shinhiroki: (cucciolo)
[personal profile] shinhiroki
TITOLO: Il cuore delle tenebre 2 -il regno di Kohaku-
FANDOM: Arashi
GENERE: angst, au, fantasy
PAIRINGS: ohmiya/sakumoto/aimoto
RATING: R


Capitolo 12


“Cheeeeee?!” strilla Sho cercando di sfuggirgli facendo perno sui gomiti e indietreggiando.
“Non credo che tu non mi ami più Sho. Sei solo stufo di aspettare perché mi brami troppo” afferma Tatsuya cercando di usare il tono più seducente possibile.
Questo dev'essere davvero convinto di star interpretando bene Yamiyo ma in realtà è penoso.
Sho è tentato di rifilargli una testata sul naso per toglierselo di dosso se non fosse che così perderebbe il minimo vantaggio che ha su di lui.
Dovrà pur fingere di essere caduto in trappola ma di certo non cederà a lui.
“Lo so che mi vuoi Sho, lo leggo nei tuoi occhi” continua imperterrito Tatsuya avvicinandosi sempre di più all'altro.
Sho prova ad allontanarlo ma quello, più rapido, ha già le mani sulla cintura del cavaliere.
“No.... non riesco più...”
“Lasciati andare...”
Il finto Yamiyo si sporge per baciarlo e Sho non resiste più: gli vomita addosso.
“Cosa fai?!” urla quello tutto sporco.
“Che succede?” chiede Satoshi sbucando dalla boscaglia con vestiti e capelli scarmigliati e dietro Kazunari che sorride trionfante.
“Fornicate con il vecchiaccio lì che dorme? Certo che voi aspiranti re ne avete di perversioni malate!” commenta il mezzo demone.
“Sei un animale!” grida Tatsuya con voce acuta saltando giù dal carro e iniziando a correre all'impazzata per cercare un ruscello in cui pulirsi.
Troppo preso dai suoi drammi, Tatsuya li abbandona lì sul sentiero.
“Bleah eau de vomito...”
“Ma che è successo?”
“Beh quello.... voleva violentarmi” arrossisce Sho con lo stomaco tutto sottosopra.
“Attore incapace e pure dai pessimi gusti...”
“Ma a che scopo?” domanda Satoshi.
“Ha detto di non credere che io non lo ami più...che non ami Yamiyo e ha provato a sedurmi. Ha addormentato perfino Subaru per agire indisturbato” rabbrividisce Sho.
“Potevi farti una scopata con la maghetta e invece hai vomitato addosso alla tua unica possibilità di fare sesso!” esclama la Kitsune.
“Kazu!”
“Io non sono quel tipo di persona che andrebbe con chiunque e poi...” e qui abbassa la voce “Non è Yamiyo... te lo deve aver detto Satoshi...”
“Appunto per questo dovevi approfittarne!”
“Ma cosa dici! Io voglio farlo solo col vero Yamiyo! Quello che amo”
“Eh allora rassegnati a una vita di castità... la vera maghetta non ti darebbe mai il suo fiorellino...”
“Kazu...”
“E anche se impazzisse del tutto... di certo non ti lascerebbe in vita se gli vomitassi addosso in quel modo”
“Il punto ora Sho, è che siamo esposti. Cosa pensi che farà quello?”
“A parte togliersi i rimasugli puzzolenti mal digeriti di dosso?” chiede il mezzo demone.
“Sono stufo di questa messa in scena. Affrontiamolo a viso aperta”
“Tu chiudi la bocca però...”
“Non essere precipitoso Sho. Non abbiamo idea di dove sia Jun e se sia...”
“E' vivo... ne sono assolutamente certo”
“Eh chi lava adesso il carretto del vecchio? IO non ci salgo finché non è pulito...non voglio prendermi dei batteri”
“Ma sei una volpe Kazunari”
“Mezzo uomo e mezzo demone volpe non tutto scemo..”
“Io non capisco come tu faccia a sopportarlo...” si riferisce Sho a Satoshi.
“Perché mi ama. A differenza tua dove la maghetta preferirebbe accecarsi piuttosto che concedersi a te”
“Un giorno o l'altro te le faccio pagare tutte...”
“Naaaah mi vuoi troppo bene”
Frattanto Tatsuya, trovato un corso d'acqua, vi si è gettato dentro completamente vestito per levarsi di dosso tutto lo schifo.
“Maledetto Jun! Che tu sia dannato! E' tutta colpa tua! Godo solo al pensiero di saperti rinchiuso in quella gabbia ferito e magari anche morente”
Ma, all'insaputa di Tatsuya, il vero Yamiyo, è tranquillamente addormentato nell'enorme letto della camera del re di Midori.
Masaki a fatica, è riuscito a convincere il consiglio e i suoi generali che Yamiyo non è più una minaccia per il regno bensì un potente alleato.
Molti sono scettici ma il re è sempre il re.
Viene tolta la taglia sulla sua testa e riabilitato il nome dei Matsumoto.
Masaki sta facendo ritorno nelle sue stanze per vedere se Yamiyo si è svegliato quando si sente afferrare per un braccio e trascinare dentro uno dei salottini privati di palazzo.
“Cosa...”
“Vostra Maestà sono io...” lo tranquillizza Nagase.
“Arciduca volete farmi morire di infarto?”
“Scusate....è che vi ho chiamato più volte lungo il corridio ma eravate sovrappensiero...”
“Scusatemi...”
“State pensando a quel criminale che si sta riposando nelle vostre camere?”
“Chiamatelo ancora criminale e giuro sulla memoria del mio defunto padre che vi sbatto fuori dal mio palazzo e vi bandisco dal regno di Midori per sempre!” esclama furibondo come mai gli è capitato nella vita.
Nagase lo guarda in silenzio per qualche secondo poi, sorprendendo Masaki, lo tira a sé e lo bacia.
Troppo sconvolto, il giovane re non si scosta ma non ricambia nemmeno l'irruenza dell'arciduca che poco dopo si allontana per guardarlo in volto.
“Cavoli deve avervi fatto proprio schifo...” ridacchia imbarazzato.
“No...non mi ha fatto schifo...”
“Allora posso sperare che vi sia piaciuto?”
“Arciduca...perché lo avete fatto?” domanda Masaki sentendosi il volto in fiamme.
“Vi sembrerà folle ma... quando vi ho visto ...cavoli ho avuto un colpo al cuore! Mi avete folgorato! E per favore... chiamatemi solo Tomoya. Arciduca mi fa sentire vecchio...”
Masaki è ormai in iperventilazione. Non si aspettava nulla del genere
“Chiamate tutti per nome con molta confidenza... sarebbe bello se vi fidaste così anche di me come vi fidate di Toma...”
“E' una sfida?”
“Come?”
“Tra voi e Toma? Una gara a chi ottiene più consensi da me?”
“Non pensate male Maestà. Siamo solo interessati alla stessa persona è normale che ci sia rivalità tra noi”
“No no no....” scuote la testa il re allontanandosi dal cavaliere “Per colpa della mia poca chiarezza è successo il finimondo con Tatsuya... non accadrà una seconda volta. Non sono interessato a nulla” dichiara con fermezza.
“Vostra Maestà io...” prova a controbattere Nagase ma Masaki scuote nuovamente il capo.
“Per favore Arciduca non insistete” e fa per allontanarsi.
“Preferite a tal punto i maghi?”
Il re inchioda e si volta a guardarlo.
“Siete interessato al mago di corte? Dopo che Yamiyo ve ne ha fatte di pesta e corna?”
“State oltrepassando il limite Arciduca. Non fatemi ricredere o dovrete trovare da solo una moglie a vostro cugino”
Per il nervoso il cavaliere sta tremando ma non aggiunge altro così Masaki può uscire dalla stanza.
Fa poca strada però perché, in un angolo, nota Toma intento a fare qualcosa.
Con cautela si avvicina senza far rumore e vede Toma ad occhi chiusi, bisbigliare sottovoce parole che non capisce e le mani rivolte a un vaso di fiori ormai appassiti che tornano, a poco a poco, a splendere.
“Sono tornati in vita” dichiara Masaki spaventando Toma e i poveri fiori esplodono in una nuvola di petali “Scusa!”
“Masaki sei tu” sorride Toma “Cavoli che impiastro... volevo farli rivivere e invece hanno finito per esplodere...”
“E' colpa mia che ti ho disturbato e comunque non ti preoccupare abbiamo un enorme giardino fiorito”
“Lo so ed è fantastico. Ci ho passeggiato prima...ma mi piacciono più i fiori nel loro habitat piuttosto che recisi nei vasi. Li prendo solo per le pozioni...” spiega facendo sorridere il re.
“Si vede che hai un animo gentile Toma” afferma Masaki facendo arrossire l'altro.
“G...grazie”
“Mi faresti rivedere la magia? Giuro che stavolta me ne starò buono buono senza disturbare”
“Certo!”
I due cercano per il corridoio un altro vaso con fiori appassiti.
“Mi aiuteresti?” chiede Toma.
“Sì ma come?”
“Dammi la mano” titubante Masaki lo guarda “Devo trasmetterti il tocco magico” si giustifica il mago “Ma se ha paura non preoccuparti” gli sorride tranquillamente.
Masaki scuote la testa e gli prende la mano.
Il calore della mano di Toma gli fa stringere lo stomaco ma la cosa non gli da fastidio.
Toma pronuncia qualche parola sottovoce poi avvicina le loro mani ai fiori. Da esse si sprigiona una luce dorata e, a poco a poco, i fiori riprendono vigore. Tutto intorno a loro si sprigiona il loro inebriante profumo.
Masaki resta a bocca aperta stupefatto “Wow Toma! Ce l'abbiamo fatta!”
“Ce l'hai fatta” lo corregge dolcemente il ragazzo “Per far nascere la magia bianca ci vuole un cuore puro e sincero e chi meglio di te ha queste caratteristiche?”
“Io...non....wow.... riesco solo a dire wow!”
“Vuoi provare un'altra cosa?”
“Si!” risponde entusiasta Masaki “Cosa proviamo?”
“Ti fidi di me?” chiede Toma e il re neanche deve stare a pensarci.
“Si”.
Toma, ancora tenendolo per mano, entra nella stanza più vicina, la biblioteca.
Si mettono al centro della stanza e il mago cattura anche l'altra mano a Masaki che lascia carta bianca all'altro senza timore provando solo emozioni positive.
Toma chiude gli occhi e il re può sentire tepore nelle loro mani intrecciate che si espande in tutto il suo corpo.
Pochi istanti dopo Toma si sposta e lo guarda.
“Ora che si fa?”
“Apri lentamente le mani”
Obbediente, Masaki apre le mani dalle quali volano via numerosissime farfalle di ogni forma e colore che prendono a volteggiare per tutta la stanza come se stessero danzando.
Masaki non crede ai suoi occhi.
“Toma è...è...è meraviglioso!” esclama affascinato “Sono stato davvero io a farlo?”
“Si. Devi credere in te stesso Masaki puoi fare grandi cose”
“Non magie e non senza il tuo prezioso aiuto”
“Forse non sei un mago ma hai tantissime altre qualità e sei un re straordinario”
“Non mi sento tanto straordinario...”
“Non essere duro con te stesso. Il regno ha passato momenti difficili ma se ora si sta riprendendo è grazie a te”
“No... non a me. E comunque... a che prezzo ora sono al trono? Il sacrificio di Jun....”
“E' stata una sua libera scelta Masaki. Non puoi colpevolizzarti per questo” asserisce Toma “Tu sei e sarai ogni giorno che passa, un buon re. Non si nasce imparati. La vita ci mette davanti continuamente delle prove. Siamo noi che dobbiamo decidere come affrontarle e superarle...ognuno a modo suo” sorride.
“Potresti fare il diplomatico” lo loda Maski sorridendo di rimando “Comunque ti ringrazio per le tue belle parole”
“E' solo quello che penso”
“Jun mi ha detto che Tatsuya è ancora vivo”
“Cosa?!”
“Hai origliato la conversazione tra me e Jun vero?”
“N...no...”
“Non sai mentire Toma” sospira Masaki “Ma in fondo...meglio così. Lo sai anche tu”
“Che possiamo fare?”
“Per ora nulla. Ma... potresti mettere una barriera magica a protezione del regno?”
“Si. Speriamo sia abbastanza potente da resistere in caso di attacco da parte di Tatsuya”
“Se Jun potesse aiutarci...”
“Non disperare Masaki. Troveremo una soluzione”
“Hai ragione” sorride il re.
Non sanno che sono stati spiati per tutto il tempo da un inferocito Nagase che, per quanto voglia entrare in biblioteca, afferrare Toma per il naso e staccarglielo ma, il suo acume di guerriero, gli suggerisce di accantonare la gelosia e informare lo zio che Ueda Tatsuya è vivo e terribilmente pericoloso.
Contravvenendo alle regole, entra nello studio di Masaki e redige un messaggio che chiude con il sigillo reale poi, di corsa, va nelle stalle.
“Posso aiutarvi?” chiede rispettoso Nakamaru.
“Sapete dove posso trovare il mio sottoposto Chinen Yuri?”
“Quel giovane stralunato?”
“Si proprio lui”
“Non ho idea di dove sia mi dispiace...”
“Chissà dove si è andato a cacciare quel demente!” sibila infuriato Nagase quando sente qualcuno che fischietta venire nella loro direzione: Chinen.
“Stupido ragazzino inutile! Dovevamo lasciarti nelle mani degli orchi e mandare qualcun altro più sveglio come messaggero!”
“A...a...arciduca” balbetta.
“Devi partire subito e portare questa missiva a mio zio” annuncia mostrando la busta sigillata accuratamente “E questa volta sii veloce o per te saranno guai seri”
Chinen lo guarda, spaventato dallo sguardo assassino del più grande.
“Farò come mi ordinate” giura inginocchiandosi.
“Preparate il cavallo del mio sottoposto” si rivolge a Nakamaru che si affretta ad obbedire.
“Arciduca...” mormora titubante Chinen “Siete di malumore?”
“Molto” ammette Nagase sollevando lo sguardo verso il palazzo.
In pochi minuti Nakamaru torna con il cavallo sellato.
“Ecco qui. Come avete ordinato”
Chinen monta sul suo destriero.
“Buon viaggio. Che la fortuna ti assista” gli augura Nagase.
“Avevate molta fretta di far partire quel messaggio” nota Nakamaru mentre Chinen sparisce dalla loro vista “Cosa riguarda?”
“Più lavoro e meno domande stalliere” ribatte stizzito l'arciduca rientrando a palazzo.

Appena si sveglia, a Yamiyo servono alcuni minuti per capire dove si trovi.
Per tutto il tempo in cui ha dormito, ha sognato il momento in cui ha deciso di sacrificare anche l'impossibile per ottenere i poteri oscuri.
Si sente arrabbiato con sé stesso.
Pensando e ripensandoci torna sempre alle stesse conclusioni: tutti, Masaki, suo padre... perfino quel bastardo di Tatsuya hanno ragione. Non vuole riprovare ad avere i poteri perché stavolta ha troppo da perdere. Soprattutto, e questo è quello che lo manda fuori di testa, non intende sacrificare l'amore di Sho per lui come aveva fatto con i sentimenti di Masaki.
Probabilmente prova una sorta di affetto per quel ragazzo.
Una voce nella sua testa continua a dirgli che sta mentendo al mondo e in particolar modo a sé stesso.
Forse quello che prova va ben oltre il semplice affetto.
Si mette le mani nei capelli avvilito.
Com'è finito a provare dei sentimenti per Sho?
Rifletti Yamiyo, ci deve pur essere un modo.
La famiglia Matsumoto ha, sin dalla sue origini, la magia nelle proprie vene quindi non è proprio privo di poteri in più se recupera la spada Murasaki con l'Heliolite li aumenterà.
Non c'è altra soluzione: se vuole sconfiggere Tatsuya definitivamente deve unire le forze con Sho.
Il suo orgoglio ribolle ma non esiste altra soluzione.
Esce dalla camera di Masaki per andarlo a cercare.
La risata cristallina del ragazzo lo conduce alla biblioteca e lo trova in compagnia di Toma e le miriadi di farfalle intorno a loro.
“Jun...” si alza imbarazzato Masaki.
“Devo raggiungere Sho” taglia corto il mago “Solo... unendo le forze potremmo sconfiggere Tatsuya...una volta per tutte” sostiene a denti stretti.
“Non sembri contento della cosa”
“Ho finalmente capito che questo è l'unico modo per vincere ma questo non vuol dire che mi renda felice”
“Non riesci proprio ad ammettere che ti sei innamorato eh?” sorride Toma beccandosi un'occhiataccia da Yamiyo.
“Faccio il tifo per voi” dice Masaki sorridendo.
Yamiyo guarda prima il re e poi Toma, sorridendo.
“Non ci faremo raggirare una seconda volta da Tatsuya. Chiuderò la partita in definitiva”.
“Chiuderete... tu e Sho” lo corregge Toma.
Yamiyo ignora il suo intervento e riprende a parlare.
“Non ho più tempo. Quel cretino non si è accorto che quello che sta viaggiando con lui non sono io. Devo raggiungerli perché sono quasi arrivati a Kohaku”
“Come farai? Sarà un viaggio lungo e tu sei ancora ferito”
“Ho... bisogno dell'aiuto di Toma” ammette.
“Come posso aiutarti?”
“Guarisci la mia ferita io non ci riesco e in più...vorrei chiederti se...puoi infondermi un po' della tua magia. So che ti porterà via molta energia e ti assicuro che ne farei volentieri a meno di chiedere aiuto agli altri...”
“Ti aiuterò” conferma Toma “Masaki ed io ti aiuteremo”
Masaki sbatte le palpebre “Io? E come?”
“Come abbiamo fatto poco fa”
“Non voglio assorbire energia da Masaki. Se puoi aiutarmi tu bene altrimenti basta che mi guarisci completamente la ferita”
“Lo farò invece” dichiara Masaki.
“No Masaki! E' troppo pericoloso! Perderai un mucchio di energie!”
“E allora?” risponde con noncuranza l'altro “Non posso permettere che tu, Sho e tutti gli altri...perfino Satoshi, rischiate ancora la vita mentre io sono qui al sicuro a palazzo. No! Basta! Voglio essere d'aiuto e non essere un peso!”
“Tu non sei un peso Masa...voglio solo proteggerti”
“Non puoi scegliere ancora tu per me. E' il minimo che posso fare e lo farò. Sono il re ora non mi tirerò indietro” afferma risoluto.
Scocciato, Yamiyo non insiste oltre “Come preferisci”
Con movimenti eleganti, il mago si sfila la camicia e scioglie le bende lasciando scoperta la ferita.
Toma e Masaki rivolgono i palmi aperti delle mani verso il profondo taglio, concentrati.
Subito una luce bianca avvolge l'intero corpo di Yamiyo e la ferita si rimargina senza lasciare traccia. I due però continuano a trasmettere energia a Yamiyo finché il mago non deve sorreggere Masaki, ormai esausto.
“Che riflessi Jun...” sorride il re.
“Grazie per quello che hai fatto Masa. Ora riposati. Ti prometto che lo sconfiggerò... una volta per tutte” dice Yamiyo mentre Masaki perde i sensi.
“Si riprenderà..” afferma Toma.
“Te lo affido” cautamente glielo lascia scivolare tra le braccia poi afferra la propria camicia e si lancia di corsa fuori da palazzo.
“Ma voi siete...” sobbalza Nakamaru vedendolo.
“Tu non mi hai mai visto” Yamiyo schiocca le dita e lo stalliere cade a terra svenuto.
Si trasforma in puma e parte la sua corsa per raggiungere Sho e gli altri.
Dalla sala del trono di Kohaku, Taro Matsumoto ha tenuto d'occhio il figlio pe tutto il tempo.
Sorride. Forse ora ha capito.
Guarda anche la situazione di Sho e compagnia, felice del fatto che Sho abbia capito che quello non è il vero Yamiyo.
Il gruppetto è ripartito nonostante l'umore nero di Tatsuya per quello che gli ha combinato Sho.
Manca poco per arrivare a Kohaku, poche miglia distano Sho dal regno perduto.
“Confido molto in te Sakurai Sho” sorride Taro passando una mano sopra l'altra aperta in cui compare una corona con incastonate piccoli rubini e ambra, la corona dei regnanti di Kohaku “L'ora dei conti è sempre più vicina”.
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