shinhiroki: (nekooo)
[personal profile] shinhiroki

Titolo: La spada e la rosa
Genere: Au, romantico, Angst
Fandom: Arashi
Pairing: Sakumoto
Rating: pg-15
Disclaimer: Nessuno delle persone citate mi appartiene ma se mi appartenessero... muahahahah XD    




Capitolo 2

“COSA?!” esclama Jun incredulo guardando Kazuya o meglio... Sho.
“Duca Sakurai mi duole informarvi che la vostra licenza è finita. E' richiesta la vostra presenza al fronte.” comunica l'uomo consegnandogli una lettera con il sigillo del re.
“Tra quanti giorni devo presentarmi?”
“Tra cinque giorni il reggimento ripartirà. E' tutto.” dice rimontando a cavallo e andandosene.
“Sei stato così poco...” sospira sconsolato Satoshi.
“E' il mio dovere amico mio...” dice Sho dandogli una pacca sulla spalla mentre Jun ancora li guarda sbalordito.
“Mi sa che la tua copertura è saltata...” commenta Nino ridacchiando e Sho si volta a guardare Jun.
“Matsumoto-sama... a quanto pare devo ripresentarmi col mio vero nome...” sorride “Sono il Duca Sakurai Sho”.
“Io me ne torno a casa!” dichiara Jun correndo su per la scalinata che porta dentro alla villa.
Ma stiamo scherzando? Quel...quel... argh! Quel maledetto si è preso gioco di me per tutto questo tempo! Come si è permesso!
Pensa Jun, investendo domestici e cameriere senza nemmeno scusarsi mentre corre verso la sua stanza.
Se per caso ci fosse stata anche la minimissima possibilità che accettasse quell'assurda richiesta di matrimonio ora è completamente svanita. Non resterà in quella villa un minuto di più a farsi umiliare dal Duca. Non voleva sposare un uomo, meno che mai ora! Non un bugiardo e meschino del genere.
“Matsumoto-sama aspettate...” dice il Duca che lo ha inseguito subito mentre Jun entra nella sua camera. Lascia la porta aperta e corre ad aprire l'armadio. Alla fine aveva disfatto le valigie solo perché era scomodo cercare gli abiti nelle valigie.
Sho allora bussa alla porta.
“Non vedete che è aperta?” dice Jun tagliente mentre, come una trottola va avanti e indietro tra l'armadio e il letto dove ci sono i bagagli aperti “Fingete educazione Kazuy? Ah no... Duca Sakurai Sho-sama”.
Sho sospira ed entra nella stanza chiudendosi la porta alle spalle.
“Vi prego Barone...”
“Cosa?”
“Voglio scusarmi con voi per avervi mentito... non era mia intenzione...” dice in tono sommesso.
“Ah no? E quali erano le vostre intenzioni?”
“Ve lo avrei detto...”
“E quando? Credo che se non fosse arrivato quel messaggero voi avreste continuato quella farsa!” sbraita Jun chiudendo alla meno peggio le valigie.
“Forse avete ragione...” sospira Sho tristemente smorzando, anche se di poco la rabbia di Jun.
“Perché mi avete ingannato?”
“Volevo conoscervi. Se aveste saputo subito che ero il Duca avreste cercato da subito di farmi cambiare idea sul matrimonio e vi sareste di sicuro reso odioso affinché vi cacciassi. Mi sono finto Kazuya, un normalissimo servo per osservarvi e studiarvi e devo dire che ho notato cose molto interessanti...” sogghigna Sho.
“Ovvero? Cos'avete notanto?” chiede Jun.
“Vi piace la mia casa... e molto anche. Adorate il parco, dare ordini alla servitù...essere riverito... e vi piaceva essere adulato da Kazuya...” afferma facendo irritare di più Jun “Per questo credo che accetterete di sposarmi” aggiunge infine.
“Allora credete proprio male Duca perché io non ho alcuna intenzione di sposarvi!” urla Jun furibondo, afferrando come può le valigie e provando ad andarsene ma Sho blocca il passaggio col suo corpo “Lasciatemi passare!”
“La risposta è no...”
“Credete davvero di potermi conquistare e sposare? Non si è mai sentito di un matrimonio tra due uomini! Il Re non darà mai il consenso a un'assurdità del genere! La vostra e la mia famiglia saranno ricoperte di vergogna!”
“Fermate i vostri folli vaneggiamenti Matsumoto-sama. Io non intendo sposarvi per amore ma per interesse.” afferma Sho confondendo Jun “Di certo non voglio gettare la mia reputazione e quella della mia famiglia alle ortiche solo per sposare voi... siete molto bello ed è per questo che andate più che bene per quello che ho in mente.”
“Io... non vi seguo...”
“Vi chiarisco subito le idee. Intendo sposarvi davanti ad un avvocato mio amico. Firmeremo un contatto che vincolerà sia me che voi con diritti e doveri. Sarete mio legalmente...”
“Mi state dicendo che mi volete comprare come uno schiavo?!” chiede Jun indignato.
“No... come marito. Vi citerò nel mio testamento in caso morissi in guerra e avrete qualcosa per vivere, ovviamente meno di quello che erediteranno i miei figli...”
“Figli?”
Jun non capisce. Che cosa vuole esattamente da lui il Duca Sakurai?
“Mi sposerò in segreto con voi davanti ad un avvocato e con una donna di buona famiglia davanti al Re e a Dio...”
“In... segreto...”
“Pensavate davvero che avrei urlato a tutto il mondo che il Duca Sakurai Sho, ufficiale dell'esercito di sua Maestà Matsuoka si sposa un uomo? Perderei non solo la faccia ma le mie proprietà, la mia famiglia, i miei amici... tutto! No...meglio curare i miei interessi sposandomi con voi in segreto e avendo una moglie da sfoggiare davanti a tutti.” spiega Sho disgustando Jun.
“Non accetterò mai una cosa così disonorevole e fuori di testa!”
“Cambierete idea Matsumoto-sama... ne sono certo...”
“Non credo proprio! Io me ne torno a casa mia! Cercatevene un altro da sposare!” dichiara provando a scansarlo per andarsene ma Sho lo trattiene per un braccio, voltandolo verso di lui e tutti i bagagli di Jun finiscono a terra “Fatemi passare!” urla Jun isterico.
“Avete detto che volete andare a casa vostra? Beh... questa è la vostra nuova casa. Lo è da quando vostro padre vi ha venduto a me...” afferma Sho gelido sconvolgendo Jun.
“Che...che state dicendo?”
“Vostro padre non ve l'ha detto? Vi ha venduto...”
“Non credo a una sola parola di quello che dite! Mio padre non lo avrebbe mai fatto!”
“Vero...” concorda Sho “Ma... l'ho minacciato”
“Cos'avete fatto?!”
“Volevo così tanto sposarvi che ho insistito molto con vostro padre e alla fine... ha ceduto...” spiega Sho con un'alzata di spalle, come se la cosa che ha appena detto fosse normale quando Jun gli rifila uno schiaffo in faccia così forte che Sho rimane col viso voltato.
“Sarò anche di rango inferiore al vostro Duca ma non mi faccio insulare così!” gli urla.
Sho rigira il volto per guardare gli occhi di Jun che sono lucidi.
“Vostro padre ha firmato un contratto completamente legale. Potete andare da qualunque avvocato e ve lo confermerà...”
“Qualunque avvocato del regno lo direbbe! La famiglia Sakurai è praticamente al pari della famiglia reale!” ribatte Jun.
“Sapete molte cose di me allora...le cose che vi attraggono di me... il titolo... le ricchezze...” dice Sho avvicinandosi a lui e Jun indietreggia come può “E scommetto che anche il mio corpo e il mio volto vi piacciono...” sorride prendendogli il mento tra il pollice e l'indice, guardandolo dritto negli occhi.
E' in trappola.
“Siete pazzo!” ribatte Jun terrorizzato.
“Per oggi la passeggiata è rimandata... ho degli impegni per il resto della giornata ma... gradirei cenare con voi questa sera...”
“Cenerete da solo! Io me ne vado!” sbraita Jun togliendo la mano dell'altro che dal suo mento era scivolata sul suo collo.
“Cenerete con me Matsumoto-sama... è un ordine...”
“Voi non potete ordinarmi nulla! Voglio andarmene di qui subito e...” Sho lo interrompe sbattendo i pugni contro il legno della porta su cui Jun è appoggiato.
“Non fatemi perdere la calma. Voi ora site mio...ospite per tanto gradirei che abbiate la decenza di accettare il mio gentile invito...”
“Prigioniero volete dire...”
“Preferisco ospite consenziente... prigionieri si tengono solo le persone che hanno commesso dei crimini..”
“Quindi voi signor Duca!” esclama Jun.
“Vedo che non avete timore di ribattere nonostante sappiate di non essere nella posizione di farlo... soprattutto contro un nobile di rango superiore al vostro. Devo dire che anche questo vostro aspetto ribelle mi piace molto Matsumoto-sama ma... vi consiglio di non giocare troppo col fuoco... vi potreste bruciare...” dice Sho minaccioso.
“Vi sfido a duello!” esclama Jun sorprendendo Sho.
“E sentiamo... a cosa vorreste sfidarmi?”
“Un duello con la spada!”
“La spada?” chiede Sho divertito “Matsumoto-sama... siete impazzito? Chiedere a un ufficiale addestrato come me di duellare...”
“So usare la spada!” dice Jun.
“Oh ne sono sicuro...”lo prende in giro Sho e Jun perde definitivamente la pazienza. Prova a colpirlo di nuovo con uno schiaffo ma l'altro, con rapidi movimenti, lo immobilizza con la schiena contro il suo petto e con il braccio gli cinge le spalle.
“Dicevate?”
“Lasciatemi!” abbaia Jun cercando di liberarsi ma inutilmente, più si agita più la morsa dell'altro si fa più stretta e senza via di scampo.
“Non voglio farvi del male Matsumoto-sama... non costringetemi a diventare estremamente cattivo...” sibila al suo orecchio “A stasera...” dice poi spingendolo nella stanza e, presa la chiave della stanza, esce e chiude dentro Jun.
“Aprite! Duca aprite immediatamente la porta!” strilla Jun battendo i pugni contro la porta.
“Non credi che meritasse di sapere la verità invece di essere umiliato e ferito?” chiede Satoshi fuori in corridoio.
“Satoshi... allora ci hai sentito...” dice Sho incamminandosi senza ascoltare le urla di Jun.
“Sono gli occhi e le orecchie di questa casa ricordi? E' il compito che mi hai affidato.... allora perché gli hai mentito?”
“Meglio che mi ritenga un lurido bastardo piuttosto che sappia l'amara verità...”
“Ma ora ti odia... Sho...”
“Preferisco che mi odi ma che sia al sicuro...” dice il giovane Duca consegnando le chiavi della stanza di Jun al fidato Satoshi “E' sotto la tua responsabilità ora. Assicurati che non scappi...”
“E tu dove vai?”
“Vado... da Yoko...”
“Non potresti andare dai tuoi genitori? Non sei ancora andato a trovarli da quando sei tornato...” dice Satoshi.
“Mia madre mi chiederebbe di restare là e io non voglio darle un dispiacere dicendole che preferisco stare qui che a casa …”
“Non è che non ti piace stare a casa... è solo che ha sentito tuo padre dire che vorrebbe vederti sposato con la figlia del Re...” dice Satoshi e Sho si ferma “Vai da loro... saranno in pensiero...”
“Non credo che lo siano visto che tu scrivi costantemente a mia madre aggiornandola sulle mie condizioni di salute” ribatte Sho riprendendo a marciare a passo sostenuto verso le stalle.
“So che non ti piace che si facciano le cose alle tue spalle ma tua madre è molto preoccupata per te” spiega Satoshi.
“Lo so Satoshi lo so. Non è lei il problema ma quel testardo e orgoglioso di mio padre...”
“Chissà da chi hai presto...” ride il maggiordomo e anche Sho sorride.
“Piuttosto... Masa è tornato?”
“No non ancora...” sospira Satoshi “E' via da più di un mese...”
“Suo padre è costretto a letto e i campi sono da coltivare...”
“Spero solo che il padre si rimetta...” dice Satoshi mentre Sho sella da solo il suo cavallo “C'è un'insolita calma da quando è partito...” sorride.
“Dici? Può essere...” concorda Sho saltando in groppa al cavallo “Dì a Taichi-san di superarsi per la cena di stasera. Il nostro ospite deve avere le papille gustative in visibilio...”
“Continuo a pensare che tu stia sbagliando a non dire la verità a Matsumoto-sama riguardo al matrimonio... a suo padre e...”
“Non gli dirà nulla Satoshi!” tuona Sho “E nemmeno tu!”
“Sho...”
“E' un ordine!” dice in tono autoritario dall'alto del suo cavallo.
Odia quando da ordini a Satoshi...è come un fratello maggiore per lui ma questa è la sua decisione e nulla gli farà cambiare idea.
“Ai vostri ordini mio signore...” risponde Satoshi inchinandosi e Sho, sentendosi un verme, sprona il cavallo ed esce dalla stalla.
Dalla finestra della sua stanza, Jun osserva il Duca correre via al galoppo.
Non gli importa delle minacce di quell'arrogante.
Tornerà a casa, chiederà spiegazioni al padre e insieme troveranno un modo per rescindere il contratto.
Se non può usare la porta per uscire dalla stanza allora troverà un'altra via di fuga.
Apre la porta finestra e si affaccia al balcone.
L'altezza è considerevole ma forse... se crea una corda con delle lenzuola...
Corre dentro e inizia ad annodarle, quando non ne ha più lega un'estremità della corda alla ringhiera del balcone e poi la cala giù. Questa non arriva proprio fino a terra ma per lo meno arriva ad un'altezza tale che può lasciarsi cadere e non farsi troppo male.
Guarda bene che non ci sia nessuno in giro poi lancia le valigie di sotto che all'urto con la terra si aprono e sparano vestiti ovunque cosa che fa inorridire Jun. Le sue povere camice di mussola, di seta... tutte sporche per colpa del Duca che lo ha rinchiuso.
Si fa coraggio e scavalca la ringhiera tenendosi quanto più forte riesce alla corda che oscilla pericolosamente. Si è alzato un forte vento e le nuvole sono più dense. Sta davvero per piovere.
Si lascia scivolare lentamente ma all'improvviso un tuono in lontananza lo fa sussultare e lascia la presa. Inizia a cadere a terra con velocità assurda. L'impatto è vicino.
La sua vita finirà davvero così? Scappando da un vile?
Quando...
“Itai itai itai!” sente urlare.
Ma sono vivo!
Pensa Jun non sentendo più il vuoto sotto di se ma anzi qualcosa... o meglio qualcuno.
“Scusa ti puoi alzare?” chiede lo sconosciuto e Jun si alza velocemente “Oh... ora va meglio... sei pesantuccio eh!”
“Pe...pesante? Io?” chiede Jun mentre vede arriva Satoshi e Nino.
“Matsumoto-sama che fate qui? Dovreste essere in camera vostra e...Masa?” chiede Satoshi vedendo l'amico steso a pancia in giù per terra con qualcosa tra le mani “Quando sei tornato?”
“Adesso...” dice balzando in piedi ma rifrana a terra col sedere “Itai!”
“E' finita la tranquillità...” sospira Nino stiracchiandosi.
“Che facevi in terra?”
“Pensavo mi fosse caduto addosso un bisonte!” esclama Masaki e Jun arrossisce.
“Bisonte...” ridacchia Nino e Satoshi lo fulmina con lo sguardo “Ehi lo ha detto lui non io!” si giustifica.
Satoshi si volta verso Jun che vorrebbe tanto sparire in quel momento invece che dover subire gli sguardi accusatori dei domestici.
“Matsumoto-sama avete tentato la fuga calandovi dal balcone?”
“Tutte quelle lozioni che si da sui capelli gli hanno mandato in pappa il cervello!” ride sguaiatamente Nino.
“Kazunari basta!” lo sgrida Satoshi e quello mette il broncio “Matsumoto-sama... ditemi la verità...”
“Si è così ho tentato di scappare dal balcone!” ammette Jun “Voglio andare via!”
“Mi dispiace ma ho l'ordine da parte del mio padrone di non farvi andar via...” dice Satoshi.
“Non può tenermi prigioniero qui!” sbraita Jun.
“Ehi che hai tra le mani Macchan?” chiede Nino al ragazzo ancora in terra.
“Ah lei? E' un gattina che ho trovato sulla strada di casa! E' carina vero?” dice aprendo le mani e mostrando un batuffolo di pelo bianco con qualche sbuffo rosso e due enormi occhioni verdi. Satoshi e Nino sospirano.
“Un altro animale...”
“Masa...” inizia a dire Satoshi “Non puoi tenere tutti gli animali che trovi sulla tua strada...”
“Ma era sola... e mal nutrita...” pigola quello con gli occhi lucidi.
“Lo era anche il fagiano... il coniglio della cena... il povero grillo che non so come hai catturato...”
“Dai per lo meno stavolta non ha portato a casa una mucca...” dice Nino e Masaki annuisce.
“Hai ragione anche tu...” conviene il più grande.
Mucca? Grillo? Ma in che posto è capitato?!
Si chiede Jun terrorizzato all'idea di rimanere in quella villa di svitati per il resto dei suoi giorni.
“Dai non preoccuparti Macchan... Sho ti darà il permesso di tenere la bestiolina... e poi ora non ha tempo per discutere con te... ora ha una puledra da rincorrere...” sorride Nino guardando Jun.
“Io non sono una puledra!” dice Jun.
“Avete la coda di paglia Matsumoto-sama?” chiede Nino fingendo di non capire e l'altro sbuffa fumo.
“Ah! Sei tu il ragazzo di cui parlava Sho-chan!” esclama Masaki rizzandosi in piedi “Benvenuto alla villa! Io sono Aiba Masaki! Il giardiniere!”
“L'aiuto impiastro del giardiniere...quello vero è Ohkura che ora è in viaggio per conto del padrone che gli ha commissionato un lavoro...” spiega minuzioso Satoshi.
“Io sono il Barone Matsumoto Jun..” dice spiccio il ragazzo.
“Mmmm... Ti chiamerò Junju!” esclama Masaki e sia Satoshi che Nino trattengono a stento una risata.
“Jun..ju?”chiede Jun con gli occhi fuori dalle orbite.
“Masaki ama dare soprannomi...” dice Nino provando ad accarezzare la gattina ma quella gli soffia inferocita “Si vede che è femmina! E' isterica come l'ospite!”
“Io sono un uomo razza di cretino!”
“A chi hai dato del cretino eh femminuccia?” ribatte Nino fronteggiando Jun che non si fa di certo indietro.
“No no non litigate!” dice Masaki frapponendosi tra loro “Facciamo pace con una bella stretta di mano!” esclama con un sorriso.
“Se bastasse una stretta di mano per sigillare la pace il mondo sarebbe libero dalle guerre...” dichiara Jun risoluto.
“Su questo sono d'accordo con lei signorina”
“La tua insolenza è irritante!” strilla Jun “Non capisco come il Duca faccia a sopportarti!”
“Perché ho un protettore!” esclama Nino “Per questo posso fare e dire quello che voglio!”
“Ora basta Nino!” interviene Satoshi “Chiedi scusa a Matsumoto-sama...”
“Cosa... ma io...”
“Ora” aggiunge senza guardarlo e l'altro si incupisce.
“No!”
“Nino ho detto scusati!”
“No e poi no! Non voglio scusarmi con questa via di mezzo tra un uomo e una donna!” dice correndo via.
“Che problemi ha?” chiede Jun infastidito.
“Gli passerà...” dice Satoshi guardando nel punto in cui il ragazzo è sparito prima di rivolgersi a Jun e inchinarsi “Mi scuso io per la sua insolenza”
Ecco spiegato perché quel Nino può fare tutto quello che vuole. E' il maggiordomo Satoshi il suo protettore...
“Ohhhh!” esclama Masaki riportando l'attenzione di Jun su di se “Credo che tu piaccia alla gattina Junju!” dice tutto sorridente.
“Non mi chiamare Junju!”
“Vuoi prenderla in braccio Junju?” chiede Masaki come se l'altro non avesse parlato.
Jun è un po' restio ad avvicinarsi ma alla fine cede e allunga le mani verso la bestiola. Masaki gliela passa e questa miagola a Jun.
“Che carini!” dice Masaki in solluchero quando il suo sguardo si illumina “Ho avuto un'idea Junju!”
“Smettila con sto Junju...” dice Jun accarezzando la gattina che si struscia sulla mano del ragazzo.
“Se tu dici a Sho-chan che vuoi tenere la gattina lui non ti dirà di no!”
“Non direbbe di no nemmeno a te... ti ha lasciato tendere un asino...” mormora Satoshi.
“Ma se glielo chiede il suo amore non farà nessuna obiezione!”
“Amore? Che dici!” sbraita Jun.
“Beh si lui...”
“Matsumoto-sama come chiamerete la gattina?” si intromette Satoshi cercando di distrarre Jun.
“Ecco...” dice Jun guardando la gattina “Lady...”
“Redi! Che bel nome!” esclama Masaki.
“Lady! Si chiama Lady!” dice Jun abbracciando la gattina “La mia Lady...”
“Qualcuno non vuole più andare via...” mormora Satoshi “Matsumoto-sama andate in camera vostra, farò portare su i vostri abiti, le valigie e una cesta per Lady...” dice con un sorriso e Jun annuisce anche se di mala voglia e, ripresa la chiave da Satoshi, va in casa.
“Che carino che è Junju vero Oh-chan?” dice Masaki.
“Masa non parlare delle confidenze di Sho a Matsumoto-sama!” lo rimprovera il più grande.
“Eh? Ma io...”
“Sho non vuole...”
“Scusa...” dice dispiaciuto.
“Fammi un favore... raccogli la roba di Matsumoto-sama e portagliela in camera... io devo andare a cercare Nino ok?” e così si allontana.
Trova il giovane poco dopo, seduto su di una vecchia panchina vicino alla stalla che sta martoriando dei fili di paglia.
“Se la sminuzzi i cavalli non la mangeranno...” dice sedendosi vicino a lui ma quello gli da le spalle e continua col suo strambo divertimento “Kazu...”
“Ah adesso che non c'è più la signorinella sono di nuovo Kazu!”
“Che dici?”
“Dico che a te piace un po' troppo la puttanella del signor padrone!” esclama voltandosi verso di lui.
“Non so cosa intendi con piacere ma non puoi metterti a fare rissa con lui. E' un nobile e può farti anche uccidere se gli gira. Sono nobili... tutto gli è concesso...” dice guardandolo preoccupato.
“Tu ti sei pure scusato al posto mio...”
“Non eri andato via?” chiede con un sorrisino.
“Oh vado a lavorare!” dice alzandosi ma Satoshi lo ritira giù e lo fa risedere sulla panchina vicino a lui.
“Da quando in qua ti va di lavorare scansafatiche? Ho rifatto io i letti oggi...” sorride Satoshi mentre quello appoggia la testa alla sua spalla.
“Sami...” dice Nino e Satoshi sa che vuole essere rassicurato. E' così da quando si conoscono.
“Kazu insomma ma fai il geloso?”
“Non è che lo preferisci a me?”
“Ma che scherzi? Tu sei il mio dolce fratellino! Nessuno può sostituirti!” afferma e Nino si rattrista.
Fratellino... solo quello sono per te...
“Uhm...”
“Mi fai un sorriso Kazu?” chiede Satoshi allontanandolo per guardarlo e l'altro accenna un sorriso “Bravo piccolo. Ora vado a vedere che Masa non si faccia uccidere... tu che fai? Lavori?”
“Non ne ho voglia... penso andrò a schiacciare un pisolino nel granaio...” afferma.
Passa così la giornata. Jun resta in camera sua con Lady tutto il tempo anche se Satoshi gli ha lasciato la porta aperta.
Masaki ogni tanto andava a trovarli e a portare il latte alla nuova arrivata, inciampando nei suoi stessi piedi e sporcando la stessa di Jun che sbraitava contro di lui.
Nino si era defilato nel granaio e non si era più fatto vivo lasciando, come al solito a Satoshi il compito di gestire la casa.
In un certo senso il vero padrone di casa è lui.
Arriva la sera e il Duca Sakurai fa ritorno alla villa.
“Avanti!” risponde Jun sentendo bussare alla porta e compare Satoshi.
“Masa è arrivato il padrone... vai a salutarlo...” dice il maggiordomo al ragazzo che saluta la gattina e corre via “Matsumoto-sama tra poco la cena verrà servita...”
“Non ho fame... ho mangiato molto a pranzo...”
“Non avete toccato quasi nulla Matsumoto-sama... vi prego... scendete...” dice premuroso ma l'espressione di Jun non sembra convincente “So che Sho vi ha parlato in modo maleducato però... cercate di non essere in collera con lui...”
“Come posso non esserlo? Mi ha trattato come un oggetto!”
“Matsumoto-sama l'impressione che Sho fa di se a volte non quello che è realmente... credetemi...io lo so bene. Sono cresciuto con lui... è un bravo ragazzo, testardo, orgoglioso e a volte questi difetti si accentuano ma ha un cuore d'oro...”
“Un cuore d'oro si... come no...” dice Jun scettico.
“Ha fatto molto per Masaki...” dice Satoshi.
“Masaki? Che ha fatto?”
“Gli ha dato un lavoro...”
“Oh... che uomo buono!” dice Jun fingendosi commosso.
“Ha fatto più lui della madre di Masaki...lei lo ha abbandonato...” dice Satoshi.
“Non lo sapevo...” dice Jun mesto “Si forse ha dei lati buoni... ha aiutato un ragazzo in difficoltà..”
“Ha fatto di più... ha dato un tetto a suo cugino...”
“Cu...cugino?” chiede Jun non capendo.
“Masaki è il figlio di Mariana Sakurai... la zia di Sho...”
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