shinhiroki: (Default)
[personal profile] shinhiroki
TITOLO: Il cuore delle tenebre
GRUPPO: Arashi
GENERE: angst, au, fantasy
PAIRINGS: per ora nessuno u.u ma direi che sakumoto è scontato XD
RATING: R


Capitolo 7

Satoshi è sconvolto.
Yamiyo ha imposto nella sua memoria un marchio oscuro.
Quindi... lui e il mago si sono conosciuti in passato? E in che modo?
“Cosa so io di così importante da farmi scordare tutto il mio passato?” mormora Satoshi guardando Toma.
“E' solo un'ipotesi... ma... forse conosci il suo punto debole...” ipotizza.
“Quindi stai dicendo che Padron Toshi... è la chiave per sconfiggere Yamiyo?” chiede Kazunari sconcertato.
“Penso... penso di si”
“No non può essere...” dice Satoshi alzandosi e scrollando la testa “E' impossibile!”
“Padron Toshi calmati...”
“No! Non mi calmo! Non ha alcun senso!” sbraita Satoshi fuori di sé “Se sono davvero la chiave per sconfiggerlo.... perché non mi ha già ucciso? Ho viaggiato da solo, non ho poteri magici, non so difendermi con la spada.... sono un debole! Non farebbe il minimo sforzo a eliminarmi eppure non lo ha fatto! Perché?”
“Coi poteri che ha non ha ancora fatto un accidenti però. Poteva già conquistare il regno eppure si è limitato solo a tinteggiare il cielo e il fiume...”
“Toglimi il sigillo” afferma Satoshi guardando Toma
“Cosa? Ma è impossibile... quel sigillo...”
“Si è il più potente mai esistito lo sappiamo. Maledizione Toma! Provaci! Smettila di aver paura! Sei un mago! La vita di tutti gli abitanti di Midori è nelle tue mani. Ti sei trastullato per mesi con la scusa di preparare pozioni ma la verità è che hai paura di affrontare Yamiyo! Sei un egoista! Pensi solo a te!” strilla Satoshi con Kazunari che lo abbraccia per calmarlo.
“Tranquillo Padron Toshi...”
“Tranquillo un bel niente... “ dice Satoshi staccandolo da sé e andando verso la porta provando ad aprirla per uscire ma quella non si apre di un millimetro “Che diavolo...”
“Hai detto quello che volevi dire. Ora stai ad ascoltare me!” dichiara Toma “Che male c'è ad aver paura? Yamiyo è il mago più potente che esista! Io non sono di certo al suo livello!”
“Ma hai la possibilità di tutelare te stesso per salvarti in caso Yamiyo attaccasse il regno puoi proteggere anche tutti gli altri!”
Kazunari, allontanato da Satoshi, si è rannicchiato in un angolo abbracciandosi le ginocchia e coccolando la propria coda senza intromettersi nell'accesa discussione.
“Almeno provaci!” continua a dire Satoshi a Toma che guarda a terra titubante.
Passano alcuni minuti di completo silenzio e poi il mago solleva lo sguardo.
“D'accordo... ci provo”
“A fare cosa?”
“A togliere il tuo sigillo e... ad affrontare Yamiyo...”
Satoshi sorride e si volta verso Kazunari per condividere con lui il piccolo successo ottenuto vedendolo però rannicchiato nel suo cantuccio.
“Kazu...”
“Mettiamoci al lavoro...” prende un profondo respiro Toma ma Satoshi gli fa segno di aspettare un attimo e si avvicina al mezzo demone.
“Ehi... Kazu...” dice provando ad accarezzargli la testa ma quello si ritrae come una tartaruga “Kazu...”
Capendo che forse è meglio lasciarli soli, Toma prende un libro ed esce di casa.
“Kazu che...”
“Cosa sono io per te Padron Toshi? Io mi sono esposto! Tu no?”
“Che intendi per esposto?”
“Non fare lo stupido ora!” urla Kazunari col naso rosso e le lacrime agli occhi “Io ti piaccio? Te l'ho chiesto tre mesi fa e ancora non mi hai risposto!”
“Credo... di si...”
“Credi?! Non lo sai?!”
“Mi hai preso alla sprovvista. Nessuno mi ha mai detto che gli piaccio...” cerca di giustificarsi.
“Va bene ti ho spiazzato... ma è successo mesi fa e in tutto questo tempo che hai fatto? Non ci hai mai pensato su? Neanche per un secondo?”
“Ero.. preso da altro... le visione che non avevo più... Yamiyo che poteva attaccare da un momento all'altro...non sapevo se Sho stesse bene....o dove fosse... tutt'ora non lo so...”
“Basta così” lo interrompe Kazunari “Non ho bisogno di sentire altro...” dice Kazunari.
“Kazu aspetta...”
“Ancora? Dovrei aspettare ancora? No.. grazie...” dice andando verso la porta “Ho capito che pensi di me...”
“No Kazu aspetta!” prova a fermarlo Satoshi ma la Kitsune, aperta la porta, fa qualche passo prima di lanciare alcuni dei suoi oggetti esplosivi e scomparire in una nube di fumo.
“Kazu...” mormora Satoshi con la mano sul petto “Perché sei andato via...”
“Hai fatto scappare il nanetto?” chiede Toma rientrano.
“No...non l'ho fatto scappare...”
“Era triste però...”
Stupido Toma. Come fa a dire certe cose e farlo innervosire a quel modo?
“Prova a liberarmi dal sigillo” dice Satoshi andando a sedersi su una sedia e Toma lo segue.
Gli prende la testa tra le mani e chiude gli occhi concentrandosi. Tutto il suo corpo si illumina di un colore arancio intenso.
Satoshi si sente pervaso da un flusso di energia magica ma, ad un certo punto, sente una forte scossa elettrica e non solo lui la sente anche Toma la sente dentro di sé. La scossa si fa sempre più forte fino a che Toma non è costretto a smettere di toccare Satoshi.
“Maledizione...”
“Ce l'hai fatta?” chiede Satoshi col fiatone neanche avesse corso.
“No... non ci sono riuscito... è un sigillo troppo forte e...”
“E?” incalza Satoshi.
“Ho visto un serpente nero”
“Eh? Un serpente nero?” chiede Satoshi perplesso.
“E' una sorta di difesa... appare un serpente nero se si prova a liberarti dal sigillo” spiega Toma.
Maledetto Yamiyo... perché gli ha sigillato la memoria? Che cosa c'è nei suoi ricordi di tanto pericoloso per lui?
“Partiamo Toma” dice Satoshi desideroso di tornare al più presto a palazzo.

I tre mesi erano passati anche all'interno del palazzo di Yamiyo, soprattutto per Sho erano stati terribili.
Yamiyo lo ha sempre tenuto segregato nello scantinato sfamandolo si, ma n perennemente incatenato al muro.
Il mago non è più sceso da lui ma una mattina svegliatosi Sho si è ritrovato con l'attaccatura delle catene più basse così da potersi sedere in terra e dormire a terra come un animale.
La sua situazione è atroce. Yamiyo non gli permette di lavarsi e, cosa ancora più umiliante e degradante per Sho, è dover essere pulito da un disgustato Shun dai sui bisogni fisiologici che non può fare altro che farsi addosso non potendo scappare nei bagni.
Ogni giorno Shun gli chiede se ha cambiato idea e la risposta di Sho è sempre la stessa.
“Piuttosto la morte!”

“Mio Signore...” dice Shun esasperato, raggiungendo Yamiyo, comodamente seduto sulla poltrona della propria stanza da letto intento a rimirarsi le unghie “Sono arci stufo di quel dannato cavaliere della guerra. Non vuole collaborare e ho schifo a doverlo pulire dai suoi... aaah non ci voglio nemmeno pensare tanto mi fa schifo! Ammazzalo e togliamocelo dai piedi!”
“Sei troppo impaziente Shun...”
“Impaziente? Sono passati tre mesi e ancora non hai attaccato direttamente il re. Potresti annientarlo ad occhi chiusi e con un braccio legato anche senza l'aiuto di quel cavaliere!”
“La vendetta è un piatto che va servito freddo non lo sai?” chiede Yamiyo calmo alzandosi dalla poltrona “E poi non è vero che non ho fatto niente in questi mesi... o meglio qualcuno ha fatto il lavoro per me... vero demonietto?” chiede e Shun si volta trovandosi alle spalle un mezzo demone.
“Una... una Kitsune?!”
“Kazunari finalmente!” dice Yamiyo guardando il ragazzo e sorridendogli.
“Mio Signore...” mormora Shun avvicinandosi a lui “Ti sei affidato a una Kitsune? Sono esseri manipolatori e subdoli....”
“E abbiamo anche le orecchio molto fini!” ribatte Kazunari gettandosi sul letto di Yamiyo.
“Mio Signore...”
“Ma non sai dire altro sguattero?” sbuffa Kazunari scocciato irritando Shun e facendo ridacchiare Yamiyo.
“Io non sono uno sguattero!”
“Shun puoi andare. Io e Kazunari dobbiamo parlare” lo liquida Yamiyo.
Shun guarda Kazunari con odio prima di andare via e lasciarli soli.
“Allora...” inizia a dire Yamiyo sedendosi sul bordo del letto mentre Kazunari gli gattona vicino e appoggia la testa alle sue ginocchia.
“Ho viaggiato tanto. Sono stanco”
“Hai avuto tre mesi per riposarti. Voglio un rapporto dettagliato”
“Mmmm” mugugna Kazunari strusciando il naso sui pantaloni di Yamiyo che sospira spazientito “Oh e va bene parlo parlo. Ho cercato per tutto il castello, ho cercato di rubare qualcosa ma il cavaliere della guerra mi ha beccato”
“Non lo hai trovato vero?”
“No. Ma ho trovato una strana chiave nella camera del re”
“Una chiave?” chiede Yamiyo “Ce l'hai con te?”
“No. Sakurai mi ha spedito a cercare un mago della luce...” spiega Kazunari e Yamiyo ride.
“Un mago della luce? Oddio è troppo esilarante quel baluba!”
“Lo trovi spassoso quel tocco di legno noioso?”
“Ce lo vedo a fare il giullare di corte. Forse è per quello che culo di scimmia lo ha voluto...”
“Culo di scimmia?”
“Si.. il...re...” dice Yamiyo non riuscendo a non ridere dicendo la parola re.
“Ah quella donna...” ridacchia Kazunari per poi zittirsi.
“Che hai?”
“Sono solo stanco...”
“Perché non sei tornato prima?” chiede Yamiyo scrutandolo.
“Ero dal mago della luce con... Padron Toshi...” dice e l'altro aggrotta le sopracciglia.
“Satoshi... l'indovino? Che faceva nella foresta con te e Toma?”
“Conosci il mago della luce?”
“So chi pratica la magia all'interno del regno di Midori. Siamo in quattro a detenere poteri magici più o meno potenti” spiega Yamiyo grattandogli il mento.
“Mmmm” gradisce Kazunari.
“Quindi non sei venuto prima da me a fare rapporto come stabilito perché...”
“Non volevo far insospettire i due...” termina la frase l'altro coprendosi il viso con la coda e Yamiyo capisce che sta mentendo.
“Certo...come no...”
“Cos'è non mi credi?”
“No no ti credo... solo che mi sembra tutto molto strano...”
“A me no!”
“Sarà- Comunque ora sei qui e ho un altro lavoro per te” afferma Yamiyo alzandosi dal letto lasciando Kazunari orfano di coccole.
“Eeeeeeeh un altro? Che barbaaaa!” si lamenta il mezzo demone rotolandosi nel letto dell'altro stropicciando le lenzuola di seta nera.
“Fermati immediatamente. Sei pieno di polvere” ringhia Yamiyo e l'altro si mette seduto con uno sbuffo.
“Che devo fare?”
Yamiyo agita la mano e trasforma Kazunari.
“Vedrai tu stesso”
Kazunari si avvicina all'enorme specchio appoggiato alla parete restando a bocca aperta.
“Ma... ma...”
“Mi aiuterai a convincere il cavaliere della guerra a stare dalla mia parte...” spiega Yamiyo con un sorrisino “Ora ti spiego come ti dovrai comportare...”

Sho, appoggiato al braccio sinistro con la testa e seduto un po' scomposto per terra, apre gli occhi quando sente del trambusto oltre la porta della scantinato.
“Mollami! Mollami!” urla una voce che gli suona famigliare.
“Satoshi?” chiede vedendo poi Shun trascinare dentro proprio l'indovino legato come un salame “Lascialo andare immediatamente brutto scimmione!” strilla Sho tirandosi su a fatica mentre Shun getta, poco delicatamente, il prigioniero nell'angolo “Bastardo!”
“Sho! Sei vivo allora!” esclama Satoshi mettendosi in ginocchio a fatica.
“Satoshi... come mai sei qui?”
“Sono tre mesi che ti cerco ovunque...sono stato circondato da alcuni corazzieri di Yamiyo e non sono riuscito a difendermi. Pensavo che mi avrebbero ucciso invece mi hanno tramortito e mi sono ritrovato legato mentre quello sguattero mi portava qui...” spiega Satoshi con Shun che lo guarda male.
“Dov'è quel bastardo del tuo signore?” chiede Sho rivolto al servo provando ad avvicinarsi a Satoshi ma non ci riesce per via delle catene che lo tengono ancorato al muro.
“Possibile che mi cerchi sempre cavaliere?” chiede Yamiyo arrivando anche lui “Hai visto? Ora hai compagnia...”
“Lascialo immediatamente andare Satoshi!” urla Sho scuotendo le catene.
“Ancora non hai capito chi comanda qui eh?” sorride Yamiyo sollevando il viso di Sho con il dito che lo guarda con puro odio “Vuoi che lo liberi?”
“Si subito!”
“Sei dalla mia parte allora”
“Mai!”
Yamiyo ride prima di rifilargli una sonora sberla in faccia.
“Tu vuoi la botte piena e la moglie ubriaca caro mio. Ma ti ripeto... qui non comandi tu. Comando io... però! Ti concedo di fare una scelta: se far vivere il tuo amichetto e stare dalla mia parte oppure rifiutarti ancora e dirgli addio”
Non vuole cedere al ricatto di Yamiyo, mai si schiererà dalla parte del male ma, allo stesso tempo, non può nemmeno lasciare che Satoshi muoia per colpa sua.
“Allora cavaliere cos'hai deciso?” chiede Yamiyo non togliendosi quell'irritante sorrisetto dalle labbra “Devo essere più chiaro? Se abbiamo catturato così facilmente il tuo amico... pensi che ci metterei molto a rintracciare la tua famiglia e...” lascia sospesa la frase il mago facendo raggelare il sangue a Sho.
“Non osare toccare la mia famiglia brutto bastardo o ti ammazzo! Sono solo dei bambini!”
“Deciditi. Molte persone a te care rischiano di morire a causa tua”
Sho serra la mascella.
Se accetta salverà Satoshi e la sua famiglia ma condannerà il regno e tutti i suoi abitanti.
Se rifiuta le persone a cui tiene verranno uccise e anche anche il regno, comunque verrà distrutto.
Senza contare che non ha nessuna certezza che Yamiyo lasci davvero in vita Satoshi...
“Non stare nemmeno a pensare Sho!” urla Satoshi “Non pensare a me! Salva il regno!”
Satoshi...
“Tu puoi farcela! Io credo in te! Midori crede in te!”
E' vero il re fa affidamento su di lui. Tutti hanno grandi aspettative su di lui. Non può smettere di combattere proprio ora.
Però....forse un modo per liberarsi e salvare il regno c'è.
“D'accordo” afferma Sho “Mi schiererò dalla tua parte” dice Sho guardando Yamiyo in faccia. Il suo sorrisino ora è più ampio.
“Ce ne hai messo di tempo per deciderti”
“Ma...” lo interrompe Sho “Devi liberare Satoshi e promettermi che non lo ucciderai”
“Va bene lo prometto” dice Yamiyo schioccando le dita e le catene che imprigionavano Sho, spariscono facendolo crollare a terra come un sacco di patate.
Le braccia di Sho fanno malissimo.
“Sho!” prova ad avvicinarsi Satoshi ma Shun si frappone tra loro.
“Avevi detto!”
“Ho detto che non lo ucciderà non che potete abbracciarvi. Shun porta il nostro ospite nelle stanze dei bagni e procuragli degli abiti puliti. Dobbiamo parlare di cose importanti”
“Si mio Signore”
Shun aiuta Sho a rialzarsi e lo porta via.
Restato solo con Satoshi, Yamiyo lo guarda.
“Però... che interpretazione...”
“Sono stato bravo vero?” chiede quello alzandosi e in un attimo la corda si scioglie e cade ai suoi piedi mentre si ferma davanti al mago e lo bacia sulle labbra.
“Non prenderti troppe confidenze Kazunari...” dice Yamiyo per nulla emozionato da quel contatto tra di loro mentre il mezzo demone recupera le proprie sembianze.
“Nessuno si è mai lamentato dei miei baci”
“Sinceramente non mi interessano le tue doti da baciatore. Voglio solo avere la mia vendetta.” afferma Yamiyo allontanandosi.
“Manterrai la promessa mago cattivo?” gli chiede Kazunari guardando la sua schiena.
“Te l'ho promesso ricordi?”
“Guardami in faccia quando parli di promesse!”
Yamiyo si volta e lo guarda serio.
“Stai mettendo in dubbio le mie parole?”
“Nessuno mi da la certezza che una volta ottenuto quello che vuoi, manterrai la tua promessa...”
“Tu ed io siamo uguali” afferma Yamiyo “Tutti e due bramiamo qualcosa così tanto da non vedere il resto, da non ascoltare consigli se non di noi stessi e del nostro desiderio. Sei uguale a me per questo manterrò la mia promessa non appena riprenderò il regno” dice Yamiyo andando in camera.
Poco dopo Shun bussa alla porta e fa entrare Sho lavato e profumato dopo una bella strigliata.
“Grazie Shun puoi andare” lo congeda velocemente Yamiyo e il servo esce dalla stanza chiudendo la porta.
“Sei quasi carino cavaliere visto alla luce...” sorride Yamiyo facendo arrossire per un istante Sho che scuote la testa.
“Dimmi cosa vuoi che faccia e finiamola velocemente!” ringhia Sho vedendo l'altro mettergli le braccia al collo e guardarlo negli occhi.
“Come sei scontroso... ora siamo alleati”
“Alleati...” ripete Sho cercando di allontanarlo.
Yamiyo lo spinge sul letto finendo sopra di lui col suo solito sorrisino.
“Parliamo seriamente ora”
“Tu parli alla gente buttandola sul tuo squallido letto?”
“Può essere... ora sei la mia sentinella”
“Sentinella?”
Yamiyo sospira e gli tappa la bocca con la mano.
“Zitto o questa volta te la taglio in pezzettini minuscoli questa linguaccia lunga”
Lo odia. Odia questo maledetto che lo sta usando come un burattino. Non vuole assolutamente collaborare con lui.
Se ha accettato è solo per salvare Satoshi e la sua famiglia ma, soprattutto, per provare a raggirarlo e salvare comunque il regno.
Dovrà solo sopportare l'arroganza del mago.
“Si la mia sentinella. Tornerai al palazzo da quella faccia da culo e indagherai per me”
Indagare? Era convinto di dover uccidere il re in sordina...
“Devi trovare una cosa” continua a dire Yamiyo senza spostarsi “Non so dove si trovi ma tu la devi assolutamente trovare”
Sho non sta capendo nulla. Yamiyo è già riuscito ad entrare nel palazzo con i suoi poteri perché ora manda lui?
“Sarai i miei occhi e le mie orecchie all'interno del palazzo”
Tutto qui?
Si domanda Sho confuso.
“Accetti?” chiede Yamiyo togliendo la mano dalla bocca dell'altro.
“A-accetto...” balbetta Sho non capendo ancora a che scopo fare la sentinella per lui ma felice di poter così tornare al palazzo, avvertire il re e insieme studiare una strategia per sconfiggere il nemico.
“Vedo che finalmente inizi a ragionare. Allora non sei stupido come sembri”
“Tu...” ringhia Sho con un colpo di reni ribaltando le loro posizioni, finendo così lui sopra a Yamiyo. Gli afferra il collo con entrambe le mani “Sei solo un bastardo”
“Quanto represso sei cavaliere? Mi vuoi così tanto?”
“Si ti voglio... uccidere!” afferma Sho facendo pressione sul collo ma Yamiyo non si muove e non rantola nel dolore.
“Non sprecare energie...”dice il mago liberandosi senza la minima fatica ribaltando nuovamente le posizioni “Non sarai un topolino fedele...” sospira avvicinandosi al viso dell'altro.
Sho prova a spostare il viso ma il suo corpo è paralizzato. Sicuramente per colpa della magia dell'altro.
Yamiyo si avvicina ancora e alla fine lo bacia sulle labbra.
Sho è pietrificato e non solo a causa della magia. Anche se fosse nel pieno delle sue facoltà non riuscirebbe comunque a muoversi.
E' la prima volta in vita sua che un altro uomo lo bacia.
Sente come se le labbra stiano andando a fuoco.
Yamiyo si stacca e lo guarda.
“Zero partecipazione al bacio...” sospira sollevandosi un po' per guardare la sua espressione da fesso con le labbra socchiuse “Collaborerai vero?”
“Farò solo finta di aiutarti per poter avvisare il re dei tuoi piani” spiattella tutto Sho.
No! Perché mi è uscita la verità?
“Quindi mi volevi fregare... meno male che baciandoti ho introdotto in te un po' del mio fumo. Ora sei a tutti gli effetti un mio servo. Ti posso controllare a mio piacimento”
Sho vorrebbe prendere Yamiyo a pugni e ammazzarlo ma non un solo muscolo del suo corpo si muove.
Voleva fregare Yamiyo e invece è stato il lui a fregarlo.
E' veramente in suo potere ora.
“Il mio bel topolino...” sorride Yamiyo “Non pensare mai più di fregarmi”
Sho non se ne rende conto ma sta tremando. Yamiyo invece se ne accorge.
Com'è possibile che tremi? Non dovrebbe muoversi affatto.
Non pensava che Sho potesse in qualche modo resistere ai suoi poteri.
“Partirai subito cavaliere” dice spostandosi da sopra lui “Potrò mettermi in contatto con te in qualsiasi momento e darti ulteriori ordini”
“E come farai?” chiede Sho ripresosi un po' dopo l'esperienza del bacio.
“Con questo” dice Jun prendendo la mano sinistra di Sho, infilandosi l'anulare in bocca per poi morderlo all'attaccatura con la mano.
Sho stringe in denti sentendo quelli di Yamiyo affondare nella carne quasi fino all'osso.
“Ecco fatto” dichiara Yamiyo quando lo lascia andare e Sho si ritrova al dito un anello nero dall'intricato intreccio di spine.
“Un... un anello?!” schiamazza paonazzo facendo ridere Yamiyo.
“Perché ti scaldi tanto? Non è una promessa d'amore. Era solo più semplice da creare col mio veleno. Un altro amuleto avrebbe attirato troppo l'attenzione di quel cretino del re... anche se quello è più preso da se stesso”
“Perché un anello che sembra una fede matrimoniale non è sospetto noooo” ironizza Sho “Sembri conoscere molto bene il re...”
“Non pensare di riuscire a farmi parlare. Non ti dirò nulla e mi raccomando quando sei al castello... non fare il furbo o verrai punito all'istante” lo mette in guarda Yamiyo facendo per alzarsi ma Sho, ora che può muoversi, lo ferma afferrandolo per un braccio.
“Perché vuoi il regno di Midori?”
“Pensa a fare il tuo dovere”
“Voglio spiegazioni”
“Non ne avrai” ribatte Yamiyo liberandosi dalla presa di Sho.
“Perché un uomo affascinante come te sta facendo tutto questo?” chiede Sho facendo sorridere Yamiyo.
“Il mio incantesimo funziona che è una meraviglia, quello che pensi, qualunque cosa essa sia, non puoi fare a meno di dirmela...”
“Maledetto manipolatore! Sei un bastardo!”
“Mi piacciono più i complimenti sai?” sorride ancora avvicinandosi e baciandolo ancora sulle labbra.
Questa volta Sho non è paralizzato, potrebbe spostarsi o allontanare il mago ma non lo fa anzi, senza nemmeno accorgersi affonda la mano nei capelli di Yamiyo ricambiando lasciando per un momento spiazzato l'altro.
“Ci hai proprio... preso gusto...”
“Come no...” dice Sho tirandogli i capelli.
“Vedi di non farmi pentire della scelta di tenerti in vita” dice Yamiyo togliendo la mano di Sho che lo guarda negli occhi.
“Ti odio”
“Molto gentile” e si alza “Preparati partirai tra poco”
“E Satoshi?”
“Il tuo amico? Non so dove sia...”
“Come non lo sai? Hai detto che... no... non ci credo...non era lui... non hai mai catturato Satoshi!” strilla Sho scattando in piedi “Schifoso bastardo”
“Volevo farti tornare al castello a cavallo ma la mia pazienza si è esaurita per oggi. Fatti una bella dormita” afferma Yamiyo scoccando le dita e Sho crolla addormentato sul letto “Bello ma irritante...”

Anche Satoshi, quello vero, sta tornando al palazzo reale con Toma che conduce un carretto tirato da un asinello con tutte le sue pozione e molti libri di incantesimi.
“Capisco che sei di poche parole ma da quando è sparito Kazunari sei peggiorato...” dice Toma provando a far parlare Satoshi da quando sono partiti.
“Non... non ho voglia di parlare di lui...”
“Mi spieghi che è successo? Eravate sempre insieme. Pensavo vi unisse un incantesimo tanto eravate incollati e poi di punto in bianco lui va via triste e tu ora sei depresso” spiega Toma guardando l'altro a cavallo.
“Io... gli piaccio...” mormora Satoshi.
“Si lo avevo capito. E anche a te piace no? Altrimenti non saresti stato lì a sbaciucchiartelo tutto il tempo...”
“Non lo so...”
“Come non lo sai?” chiede Toma allibito.
“Non lo so!” esclama Satoshi “Ho troppa confusione in testa in questo momento! Yamiyo che vuole il regno e mi ha messo un sigillo nella mente! Sho è scomparso e non so più niente di lui! Kazunari mi dice che gli piaccio e io... io... non posso pensare a tutte queste cose insieme...”
“Infatti non devi pensarci. Su Kazunari è il tuo cuore che deve parlare, dovresti ascoltare lui non la testa”
Satoshi guarda Toma e sta per dire qualcosa quando sul sentiero, davanti a loro, vedono un uomo accasciato a terra.
Toma ferma l'asino e corre dall'estraneo.
“E' ferito!” esclama vedendolo sanguinare.
Satoshi si avvicina a loro e riconosce l'uomo.
“Generale Ezuka! Chi vi ha ferito?” chiede mentre l'uomo a fatica apre gli occhi.
“Indovino...Satoshi...siete vivo...”
“Si... ma voi non vi sforzate ora vi porto a palazzo e il medico di corte...”
“Non...vi fidate...”
“Come?” chiede Satoshi non riuscendo bene a sentire quello che dice l'uomo in fin di vita.
“Non...fidatevi... del re...” esala prima di morire tra le braccia di Toma.
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