si è bloccato...” ridacchia.
“Jun...sei tu...”
“Sono io... vuoi incarcerarmi?” chiede mentre Toma, presa della marmellata dal vassoio, la spalma sulla faccia pietrificata di Nagase “Quell'energumeno chi è?”
“E'...una lunga storia...” sospira Masaki “Ne abbiamo di cose di cui parlare...”
“Già...” conviene Yamiyo.
Nella stanza cala un silenzio imbarazzante, si sentono solo gli uccellini cinguettare fuori dalla finestra e lo scalpiccio dei passi di Toma che fa spola dal letto a Nagase per imbrattarlo.
“Toma...” lo richiama il re.
“Si scusa vado a prenderti altra marmellata”
“No non è per quello... vorrei parlare da solo con Jun”
“Oh...” Toma gli lancia uno sguardo preoccupato “Vi lascio soli. ma... lui?” domanda indicando l'arciduca.
“Non ci darà fastidio” risponde Yamiyo.
Toma annuisce e li lascia da soli.
Di nuovo cala il silenzio ma non è duraturo: Yamiyo scoppia a ridere e si siede sulla poltrona vicina al letto e il re sorride.
“Cos'è quest'atmosfera lugubre? Non siamo mai stati così silenziosi insieme. Non vorrai cominciare proprio ora?”
“No hai ragione...” conviene Masaki Sembra passata un'eternità”
“Sei nella camera di tuo padre. Ti ricordi quando ci infilavamo qui per giocare a nascondino?”
“Tu cercavi ovunque la sua corona per provarla ma mio padre la teneva sempre in testa” sorride Masaki “anche quando andava al gabinetto” dicono in coro ridendo.
“Era una gran bella corona però...non la porti?”
“Di certo non ci vado a dormire insieme e poi la metto solo nelle occasioni speciali”
“Io la terrei in testa sempre...”
“Ne abbiamo combinate così tante...” sorride Masaki allungando a Yamiyo le fragole “Ti piacciono ancora anche se sei ...”
“Cattivo?”
“Volevo dire cambiato...”
“Mi piacciono sempre” afferma prendendo la ciotola che il re gli porge.
I due si guardano dritti negli occhi per svariati secondi.
“Grazie... ti sei sacrificato veramente tanto per me e il regno. Non approvo molte delle tue scelte...”
“Ti devo dire molte cose Masaki. Ascoltami per favore”
Così Yamiyo inizia a raccontare tutta la verità al re.
Dal momento in cui Tatsuya aveva tradito tutti loro fino al rapimento del giorno prima senza omettere il ritrovato padre, quello che ha dovuto sacrificare per avere i poteri oscuri e che anche Tatsuya è vivo.
Masaki ascolta tutto guardandolo sconvolto.
“Tu... hai sacrificato...i miei sentimenti per te?”
“Non saremmo potuti restare insieme comunque. Se anche non avessi sacrificato la mia vita, tu eri destinato a diventare il re di Midori prima o poi per continuare la dinastia degli Aiba...” spiega Yamiyo.
“Ma sei tornato in vita...”
“Di certo non mi aspettavo di risorgere e poi non è dipeso da me ma da...”
“Sho...” lo anticipa Masaki “Non mi rende particolarmente felice sapere che come hai ottenuto i poteri oscuri... erano i miei sentimenti...volevo essere io a decidere”
“Mi dispiace... è stato indispensabile. Io il cuore non lo avevo più...”
“Avresti sacrificato il tuo amore per me allora...”
“Ora soffri di meno però...”
Masaki resta per un po' in silenzio “Hai detto che Sho non ti ama più...”
“Ma meno male! E' solo una scocciatura avere a che fare con lui! E' pedante e assillante. Ma , Masaki, so di averti ferito... ma non mi pento delle mie scelte. Purtroppo la nostra storia era destinata a chiudersi.”
“Sei molto cinico... non puoi dirlo con assoluta certezza...”
“Lo sapevi anche tu...e comunque ti vorrò sempre bene. Sei stato il mio primo amore”
“E tu il mio” sorride triste Masaki.
“Vedo che comunque hai un debole per i maghi”
“Eh?”
“Toma no?”
Masaki arrossisce.
“Non è come pensi”
“Allora com'è che è?”
“Sei insistente sai Jun?”
“Ci siamo sempre raccontato tutto tu ed io” Sorride il mago “Prima che essere due amanti eravamo migliori amici”
“Gli ho chiesto di diventare mago di corte tutto qui”
“E questo tizio imbalsamato?”
“E' l'arciduca Nagase Tomoya, uomo fidato e nipote di Sakurai Shun...”
“Dovevo capirlo che un babbeo del genere fosse parente di Sho...” sospira “E che fa qui?”
“E' qui in missione” dice Masaki e Yamiyo lo guarda non capendo “Sakurai-san vuole... far sposare il figlio così ha chiesto a me di trovargli una moglie.”
Yamiyo lo guarda in silenzio prima di scoppiare a ridere fragorosamente.
“Assurdo! Tatsuya si sta fingendo me per usare Sho mentre il padre gli sta cercando moglie!”
“Non sei minimamente preoccupato?”
“Decisamente no!” esclama Yamiyo “Anzi se si accasa tanto meglio! Mi lascerà in pace una volta per tutte per qui Masa, ti prego, fai del tuo meglio per trovargli una donna”
“Di tutto quello che vuoi Jun ma non ti credo” sorride il re “Ma è bello riaverti qui”
“E' bello vedere te comandare il regno”
“Farò togliere la taglia sulla tua testa e non sarai più bandito dal regno” annuncia.
“Ne sei sicuro?”
“Ho acconsentito alle richieste dei generali e... in un primo momento ero arrabbiato con te per quello che avevi commesso, per essere morto... ma la verità è che ero arrabbiato e deluso da me stesso.non sono riuscito a salvare mio padre, Tatsuya ha fatto tutto questo per colpa della mia stupidità, sono caduto sotto incantesimo lasciando sulle tue spalle il compito di salvarci tutti... forse merito di non provare più amore per te... meriti di meglio...”
“Non sentirti in colpa Masa, te ne prego.Ora puoi fare grandi cose essendo il re e lo farai. Io credo in te” dice mettendogli una mano sulla spalla “Sconfiggeremo Tatsuya una volta per tutte”
Masaki lo stringe a sé, come faceva quando erano felici e innamorati.
“Masa...”
“Solo un minuto”
Yamiyo non si oppone e resta tra le braccia di Masaki.
“Ti voglio bene”
“Anche io”
“Puoi... liberare l'arciduca? Così immobilizzato mi fa pena”
“Spero di riuscirci... come ti ho detto al momento ho qualche problema coi miei poteri”
“E non vuoi sacrificare l'amore di Sho per te per riavere quei poteri” conclude Masaki.
“Oh mi avete stancato con sta storia di Sho!” sbuffa Yamiyo muovendo la mano e Nagase si sblocca “Ce l'ho fatta!”
Il fendente di Nagase squarcia l'aria ma Yamiyo non è piu di fronte a lui.
“Maledetto dove sei?”
Masaki e Yamiyo trattengono le risate nel vederlo tutto imbrattato di marmellata.
“Maestà state bene? Non vi ha fatto del male?”
“Stai...tranquillo...” ridacchia Masaki
“Davvero ti piace uno così Masa?” chiede Yamiyo.
“Jun!”
“Rilassati! E tu tranquillizzati... marmellatone...”
Nagase ripone la spada e si tocca la faccia vedendo la mano sporca.
“Ma che...”
“Vatti a pulire va”
“Non prendo ordini da te carbonella vagante”
“Carbonella vagante? Vuoi litigare orango tango imbrattato?”
“Calma calma” dice Masaki “Arciduca andate a cercare Yoshio-san e ditegli per favore di convocare i generali. Voglio parlare con loro urgentemente” l'uomo prova a controbattere m Masaki alza una mano per zittirlo “E' il tuo re che te lo ordina”
“Ogni vostro desiderio è un ordine vostra Maestà” fa un inchino e, lanciato uno sguardo truce a Yamiyo, esce dalla stanza.
“E' il tuo re che te lo ordina...” ripete il mago ammirato “Che figo”
“Juuuun non prendermi in giro”
“Non era una presa in giro. Sei stato grande.” dice sdraiandosi sul letto “Ti spiace se schiaccio un pisolino? Ho tutta la schiena indolenzita... ultimamente ho dormito scomodo...”
“Certo che..” sta rispondendo Masaki ma quando lo guarda, Yamiyo è già profondamente addormentato.
Sorride accarezzandogli i capelli rivivendo per un attimo, i ricordi dei giorni passati insieme come ad esempio quelle notti in cui Jun, preso dalla nostalgia di casa e del padre, andava nella sua camera e si infilava nel letto senza neanche chiedergli il permesso.
Non che glielo avrebbe negato comunque.
Si china su di lui e gli bacia la fronte lasciandolo riposare.
“Potrebbe essere un problema quel mago?” chiede a bassa voce Nagase fuori dalla porta delle stanze reali con Toma che ha origliato tutta la conversazione tra Masaki e Yamiyo.
“Non credo”
“Allora solo tu sei un ostacolo” afferma Nagase allontanandosi.
“Vedremo chi è l'ostacolo di chi” e se ne va nella direzione opposta a quella dell'arciduca.

Inconsapevole della liberazione di Yamiyo, Tatsuya, sopra al carro di Subaru sta dormendo.
Da quando sono partiti, Sho ha cercato di trattenersi tra la preoccupazione per il mago, quello vero e la voglia di far cantare l'impostore ma felice che il suo amore per Yamiyo non sia compromesso e che il suo cuore e la sua anima abbiano subito capito l'inganno.
Dove sei Yamiyo?
Continua a tormentarsi all'idea di aver permesso, di nuovo, che gli succedesse qualcosa.
“Toooooooshi!” lo chiama Kazunari, anch'egli sul carro, per l'ennesima volta.
“Cosa c'è Kazu?”
“Mi annoio in questo carretto puzzolente! Mi prenderò le pulci!”
“Ehi come ti permetti?! Il mio carro è pulitissimo!” ribatte offeso Subaru.
“Si certo e io sono la principessa del regno di Mimosa”
“Sentimi bene piccolo ammasso di peli...”
“Smettetela di litigare”
“Toooooshiiii” insiste Kazunari lamentoso.
“Che?”
“Ho voglia di coccole”
“Ka...Kazu... stiamo viaggiando...”
“C'è qualche regola che vieta a una coppia di fornicare in viaggio?”
“Kazu!!!”
Sho scoppia a ridere.
Per una volta che non è lui il bersaglio della Kitsune si gode le sue battute.
“Ehi Messer Astinenza per scelta altrui che ti ridi?” finita la pacchia “Ma che sonno pesante ha questa maghetta? Su sto carro si balla ad ogni buca e lui neanche si sveglia!” esclama guardando il ragazzo russare.
“Sarà meglio fargli qualche bello scherzetto...” ridacchia malvagiamente il mezzo demone.
Passano i secondi ma Sho non gli dice di lasciare in pace Yamiyo “Non te ne importa proprio più nulla allora...”
“Kazu...” prova a fermarlo Satoshi.
“Quindi se questo vecchio pervertito ci provasse a te starebbe bene no? Ha il tuo benestare se adesso saltasse nel carro e gli spolvera l'anfiteatro?”
“Cosa?!” urla Subaru.
“Basta Kazu...”
“Sei veramente volgare Kazunari” afferma Sho con tranquillità, fin troppa.
“Sho...” mormora Satoshi.
Loro due sanno la verità ma non devono farsi scoprire così.
“Ehm... lascialo stare Kazunari...”
La complicità tra i due insospettisce il mezzo demone che salta sul cavallo dell'amato.
“Kazu! Il cavallo si imbizzarrisce così!”
“Ora tu mi spieghi tutto”
“Eh? Di che parli?”
“Lo sai perfettamente di cosa sto parlando Toshi”
Satoshi preso in castagna e si morde il labbro lanciando uno sguardo di richiesta d'aiuto a Sho che annuisce.
“Allontaniamoci...” afferma Satoshi, facendo prendere al cavallo, infuriato per la presenza di Kazunari in groppa, un sentiero laterale della strada infilandosi in un boschetto.
Solo quando si sente abbastanza lontano da orecchie indiscrete, ferma l'animale e smonta con la Kitsune.
“Cos'è tutto questo mistero?” chiede imbronciato il mezzo demone “Perché hai de segreti con Sho?”
“Calmati e ascoltami per favore” dice Satoshi mettendo le mani sulle sue spalle.
“Mi calmo solo se mi baci”
Senza indugiare nemmeno un secondo, Satoshi, lo bacia dolcemente dapprima un contatto dolce che subito si trasforma in un bacio infuocato, ardente di passione.
“K....Kazu...” boccheggia Satoshi stordito.
“Si?” scodinzola quello già eccitato.
“Non ora”
“Perché non mi vuoi?” domanda la Kitsune con sguardo malizioso facendo correre le mani sul suo corpo.
“Non è che non ti voglia...” tituba il ragazzo dando il tempo a Kazunari di fare scendere le mani al cavallo dei pantaloni “Kazu!”
“Che hai da strillare sempre il mio nome?”
“Sta bravo e ascoltami”e ferma le sue manine “Io e Sho siamo abbastanza certi del fatto che quello che viaggia con noi non sia il vero Jun”
“E quindi?”
“Come e quindi? Io ti dico che ci stiamo portando dietro un impostore e tu hai questa reazione?”
“Me ne sono già accorto. Non appena Sho ha detto di non amarlo più. Il vero Yamiyo non avrebbe mai reagito così male! Avrebbe anzi dato una festa!”
“Se lo avevi capito perché non hai detto niente? Soprattutto a me”
“E tu perché non sei venuto a parlarne con me? Nooo hai preferito fare comunella con Sho!”
“Ringrazia che ce ne siamo accorti o avremmo passato dei guai per colpa della tua gelosia ingiustificata” Kazunari mette il broncio e i suoi baffetti da volpe si muovono a scatti.
Satoshi gli accarezza i capelli e gli sorride dolce.
“Non riesco ad essere arrabbiato con te per più di due secondi... incredibile.”
Il mezzo demone gli butta le braccia al collo.
“Baciami” e l'altro lo accontenta subito.
“Tu e il cavaliere noiosone come pensate di agire?”
“Per ora lo teniamo d'occhio”

Sho nel frattempo continua ad avanzare con Subaru per la strada.
“Ehi Subaru ti hanno tagliato la lingua? Prima sbraitavi come un pazzo” dice voltandosi a guardare il compagno di viaggio vedendo il ragazzo che guida il carro ma è profondamente addormentato “Subaru!”
“Sta bene” dice il finto Yamiyo.
“SI è sentito male?”
“Lo ammetto è colpa mia”
Sho ferma il cavallo e poi salta vicino a Subaru e ferma il carro prima che finisca fuori strada. Deve stare attento, potrebbe essere una trappola dell'impostore.
“La volpe e Satoshi?” chiede quello non vedendoli.
“Credo si siano appartati...” resta sul vago il cavaliere cercando di non insospettirlo.
“Meglio così”
Sho lo guarda per un istante prima di sentirsi trascinare nel cassone del carro e finire sotto il mago, seduto su di lui.
“Che diamine fai?”
“Non ci credo neanche morto che tu non provi più nulla per me” afferma guardandolo sotto di sé “So cosa vuoi. Sei solo risentito per non aver ancora concluso nulla”
“Come?”
“Prendimi e fammi tuo. Adesso”
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