shinhiroki: (ohmiya)
[personal profile] shinhiroki
TITOLO: He's my bully
FANDOM: Arashi
GENERE: Sentimentale, commedia
PAIRINGS: Ohmiya, Sakumoto (accenno)
RATING: PG-15





Capitolo 2:
Perfido

“Che….” prova ad articolare Satoshi preso alla sprovvista.
Che ha voluto dire con quella frase?
Perché lui dovrebbe sembrare più figo di Jun?
“Che intendi…”
“Haaaai cut!” dice il regista “Due minuti di pausa e poi registriamo i saluti finali e la promozione del drama”
Nino balza giù fallo sgabello non prestando attenzione a Satoshi per raggiungere Jun e sfotterlo come al solito per le scemenze che gli fanno fare.
“Come se ballare con attaccati dei barattoli al corpo contenenti dei pesciolini che si illuminano al buio non sia una scemenza!” ribatte Jun stizzito.
Maledetto, prima mi dice certe cose e poi mi ignora.
Di norma non si sarebbe lasciato turbare da qualcosa detta da Nino, ma ultimamente quasi ogni cosa che esce dalla bocca dell’altro lo indispettisce.
“Ohno-kun vieni mangiamo! Sono rimasti dei piatti in più dal quiz” gli dice Sho avvicinandosi.
Mentre i due si avventano sul cibo come avvoltoi, Satoshi nota che hanno abbandonato Masaki con l’ospite.
Nonostante l’indole allegra, masaki è tremendamente timido soprattutto con le persone che non conosce.
Restare a intrattenere l’ospite, anch’essa timida è una vera crudeltà.
Povero Aiba-chan.
Pensa Satoshi ma non si muove di mezzo millimetro per accorrere in aiuto dell’amico continuando ad assorbire udon.
Jun invece, anche per scrollarsi di dosso Nino, va prontamente in soccorso di Masaki prendendo a parlare con la ragazza così l’amico può svignarsela.
“Jun-san mi ha salvato!” esclama prendendo una ciotola.
Con le guance piene di cibo, Sho si volta a vedere che stanno combinando Jun e l’attrice, trovandoli intenti a ridere.
Inghiottito in un sol boccone tutto quello che aveva in bocca e si avvicina ai due.
“Mica glielo rubano” commenta Masaki ma Satoshi non ci fa caso e prende con le bacchette l’ultimo mini hamburger rimasto. Sta per portarselo alla bocca quando un’inconfondibile manina, gli afferra il polso torcendoglielo quanto basta per addentare la pietanza e mangiarla al posto suo.
La mano in questione è quella di Nino.
“Mmm delizioso” commenta dopo aver ingoiato tutto sotto lo sguardo sbigottito di Satoshi.
“Era…era mio” balbetta corrugando le sopracciglia.
“Perché? Lo hai pagato?”
“No però…”
“Non c’era il tuo nome sopra, avevo voglia di mangiarlo io e l’ho fatto. Tutto qui non vedo dove stia il problema”
Ed eccolo di nuovo quel comportamento da egoista impertinente.
Dannato te! Il problema sei tu!
Nino lo guarda con il suo sguardo alla: ti ho zittito, non hai modo di ribattere.
“C’é del daikon tritato. Quello te lo lascio tutto con piacere!” se la sghignazza Nino.
Satoshi stringe le bacchette nella mano rischiando di spezzarle.
“Giriamo l’ultimo spezzone!” urlano E tutti tornano al proprio posto.
“Non dirmi che te la sei presa per un po’ di cibo”
“Era il mio cibo”
“Ti scoppierà la pancia un giorno o l’altro con questa fissa di mangiare” lo prende in giro ghignando.
Satoshi sorride, incassando la solita frecciatina velenosa, ma dentro di sé avrebbe tanta, tanta voglia di dare lo sgabello in testa a Nino.
“E…. Ok! Cut! Grazie a tutti”
“Libertà” si stiracchia Nino e, nel farlo, da una manata in pieno viso a Satoshi.
“Oops. Non ti avevo visto” fa un sorrisetto e si allontana lasciando l’altro furente.
Mentre si avviano ai camerini, Satoshi si massaggia il naso maledicendo quello stupido nanetto che ora sta dando il tormento a Sho.
Stanne certo, la ruota gira.
Un po’ vorrebbe fargliela pagare. È abbastanza stufo dei suoi scherzetto infantili anche se spesso e volentieri ci ride sopra ma non sa come potrebbe rendergli pan per focaccia.
“Oh-chan” lo chiama Masaki affiancando “Dopo ti mando l'indirizzo del locale dove andremo stasera io e Nino-chan in caso ti venisse voglia di raggiungerci.” sorride.
“Grazie Aiba-chan. Vedrò…” sorride di rimando entrando in camerino con lui.
“Ci vediamo ...dopo allora” sta intanto dicendo un rigido Sho a Jun.
“Sì. A dopo” ribatte l’altro imbarazzato. Tutti e due tentennanti se darsi un bacio per salutarsi.
“Siete proprio due adolescenti” li canzoni Nino.
“Ah beh perché tu di secondo nome fai Casanova vero?”
“Casa...chi?” chiede Masaki.
“Modestamente parlando, sono un figo” gongola Nino, gettando un’occhiata a Satoshi che sussultare “Nessuno può resistermi”.
Jun scuote la testa e poi si avvicina a Sho, posandogli un bacio sulla guancia nonostante l’enorme imbarazzo.
“Ti aspetto da me…” mormora al ragazzo che tossicchia un d’accordo e, presa la borsa esce dal camerino.
“A domani Jun-chan” saluta Masaki “Nino-chan passo a prenderti per le 20. Ciao ciao”
“Vado anche io” si affretta a dire Satoshi prendendo borsa e cappello notando che l’indumento non è il suo ma di Nino “Kazu hai preso il mio…” dice voltandosi ma del collega non C’é più traccia.
Sospira rassegnato, indossando il cappello dell’altro e scende nei parcheggi dove l’autista lo aspetta per riportarlo a casa.
Appena l’auto si immette nel traffico cittadino, Satoshi toglie il cappello per guardarlo.
Come minimo avrà dieci anni.
Pensa sfiorando con le dita la stoffa un po’ consumata e e i colori sbiaditi.
Nino non fa poi molto caso a queste cose. Finché una cosa regge la usa.
Sorride ripensando a tutte le volte che Jun gli da notare che ha dei buchi nelle t-shirt e Nino fa spallucce rispondendo “Intanto è di moda ora” oppure “Finché non diventa una groviera va benissimo”.
Se l’armadio di Nino è fornito anche di capi non bucherellati è grazie ai suoi quattro amici e dei vestiti che a volte gli regalano dalle loro trasmissioni o dei marchi che gli regalano qualcosa.
“Taccagno…” mormora.
“Come avete detto Ohno-san?” domanda l’autista.
“Parlavo tra me e me… nulla di importante Yoshimura-san”
Arrivato a casa, Satoshi saluta l’uomo che gli ricorda l’ora in cui passerà a prenderlo l’indomani.
Sale al suo appartamento lasciandosi andare sul divano, gettando il cappellino di Nino sulla pila di riviste di pesca a fianco del tavolino. Frattanto il suo cellulare suona notificandogli un messaggio. È di Masaki che gli ha scritto l’indirizzo del locale.
Non risponde e va a farsi una doccia per sciogliere la tensione della giornata.
Anche oggi quel demonio gliene ha fatte passare di ogni.
Stasera mi rilasso, non penso a nulla e mi riposo per domani deciso.
Ma il fatto che nino abbia detto che per quanto lo si preghi, lui non esce quasi mai con loro lo irrita. Non uscirà da solo con Nino ma con gli altri esce eccome!
“gliela faccio vedere io a quel nano! Stasera vado pure io!” afferma risoluto uscendo dalla doccia per poi infilarsi l’accappatoio “Però sono anche assonnato…” si ripreso un istante dopo asciugandosi “Si si me ne sto a casa a rilassarmi e al diavolo tutti! Soprattutto Nino!”
Si asciuga tutto e si veste andando a sedersi di nuovo sul divano.
Tuttavia, riflettendoci, anche se le parole di Nino lo hanno offeso, Masaki è stato davvero gentile ad invitarlo.
“Dovrebbe imparare da lui quel nano diabolico. Masaki è gentile con tutti e non tratta male nessuno. Si! Dovrei andare solo per non fare un torto a lui e per rispetti alla nostra amicizia. Farò così!”si alza e marcia in camera ma non appena apre l’antagonista dell’armadio per prendere jeans e una maglietta, si blocca.
“Però non ho risposto al messaggio… Masaki avrà già dato per scontato che non ci sia e ha prenotato… sarebbe scortese presentarmi dopo non aver risposto. No sarebbe troppo da maleducati e io non lo sono. I miei genitori mi hanno insegnato come comportarmi e il più delle volte lo faccio. Ma presentarmi ad una cena senza confermare o no la mia presenza e un comportamento da… da Nino! Lui si che lo farebbe senza problemi. Basta sto a casa!”
Chiude l’armadio, marciando verso la cucina per cercare qualcosa da mettere sotto i denti. Apre il frigorifero e quello che trova è pressoché nulla.
A volte sua mamma si fa un mucchio di strada per andare a trovarlo, portandogli qualche buon piatto e cucinandolo.
Ultimamente poi, a causa del lavoro, non è riuscito a ritagliarsi un po’ di tempo per andare a pescare con tranquillità.
Ci sarebbe nella credenza del ramen istantaneo ma lo ha mangiato anche la sera precedente. Meglio uscire e andare al konbini poco distante da casa e cercare qualcos'altro.
Si cambia veloce, cappellino, mascherina. Raccattare due soldi dal cassetto.
Non ama girare col portafogli se non per estrema necessità ne portarsi dietro enormi cifre di denaro. Esce di casa e a passo lento si dirige verso il negozio. La sera sta ormai calando a poco a poco e nel quartiere in cui abita non c’è la confusione come in centro.
Nel konbini compra qualche confezione di onigiri già pronti di vario gusto, qualche melon pan, una bottiglietta d’acqua e un paio di banane. Paga il conto ad un annoiato commesso ed esce. Sta per voltarsi e tornare nella direzione da cui è venuto ma, come guidato da una forza più grande di lui, ferma un taxi dando all'autista l’indirizzo fornitogli da Masaki.
Inspiegabilmente e deciso ad andare. Al diavolo Nino, non è nessuno per giudicarlo. Se vuole andare ad una cena ci va. Non deve rispondere a nessuno delle sue azioni.
Per fortuna i soldi che si è portato dietro bastano appena per pagare la corsa.
Dovrà scroccare la cena a Masaki e anche un passaggio al ritorno ma sa che non sarà un problema. Due settimane prima era uscito a bere con l’amico e a pagare era stato lui.
Vede la macchina bianca dell’amico parcheggiata nella zona riservata ai clienti del locale. Mai una volta che Nino prenda la sua macchina!
Attraversa la strada e si avvicina al ristorante.
All'ultimo secondo, quando ormai ha già la mano sulla maniglia della porta, ha un ripensamento.
Sono vestito alla cavolo, con una borsa del konbini con delle… banane! Che ci sto a fare qui?
Ma ormai sono qui…
Deciso, forse, entra nel locale, facendo qualche passo all'interno. È un locale molto intimo, non c’è molta gente. Si toglie il cappello e abbassa la mascherina.
Sente ridere e si sporge tra due alte piante in vaso, cercando di non accecarsi con le enormi foglie.
L’allegra comitiva di ragazzi e ragazze si sta divertendo quando riconosce l’inconfondibile risata di Masaki e lì in mezzo a quella bolgia di persone che non conosce ci sono i suoi due amici. Nino circondato da due ragazze sghignazzanti tutto sorridente.
Si gela vedendo la ragazza alla destra di Nino mormorargli qualcosa all'orecchio.
Sul volto del ragazzo compare un sorrisetto furbo mentre solleva lo sguardo e i suoi occhi incontrano quelli di Satoshi.
Immobili, rimangono a fissarsi per qualche istante prima che Satoshi, voltandosi, non scappa dal locale a gambe levate.

Date: 2016-08-10 02:47 pm (UTC)
From: [identity profile] black-rabbit-65.livejournal.com
Che bello un capitolo per il mio compleanno <3<3 E' un regalo gradito.
Povero il nostro Ohno non ha le idee molto chiare e Nino lo manda ancora di più nel pallone XDXD
Adesso voglio sapere cosa dirà Nino della fuga di Toshi
Grazie Shin

Date: 2016-09-13 04:19 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
Altro che cena, quello era un festino vero e proprio XD toshi ancora non capisce perchè è così consumato da quello che fa Nino, ma pure lui lo provoca e basta, non entra mai in azione fa solo allusioni che toshi non capisce XD

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shinhiroki

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