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[personal profile] shinhiroki
Non è venerdì lo so... ma avevo promesso che avrei postato prima perché venerdì non essendoci non potevo postare...
E quindi... Ecco qui il nuovo capitolooooo ^^

TITOLO: Il cuore delle tenebre
GRUPPO: Arashi
GENERE: angst, au, fantasy
PAIRINGS: ohmiya/sakumoto (per ora)
RATING: R


Capitolo 10

“Cosa? Il legittimo re?” chiede Toma scioccato “Ma se lui è il re...”
Satoshi si inginocchia in terra colpito da un terribile mal di testa.
“Il sigillo! Il sigillo!” urla tra atroci sofferenze.
Toma se lo carica in spalle e lo porta fuori.
Appena escono dal passaggio segreto questo si chiude da solo alle loro spalle.
“Satoshi?” lo chiama mentre arriva Kazunari.
“Che succede Toma? Che gli hai fatto?” chiede il mezzo demone prendendo tra le braccia il ragazzo “Toshi...”
“Ka...zu...” mormora l'indovino mentre l'altro lo bacia dolcemente sulle labbra.
“Sono qui”
“Kazu” lo abbraccia Satoshi calmandosi “Sei qui”
“Che è successo?”
“Ho...”
“Abbiamo provato di nuovo a togliere il sigillo ed è stato male...” risponde Toma al posto di Satoshi che si volta a guardarlo.
Perché ha mentito?
“Che state facendo?” chiede il re arrivando, scioccandosi nel vedere Kazunari “Un...un demone?!”
“Tatsuya ti posso spiegare” dice Satoshi preoccupato.
“Mi spiegherai dopo! Guardie!” strilla il re e nel giro di pochi secondi i soldati accerchiano Kazunari.
“Demone allontanati da Satoshi tenendo le mani bene in vista”
“Tatsuya non è come credi! Non è un nemico!” prova a convincerlo Satoshi.
“Taci!” gli intima Tatsuya “La tua mente è offuscata dagli artifizi di questa diabolica creatura: Guardie eliminatelo!”
“No non potete!” si frappone Satoshi “Kazunari non è un nemico! Mi ha aiutato a trovare Toma! Non è cattivo!”
“Vostra maestà...” dice Sho arrivando di corsa anche lui sbiancando quando vede la Kitsune.
“Proprio voi cavaliere mi servite. Avanti uccidete quel demone!”
“Non puoi uccidere Kazunari!” strilla Satoshi.
“Cavaliere! Muovetevi!”
Sho guarda Satoshi così determinato a difendere Kazunari e Tatsuya inviperito che l'indovino di corte lo stia affrontando apertamente davanti alle sue guardie solo per proteggere un nemico.
“Vostra Maestà... Kazunari è innocuo” prova a dire Sho venendo subito fulminato dal sovrano.
Ma chi si crede di essere?
Prima quando era da solo e pensava di non essere ascoltato mi da del coglione ed ora dice che gli servo?
Vorrei proprio spaccargli la faccia.
“Kazunari è un nostro alleato. Ci ha aiutato molto. Lui mi ha aiutato a nascondermi quando avevo una centinai di corazzieri alle calcagna” spiega Sho in tono un po' sgarbato.
“Non mi fido di un demone” insiste il re.
“Kazunari non si tocca!” urla Satoshi.
“Buttatelo in cella! Deciderò sul da farsi” dice infine Tatsuya non ammettendo repliche.
I soldati afferrano Kazunari per portarlo via ma Satoshi non lo molla.
“Satoshi!”
“Satoshi lascia che lo portino via o finisce male...” mormora Toma all'amico che guarda Kazunari triste.
“Ti tiro fuori di lì Kazu. Te lo prometto” e il mezzo demone annuisce prima di essere baciato sulla bocca dall'altro.
Il re li guarda a bocca aperta.
“Portatelo via!”
I soldati fanno ciò che è stato loro comandato.
“Vostra Maestà...” inizia a dire Sho per difendere la Kitsune.
“Zitto!” gli urla contro Tatsuya “State zitto cavaliere” Ora voglio parlare con Satoshi... da solo!”
Sho, indispettito, vorrebbe dirgliene quatto ma Toma gli fa segno di allontanarsi per non peggiorare ulteriormente la già complicata situazione.
A malincuore Sho segue il mago buono lasciando così il povero Satoshi nelle grinfie del re.
“Da quando patteggi con i demoni?” chiede Tatsuya all'indovino che sta sta silenziosamente piangendo “Rispondi al tuo re!”
“Tu non sei...” Satoshi si ferma.
Stava per dire tu non sei il mio re. Il mio, il vero re di Midori, giace addormentato sotto i nostri piedi in questo momento.
“Tu...tu non sei in grado di giudicare obiettivamente! Non conosci Kazunari!”
“Perché tu si invece?”
“Si mi ha salvato la vita, mi è stato accanto e per me, quello che a te sembra solo un demone, resta Kazu... il ragazzo che mi piace”
“Ti piace un uomo?” chiede Tatsuya guardandolo con sdegno.
“Si mi piace e allora?”
“E allora posso sbattere pure te in prigione!” afferma Tatsuya.
“Tu...tu vuoi rinchiudermi?”
“E' un demone e pure maschio posso farti rinchiudere con l'accusa di sovversione contro il regno e immoralità”
“Solo perché la persona che mi piace è del mio stesso sesso? Ti sei mai innamorato? Che ne puoi capire tu di sentimenti? Pensi solo a te stesso!”
“Come ti permetti Satoshi! Ti ho permesso di stare qui, ti ho dato il titolo di indovino di corte quando potevo metterti a fare lo sguattero e tu... tu sei così ingrato?”
“Vostra Maestà...” dice Yoshio arrivando prima che Satoshi possa replicare.
“Cosa vuoi?!” chiede infastidito.
“Abbiamo scoperto che tutta la famiglia di Ezuka è stata uccisa...”
Satoshi resta scioccato. La famiglia del generale era molto numerosa, la figlia minore di Ezuka si era appena sposata e viveva con loro mentre aspettava di partorire. Yamiyo è senza cuore ha sterminato tutti.
“Ne sono addolorato” risponde Tatsuya per poi guardare Satoshi “Non finisce qui sappilo. Ti è proibito andare nelle prigioni e avere contatti con quella creatura! Sono stato chiaro?”
“Non puoi farmi questo Tatsuya!”
“Posso eccome! Sono IO il re ricordalo!” dichiara andandosene seguito da Yoshio lasciando Satoshi disperato.

“Perché mi hai portato via?” chiede Sho a Toma mentre camminano per il giardino “Dovevo dare una mano a Satoshi!”
“Il nostro amico può cavarsela benissimo da solo” ribatte Toma mentre Sho lo guarda diffidente.
“Che stava succedendo prima che arrivassi?”
“Satoshi ha avuto una delle sue visioni “ taglia corto il mago omettendo del passaggio segreto nella fontana e del ragazzo addormentato nella teca di cristallo che Satoshi ha riconosciuto come il legittimo re di Midori.
“Cos'ha visto questa volta?” insiste Sho ma Toma non risponde infastidendo ancora di più il cavaliere “Che problemi hai con me?!”
Toma si ferma e lo guarda dritto negli occhi.
“Non mi fido di te! Emani vibrazioni negative.”
Sho rimane basito dalla sua affermazione.
Non può trasmettere influssi negativi...
Stringe la mano a pugno e l'anello nero si conficca nella pelle.
E' lui che emana negatività e Toma l'avverte grazie ai suoi poteri buoni.
“Stai attento a quello che fai... ti tengo d'occhio” dichiara Toma prima di allontanarsi.
E se mi smaschera?
Pensa Sho temendo che se il mago parli, non potrà più salvare il regno perché Yamiyo distruggerà tutto.
Deve porre rimedio in qualche modo.

Yamiyo, nel salotto del suo palazzo, viene raggiunto da Shun.
“Cos'hai scoperto?”
“Ho trovato un libro che racconta di tutte le famiglie più antiche non solo di questo di regno...” inizia a spiegare il servo “Dalla mia ricerca è emerso che la famiglia Sakurai è una delle più antiche. In origine, Sakurai Touya, capostipite della dinastia Sakurai era un reale”
Yamiyo guarda Shun con un sopracciglio alzato.
“Nelle sue vene scorre sangue reale?”
“Per dieci generazioni la famiglia Sakurai ha governato il regno di Kohaku”
“Il regno di Kohaku? Ma non esiste più...”
“Esatto. Durante il regno di Sakurai Sosuke, Kohaku venne distrutto da un enorme incendio che non risparmiò niente e nessuno. La famiglia reale scappò verso Midori e qui, l'allora sovrano, gli concesse di stabilirsi a palazzo rubino con la condizione che sarebbero stati declassati a semplici nobili. Il primo cavaliere della guerra fu Sakurai Tetsuo...” spiega Shun.
Che sia discendente di una famiglia reale o meno a Yamiyo non importa un accidenti. Quello che interessa a lui è perché il ragazzo, a volte, riesca a resistere al suo incantesimo e fare quello che vuole.
Dovrei avere poteri immensi e invece un semplice omuncolo come quello riesce a tenermi testa.
Non lo avevo proprio messo in conto.
Shun nota la collana che brilla al collo di Yamiyo.
“E'... la sua vero?” chiede Shun riconoscendola “Allora... hai scoperto dove sia?”
“No...” sospira il mago accarezzando il ciondolo “”L'ha trovata il topolino nella stanza dell'infame...”
“Pensi che sia ancora...”
“Ne sono certo!” sbraita Yamiyo e dal suo corpo fuoriescono scosse elettriche di colore nero.
“Jun calmati o ti farai male” dice Shun accrescendo la rabbia dell'altro “Jun...”
“Smettila di chiamarmi così!”
“Lui però può!” ribatte il servo.
“Lui?”
“Si lui! Il tuo topolino!” dice disgustando facendo accigliare il mago “L'ho sentito che ti credi? Lasci che lui ti chiami col tuo vero nome quando a me lo proibisci!”
“Voglio ricordarti che se ha scoperto il mio nome è solo colpa tua Shun!”
“Perché gli dai così confidenza? Dovrebbe essere solo un mezzo per i tuoi scopi invece sembra essere diventato molto di più per te!” strilla Shun beccandosi uno schiaffo in faccia dall'altro.
“Non venire a farmi scenate di gelosia! Non te lo permetto!” esclama Yamiyo inviperito.
“Sakurai... lui... ti piace?”
“Cosa?”
“Ti piace quel ragazzo tanto da mettere da parte la tua vendetta?”
Yamiyo scoppia a ridere.
“Nulla e nessuno, neanche il più bel ragazzo esistente sulla faccia del pianeta potrà distrarmi da quella che per me ormai è l'unica ragione di vita”
“Allora lo ammetti che lo trovi bello!”
Yamiyo scuote la testa.
“Questa inutile discussione termina qui”
“No non termina qui Jun!” esclama Shun provando a toccarlo ma le scariche lo allontanano.
“Mi sono stancato Shun. Ora basta io ti avevo avvisato”
“No Jun aspetta... ti prego!” lo implora il servo “Non parlerò più giuro!”
“Sono stanco delle tue insinuazioni Shun. Ora basta!” esclama sollevando un po' la mano col palmo rivolto verso Shun che chiude gli occhi.
Il servo sente un tremendo dolore al petto, il cuore come in una morsa.
“Mi dispiace...” mormora Yamiyo chiudendo la mano a pugno e Shun cade a terra privo di vita “Mi ci hai costretto tu...” e fa sparire il corpo restando nell'immenso castello.

Sho ritorna alla fontana e ci trova Satoshi.
“Satoshi...”
“Sho ti prego... ti scongiuro salviamo Kazu! Non ha fatto nulla!”
“Beh proprio nulla nulla non è vero...comunque farò il possibile te lo prometto” dice sedendosi accanto a lui “ Piuttosto... che hai visto nella tua visione? Toma non ha voluto dirmelo”
Satoshi resta in silenzio. Toma ha detto di non nutrire molta fiducia in Sho.
Ma il cavaliere è un loro alleato.
Lui ci salverà...vero?
Si volta a guardarlo e nota che al collo non porta più il medaglione magico.
Perché non lo porta più? Senza quello Sho è un comunissimo cavaliere.
D'un tratto viene colto da un'illuminazione.
Sho è stato via per tre mesi e Toma afferma che emani vibrazioni negative...
Forse lo ha trovato davvero il covo di Yamiyo... o forse...
“Ti ha rapito non è così?” chiede l'indovino guardandolo e Sho spalanca gli occhi.
Come lo ha capito?
“Non hai più il tuo prezioso medaglione...” afferma Satoshi come se gli avesse letto nella mente “Respingeva le piccole magie e gli attacchi delle armi...eri pressoché immortale ma la magia di Yamiyo è molto più potente... ti ha rapito?”
E ora?
Yamiyo avrà sentito tutta la conversazione e di certo ora si intrometterà.
“Si mi ha rapito” ammette Sho restando sorpreso.
Che sia una tattica?
“Ecco perché emani quella negatività...” mormora Satoshi quando l'altro lo afferra per le spalle costringendolo a guardarlo “Sho?” chiede intimorito.
“Ascoltami Satoshi. Yamiyo mi ha ingannato. Mi ha fatto credere di essere un abitante del villaggio e mi ha rapito. Mi ha tenuto prigioniero nelle segrete del suo nascondiglio per tre mesi dicendo che mi avrebbe liberato solo se fossi stato dalla sua parte. Mi sono sempre rifiutato ma lui mi ha ingannato ancora. Con un illusione mi ha fatto credere che ti aveva rapito e minacciava di ucciderti per poi passare alla mia famiglia se non avessi collaborato.
Ho ceduto solo perché pensavo di poter salvare comunque il regno raggirando Yamiyo ma lui non è stupido. Mi ha fatto un incantesimo... sono sotto il suo controllo...” spiega Sho a raffica riprendendo fiato.
“Quindi... sei un nemico?” chiede Satoshi.
“Non lo sono. Per favore Satoshi credimi. E' la prima volta da quando mi ha fatto l'incantesimo che posso parlare senza essere sotto il suo più totale controllo.... se sto aiutando Yamiyo è solo per salvare Midori”
“Il generale Ezuka è morto” afferma Satoshi sconvolgendo Sho “Tutti pensano che sia stato Yamiyo”
“No non può essere!”
“Sho non puoi esserne sicuro...” dice Satoshi “Però?”
“Però?” incalza Sho innervosito.
“Prima di morire il generale mi ha detto una cosa... di non fidarmi del re. Anche Toma ha delle riserve su di lui...”
“Anche e a me non ispira molto culo di scimmia...”
“Culo di scimmia?”
“Senti Satoshi. Se Yamiyo è così incazzato con il re è perché quello gli ha portato via qualcosa”
“E che cosa sarebbe si può sapere?”
“Questo non lo so ancora ma è quello che sto cercando per conto suo”
“Tu?”
“E' questo il mio compito. Trovare quello che il re ha tolto a Jun” conclude Sho.
“Jun? Chi è Jun?”
“E' il vero nome di Yamiyo. Ti dice qualcosa?” gli domanda.
Satoshi resta imbambolato a fissare un punto imprecisato.
“Satoshi?” lo scuote Sho “Ricordato qualcosa?”
Dall'altra parte del giardino si sente l'urlo di una donna.
Immediatamente Satoshi e Sho si precipitano verso il punto da cui è partito l'urlo, trovando una delle cameriere terrorizzata e qualcuno steso a terra.
Sho si avvicina restando scioccato nel vedere Shun. Gli tocca il collo ma quello purtroppo è morto.
Nel frattempo arrivano Tatsuya col suo seguito di guardie e generali e pure Toma.
“Chi è costui?” chiede Yoshio non riconoscendo il ragazzo.
Sho si volta verso il re vedendo l'espressione assolutamente scioccata dell'altro.
“Vostra Maestà... voi lo conoscete?” chiede.
“No! Perché mai dovrei conoscere il nome di ogni sguattero del regno?!” ribatte acidamente.
Brutto stronzo ti sei tradito da solo. Nessuna lo conosce a parte me e tu subito hai detto che è uno sguattero.
Si volta verso Satoshi, sorprendendosi di vederlo piangere.
“Portate via questo cadavere!” ordina Tatsuya “ E poi voglio silenzio nel castello!” E' notte ormai!” sbraita andandosene.
“Satoshi... lo conosci?” chiede Sho mentre le guardie portano via il corpo senza vita di Shun.
“L'ho visto in una delle mie visioni” ammette l'indovino. Stava guardando dalla finestra e si lamentava che quei tre potessero giocare mentre a noi toccava sgobbare...”
“Quei tre...” ripete Sho pensieroso “E' strano sai?”
“Cosa è strano?”
“Il ragazzo morto... è il servo di Yamiyo.”
“Allora è vero...” mormora Satoshi sconsolato “Sono davvero collegato a lui...”
“Collegato? Che vuoi dire?”
Così Satoshi racconta del sigillo nella sua mente e che, secondo Toma, solo Yamiyo può averlo imposto.
“Quando Toma ha provato a togliermelo è stato respinto dall'animale simbolo di Yamiyo... un serpente nero”
Sho sorride sollevato.
“Non è stato Jun!” esclama.
“E tu come lo sai?”
“Perché l'animale simbolo di Jun è la pantera nera l'ho visto intagliato nel letto e anche sulla vasca ce n'è uno raffigurata...”
Satoshi lo guarda confuso.
“Letto? Vasca?”
“Beh ecco si... lui...io...”
“Oddio non me lo dire! Ti sei fatto il nemico!”
“Non me lo sono fatto! In nessun modo!” sbraita Sho tutto rosso in viso “Ci sono stati solo dei baci molto casti.... no vabbé c'era anche molta lingua...”
“E tu non sei dalla parte del nemico vero?” chiede Satoshi ironico “tu sei completamente cotto!”
“Ma che dici! E' solo l'effetto dell'incantesimo!”
“Hai appena detto che in questo momento non ti sta influenzando...” gli ricorda Satoshi.
Sho resta spiazzato. Che significa? Che l'attrazione che prova per Yamiyo non è frutto della sua magia ma è quello che prova veramente?
No...non può essere...
“E' meglio che andiamo a letto... è stata una giornata pesante...” afferma Sho confuso.
“Come faccio a dormire sapendo che Kazu è imprigionato?”
“Lo tireremo fuori da lì te lo prometto Satoshi ma se irritiamo ancora culo di scimmia adesso rischiamo di farci rinchiudere in prigione anche noi e non potremo aiutare proprio nessuno”
Satoshi, anche se titubante, annuisce e si ritira nella sua stanza lasciandosi andare sul letto.
Gli manca tanto Kazunari e saperlo rilegato nelle profondità del castello da solo, magari al freddo e affamato lo fa stare peggio.

Intanto, proprio la Kitsune...
“Mmm che letto comodo...” dice Kazunari rotolandosi nel letto di Yamiyo.
“Ti sei fatto vedere da culo di scimmia... sei veramente idiota” dice Yamiyo irritato al massimo.
Da quando Sho gli ha dato la collana non è più riuscito a intromettersi nella sua mente.
“Però tu mi hai subito liberato maghetta”
“Non voglio dare altri vantaggi a quell'infame”
Kazunari sbadiglia guardando l'altro, fermo davanti allo specchio notando al suo collo il ciondolo. Si tocca nelle tasche e nota che non è più lì dentro.
“Coma fai ad avere quella collana?” gli chiede.
“L'ha trovata il cavaliere...”
“Che faccia tosta! Sakurai non ha trovato proprio un bel niente! Io l'ho trovata! Devo averla persa e lui, casualmente, l'ha trovata!”
“Mi sembrava strano che fosse riuscito a fare qualcosa quel topolino...”
“Topolino? Era lui?” chiede Kazunari “Quel topaccio che c'era in camera del re... era lui? Lo hai trasformato?”
“Mi aveva fatto innervosire...”
“Beh in effetti Sakurai ha un innato talento nel farti girare le balle...” conviene Kazunari tirando fuori dalla tasca alcuni biscotti e altri oggetti trafugati nel castello “Questa può esserti d'aiuto?” chiede sgranocchiandone uno mentre mostra al mago la chiave con l'ametista.
Yamiyo la prende tra le mani e guarda Kazunari sorridendo.
“Non ti ho mai visto sorridere così...stai bene?”
“Più che bene”
“Era quello che cercavi?” chiede Kazunari.
“Teoricamente no in pratica questa chiave mi permetterà di impossessarmi del regno e sconfiggere il re...”
“Non c'ho capito niente sinceramente...” sbadiglia Kazunari accoccolandosi tra le coperte ricolme di briciole “Finalmente farai qualcosa dunque...”
“Eccome se la farò... per quell'infame è la fine” dichiara prima di sparire dalla stanza.

“Kazu...” mormora Satoshi rigirandosi nel letto non riuscendo, per la prima volta, a non dormire.
Guarda quel lugubre cielo purpureo fuori dalla finestra “Stai bene vero?”
“SI sta bene” afferma una voce e Satoshi si ritrova Yamiyo nella stanza.
“Tu... che ci fai qui? Sei venuto qui per uccidermi perché quello che hai sigillato nella mia mente potrebbe distruggere i tuoi piani se venisse a galla?”
“Calmati Toshi. Non sono qui per farti del male. Non te ne farei mai...” dice salendo sul letto dell'indovino che indietreggia fino a restare seduto appoggiato con la schiena alla testiera del letto e il mago davanti a se..
“Siamo collegati... perché?”
“Rilassati” dice Yamiyo prendendogli il viso tra le mani chiudendo gli occhi.
Da subito il serpente nero nella mente di Satoshi si contrappone al tentativo di Yamiyo di togliere il sigillo ma il mago oscuro ha enormi poteri.
Satoshi soffre in silenzio cercando di non urlare per il dolore altrimenti sveglierebbe tutto il castello.
Mette le mani sulle braccia di Yamiyo per cercare supporto, conficcandogli le unghie nella pelle lacerandola.
Yamiyo è estremamente concentrato sta attingendo al massimo ai suoi poteri non curandosi di altro.
“Apriti! Ora!” esclama Yamiyo e Satoshi riapre gli occhi guardando il mago affaticato e sudato davanti a lui.
“Jun...sei....vivo...” mormora con un filo di voce.
“Bentornato Toshi...”
E proprio nel momento in cui il sigillo si è spezzato, Tatsuya apre gli occhi di colpo.
“Sei morto Satoshi”

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