shinhiroki: (cucciolo)
[personal profile] shinhiroki
TITOLO: He's my bully
FANDOM: Arashi
GENERE: Sentimentale, commedia
PAIRINGS: Ohmiya, Sakumoto (accenno)
RATING: PG-15


Capitolo 4:
Inappropriato

Quella rivelazione detta come nulla fosse, per Satoshi è come una doccia gelida.
Nino no ne ha fatto parola prima nei camerini, neanche durante le registrazioni precedenti allora perché uscirete adesso?
Di sale, Satoshi ha la mente svuotata, quasi si sente svenire.
“Ohno-San? Ohno-San?!” lo richiama la voce fuori campo del programma tra le risate del pubblico.
Vedendo che Satoshi non preferisce parola, Sho sta per fare una cosa che di rado chiede: far rigirare daccapo la scena.
“Hai dimenticato il portafogli Riida?” interviene Jun.
La voce dell’amico riscuote Satoshi che si volta verso di lui.
“Non sei di certo come Nino che lo fa apposta per farsi pagare la cena”
Ancora frastornato, Satoshi annuisce mentre il pubblico prorompe in una nuova ondata di risate ignaro di cosa stia accadendo realmente.
Lo sguardo di Nino si assottiglia. Non ama essere lui l’oggetto di derisione!
Satoshi sorride.
Jun ha assestato un duro colpo al piccolo demonio. Per fortuna la faccenda finisce senza ulteriori strascichi e la scena non viene rifatta.
Il resto della registrazione procede senza intoppi ma si vede che lo smacco ha provocato in Nino un peggioramento nel suoi già di per sé acidi commenti.
Appena finiscono, Satoshi si avvicina subito a Jun. Deve proprio ringraziarlo.
Quando ha salutato gli ospiti con cui stava parlando, Jun si volta versi Satoshi prestandogli totale attenzione.
“Jun-kun io…”
“Ho capito perché eri così nervoso quando è arrivato Nino” lo interrompe il più piccolo “Non so cosa sia successo dopo o cosa non sia successo… ma ricorda che con me, Masa e Sho puoi parlare di tutto”.
Questa volta Nino non lo ha nominato.
“Mi spiace aver creato problemi sul lavoro…”
“Non ne hai creati sta tranquillo. Gli spettatori lo prenderanno come un solito siparietto e poi le frecciate di Nino arrivano sempre quando uno meno se lo aspetta. Gli avresti di certo risposto a tono se non ti avesse colpito mentre tenevi bassa la guardia”.
Di slancio abbraccia Jun.
“Jun-kun sei un vero amico! Sho-kun è davvero fortunato!”
“lo sono…”borbotta alle loro spalle il ragazzo.
“Allora ricordatelo” sorride Jun staccandosi da Satoshi per andare al suo fianco.
“Voi due mi fate paura! Sempre con le antenne tese a controllare i movimenti dell’altro! Siete morbosi”
“Beh è normale essere gelosi della persona che si ama…” riflette Sho grattandosi il naso imbarazzato.
Satoshi si sente come colpito da un fulmine, le parole dell’amico gli si insinuano nella mente mentre tornano nei camerini.
È normale essere gelosi della persona che si ama…
Una frase come un’altra, una constatazione assai comune quando si parla di relazioni di coppia eppure gli sono rimaste indelebilmente impresse.
Non riconosce la gelosia come un sentimento a lui affine. Magari invidioso della libertà che hanno le persone normali di poter girare per la città senza l’ansia di essere riconosciuto e creare scandalo ma alla fine non è insoddisfatto della sua vita.
Fatto sta che le parole di Sho sono come un tarlo nel suo cervello.
“Ooooooh-chan!” lo investe Masaki non appena varca la soglia del camerino “Non ti ho visto entrare nel ristorante! Te lo giuro! Ti avrei trattenuto con noi se ti avessi visto!” piagnucola il ragazzo.
“Aiba-chan non ti preoccupare non sono arrabbiato” lo tranquillizza.
Più calmo, Masaki fa un passo indietro e lo guarda dritto negli occhi.
“Allora perché non sei rimasto?”
Bella domanda. Ancora non sa darsi una vera risposta.
“Ti sei sentito male? Potevo aiutarti…”
Se essere scappato via lo fa sentire un cretino, vedere il povero Masaki così preoccupato per lui lo fa stare anche peggio. Non sa perché è scappato ma la causa di tutto è una sola: Nino!
“Oh-chan?”
“Non sono stato male. Ho visto così tanta gente con voi e… e non lo so, sono strano lo sai!” ride nervosamente.
“In realtà avevamo programmato di uscire solo noi due, sperando che tu poi ci raggiungessi. È stato un caso trovare quegli amici e ci siamo uniti.” spiega Masaki.
Amici e amiche con una notevole dose di confidenza visto come si comportava quella gallina con Nino.
Pensa Satoshi stornello il naso al solo ricordo.
“Nino-chan ed io speravamo davvero che tu venissi…”
“Eh? Anche… anche Nino?” domanda sorpreso.
“Ma certo che si! Siete amici, siamo amici! È ovvio che volesse vederti”.
“Amici…a volte lui non si comporta esattamente da amico…”
“Non te la prendere rompo Oh-chan. Lo sai com’è fatto Nino-chan. Tutto sbuffi e lamentele ma alla fine non è cattivo”.
Satoshi sta per ribattere qualcosa ma decide di tacere. Masaki ha talmente un cuore puri da vedere in tutti qualcosa mi buono, perfino in quel maledetto pozzo di perfidia di Nino.
“Piuttosto, dov’è quel simpaticone?”
“È già andato via. Ha le riprese di Nino san”.
Perfetto. Che se lo godano un po’ quei poveretti che devono lavorare con lui adesso.
“Aiba-san, Ohno-San i vostri autisti vi attendono per portarvi ai prossimi lavori! Forza!” li esorta il manager.
Prese le sue cose e fatto un saluto agli altri, Satoshi si fa portare alla locazione in cui dovrà girare uno spot e scattare foto promozionali.
Lavorare lo distrae, a volte gli spiace non essere con gli altri quatto perché si sente solo anche se le persone con cui collabora sono più o meno sempre le stesse. Due giovani stagisti combinano un mezzo disastro con le luci. Satoshi ridacchia e sgomita alla sua sinistra ma non c’è nessuno.
Ci resta un po’ male. Di solito lì al suo fianco c’è Nino.Questi sono momenti in cui perfino lui infastidisce l’altro per poter ridere insieme.
A volte le sue battute mi fanno davvero piegare dalle risate…
Nino avrebbe riso fino alle lacrime delle disavventure dei due poveri stagisti.
Con questo pensiero un po’ dal sapore amaro, si accomoda col resto dello staff a fare una pausa prima di continuare a lavorare.
purtroppo i due novellini che combinano una dietro l’altra, agitati per il loro primo giorno.
Si scusano infinitamente con Satoshi, costernati per avergli fatto perdere tanto tempo.
Quando finalmente finiscono, è già calata la sera.
“Vi vedo stanco Ohno-san” commenta l’autista quando Satoshi sale in macchina, lasciandosi cadere sui sedili posteriori della vettura con malagrazia.
“Giornata intensa…” sospira quello guardare il cappello sbucare dalla borsa.
Ho pure dimenticato di farmi ridare il mio da Nino e restituirgli il suo.
Chissà che sta facendo in questo momento… o forse è meglio domandarsi con chi sia ora.
Probabilmente è di nuovo in compagnia della tizia della sera prima.
La sua mano che sta tenendo il cappello, si stringe intorno alla visiera così forte da piegarla.
Il suo stomaco si contrae dalla rabbia.
Non ha ancora regolato i conti con Nino per la figura che gli ha fatto fare oggi di fronte a tutti.
Il codardo. dopo averlo sbeffeggiato impunemente, se l’è pure data a gambe, evitando così il confronto.
Dovrei piombare a casa sua e dirgliene quattro e se è con la gallina… beh a me non importa!
La situazione va risolta.
Sta meditando tali piani di vendetta, quando gli viene in mente qualcosa di meglio.
“Yoshimura-san” dice sporgendosi tra i sedile “So che abbiamo già fatto un sacco tardi e sua moglie la starà aspettando ma…”
“Dove vuole che la porti Ohno-san?" sorride l'uomo "E’ un posto che non le farà passare dei guai con l’agenzia spero”.
“No stia tranquillo. Andiamo a casa di Matsumoto-kun”
“Certo!”
“La ringrazio Yoshimura-san e… dia la colpa a me con sua moglie per avervi fatto fare così tardi”.
L’uomo ride e imbocca un’altra strada per recarsi nel quartiere dova abita Jun.
Forse farebbe meglio ad avvisare l’amico del suo imminente arrivo.
Potrebbe non essere a casa oppure essere impegnato, non vorrebbe arrecargli disturbo ma dopo quanto è successo alle registrazioni solo poche ore prima, ha davvero bisogno di parlare con lui.
Chi meglio di Jun che conosce lui e Nino da tanto tempo può consigliargli come agire con quel piccolo bastardo.
Il quartiere di JUn, a differenza di quello in cui lui abita è molto più caotico.
L’agglomerato di palazzi residenziali sono per la maggior parte abitati da persone famose. nei dintorni ci sono locali alla moda e qualche negozio.
Troppo rumoroso per i gusti di Satoshi.
Una volta arrivati davanti al portone di entrata con tanto di portiere sulla soglia, Satoshi scende dalla vettura.
L’uomo lo saluta cortesemente e non pare minimamente sorpreso di vederlo lì.
“Buona sera Ohno-san. Riunione stasera eh?” lo saluta.
“Mh...sì…buona sera anche a le”
Un po’ perplesso, Satoshi entra nell'edificio e raggiunge l’ascensore.
Una volta dentro preme il pulsante col piano da raggiungere e si appoggia alla parete in fondo lasciandosi trasportare.
Riunione? Che voleva dire?
Non ci presta troppa attenzione e si guarda allo specchio e immagina Jun che ogni volta che prende l’ascensore entrando o uscendo di casa, si rimira in esso.
Le porte si aprono sul piano richiesto e si incammina verso la porta dell’appartamento dell’amico.
Suona al campanello su cui non è scritto alcun nome per mantenere la privacy degli abitanti del palazzo soprattutto nel remoto caso in cui qualche fan troppo esagitato riesca a superare l’attenta sorveglianza del suo formidabile portiere.
Riprova a suonare ancora una volta.
Forse non c’è… ma il portiere glielo avrebbe detto.
Finalmente la porta si apre ma quello che gli si pare di fronte non è Jun.
A dorso nudo con i jeans sbottonati che lo guarda c’è Nino.
“Oh-chan?”


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