shinhiroki: (ohmiya)
[personal profile] shinhiroki
TITOLO: He's my bully
FANDOM: Arashi
GENERE: Sentimentale, commedia
PAIRINGS: Ohmiya, Sakumoto (accenno)
RATING: PG-15


Capitolo 5
Imprevedibile

È incredulo. Assolutamente incredulo di fronte a quello che ha davanti agli occhi.
È l’appartamento di Jun… vero?
Non quello di Nino.
Eppure eccolo lì, mezzo nudo.
Pure coi capelli scompigliati.
La sua mente elabora un solo pensiero, ultimamente molto ricorrente: fuggire.  E molto rapidamente.
Gira sui tacchi pronto a svignarsela.
“Eccolo che se la da a gambe di nuovo” ridacchia Nino.
“Riida?” “Ohno-kun?” dicono in contemporanea due voci maschili.
Sì volta di nuovo trovando la porta, ora spalancata e Jun con Sho al suo fianco che lo guardano perplessi.
“Io….cioè… Ecco… che ci fate qui?”
“Veramente io ci abito” sorride Jun “Prego vieni”.
“O…ok”
Nino si fa da parte per farli passare,  non mancando, ovviamente di tirargli una frecciatina a bassa voce.
“Da qui non puoi scappare”.
I peli sul collo di Satoshi si drizzano a quelle parole.
“Accomodati pure dove vuoi” lo invita Jun da perfetto padrone di casa,  spostando una giacca,  presumibilmente quella di Sho, posata sulla testiera della poltrona.
“Ah scusa” risponde Sho ricordando l’indumento abbandonato.
“Non ti preoccupare. te la metto in camera al solito posto. Controlla la cena piuttosto.”
“D’accordo”
Satoshi si siede sul divano cercando di non incontrare lo sguardo indagatore di Nino che sente costantemente su di sé.
I malsani pensieri che hanno affollato la sua mente solo pochi istanti prima vedendo l’altro in quelle condizioni sono svanite. Almeno in parte.
“Come mai… sei mezzo svestito?”
“Faccio le prove per il prossimo calendario dei pompieri”
“COSA?!” stride Satoshi alzando finalmente lo sguardo su di lui, trovandolo che se la ride alla grande “Spiritoso…”
“Dovresti vedere la tua faccia in questo momento! Che credulone!”
“Prendi” afferma Jun tornando in salotto e lanciando una maglietta in faccia a Nino “La tua l’ho messa a lavare”
“Lavare?”
“Sì. L’idiota si è rovesciato addosso il latte…”
“Non è colpa mia se il padrone di casa è un folle psicopatico che ha un frigorifero che parla!”
“Ha solo salutato”
Satoshi scoppia a ridere un po’ istericamente, ecco spiegato perché Nino era mezzo nudo.
Seccato, Nino indossa la maglietta.
“Vedi di ridarmela almeno questa”
“Certo! Ma vedo che ti sei già premurato di darmene una alquanto bruttina in caso mi dimenticassi di ridartela…” ridacchia.
“Sei senza speranze…” scuote la testa Jun recuperando due calici di vino vuoti abbandonati sul basso tavolino “Riida che ti offro?” gli chiede prima di andare in cucina.
“Eh? Ah! Una birra se ce l’hai!”
“Certo!”
Rimasto solo in salotto con Nino, Satoshi si guarda intorno nel famigliare appartamento di Jun dove molte volte si riuniscono tutti insieme per cenette cucinate dal più piccolo.
Tutto in ordine, all'ultimo grido in fatto di tecnologia e tutto perfettamente in ordine in puro stile Jun.
Non c’è l’odore di tempere come a casa sua ma di delicate candele aromatiche e dalla cucina arriva un profumino invitante.
Ha detto a Sho di controllare la cena…
Pensa alzandosi e dirigendosi in cucina.
“Jun senti…”
Appoggiati al bancone della fornitissima cucina, Jun, bicchiere di vino in una mano, l’altra posata sul viso di Sho, lo sta baciando.
Avendo sentito Satoshi si allontanano lentamente.
“La birra hai ragione te la porto subito” sorride Jun evidentemente meno in imbarazzo di quando si devono bruscamente allontanare nei camerini.
“No non è per la birra” lo ferma Satoshi “E’ che voi...state cucinando e io sono piombato qui senza neanche avvisare”.
“Non ti preoccupare Ohno-kun” afferma Sho “Stai tranquillo. Ti unisci a noi vero? Jun sta cucinando l’omaraisu”
“In realtà lo stai facendo tu”
“In realtà” gli fa eco Sho “Mi lasci solo soffriggere”
“E va bene è così” ridacchia Jun.
“Davvero non è un problema se resto?” domanda Satoshi, dando per scontato che Nino si sia già autoinvitato.
“Nessun problema però non è ancora pronto. Pazienta ancora un po’”
“Non importa! Anzi vi serve una mano?”
“Rilassati. immagino che tu abbia lavorato fino a tardi. prendi qualcosa in frigorifero senza fare complimenti”
“D’accordo allora”
Apre il frigorifero che immancabilmente saluta con un bel CIAO JUN, restando meravigliato sul ben di Dio che vi scorge dentro.
Jun lavora quanto lui eppure ha il frigorifero pieno.
“Se mi trasferisco qui mi mantieni tu Jun-kun?”
“Non fare come il tizio qui che campa a casa mia e devo sfamarlo”
“Il tizio qui…” enfatizza Sho “ti ha regalato dei tartufi provenienti direttamente dall'Italia…” brontola.
“Che permaloso”.
Satoshi prende un piatto con dei tramezzini e la birra uscendo dalla cucina ma, senza farsi notare, resta nascosto in corridoio a osservare i due.
Ecco qualcosa per cui provare invidia: la quotidianità tranquilla e felice di una coppia stabile.
Jun, in semplici jeans e maglioncino, beato e rilassato nella sua casa mentre, come Satoshi può constatare, Sho pure nella vita di tutti i giorni e in quella di coppia mantiene il suo atteggiamento rigido.
La cravatta allentata leggermente e la camicia ancora infilata nei pantaloni con le maniche arrotolate fino ai gomiti mentre rimesta nella padella sotto lo sguardo attento  ma allo stesso tempo adorato del compagno.
“Cosa fai? Spii?” sussurra Nino alle sue spalle facendolo sobbalzare.
“Sei cretino?” sibila a bassa voce per non farsi scoprire dai due.
“Stavi lì come un fesso a fissarli”
“Non li stavo fissando”
“Come vuoi” sorride prendendogli dalle mani la bottiglia di birra.
Satoshi lancia un’altra occhiata ai due, ignari di essere spiati.
L’attenzione del ragazzo viene catturata da un particolare.
Vicino alla iper tecnologica macchina del caffè ci sono due tazze accostate vicino le cui decorazioni, messe vicine, formano un cuore.
Come se gli avesse letto nel pensiero, Nino non perde tempo e fa uno dei suoi commenti.
“Che cosa sdolcinata vero?”
“Non è sdolcinata. E’ una cosa carina”
“Perché tu lo faresti? Compreresti due tazze per coppia con il cuore sopra?”
“Che c’entra? Io non ho la macchinetta del caffè a casa” ribatte Satoshi andando in salotto, seguito a ruota dall'altro.
“Quindi se tu avessi sto marchingegno avresti due tazze così?” insiste l’altro.
“Non amo il caffè lo sai”
Nino lo guarda con i suoi occhietti indagatori per qualche istante poi scuote il capo.
“Non lo diresti mai che a uno come Jun possano piacere queste smancerie” cambia argomento “In bagno è sbucato un secondo spazzolino da denti rosso…” lo informa.
“Vedo che sei molto informato… e poi dai dello spione a me!”
“L’ho solo notato quando sono andato in bagno prima” fa spallucce quello come se niente fosse aprendo poi la bottiglia e dandoci fiato.
“Ehi! Era la mia!”
“Possibile che sia sempre tutto tuo quello che mangio o bevo?”
“L’ho presa io per primo!”
“E allora cosa vuoi fare? Baciarmi per riprenderti la birra dalla mia bocca?” sorpreso, Satoshi spalanca gli occhi.
“Sei...sei un pervertito!”
“Come se non ci stessi pensando tu stesso!” sogghigna divertito.
Baciare Nino per sentire il sapore della birra! Figurati se lui si sofferma a pensare a certe cose!
“Dai smezziamocela” propone Nino passandogli la bottiglia.
Satoshi l’accetta e beve un sorso.
“E dicevi che non volevi baciarmi. Stai bevendo nello stesso identico punto su cui ho appena appoggiato le labbra! Un bacio indiretto dunque!”
Satoshi sputa la birra e inizia a tossire.
“Mamma mia non si può neanche scherzare con te! Reagisci troppo male!”
Ripresosi dall'eccessivo attacco di tosse, Satoshi lo guarda torvo.
Tranquillo e beato, Nino se ne sta seduto sul divano abbracciato a uno dei cuscinetti.
“Vi si sente strillare fin dalla cucina” dice Sho sbucando in salotto “Che state combinando?”
“Nu-nulla…” mormora Satoshi.
“Venite è pronto”
Si accomodano a tavola e tutti e quattro insieme gustano la cena parlando dell’album in lavorazione e del conseguente tour.
“Masa ci rimarrà male quando scoprirà che ci siamo riuniti senza dirgli niente” afferma Sho una volta finito di mangiare.
“Non lo abbiamo fatto apposta” ribatte Jun vuotandosi altro vino nel bicchiere.
“E poi è andato a Chiba” dichiara Nino.
Si sentono davvero spesso lui e Aiba…
Ragiona Satoshi.
“Ci saranno sicuramente altre occasioni. Rimedieremo”
“Assolutamente si” sorride Jun.
“Si è fatto tardi...meglio che vada” annuncia Sho e il sorriso di Jun si spegne.
“S...si…”
“Nah non te ne devi andare. E non fare sempre l’impostato del cavolo su! Siamo tra noi e siamo tutti adulti da sapere che non è un amore platonico il vostro…”
“Si abbiamo capito. Grazie Nino!” lo interrompe Sho paonazzo.
“Allora ringraziamo per la cena e mi porto via vecchietto”
“Il vecchietto? Sarei io?” chiede Satoshi cadendo dal pero.
“Certo che parlo di te cariatide. alza il culo che ce ne andiamo e lasciamo i due a fare cose turche” ridacchia.
“Piantala Nino…”
“Si si” sempre sghignazzando, Nino si alza da tavola “Uso un attimo il bagno” afferma dileguandosi.
“Non cambierà mai…” sbuffa Jun sparecchiando.
“Ehm… Jun…” mormora titubante Satoshi.
“Lascia faccio io” sorride Sho prendendogli i piatti dalle mani e lasciandoli soli.
“Dimmi Riida”
“In verità.. ero venuto per parlare con te. Non pensavo di trovare anche Sho” ammette “Meno che mai Nino” aggiunge in un soffio quasi impercettibile.
“Se ne vuoi parlare…”
“Aaaaah! A posto!” li interrompe Nino arrivando e mettendo un braccio intorno alle spalle si Satoshi “Stavate mica parlando di me?”
“Ringraziavo Jun per l’ottima cena. davvero squisita” mente il più grande sentendosi il cuore in gola.
Eppure non dovrebbe sentirsi così a disagio per il tocco di Nino. E’ una vita che lo fa.
Capendo la situazione Jun non insiste.
“Figurati Riida” e li accompagna alla porta “Buon rientro a casa ragazzi”
“Ciao!” urla Sho dalla cucina.
Nino e Satoshi si dirigono all'ascensore e vi entrano appena le porte si aprono.
Chiusi all'interno dello stretto abitacolo, Satoshi si sente quasi soffocare.
Ha come l’impressione che la discesa sia dannatamente lenta rispetto alla risalita fatta all'arrivo.
“Non abbiamo chiamato un taxi”
“Ho la macchina” sorride Nino facendo tintinnare le chiavi davanti al suo viso “Ma devo fare benzina, sono quasi a secco”
Satoshi annuisce.
“Paghi la tua parte eh?”
“Eh? Perché?”
“Perché ti riaccompagno a casa”
“L’avresti dovuta fare comunque per tornare a casa tua non cercare di raggirarmi” alza la voce Satoshi fino a che non si ritrova pigiato contro la parete dell’ascensore, gli occhi di Nino fissi nei suoi, vicino, troppo vicino.
From:
Anonymous( )Anonymous This account has disabled anonymous posting.
OpenID( )OpenID You can comment on this post while signed in with an account from many other sites, once you have confirmed your email address. Sign in using OpenID.
User
Account name:
Password:
If you don't have an account you can create one now.
Subject:
HTML doesn't work in the subject.

Message:

 
Notice: This account is set to log the IP addresses of everyone who comments.
Links will be displayed as unclickable URLs to help prevent spam.

Profile

shinhiroki: (Default)
shinhiroki

April 2017

S M T W T F S
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30      

Most Popular Tags

Style Credit

Expand Cut Tags

No cut tags
Page generated Jul. 21st, 2017 04:37 pm
Powered by Dreamwidth Studios