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[personal profile] shinhiroki
TITOLO: Il cuore delle tenebre
GRUPPO: Arashi
GENERE: angst, au, fantasy
PAIRINGS: ohmiya/sakumoto (per ora)
RATING: R

Capitolo 8

“Generale Ezuka! Generale Ezuka!” lo chiama Satoshi ma l'uomo, purtroppo, non può più rispondere.
“Satoshi... è morto...” afferma Toma chiudendo gli occhi al generale, portando il suo corpo sul carretto.
Non fidarti del re.
Rimbomba nella mente di Satoshi mentre aiuta Toma.
“Lo hai chiamato Generale...è un soldato del re?” chiede Toma coprendo Ezuka.
“Si. Uno degli anziani generali del regno... uno dei migliori oltretutto... ed ora è morto...”
“Yamiyo...”
“Tu pensi che sia opera sua?”
“Se come affermi tu era uno dei migliori generali al servizio del re... può essere solo lui... sta eliminando chiunque possa ostacolare la sua vittoria...” dice mentre si rimettono in cammino verso il palazzo reale ormai non molto lontano.
Yamiyo si sta muovendo...
Pensa Satoshi.
Arrivano a palazzo e delle guardie li fermano insospettiti.
“Sono Ohno Satoshi! L'indovino di corte! Sua Maestà Ueda Tatsuya mi sta aspettando. Fateci passare”
“Satoshi?” chiede il re arrivando di corsa seguito dai suoi generali, vedendo il corpo senza vita di Ezuka “Cos'è successo?” chiede scioccato.
“Lo abbiamo trovato ferito sul sentiero che porta a Palazzo...” spiega Satoshi mentre alcuni servi portano via il corpo dell'uomo.
“Vostra Maestà cosa facciamo? Avvertiamo la famiglia di Ezuka?” chiede Igarashi.
“Si... mandate un messaggero.”
I generali sono in subbuglio. Tutti pensano che sia opera di Yamiyo.
“Tatsuya...” lo chiama Satoshi vedendolo strano “Lui è Toma... il mago della luce. Io e... io l'ho trovato”
“Tu...hai trovato il mago della luce?” chiede il re.
“Si. Stavo cercando Sho ovunque ma non l'ho trovato... al suo posto ho trovato lui”
“Lo hai trovato dopo tre mesi?” chiede Tatsuya insolitamente sospettoso.
“No... l'ho... trovato dopo... poco...”
“In realtà sono stato io a trovare lui” si intromette Toma “Ha mangiato da una pianta velenosa i cui frutti sembrano comuni mirtilli. Per fortuna passavo di lì alla ricerca di erbe per le mie pozioni e l'ho trovato. E' stato a letto con la febbre alta per giorni...delirava anche. Si è ripreso da appena pochi giorni ma ha voluto subito partire.” spiega Toma.
Il re guarda Satoshi per qualche istante e poi sorride scuotendo la testa.
“Sei il solito mangione... non cambi mai!” esclama divertito “Bentornato a casa”
“Grazie...”
“Ed ottimo lavoro. Hai trovato un valido alleato nella lotta contro Yamiyo”
“Sarà un onore per me...” si inchina Toma.
“Andate a riposare. Soprattutto tu Satoshi” li congeda.
Quando sono nella stanza dell'indovino, questo chiude la porta e guarda Toma.
“Perché hai mentito?”
“Perché quell'uomo prima di morire ha detto di non fidarsi del re”
“Ma... tu lo hai preso in parola?”
“Mi è sembrato sincero”
Satoshi lo guarda ma non capisce.
“Che intendi dire?”
“Il Re non mi ha fatto una gran impressione sinceramente. A pelle non mi piace...£
“Neanche lo conosci...”
“E' vero non lo conosco affatto...” conviene Toma “Ma non mi sbaglio mai delle mie prime impressioni. Il Re ha qualcosa di strano e soprattutto discutibile è stata la sua reazione alla vista di uno dei suoi più fedeli generali morto. Un buon re ne avrebbe pianto la scomparsa, recitato una preghiera e augurato un felice riposo eterno... lui non ha fatto una piega. Era come se non gli importasse...”
“Tu dici?”
“Io dico di stare in guardia Satoshi. Magari mi sbaglio e sarebbe la prima volta... ma per ora non diciamogli del tuo sigillo nella mente e del collegamento con Yamiyo”
“Io non sono collegato a Yamiyo!” strilla Satoshi e Toma gli fa segno di abbassare il tono della voce.
“Vuoi farti scoprire subito?”
“No... hai ragione scusa...”
“Ora... proveremo a fare una cosa...” inizia a dire Toma guardandolo serio.
“Che... cosa?” chiede un po' spaventato Satoshi vedendo quanto il mago sia serio.
“Proverò a farti avere una visione forzata...”
“Eeeeeh?”
“Ma la smetti di urlare?” chiede Toma dandogli un colpo sulla testa “Ora ascoltami attentamente. Sdraiati sul letto, chiudi gli occhi e segui le mie indicazioni”
Satoshi fa quello che gli ha detto.
Si stende e chiude gli occhi.
“Rilassati completamente. Libera la mente e poi cerca di visualizzare quello che cerchi. La tua tua mente è sigillata ma il tuo cuore e la tua anima no”
Facile a dirsi...difficile a farsi...
Pensa Satoshi prendendo profondi respiri e, senza pensarci, sfiora la chiave che porta ancora al collo.
All'improvviso si sente investito dal calore dei raggi del sole. Apre gli occhi per poi farsi ombra per non essere accecato da esso. Si guarda intorno. Non è più nella sua stanza. E' sotto un albero nel giardino del palazzo.
“Satoshi!” lo chiama un ragazzo correndogli incontro “Ma tu dormi ovunque?” ride il ragazzo mostrando un sorriso stupendo e due occhi verde smeraldo.
Il ragazzo di guarda intorno e sbuffa.
“Uffa! Il Sensei mi insegue! Vorrei restare a poltrire con te... ci vediamo dopo!” dice scappando a gambe levate.
Satoshi leva lo sguardo al palazzo e da una delle finestre vede qualcuno alla finestra che spiava il ragazzo ma immediatamente sparisce senza dare il tempo a Satoshi di vederlo in volto. Satoshi chiude gli occhi.

Quando li riapre è di nuovo nella sua stanza.
Non ha lo stesso fiatone che ha di solito dopo una delle sue visioni.
E' tranquillo e, questa visione, è stata diversa dalle altre. Lo ha lasciato con un senso di strana serenità.
“Tutto bene?” chiede Toma seduto vicino a lui che gli sorride.
“Si... come hai fatto a farmi avere una visione senza farmi stare male?”
“Ho fatto un incantesimo al tuo cuore... lui non è sigillato” spiega semplicemente Toma “Che hai visto?”
“Un ragazzo. Aveva degli incredibili occhi verdi, gentili e rassicuranti... un sorriso allegro e spontaneo di quelli che ti contagiano. Stava scappando dal suo sensei...”
“Era un nobile quindi...”
“Ma al palazzo reale... il sensei c'era solo per Tatsuya che io ricordi... e Tatsuya non ha fratelli...”
“Un cugino?”
Satoshi ci riflette sopra. Il re non gli ha mai parlato di suo padre, il re precedente, ne di sua madre o di altri parenti. E' un re solo.
“Non so chi sia quel ragazzo... non è al palazzo...”
Toma trova tutto troppo strano. Tutti quelli che vede Satoshi nelle sue visioni sono ragazzi che al palazzo non ci sono... come mai?
“Riproviamo Toma!” esclama Satoshi.
“Eh?”
“Fammi un altro incantesimo! Posso ricordare altro grazie al mio cuore e aggirare il sigillo di Yamiyo!”
“Satoshi è pericoloso. L'incantesimo del dolce ricordo oltre a farti addormentare ti fa vivere il ricordo e rischieresti di restare intrappolato dentro ai tuoi ricordi perdendoti per sempre”
Satoshi rabbrividisce a questa ipotesi. Ricordare per lui sembra sempre più difficile.

“Svegliati! Svegliati scemo!” esclama Kazunari dando un calcio nel sedere a Sho, che sta dormendo a terra.
Il cavaliere apre gli occhi e si guarda intorno. E' di nuovo nella foresta, nello stesso punto dove era stato rapito da Yamiyo.
Si mette a sedere e si massaggia la testa vedendo Kazunari accucciato davanti a lui.
“Quanto tempo cavaliere noiosone...”
“Bestiaccia...che fai qui? Eri in missione...”
“Io la mia missione l'ho portata a termine mentre tu sei sparito chissà dove” dice Kazunari “Ho trovato il mago”
“Davvero? E dov'è?” chiede rammentandosi che Yamiyo lo tiene sotto controllo “No non dirmelo”
“Come non dirmelo? Mi hai mandato apposta a cercarlo! Ohi ohi non fare il furbo! Io ho fatto il mio dovere! Tu rispetta i patti e dammi le mie monete!” sbraita Kazunari.
“Non urlare. Avrai le tue monete strozzino...” dice guardando in giro circospetto.
“Dov'eri finito? Padron Toshi ti stava cercando”
Aveva ragione. Satoshi non è mai stato catturato da Yamiyo, quello che ha visto era solo un altro delle sue macchinazioni.
“Dov'è ora Satoshi?”
“L'ultima volta che l'ho visto era con Toma.. il mago”
“Che ci faceva con te?”
“Tre mesi fa, dopo essere partito in missione, l'ho trovato nella foresta affaticato da una delle sue visioni. Gli ho proposto di venire con me e abbiamo trovato Toma. E' stata dura convincerlo. Ha tergiversato molto per paura ma alla fine Padron Toshi lo ha convinto ad aiutare il re per salvare Midori...” spiega brevemente Kazunari e a Sho non sfugge la nota di tristezza nella voce del mezzo demone quando ha menzionato Satoshi.
“E come mai te ne sei andato?” gli chiede.
“Ci sono stati dei problemi... con Padron Toshi... così me ne sono andato per riflettere un po'”
“E hai trovato me”
“Eh che gioia! Sono proprio fortunato...” sbuffa Kazunari alzandosi in piedi e Sho fa lo stesso.
“Che tipo di problemi avete avuto?” gli chiede ma il mezzo demone non risponde “Kazun...”
“Ci vediamo allora”
“Come ci vediamo? No vieni con me al castello?”
“La volta scorsa non volevi che venissi ora hai cambiato idea?”
“Non si risponde a una domanda con un'altra domanda! Perché non vieni?”
“Perché voglio andare nella mia tana e riposare! Ho già perso troppo tempo dietro a questa storia della salvezza del regno!”
“Se Yamiyo prende possesso del regno avrai ben poco da rintanarti nella tua tana...” dice Sho sentendo subito dolore alla testa, segno che Yamiyo lo sta davvero tenendo sotto controllo.
“Permaloso...” mormora sentendo come un pizzico al braccio.
“Eh? Permaloso io?” chiede Kazunari risentito.
“Forse hai ragion. Vattene a nasconderti nella tua tana io devo difendere il regno”
“Ah beh se è nelle tue mani il regno stiamo a posto... verremo trucidati tutti senza pietà entro un secondo se ci proteggi tu...”
“Fai pure il mal fidato... io salverò questo regno!” dice incamminandosi verso il castello “In un modo o nell'altro...” aggiunge quando Kazunari non lo può più sentire.
Ci vogliono parecchie ore di cammino per Sho prima di arrivare.
Subito si scatena il delirio tra gli abitanti della corte.
I nobili tirano un sospiro di sollievo vedendo che il loro salvatore è vivo e in salute.
Avvertito dai servitori, Tatsuya, convoca senza perdere tempo il cavaliere della guerra alla sala del trono. Sho vorrebbe svenire su un letto dopo mesi in cui un letto lo ha sentito sotto la propria schiena solo quando Yamiyo ce lo ha sbattuto sopra e se lo è baciato.
Mentre Yoshio, il consigliere, lo accompagna alla sala del trono, Sho si tocca le labbra con le dita.
Quel bastardo lo ha baciato.
“Ma il bacio del bastardo ti è piaciuto però...”
Sente dire nella sua testa dalla voce di Yamiyo.
Controlla ogni suo movimento.
Yoshio lo fa entrare nella stanza e chiude la gigantesca porta.
All'interno ci sono solo Sho e il re.
“Cavaliere della guerra! Finalmente!” dice Tatsuya sollevato restando però seduto comodamente sul trono mentre l'altro si avvicina provando a inginocchiarsi ma il suo corpo non collabora.
La cosa non sfugge a Tatsuya che lo guarda con sdegno.
“Dov'eri finito? Eravamo in pensiero per te. Satoshi è pure venuto a cercarti”
“Sono... andato a investigare per conto mio su Yamiyo” spiega Sho stupendosi della bugia così veritiera che è uscita dalla sua bocca.
Mi stai aiutando eh bastardo?
“Hai scoperto qualcosa?” chiede il re molto curioso dall'affermazione di Sho.
“Penso di essermi avvicinato al covo di Yamiyo ma c'erano i suoi corazzieri neri che mi attaccavano in continuazione e mi davano la caccia. Ho dovuto nascondermi per molti giorni. Alla fine ho deciso di lasciar perdere e tornare indietro.”
“Cercavi il covo di Yamiyo?” chiede sospettoso il re.
“Si volevo trovare il suo nascondiglio per poterlo poi attaccare con un esercito preparato”
“Ma il tuo piano è stato un fallimento...” dice Tatsuya con disappunto.
“Per lo meno io ho fatto qualcosa tu cosa hai fatto culo di scimmia?” ribatte Sho sbuffando per poi tapparsi la bocca.
Stupido Yamiyo se manipola pure le sue parole verrà scoperto.
“Come hai detto?”
“Sono molto stanco... vorrei ritirarmi nelle mie stanze a riposare” dice Sho cercando di essere il più convincente possibile.
“Si certo... vai a riposare... dopo studieremo una nuova strategia, Satoshi è tornato con il mago della luce”
Sho annuisce e se ne va senza fare nemmeno un inchino accrescendo l'irritazione di Tatsuya che però non proferisce parola.
Sho si rinchiude in camera.
Il re non l'ha bevuta la storia della stanchezza...
“Devi svolgere la tua missione” sente dire da una voce ormai diventata famigliare.
Si volta verso lo specchio e invece di trovare la propria immagine riflessa c'è Yamiyo a braccia incrociate.
“Cosa vuoi?”
“Ricordarti della tua missione”
“Voglio riposare. Sono stanco. Sai un bastardo mi ha tenuto incatenato per mesi e vorrei davvero andare a riposare un po' nel letto!” dice togliendosi gli stivali e incominciando a sbottonare la camicia.
“Senti un po' cavaliere da due soldi... ti devo ricordare a chi appartieni?”
“Non è che sei tu che ti stai innamorando di me? Stai sempre a spiarmi” chiede Sho facendo scoppiare a ridere Yamiyo.
“Quanto ti piacerebbe vero?”
“Preferisco la castrazione al tuo amore”
“Anche le donne possono essere castrate?”
“Brutto...”
“Ora smettila di giocare con me e ascoltami. Ti concedo una settimana di tempo per trovare quello che ti ho chiesto dopo di che se non mi avrai accontentato andrò a fare una visitina alla tua famiglia e questa volta non sarà un trucco” lo minaccia.
“Non so neanche cosa devo cercare!”
“Come vedi ti tengo d'occhio costantemente. Se ti avvicinerai a ciò che sto cercando l'anello che porti al dito brillerà”
“Non fai prima a dirmi cosa stai cercando?”
“No” è la risposta secca di Yamiyo.
“Ti odio sempre di più sappilo”
“Onorato” dice Yamiyo facendo per sparire.
“Aspetta!” lo ferma Sho mettendo la mano sula superficie dello specchio e Yamiyo lo guarda “Per quanto ti odi... e tu sia un mio nemico... la cosa del culo di scimmia al re... beh...” sorride “E' esilarante”
“Mi hai fermato per dirmi questo?”
“Beh io... volevo ancora parlare con te...” ammette Sho non potendo fare altro visto l'incantesimo che Yamiyo gli ha fatto.
“Hai finito? Posso andarmene?”
“Certo...” dice Sho muovendo piano le dita sulla superficie fredda dello specchio.
“Sembri un bambino abbandonato dalla madre...”
“Ma che dici?!” strilla Sho quando la porta della sua stanza si spalanca all'improvviso.
“Sho!” esclama Satoshi.
Il cavaliere prima si volta verso l'amico e poi di nuovo verso lo specchio, temendo che l'altro abbia visto Yamiyo ma lo specchio riflette solo la sua immagine.
“Sho ero in pensiero per te!” dice Satoshi abbracciandolo “Ma sei dimagrito”
“Non avevo una sana alimentazione nella foresta”
Sho racconta anche a Satoshi la stessa bugia che ha raccontato al re ma Satoshi non sembra tanto convinto.
“Non potevi dirmelo?” gli chiede “Sei sparito così all'improvviso... hai mollato lì anche il tuo cavallo...me... ho pure pensato che ti avesse rapito Yamiyo!”
E hai pensato bene Satoshi.
Pensa Sho dentro di se, ringraziando che i suoi pensieri restino segreti almeno al resto del mondo.
“Ho incontrato Kazunari poche ore fa...” dice e la sua poco convincente bugia sparisce dalla mente di Satoshi che si rabbuia “Mi ha detto che ci sono stati dei problemi tra di voi...”
“Problemi...” ripete Satoshi “Li hai creati lui...”
“L'ho sempre detto che non bisognava fidarsi di lui...”
“Ha detto che gli piaccio...” sputa lì Satoshi.
“Cosa?” chiede Sho strabuzzando gli occhi “Kazunari ha detto cosa?”
E così ora è il turno di Satoshi di raccontare dei tre mesi passati a casa di Toma.
“Ma siete due uomini! Beh lui lo è per metà... cioè che è mezzo umano e mezzo demone... ma è maschio...”
Sho è enormemente confuso.
“Lo so che siamo due... maschi” specifica Satoshi per non fare ulteriore confusione “Ma è stato lui a dirmi quelle cose”
“Vuol dire che a te non piace allora...”
“Non ho mai detto questo”
“Allora ti piace”
“Non ho detto nemmeno questo...”
“Scusami allora non capisco. Hai detto tu stesso che passavate il tempo insieme e vi...vi baciavate...”
E al solo parlare di baci a Sho fa venire in mente i baci scambiati con Yamiyo.
Anche lui alla fine è un uomo... un uomo molto malvagio ma anche molto affascinante.
“La vuoi smettere di pensare a me?”
Rimbomba nella mente del cavaliere la voce di Yamiyo.
“A che pensi?” chiede Satoshi guardandolo.
“Eh? Come?”
“Sei tutto rosso...” gli fa notare l'amico.
“A...a niente in particolare. Quindi? Che pensi di quello che è successo con quel mezzo demone?”
“Mi piaceva stare con lui.. mi piaceva baciarmi con lui...non ho mai pensato al fatto che fosse un maschio...solo che è successo tutto così inaspettatamente...e soprattutto durante un periodo non proprio calmo per me...per il regno...” spiega Satoshi guardandosi le mani “E poi lui... non mi ha dato il tempo di spiegarmi e se n'è andato...”
“Penso che si aspettasse una risposta. Bella o brutta che fosse. Probabilmente vedere che tu accettavi le sue attenzioni passivamente non lo faceva stare tranquillo...” ipotizza Sho.
“Tu che faresti se fossi al mio posto Sho?” gli domanda Satoshi guardandolo intensamente “Sono veramente confuso... non ci sto capendo più nulla”
Sho ci riflette su.
In tutta la sua vita non ha mai veramente pensato a queste cose.
Fin da piccolo è stato addestrato per essere un cavaliere della guerra e gli è stato imposto di studiare.
Quando gli altri giovani rampolli delle famiglie nobili andavano alle feste e facevano conoscenza con le coetanee, lui restava a casa ad esercitarsi con la spada.
Posi passata l'età adolescenziale, divenne cavaliere della guerra a tutti gli effetti e tralasciava ogni aspetto sentimentale per andare in battaglia.
Così ora non sa assolutamente cosa consigliare a Satoshi per il suo problema con Kazunari.
Riflettendoci è proprio assurdo per Sho che l'altro non capisca se gli piace o no la Kitsune. Insomma se lo sbaciucchiava no?
Se gli avesse fatto schifo lo avrebbe allontanato subito...
“Che hai provato quando ti ha baciato?” gli chiede.
“La prima volta mi ha proprio sorpreso... poi... beh si mi è piaciuto... molto anche.... mi manca...” ammette l'indovino.
“Forse ti senti confuso... ma i baci ti sono piaciuti, hai detto che ti manca... a te quel nanetto con la coda ti piace... e parecchio anche” conclude Sho facendo arrossire Satoshi.
“Tu...tu dici?”
“Si. Dico”
Satoshi si butta sul letto sconsolato.
“Se n'è andato...”
“Ho provato a chiedergli di tornare al castello con me ma sembrava molto depresso...” dice Sho e Satoshi si sente ancora peggio “Davvero non ti da fastidio che sia... un maschio?”
“No... è carino... carino da morire anche se a volte è acido...”
“E' assodato... sei stracotto di lui!” sorride Sho.
“E tu?” chiede Satoshi guardandolo.
“Io?”
“Quando sarà finito questo inferno... troverai una nobildonna da sposare con cui mettere su famiglia?”
“Ma l'inferno non è ancora finito...” precisa Sho.
“Sembra quasi che la cosa ti faccia piacere”
“Ma che stai dicendo Satoshi! Come potrebbe farmi piacere tutto questo? Non sto minimamente pensando a quello che succederà dopo..”
“Non ti interessa avere una moglie?”
“Al momento no!” esclama Sho irritato.
“Scusa Sho... non volevo farti arrabbiare...” dice Satoshi mortificato, alzandosi dal letto “Non era mia intenzione...”
“Non devi scusarti.. sono io che mi sono scaldato...è che al momento la mia priorità assoluta è sconfiggere Yamiyo e portare a termine la missione che mi ha affidato il re...”
“Lo so... ti capisco. Però davvero scusami... non volevo essere invadente o oppressivo con le mie domande...”
Sho sorride.
“E' la prima volta che divento così amico di qualcuno durante una missione..”
“Davvero?”
“Si. Ti considero un buon amico... forse è perché...non ho mai avuto veri amici... non più o meno della mia età. Da piccolo poi non avevo così tanto tempo per giocare tra lo studio e l'addestramento a combattere...” spiega Sho un po' malinconico.
“Io ho avuto la fortuna di avere degli amici da piccolo...” sorride Satoshi.
Sho lo guarda aggrottando le sopraccigli.
“Ti sei ricordato qualcosa?”
“E' una sensazione... continuo ad avere visioni di ragazzini che mi parlano e mi sorridono... ho come il sospetto che in passato avessi degli amici. Forse se mi ricordo i loro volti e i loro nomi posso provare a cercarli e scoprire la verità”
“Non ti arrendere Satoshi!”
“Non lo farò!” esclama l'indovino “Ti lascio riposare” dice andando verso la porta per andarsene per poi voltarsi vero il cavaliere “Ah! Toma vuole conoscerti!”
“Toma... intendi il mago bianco?” chiede Sho restando solo con i calzoni.
“Si proprio lui. Buon riposo!” lo saluta uscendo e lasciando solo il ragazzo che, finalmente, può sdraiarsi nel morbido letto e crollare in un profondo sonno.

Sull'alto della torre del suo castello, Yamiyo, osserva il territorio che si stende dinnanzi ai suoi occhi. Fa un gran bell'effetto col cielo purpureo.
“Ti compiaci del tuo operato?” chiede una voce alle sue spalle.
“Pensavo che te ne fossi tornato nella tua tana...Kazunari” dice Yamiyo senza nemmeno doversi voltare, sentendo l'altro avvicinarsi e abbracciarlo da dietro “Sai... non mi piace che mi venga raccontata solo parte della verità”
“Mh? Che vuoi dire=” chiede la Kitsune dovendosi mettere in punta di piedi per poter appoggiare il mento alla spalla del mago.
“Ti piace... l'indovino?” chiede Yamiyo voltandosi per guardarlo.
“Cos'è sei geloso maghetta?” ridacchia Kazunari.
“Ti piacerebbe... comunque no. Voglio sapere se è una tua tattica o meno”
La Kitsune smette di ridere e guarda in basso.
“Si...” ammette “Non osare fargli del male!” si affretta dire temendo l'ira di Yamiyo.
“Non ho intenzione di fargli niente... per ora. Anzi che a te piaccia può tornarmi utile. Torna da lui.”
“Cosa? Tornare da lui? Ma...”
Io non gli piaccio...
Non riesce a dire ad alta voce.
“Devi aiutare il topolino”
“Il topolino? Intendi Sakurai?” chiede Kazunari.
“Proprio così ma non dovrai farti scoprire da lui che lo stai aiutando per conto mio...”
“Aaaaaah” si lamenta il mezzo demone grattandosi i capelli nervosamente “Quanto sei complicato! Rasa a zero questo regno e non rompere più le scatole!”
“Posso benissimo farlo ma morirebbe anche il tuo Satoshi...” afferma Yamiyo.
“Mi stai minacciando?”
“Ti metto solo al corrente di quello che potrei fare se tu e topolino mi farete arrabbiare...”
“La smetti con topolino qui topolino la... è disgustoso! Sembri una ragazzina che parla del suo innamorato!”
“Pensala come vuoi. Fai solo quello che ti ho ordinato” taglia corto Yamiyo.
“Ti sei offeso?” ridacchia Kazunari venendo fulminato dal mago “Ah-ah! Colpito!”
“Smettila di viaggiare di fantasia e datti da fare”
“Posso chiederti una cosa?”
“Che cosa?” sbuffa il mago sistemandosi i capelli.
“Le rughe te le fai sparire con la magia?” chiede e l'altro si acciglia “Scherzavo scherzavo!” si affretta a dire Kazunari vendo l'altro minaccioso “Quanto sei permaloso!”
“Se era questo che volevi chiedermi... ora puoi andare...” dice Yamiyo alzando la mano per farlo sparire.
“Perché hai messo un sigillo nella mente di Padron Toshi?” gli chiede Kazunari e Yamiyo si ferma.
“Un sigillo?”
“Si! Un sigillo oscuro! Lo puoi aver messo solo tu!”
“E perché mai avrei dovuto farlo? Che vantaggi ne potrei aver tratto?”
“Toma ha provato a toglierlo ma è apparso un serpente nero... il tuo animale simbolo”
Yamiyo fa un sorrisino.
“Ah si? E chi dice che sia il serpente il mio animale simbolo?” chiede divertito “Il mio animale...è una pantera... buon viaggio Kazunari” e questa volta non si ferma e fa sparire il mezzo demone prima che possa aggiungere altro “E così... gli hai messo un sigillo nella memoria... povero Toshi...”
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