shinhiroki: (sakumotiiii)
[personal profile] shinhiroki
Quasi non ci credo...sto postando l'epilogo di questa storia.
Ho appena visto che ho iniziato a postare questo seguito di Yamiyo nell'aprole 2015... un anno, 2 mesi e giorni spicci per sta storia. Sto diventando una vera lumaca e mi dispiace veramente un sacco.
Non voglio dilungarmi ancora molto (anche perché mi sono ben dilungata nell'epilogo XD) per cui solo poche parole ma davvero grazie, grazie e ancora grazie a chi mi segue, a chi legge tutte le mie storie, a chi le rilegge e ririlegge. a chi commenta e chi no, mi spiace non aver risposto ai commenti ma sono veramente tutto per me! State tranquille che li leggo tutti perché mi riempe il cuore di gioia! Grazie infinite e se vorrete io sarò ancora qui, spero molto presto, con qualche altra storia!
Un bacione!!!!


TITOLO: Il cuore delle tenebre 2 -il regno di Kohaku-
FANDOM: Arashi
GENERE: angst, au, fantasy
PAIRINGS: ohmiya/sakumoto/aimoto/tomaiba/nagaiba
RATING: R

Epilogo



“Maestà” lo chiama Toma entrando nella sala dove Masaki è riunito con alcuni funzionari a discutere del raccolto nei campi appena terminato.
“Si?” sorride il ragazzo.
“La carrozza è pronta. Se vogliamo seguire la tabella di marcia prestabilita è meglio affrettarci”
“Si andiamo. Signori abbiamo fatto un ottimo lavoro. Congratulatevi con i contadini per il resto lascio a voi e ci rivediamo tra una settimana al mio ritorno”
Il re si congeda dagli uomini e segue fuori il mago.
Appena sono in un angolo appartato del castello, si avvinghiano l'uno all'altro, baciandosi con passione.
“Quanto mi sei mancato. Il tempo in quella stanza non passava più...” si lamenta Masaki ansimando sulle labbra di Toma.
“E' sembrata un'eternità anche a me” ammette il ragazzo “Ma per fortuna, staremo chiusi nella tua carrozza in viaggio per Kohaku solo io e te” sorride malizioso.
“Eh no! Non pensate di scopare tutto il tempo con noi lì con voi!” afferma la fastidiosa vocina di Kazunari sbucato, come al solito, dal nulla con dietro Satoshi.
“Venite anche voi?” domanda Toma.
“Sho ci ha invitati e comunque, anche se non lo avesse fatto, mi sarei imbucato lo stesso per scroccare il cibo” spiega placidamente Kazunari.
“Ma tu puoi fare un piccolo sforzo e trasportarti fin là no? Niente viaggio faticoso...”
“Se per questo tu hai più potere magico di me, nasone in più fino a Kohaku non ce la farei a trasportare sia me che Satoshi. Ne uscirei sfinito. No no meglio venire con voi in carrozza”
“Ma non puoi decidere tu...” insiste Toma “Il re è Masaki e deciderà lui”
“Veramente... ho detto io a Oh-chan e Kazu-chan che potevano venire con noi...” pigola Masaki.
“Macchaaaan”
“Lui è il re e lui decide” sghignazza trionfante il mezzo demone.
“Potremmo prendere due carrozze” propone Satoshi che fino ad ora si è tenuto fuori dalla discussione.
“Non c'è più tempo” mormora Masaki guardando coi suoi occhioni tristi Toma “Scusa...”
“Se mi guardi così non posso arrabbiarmi” sorride “Non ti preoccupare tesoro”
“Forza gente! Partiamo!” li incita Kazunari andando alla testa del gruppetto diretto fuori dal palazzo.
“Come mai sei così entusiasta Kazu?” chiede Satoshi che, per quanto ami il suo bel mezzo demonietto, quel suo atteggiamento lo insospettisce.
“Dopo un anno sono impaziente di rivedere Sho”
Satoshi lo guarda mentre raggiungono l'ingresso del palazzo dove la carrozza reale è pronta e aspetta solo loro.
“Sei... impaziente di vedere Sho?” domanda.
“Sì esatto”
“Cioè tu... per lui...” si blocca Satoshi con un piede sullo scalino del mezzo di trasporto e l'altro sulla ghiaia mentre l'altro è già dentro.
“Ma Toshi! Che hai capito! Io amo te!” esclama indignato e la servitù ridacchia alle loro spalle facendo arrossire Satoshi.
“Tu hai detto di essere impaziente di rivederlo!”
“Ma certo! Per prenderlo per i fondelli! Verrà incoronato re chissà come si concerà per l'occasione! Sembrerà un damerino con la calza maglia attillata! Gia al solo pensiero mi viene da ridere” sghignazza Kazunari e Satoshi sorride sollevato.
“E io che pensavo ti piacesse Sho...”
“Dovrei sentirmi offeso ma sei terribilmente carino e buffo quando sei geloso Toshi. Sali che ti spupazzo tutto” afferma tirandolo nell'abitacolo.
“No no no fermi lì!” li interrompe Toma “Niente intimità per Masaki e me, niente intimità nemmeno per voi due” sentenzia mentre anche lui e il re salgono a bordo e la carrozza prende a muoversi.

E' passato dunque un anno dalla battaglia contro Tatsuya e Sho, si è subito messo all'opera per riportare al suo antico splendore Kohaku.
Il patto stretto anni addietro tra il suo avo e quello di Masaki è stato sciolto dal re di Midori nonostante le proteste del padre di Sho, tornato dai regni oltre il mare che però, alla fine, aveva dovuto accettarlo.
Non ha mai rivendicato il fatto di essere il capo famiglia dei Sakurai e non ha mai avuto pretese sul trono di Kohaku. Il regno lo aveva ripreso Sho e lui, di suo conto preferiva vivere a palazzo rubino.
Se da un lato era scontento per lo scioglimento del patto, dall'altro Sakurai Shun aveva colto la palla al balzo: un futuro re, più di un cavaliere, ha bisogno di una consorte e mettere al mondo un erede che potesse succedergli.
Sho, non ha più potuto sottrarsi e ha ceduto.
Neanche un mese dopo la morte di Tatsuya, il cugino Nagase Tomoya, già incaricato dallo zio di trovare moglie per Sho con l'aiuto di re Masaki, giunse a palazzo Diaspro con il nome della giovane più qualificata per essere la moglie e la regina di Kohaku.
A pochi giorni dall'incoronazione a re, Sho sente tutta l'ansia che prima cercava di nascondere.
Quel giorno sposerà prima il suo regno e poi la contessa Haruka Ayase, parente acquisita del principe Ohkura Tadayoshi.
“Aaaah! Che stanchezza!” esclama Nagase, entrando nella stanza di Sho e buttandosi sul letto.
“Non si usa più bussare?!” urla Sho coprendosi.
“Principe state fermo o vi pungo con gli spilli” lo avverte il sarto di corte.
“Che sei una ragazzina Sho?” lo prende in giro il cugino.
“Yasuda poteva pungermi! Mi hai spaventato”
“Hai combattutto contro quel Tatsuya a rischio della vita e ora hai paura di qualche spilletto?”
“Yasu, continuiamo dopo. Grazie mille” si rivolge Sho al ragazzo che fa un profondo inchino ed esce dalla stanza sotto l'occhio attento dell'arciduca.
“Bel culo...”
“Cugino...”
“E' la verità. Comunque. La tua promessa sposa e il suo entourage sono arrivati e sono stati fatti sistemare nell'ala est del palazzo come da te ordinato mio principe”
“Perfetto...” sospira Sho rimettendosi i suoi vestiti.
“Mi stai frastornando con il tuo entusiasmo sai?” lo punzecchia Nagase “Sicuro di volerti sposare?”
“E me lo chiedi? Proprio tu che sei andato apposta a cercarmi una moglie!”
“Era la mia misisone non ho mai detto di essere o meno d'accordo con tuo padre”
“Mh...”
“Io l'ho vista! Non è male la ragazza. Poteva capitarti di peggio!”
“Che sia carina non mi cambia niente”
“Oh ti cambierà quando la chiaverai!”
“Come sei fine” storce il naso Sho guardando fuori dalle ampie finestre.
Durante il restauro del palazzo, ha deciso di usare la camera rivolta più a sud possibile come camera da letto. Sud, verso Ametista.
“E'... arrivato qualcun altro?”
“Il principe Ohkura, alcuni regnanti del profondo Nord, il conte Nishikido che per altro vorrebbe conferire con te...”
“Per scusarsi nuovamente per quella volta a villa Matsumoto e avermi aggredito e tentato di uccidere ma era soggiogato... lo so... me lo già scritto per lettera, tante ma tante lettere. Qualcun altro?”
“E' arrivato un messaggio dal regno di Midori..” mormora l'arciduca e Sho si volta verso di lui “Sono partiti oggi. Arriveranno in pochi giorni”
“Ti sta bene?”
“Cosa mi sta bene?”
“Che Masaki venga qui... con Toma”
“I re partecipano alle incoronazioni degli altri re è normale”
“Non sto parlando di doveri reali ma di te. Ce la farai a vederlo?”
“Certo che ce la farò”
Nagase, al suo arrivo, non aveva detto nulla su cosa fosse successo tra lui,Masaki e Toma, ma Sho aveva capito che doveva essere stato rifiutato dal re ma non ha mai insistito per sapere qualcosa ne il cugino sembra intenzionato ad aprirsi con lui né con altri.
“Sei coraggioso” lo elogia Sho.
“Anche tu a sposare una donna che non ami per bene del regno e rinunciare all'amore della tua vita che oltretutto ti ricambia”
“Yam...Jun ha deciso così...”
“Potevi ribellarti. Se lo ami davvero dovevi importi di più e non lasciare che predesse lui questa decisione. Siete coinvolti tutti e due”
“So che era la cosa giusta da fare”
“A discapito dei vostri sentimenti?”
“Abbiamo combattuto ctanto per ottenere tutto quello che abbiamo ora. I regni, la pace... non volevo perdelo!” esclama Sho “Ma... so che è vivo, che non devo temere per la sua vita...”
“E questo ti basta?”
“No” ammette Sho “Non mi basta affatto. Ma è meglio saperlo vivo che morto. Anche se non stiamo insieme... i miei sentimenti non cambieranno mai. Lo amerò per sempre” afferma con decisione “A proposito... notizie da Ametista?”
“Cioè prima mi fai tutto sto discorso accalorato e poi mi chiedi, come se nulla fosse, se sono arrivati messaggi dal regno Ametista?” chiede Nagase.
“Voglio solo...vederlo”
“O vuoi che si ingelosisca?” Sho lo guarda per qualche istante prima di scoppiare a ridere “Che ho detto di tanto buffo?”
“Jun... non si ingelosisce, anzi! Sono quasi certo che, se anche provasse qualcosa simile alla gelosia, non lo ammetterebbe neanche sotto tortura!”
“Che persona complicata!” sospira il cugino alzandosi dal letto e stiracchiandosi “Comunque per ora no. Nessun messaggio di risposta dai Matsumoto se dovesse arrivare ti informerò subito”
Sho annuisce restando solo nella propria camera a pensare al mago che aveva promesso di aiutarlo a ricostruire Kohaku col padre ma solo Taro Matsumoto si era fatto vedere.
L'uomo si era scusato per l'assenza del figlio ogni volta che si recava nel regno ma non aveva mai dato una motivazione per quell'assenza.
Jun non c'era a Sho questo bastava per essere triste.
Ora però con l'invito ufficiale, Jun non può assolutamente mancare in quanto principe ereditario di Ametista sarebbe un oltraggio non presenziare all'incoronazione.
Sho si lascia cadere sul materasso a guardare il soffitto decorato.
“Jun... che stai facendo ora?” si chiede prima di chiudere gli occhi e addormentarsi.




“Ci siamo. Oggi Sho verrà incoronato re” afferma Satoshi guardando la servitù di pallazzo Diaspro affaccendarsi per ultimare i preparativi nella sala del trono “Anche loro, come per Midori, sono persone fuggite dai regni oltre il mare?” domanda a Nagase, lì vicino a lui.
“Si è così” sospira l'uomo. Satoshi segue lo sguardo dell'arciduca fino a Masaki che sta conversando con il principe Ohkura e Toma, discretamente dietro di lui “E' felice...vero?”
“Cercano di tenere nascosta la loro relazione per ora”
“Noi di certo non ci nascondiamo neh Toshi?” sorride Kazunari scodinzolando.
“No” sorride “Stai proprio bene con quel completo nuovo”
“Grazie Toshi bello! Anche tu sei fantastico. Ma ti preferisco nudo”
“Kazu!”
“Masaki pero è il re...prima o poi dovrà trovare una moglie anche lui e generare un erede...” mormora Nagase non interessato alle loro discussioni.
“Per ora non ci pensa” sostiene Satoshi accarezzando i capelli a Kazunari tutto appiccicato a lui che fa le fusa.
Da dietro la porta della sala del trono, Sho spia gli invitati che affollano la sala.
“Ansia pre matrimonio?” gli domanda qualcuno alle sue spalle facendolo sobbalzare.
Si volta e trova Taro Matsumoto con in braccio la piccola Megumi.
“Matsumoto-san! Mi avete fatto prendere un colpo”
“Perdono!”
“Shooooo!”
“Ma ciao Megumi-chan! Ma quanto sei cresciuta? Fatti un po' vedere come sei bella oggi!”
Il padre la mette a terra e la bambina fa una giravolta su se stessa per mostrare il bel vestitino color lavanda.
“Una vera principessina!”
“Guarda ho anche la corona!” gli mostra fiera la bambina la sua coroncina nei capelli, tutta tempestata di minuscole pietre preziose.
“Mai aspettami!”sentono urlare e dopo poco appare la sorella minore di Sho correre inseguita dal fratello più piccolo Shu.
“Devo andare dalla principessa Haruka! Non ho te mpo per te!” lo sgrida la bambina.
“Mai, Shu! Comportatevi come si deve!” li redarguisce Sho.
“Si si” lo liquida la sorella non prestando più di tanto attenzione mentre Shu, incrociato lo sguardo della piccola Megumi, ne rimane talmente colpito tanto da non guardare dove va e si schianta contro una colonna.
“Shu!”
“Ahu!” pignucola il bambino massaggiandosi il naso.
Megumi si avvicina e Shu arrossisce.
“Sei proprio scemo”
“Si”
“Megumi! Non si dicono queste cose!” la rimprovera il padre.
“Ma tu dici sempre di guardare dove metto i piedi”
“Farò più attenzione!” annuncia Shu “Vuoi giocare con me?” chiede alla bambina.
“Solo se giochiamo a quello che voglio io” sorride la bambina prendendolo per mano e andando insieme a giocare.
“Non c'è nulla da fare... “ sorride Sho “I Sakurai non riescono a resistere ai Matsumoto”
“A proposito... so che ti rattristerà molto ma, Jun...”
“Jun?”
“Non è qui”
Sho incassa il colpo, sperava così tanto di vederlo dopo un anno.
“So che un invito ufficiale non va rifiutato...”
“Matsumoto-san...” lo interrompe Sho “E' vero non si può rifiutare un invito ufficiale ma...non è da lui seguire le normali convenzioni... forse è un bene che non sia qui. Tentennerei a sposarmi. Ditemi solo che sta bene...mi basta solo questo”
“Io...credo di sì”
“Credete?”
“Non vedo mio figlio da un po'...” dichiara l'uomo.
“Come non lo vedete? Dov'è? E' successo qualcosa? Qualcuno ha tentato di fargli del male?”
“No Sho... anzi principe Sho. Calmati. Jun si è allontanato da Ametista parecchi mesi fa. E' stata una sua decisione, mi ha detto di non preoccuparmi ed è partito ma non so per dove.” gli spiega.
Starà davvero bene?
Pensa Sho gettando un occhio alla sala del trono.
“Prendete pure posto Matsumoto-san... tra poco inizieremo”
“Sei ancora in tempo per non farlo”
“Diventare re del mio regno?”
“No. Sposare quella ragazza” Sho non risponde e si guarda attorno “Ma... dopotutto non sono affari miei”
“Non c'è altra soluzione, non posso sposare l'uomo che amo”
Taro Matsumoto lo guarda con infinita compassione e, senza aggiungere altro, entra nella sala.

Tutto è pronto.
Posta sotto l'albero di ciliegio riportato alla vita grazie alla magia, su di un piedistallo con un cuscino di velluto rossa giace la corona del regno di Kohaku.
Non essendo un reale e avendo rinunciato a ogni diritto al trono, non potrà essere Sakurai Shun a posare la corona sul capo del figlio per cui sara Masaki, a incoronare Sho e sancire così l'amicizia tra i regni di Midori e Kohaku.
Tra poco, sarò re.
Pensa Sho mentre le porte della sala si spalancano e lui fa il suo trionfale ingresso sotto lo sguardo di tutti i presenti.
Vede con la coda dell'occhio Kazunari che si sta trattenendo talmente tanto per non scoppiare a ridere che gli tremano i baffi. La famiglia Sakurai a quella degli Ayase e la sua promessa sposa con gli occhi entusiasti.
Suo fratello Shu, con l'abito da cerimonia e la piccola spada al fianco come un vero cavaliere continua a gettare occhiate alla piccola Megumi, intenta a giocare con un riccio dei suoi bei capelli neri.
Per non avere lo stesso sangue dei Matsumoto, la bambina ha assimilato per bene la loro bellezza e il loro atteggiamento fiero.
Forse in futuro tra i due bambini...
Sho si porta davanti a Masaki, in piedi vicino al trono, e vi si inginocchia di fronte.
“Caro amico, è un onore per me oggi essere colui che ti incoronerà. Mi hai aiutato quando non potevo fare nulla per il mio regno, lo hai salvato, mi hai salvato...” dice Masaki a gran voce.
“Jun ha fatto tutto...” mormora Sho tenendo la testa bassa.
“Molti pensano che sia un disonore aver rotto il patto stipulato anni orsono tra i nostri avi ma io penso invece che sia giusto. Senza rancora e con enorme gioia ti vedo riprendere ciò che è tuo di diritto” declama.
“Wow sembra quasi un vero re” commenta a bassa voce Kazunari.
“Kazu fai il bravo”
“Ma Sho con la calzamaglia bianca... perché?” continua inesorabile il mezzo demone “Il suo sarto è quel biondino là in fondo, vicino al vecchio Subaru che sbava ogni volta che passa...”
“Kazu se non la smetti ci sbattono fuori”
“Così fuori sarai tu a sbattere me...” sorride innocentemente la Kitsune facendo arrossire Satoshi.
“Sei tremendo” borbotta il ragazzo “Ti dovrò punire...”
“Mi vuoi far eccitare proprio adesso?”
“La volete smettere?” sibila Toma voltandosi verso di loro “Non riesco a sentire cosa dice Masaki”
“Ma se lo hai aiutato tu a scrivere quel discorso lungo e noioso...”
“Ora facciamo silenzio. Sta per incoronare Sho”
Il re di Midori, presa la corona, la solleva sul capo di Sho e riprende a parlare.
“Sakurai Sho, 47° cavaliere della guerra, guardiano del drago scarlatto, discendente diretto di Sakurai Touya, fondatore del regno di Kohaku, accetti le leggi dei regni confinanti, guiderai il rinnovato regno in giustizia?”
“Si, lo farò”
“Con te la stirpe dei Sakurai tornerà a vivere. Accetti la corona con i suoi oneri e onori?”
“Accetto”
“Con il potere concessomi io, Aiba Masaki, 39° re di Midori ti incorono, Sakurai Sho, re di Kohaku” detto questo appoggia la corona sul capo dell'amico facendo poi un passo indietro per permettere a Sho di alzarsi e voltarsi verso tutti i presenti che applaudono e lanciano gridi di gioia per il neo re.
Le trombe risuonano per tutta la sala e Sho sorride e fa un leggero inchino prima di sedersi sul trono sotto il ciliegio in fiore.
Gli applausi durano molti minuti finchè Sho non si alza.
E ora... la parte brutta della giornata.
Pensa allungando la mano verso la contessa Haruka, tutta sorrisi e timidezza, portandola al proprio fianco.
Masaki scende e lascia il posto al sacerdote, un fuggiasco delle terre oltre il mare.
“Il sacerdote ha la faccia da pervertito” commenta la Kitsune.
“Kazu ti prego! E' un sacerdote!”
“Carissimi!” esordisce proprio l'uomo “Quale occasione di giubo megliore di celebrare il matrimonio tra due giovani nel fiore degli anni!”
“A me questo sembra invasato...” borbotta ancora Kazunari.
“Sono infinitamente onorato, Vostra Maestà Sho di aver aperto le porte del vostro magnifico regno a un povero naufrago come me”
“Grazie a voi, Yokoyama-san per aver scelto Kohaku come dimora”
“Ed oggi, di fronte a tutte queste persone giunte da tutti i regni e di tutti i rangi, celebreremo questo gioioso matrimonio”
“Ho il cuore che batte fortissimo mio re” mormora la sposa guardo Sho con gli occhi lucidi per l'emozione.
Mio re...
Se la sentisse Yamiyo si farebbe una risata così forte da far tremare le finestre, lui che il massimo della dolcezza è topolino quando non: tu, idiota.
Yamiyo... come vorrei che ci fossi tu al posto di questa ragazza.
“Anche se non credo ci siano problemi, è d'obbligo pronunciare la fatidica domanda a tutti i presenti: se c'è qualcuno che si oppone a questo matrimonio, ebbene parli ora o taccia per sempre” enfatizza Yokoyama.
Magari qualcuno si opponesse...
Pensa Sho mordendosi le labbra per non essere lui a opporsi.
“Come immaginavo nessuno si oppone per cui procediamo...!
“Mi hanno chiamato in tanti modi... ma NESSUNO mi mancava...” risuona una voce per tutta la sala del trono. Tutti si guardano intorno per capire chi ha parlato.
“Non ci credo...” mormora Taro Matsumoto.
“Giocare un tale scherzo a una coppia così bella è davvero...”
Un boato risuona per tutta la stanza e, sul tappeto rosso, nel centro della sala, compare magicamente qualcuno.
“Ya...Yamiyo!” esclama Sho sbattendo le palpebre più volte, incredulo.
“E voi chi sareste? Perché vi intromettente in questo sacro matrimonio?”
“Davvero non lo sai? Che vita triste devi fare se non sai nemmeno chi sono io.” si scosta un ciuffo di capelli dall fronte “Sono Matsumoto Jun, erede al trono di Ametista ma meglio conosciuto come Yamiyo il mago oscuro”
“Sì lo sappiamo chi sei. Yokoyama-san per favore continui. Non faccia caso a questo inutile egocentrico!” sbraita Sakurai Shun.
“Ma stia zitto” lo ammonisce Yamiyo.
“Yamiyo... perché sei qui?” domanda Sho cercando di non illudersi troppo ma rivederlo e soprattutto lì, di fronte a tutti a opporsi al suo matrimonio lo riempe di speranza.
“Mi oppongo a questa farsa è ovvio” e nella sala si alzano dei mormorii “Quasi tutti quelli qui presenti sai che non ami quella”
“Potrebbe innamorarsi dopo il matrimonio!”si intromette la sposa.
“Nessuno ha chiesto il tuo parere” la zittisce il mago rivolgendosi poi a Sho “Tu sai cosa provi”
Eccome se lo sa.
“Tu hai detto che avevamo dei doveri verso i nostri regni e ora... ti opponi al matrimonio”
Yamiyo lo guarda sollevando un sopracciglio “Stai facendo il prezioso?”
“Il prezioso?”
“Puoi avere me. Hai la possibilità di scegliere me e stare con me. Ora scegli: lei o me”
Sho lo guarda con la bocca splancata.
“Che fai ci pensi anche?!”
“No... no che non ci penso! Mi dispiace..” dice alla sposa e corre da Yamiyo che lo afferra per i vestiti e lo tira contro di sé, baciandolo. Appena le loro labbra si incontrano, intorno a loro si crea un una luce violetta e dopo pochi istanti, rose rosse sbucano per tutta la sala volteggiando intorno alle teste degli invitati come se fossero appese al soffitto con un filo invisibile.
La contessa Haruka sviene, sorretta tra le braccia di Yokoyama, una mano intorno a un suo seno.
“Lo avevo detto che era un pervertito...” gongola Kazunari “Dici che ci sarà lo stesso il banchetto anche se non si sposano più?”
“Sei il re ora Sho! Non ti permetterò di stare con quel mostro!”
“Mostro?!” esclama Taro Matsumoto “Quello è mio figlio!”
Scoppia il finimondo tra gli invitati.
“Ehi maghetta noiosone!” li chiama Kazunari visto che i due presi dal loro bcio non si stanno interessando del caos intorno a loro “Sparite! Ora!”lancia una bomba-foglia fumogena così i due innamorati posso scappare.
Fuori dal palazzo trovano un cavallo, vi saltano in groppa e fuggono via, il più lontano possibile.
“Non ci posso credere...siamo scappati.. insieme!” esclama Sho.
“La prossima volta rubo due cavalli. Mi sta troppo appiccicato.”
si lamenta Yamiyo appoggiato con la schiena al torace di Sho.
“Sempre a lamentarti” sorride Sho rallentando un po' l'andatura del cavallo.
Continuano a cavalcare per un po' fino a che arrivano a un alto promontorio che da la vista sul mare più in basso.
Sho smonta da cavallo e Yamiyo lo imita.
“Cosa ti ha fatto cambiare idea? Un anno fa sostenevi che avevamo delle responsabilità ...”
“Sempre a fare domande tu...”
“Sei sparito per un anno Jun... non ti ho visto... perché? Che hai fatto?”
“Ho provato a vivere senza di te” ammette il mago “Non vederti, non parlarti, non incontrarti ...e così ho capito”
“Cos'hai capito?”
“Dì ma sei scemo?” gli urla tutto rosso per la vergogna che quella confessione gli sta costando “Cosa credi che abbia capito eh? Che ti amo! Tanto da non poter vivere senza di te! Tanto da non poter sopportare che tu sposassi un'ochetta qualunque e facessi con lei dei figli che assomigliassero a te con quei denti da castoro!”
Sho si sfrega i denti con i polpastrelli.
“Non sono così grossi...” borbotta e Yamiyo alza gli occhi al cielo “Ma tu, mio bellissimo Yamiyo hai detto di amarmi e di non poter vivere senza di me” sogghigna.
“Si forse l'ho detto ma tu levati quell'aria compiaciuta dalla faccia!”
“Non posso... hai detto mi ami! Insomma dopo che ci siamo scambiati i cuori ho sentito quello che provavi per me ma ora... ora lo hai detto! E sentirtelo dire è così bello! Ridimmelo per favore”
“Ma neanche morto!”
“Eddaaaaai”
“No scordatelo”
“Ma perché uffa! Che ti costa? Io potrei ripetertelo all'infinito! Ti amo ti amo ti amo ti amo”
“Sei un pappagallo per caso? Fatti bastare quello che ho detto prima perché non te lo dirò mai più da qui all'eternità!”
“Staremo insieme per sempre dunque. La cosa mi piace” sorride Sho abbracciandolo da dietro a ammirando il sole che sta per tramontare.
“Mi sei mancato così tanto in questo anno Jun...”
“Era necessario”
“Ora che so perché eri sparito, so che non ho sofferto invanamente”
“Oggi sei diventato re di Kohaku ma ne sei già fuggito lo sai?”
“Non pensiamoci ora...godiamoci lo spettacolo ancora un po'. Ma sai una cosa? Credo che tra i nostri fratellini, Shu e Megumi in futuro potrebbe nascere qualcosa... i destini dei Sakurai e dei Matsumoto sono proprio destinati ad intrecciarsi”
“Spero che tuo fratello sia più furbo di te e non faccia stupidaggini con Megu o me la pagherà”
“Che fratello geloso che sei” ridacchia Sho mentre Yamiyo scioglie l'abbraccio e recupera il cavallo “Ora che faremo Jun?”
“Non lo so” ammette Jun “Ma... guarda il mare... è immenso e... al di là ci sono terre che non abbiamo mai visto, nuove avventure che ci aspettano... Vuoi venire con me Sho?”
Sho sorride e lo bacia ancora.
“Voglio te Jun”
“E io voglio te Sho...”
“Suonano come promesse nuziali”
“Il sole ne è nostro testimone e il mare, non è vasto nemmeno una minima parte di quanto ti amo” sorride Yamiyo.
“Insieme... anche oltre il mare” sorride Sho
Una brezza leggera li circonda, il profumo del mare, sebbene ancora lontano, li raggiunge. Il sole tramonta all'orizzonte ma, la notte che verrà non sarà oscura perché ora, finalmente possono stare insieme.

Fine

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