shinhiroki: (aka chan)
[personal profile] shinhiroki
TITOLO: He's my bully
FANDOM: Arashi
GENERE: Sentimentale, commedia
PAIRINGS: Ohmiya, Sakumoto (accenno)
RATING: PG-15



Capitolo 3:
Umiliante


Non si è fermato nemmeno quando un cameriere lo ha richiamato.
Schizzato fuori dal locale non si è più voltato indietro fino a quando non è arrivato a due isolati di distanza.
Quando finalmente si ferma, si appoggia al muro col fiato corto
“Calmati…” dice tra sé e sé.
Non sa cosa lo ha spinto a correre via a quel modo.
Entrando nel locale era convinto di trovare i due amici ad un tavolo loro due soli non di certo attorniati da un gruppo di persone per lui pressoché sconosciute.
Nonostante il carattere non propriamente facile, Nino esce spesso con attori e attrici con cui ha lavorato anche a distanza di anni, molto spesso, con alcune attici ci è pure finito finito a letto un paio di volte.
Ma tutto ciò non lo ha mai saputo direttamente da Nino, quello si confida con Masaki a cui scappa sempre qualche esclamazione.
In fondo è comprensibile che Nino si confidi con Aiba. Si conoscono da un sacco di tempo, prima ancora che fossero formato gli Arashi.
Ancora mi chiedo come possiamo definirci migliori amici anche se non ci confidiamo nulla di privato.
Pensa amareggiato guardando verso il cielo.
Magari non mi ha visto…. Probabilmente aveva lo sguardo rivolto in quella direzione ma non ha fatto caso a me…. Sicuramente è così o mi avrebbe fatto cenno di unirmi a loro.
No non è vero mi ha visto eccome! Mi stavo fissando e non ha fatto assolutamente niente. Mi ha guardato con quella sua faccia da schiaffi, non mi ha invitato ad unirmi a loro ne mi ha salutato.
Afferra il cellulare per vedere se Nino gli ha scritto qualcosa a riguardo ma a parte i messaggi con la buonanotte della madre e l’orario inviatogli dal dal manager sull'ora in cui passerà l'autista per portarlo al lavoro, tutto tace.
Sara troppo impegnato a farsi sussurrare sconveniente all'orecchio dalla sua nuova amichetta.
Pensa spegnendo il cellulare per rimettere lo in tasca con stizza.
Lo ha visto ne è assolutamente certo è ora lo sta bellamente ignorando perché troppo impegnato, forse in questo momento sta ridendo alle spalle con quella.
Maledetto Nino! Maledetto lui e quella stupida e maledetto sé stesso per essere andato fino al locale a far la figura dell’idiota e adesso è senza soldi, ben lontano da casa e con una fame da lupi.
Fortuna che ha comprato qualcosa da mangiare prima di spendere gli ultimi soldi per quel taxi.
Rassegnato all'idea di doversela fare a piedi fino a casa, si mette in marcia mangiando l’intero contenuto della borsa.
Prega che nessuno lo riconosca o spiegare a Kitagawa il perché si trovasse in giro così tardi, a piedi, mangiando il cibo del konbini sarebbe veramente umiliante.
Ci impiega un’ora abbondante ad arrivare a casa mangiando per l’intero tragitto tutto quello che ha comprato ma nonostante tutto è ancora affamato e stanco per la camminata. Su spoglia e si infila a letto in boxer sperando di addormentarsi in breve tempo.
Purtroppo per lui non va come lui spera.
Nella sua mente continua ad apparire il volto di Nino con quel sorrisetto e la risatina della ragazza. Nei pochi minuti che si addormenta, fa sogni agitati che però, all'alba, dopo una notte pressoché in bianco, non ricorda.
La macchina passerà prenderlo solo in tarda mattinata per portarlo agli studi della fuji TV.
Fosse stato un altro giorno avrebbe continuato a dormire persuasi tutta la mattina prima di andare a lavoro ma oggi, anche restando a letto, non dormirebbe affatto in più è affamato.
Ciondolo un caso come un disperato fino a che non arriva un’ora decente per poter uscire e andare a fare colazione da qualche parte. Questa volta sopporta dietro il portafoglio uscendo per dirigersi in un piccolo locale del quartiere gestita da un anziana coppia molto simpatici e discreti.
Ogni tanto si ferma da loro a cenare.
Dovevo venire qui ieri sera.
Si dice mentre prende posto, ricordando però solo ora che il giorno prima il ristorante era chiuso per il giorno di riposo.
Ordina un’abbondante colazione che spazzola via in pochi minuti.
“Ohno-san” sorride la padrona del locale.
“Yoshie-san era tutto delizioso come al solito”
“Grazie! Ne sono contenta. A proposito. Ieri abbiamo fatto del curry, sa sono passati i nipoti a trovarci e ne abbiamo avanzato un sacco. Se non si offende ve ne do un po’ da portare a casa.”
Dopo una notte d’inferno, gli occhi di Satoshi si illuminano.
Cibo! Quella sera di certo non uscirà a procacciare la cena.
“Accetto con molto piacere!”
La donna sorride e sparisce nel retro, tornando poco dopo con due bei contenitori in una borsa “Le ho messo qualche manju”
“Yoshie-san lei è un angelo! Quanto le devo per la colazione?”
“Nulla”
“Eh? No mo dica la prego”
“Ohno-san offre la casa”
“Me lo dite tutte le volte Yoshie-san….”
“Ma a noi fa piacere. Ha la stessa età di nostra figlia, la maggiore”
“Allora, ancora una volta grazie. Appena ho del tempo per andare a pesca le porterò un enorme pesce!”
“Consideratevi invitato a cena! Ce lo mangeremo tutti insieme. Veto Kotaro?” urla la donna al marito che sbuca.
“E ci facciamo una bella bevuta di sake!”
“Aggiudicato!”.
Salutati i due coniugi, Satoshi se ne torna a casa sereno. Non ha più pensato a Nino e alla sera prima.
A casa scoperchia la ciotola inspirando l’ottimo profumo di curry fatto in casa prima di metterlo via al sicuro in frigorifero.
Meglio non dirlo alla mamma che accetto curry da altre madri o si offende.
Si prepara scende quando l’autista lo avvisa di essere arrivato sotto casa.
Alla sede televisiva trova nel camerino Jun che sta visionando la gruccia coi suoi abiti.
“Oddio… quante ne registriamo?”
“Quattro….” sospira Jun “Sho è un po' impegnato nelle settimane a venire…”
“Capisco”
Nella stanza nessuna traccia di Nino e l’ansia comincia a montargli addosso. Sicuramente, oltre ad aver passato la notte con quella, ci sarà stato anche tutta la mattina.
La calma che aveva fino a pochi istanti prima è a.
Anche i mormorii di sottofondo prodotti da Jun che scruta attento i vestiti, lo infastidiscono.
Comincia a camminare nervosamente per la stanza, schizzano tra le sedie per poi andare alla finestra.
“Riida tutto ok?” chiede Jun.
“Benissimo! Perché non si vede?!” ribatte.
Jun non aggiunge altro e, recuperata una camicia dal suo carrello di abiti, la mette in quella di sho scambiandola con un cardigan color pesca.
“Se la metta lui la camicia con le aragoste…” brontola.
“Eccomi!” esclama arrivando di corsa Masaki.
Il nervosismo di Satoshi cresce ulteriormente. Ha ragione a pensare che sia con quella…
“Oh-chan! Ciao!” lo saluta Masaki sorridendo “non sei venuto alla fine. Peccato ci siamo divertiti un sacco”
Satoshi lo guida con lo sguardo ma non replica quando la porta si apre di nuovo e uno sbadigliante Nino fa il suo ingresso.
Sbadiglia anche quello stronzo. Eh non è abituato a tanta attività fisica, pigro com'è.
“Giorno…” saluta e, visto Satoshi, va da lui “Ciao Oh-chan”
“... Ciao…”
Gli occhietti spietati di Nino lo squadrano così intensamente che Satoshi è costretto ad abbassare lo sguardo.
Molla occhiali da sole e cappello sul tavolo, prende il primo abbinamento dalla propria gruccia e se ne va in bagno dove si cambia rapidamente ed esce gettando i suoi abiti personali sulla propria sacca.
Tutto questo dotto gli sguardi perplessi di Jun, Masaki mentre Nino invece lo guarda sere con quel dannato sorrisino stampato in faccia.
Marcia dalla parrucchiera dove trova Sho, cartellina e penna alla mano che prende appunti mente la donna dietro di lui gli sistema i capelli.
“Buongiorno Ohno-san” saluta la donna con un inchino tornando a pettinare Sho.
“Salve. Tocca a me”
“Ohno-kun non ho ancora finito. Porta pazienza ok? “ gli sorride.
“No. Levati tocca a me.”
“Ma… ho quasi finito. Eriko-san sta terminando”
“Se non ti levi subito ti prendo a calci nel culo!” gli intima minaccioso proprio nel momento in cui compare Jun sulla soglia.
“Riida…”
“Che hai il radar che si attiva se minacciano Sho-kun? Stai diventando morboso. Non te lo porta via nessuno sai?” sbraita con Eriko-san che sbatte gli occhi incredula e spaventata.
Jun è sbiancato per le parole di Satoshi, dette con quel tono brusco e soprattutto di fronte a una estranea.
“Dí un po’ sei impazzito?” ribatte Sho alzandosi in piedi.
“Al diavolo!” sbotta Satoshi uscendo dalla stanza per andarsi a rifugiare sul tetto del palazzo.
Al diavolo tutti e tutto.
Fa profondi respiri per calmarsi.
Era così tranquillo dopo la colazione da Yoshie-san e Kotaro-san… e ora è nervoso. Preso dai suoi pensieri non si accorge che Jun lo ha raggiunto.
“Riida…”
Si volta guardando il viso teso e preoccupato dell’amico.
Sospira e scuote la testa.
“Devo sembrare un pazzo…”
“Giusto un pochino…sono rimasti molto scioccato poco fa. Vuoi parlarmene?”
Satoshi apre la bocca per poi richiederla subito.
Jun si sta offrendo di ascoltarlo e sa quanto sia attento ai problemi altrui. Di certo non si burlerebbe di lui se gli raccontasse la verità ma ora come ora non è pronto a parlarne.
“Vorrei ma…”
“Non sei pronto” conclude l’altro per lui e Satoshi annuisce “Lo capisco. A tutti capita un periodo di crisi dovuto allo stress o ad altro. Non sei tenuto a parlarmene se non ti senti. Ma se cambi idea sai che io sono qui. Noi quattro siamo qui per te. Tu vogliamo bene e puoi dirci tutto”.
Gli scappa un sorriso. Sarebbe davvero buffo andare a parlare con nino dei suoi problemi, spiegandogli che la causa di tutto è proprio lui.
Chissà come reagire ne a riguardo...ma strafottente come suo solito, Nino gli direbbe che il problema sta tutto nella sua testa per cui lui non ha nulla di cui scusarsi.
“Grazie Jun” sorride Satoshi guardandolo “Mi dispiace per quello che ho detto prima… tu e Sho-kun non centrate nulla e… spero di non aver creato problemi visto che c’era anche Eriko-san”
“Ci ha pensato Sho. Comunque è tutto risolto...metti tu la camicia con le aragoste e non pensiamoci più!” sorride il più giovane.
Satoshi scoppia a ridere.
“Mi puzza un po’ come ricatto ma va bene così farò ammenda”
“Tanto non potrai mai essere ridicolo quanto Nino e le cose gli fanno indossare”.
A quel commento Satoshi si rincuora. Anche Nino ha la sua piccola dose di sfiga.
“Andiamo che tra poco cominciamo” esorta Jun sorridente.
Scendono e Satoshi va a farsi sistemare i capelli visto che è l’unico rimasto indietro.
Si scusa con Eriko-san e poi raggiunge gli altri sul set.
“Ho saputo che hai dato di matto prima” lo punzecchia subito Nino accollandosi a lui.
“Colpa della stanchezza”
“Hai dormito male stanotte?” ridacchia l’altro.
Satoshi sta per ribattere qualcosa ma vengono interrotti dallo staff che annuncia l’inizio delle riprese.
Vs per Satoshi non è particolarmente stancante da registrare nonostante siano più puntata una dietro l'altra. Non gli viene richiesto di parlare più di tanto, i giochi li sa praticamente a memoria.
Gli avversari, gira che ti rigira, sono per lo più sempre gli stessi: attori, comici, atleti… a rotazione compaiono sempre loro.
A parte le continue molestie di Nino, una toccata di qua, una battutina di là, qualche leggero colpo ricevuto con il bastone per soffiare le freccette, le solite sgomitate e i pungolii alle ginocchia, tutto procede per il meglio.
Il classico, odioso Nino impegnato a prendere in giro un comico o Nino di fronte a tutti.
Tutto va a gonfie vele, fino all'ultima puntata da registrare.
Cambiano di nuovo i costumi.
Accolgono il gruppo avversario e cominciano a giocare.
Tocca a lui correre al pinball runner.
A dargli le indicazioni dall'alto ci sono la guest, una famosa comica, Sho e Nino.
Prima di iniziare, viene intavolare una discussione sulla sera precedente dove la comica racconta di essere andata a cena fuori con alcuni colleghi in un ristorante specializzato in nabe.
“Sì! Lo conosco quel locale!” interviene Masaki “È nella stessa zona di quello in cui siamo andati ieri sera io e Nino”
Il pubblico mormora.
“Era un appuntamento galante tra voi due?” scherza uno degli avversari.
“Ma quale appuntamento galante” smentisce Nino ridendo “Non eravamo soli. E poi c’era Ohno-san all'ingresso, nascosto con la faccia tra le piante prima di scappare via come un fulmine”.

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