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Mi scuso con tutte per il mio enorme ritardo.
Prometto sempre che farò meglio e, inevitabilmente, non porto a termine il mio "lavoro".
E' un periodo, iniziato non so bene quando, che mi ritrovo a fare molta fatica a scrivere.
Anche le idee sembrano essere volate via.
Sarà un po' di stanchezza mentale, un po' di stress che ho accumulato per alcuni problemi personali, esattamente non lo so.
Spero che il tutto migliori e che possa regalarvi le mie cavolate più velocemente! <3

TITOLO: Un amore che trascende il tempo
FANDOM: Arashi
GENERE: Au, Fantasy, Sentimentale
PAIRING: Sakumoto (avevate dubbi? XD) Ohmiya
RATING: PG-15


Capitolo 10:
Una brutta giornata


La notizia dell'incidente di Jun si sparse per tutta Hakone e il giorno dopo alcuni gli telefonarono a casa per informarsi sulle sue condizioni di salute già dal mattino presto.
Jun ringraziò tutti scusandosi perché doveva andare a lavorare.
Era in ritardo mostruoso.
La moglie del macellaio Kitagawa lo aveva tenuto al telefono per una buona mezz'ora .
Sho rimase tutto il tempo al suo fianco, accarezzandogli i capelli, sorridendo e facendo commenti idioti che, come al solito, facevano innervosire Jun ma il ragazzo sapeva che nulla ormai sarebbe stato più come prima.
L'idea di perdere Sho, dopo aver capito di provare qualcosa di profondo per lui, lo terrorizzava a morte ma se si fosse pianto addosso, tutto il prezioso tempo a loro disposizione si sarebbe dimezzato drasticamente.
“Pensavo che non la smettesse più di parlare” sospirò Jun riattaccando la cornetta del telefono “Devo muovermi ad andare all'asilo...” disse guardando di sottecchi Sho “Cos'è quella faccia da scemo?”
“Quanto sei dolce” lo prese in giro il fantasma.
“Devo andare o questa volta Satoshi mi licenzia”
“E tu digli che è colpa del tuo adorato fantasma sexy”
“Chi sarebbe sexy?”
“Iooooooooo! Molto più di te” sghignazzò Sho vedendosi trapassare il corpo da un cuscino “Che doloreeee”
“Idiota”
“Vuoi proprio sentirti dire ogni volta quanto sei sexy tu? Egocentrico”
“Non voglio sentire niente! E ora me ne vado!” disse Jun mettendosi le scarpe.
“Jun”
“Non avrai baci oggi sappilo!”
“Sarò qui ad aspettarti Jun. Buona giornata” lo salutò con un enorme sorriso facendo cedere Jun.
“Ok un bacio... solo uno!” disse avvicinandosi tutto concentrato e baciandolo intensamente.
“E che bacio...”
“Ogni tanto te lo meriti... non sempre però” aggiunse vedendo l'espressione gongolante di Sho.
Uscì di casa e prese il telefono, finalmente acceso e funzionante dopo una notte passata a ricaricarsi per chiamare un taxi quando vide qualcuno appoggiato al cofano della propria auto in chiara attesa.
“Jun!”
“Hiroki?” chiese sorpreso Jun “Che fai qui?”
“Scusarmi”
“Per cosa?”
“ieri sera ti ho fatto arrabbiare parlando a sproposito di Ririko-san. Io non so niente è vero. Mi sono impicciato... perdono!” fece un profondo inchino davanti a un sempre più sorpreso Jun che aveva persino dimenticato che fosse successo con Hiroki la sera prima.
“Tranquillo non ero arrabbiato.... non molto in realtà. Ma non devi scusarti anzi dovrei essere io a farlo. Ho avuto una reazione esagerata.”
“Ma come siete teneri” commentò Sho sbucando al fianco di Jun.
“Ah!”
Hiroki guardò Jun.
“Tutto ok?”
“Si...si...un calabrone...”

“Ora sono un calabrone?”
“Zitto” ringhiò a denti stretti Jun cercando di mascherare l'imbarazzo con un sorriso.
“Sono davvero contento che tu non sia arrabbiato con me!” esclamò Hiroki sollevato “Però sono venuto anche per offrirmi come autista!”
“Autista?”
“Visto che sfortunatamente la tua auto è andata distrutta ho pensato di passare a darti un passaggio fino all'asilo. Che ne dici?”
“Dico che sei un cretino” rispose Sho ma ovviamente Hiroki non poteva sentirlo.
“Accetto molto volentieri” rispose invece Jun sorridendo.
“Lo sai che non si accettano gli inviti degli sconosciuti? Non te lo ha mai detto la mamma? Potrebbe essere un pazzo psicolabile che va in giro ad uccidere i bei ragazzi con la scusa di dargli un passaggio e li rasa a zero!”
Jun non gli diede ascolto e salì in macchina con Hiroki trovando die bicchieroni di Starbucks e un sacchetto di carta bianca.
“Non so se hai fatto colazione ma ho pensato di portarti cappuccino e brioche. Spero ti piacciano”
“Grazie. Sei davvero gentile Hiroki” lo ringraziò jun addentando la sua brioche mentre l'altro guidava verso il Kodomo no Ririko.
“Fai la civetta con lui?” chiese Sho sbucando dal cappuccino di Jun che per poco non se lo rovesciò addosso dallo spavento.
“Maledizione!”
“Scusa ho preso un buco?”
“No... tranquillo...”
Jun guardò male Sho. Odiava che sbucasse fuori all'improvviso quando c'era altra gente, faceva sempre la figura del coglione in più rischiava di prendergli un infarto ogni volta.
“E' veramente buona questa brioche Hiroki. Hai azzeccato anche il mio ripieno preferito”
“tu odi le cose dolci” disse Sho infastidito “E smettila di sbattere le ciglia come una cerbiatta!”
A Jun stava venendo da ridere. Sho era geloso marcio così decise di giocare un po' per vedere la reazione del fantasma.
“Sono contento allora!” sorrise Hiroki.
“Grazie del pensiero”
Vedere la faccia gelosa di Sho faceva gongolare Jun dentro di sé.
“Sono contento di vederti così felice. Non pensavo di trovarti allegro dopo l'incidente di ieri” ammise il medico.
“Abbattermi non servirebbe a niente e poi...sono vio! Ne sono uscito praticamente illeso! Che motivo avrei di essere triste? Per un'auto? Posso ricomprarla anche se quella era un ricordo...la mia vita è più importante e poi...posso scroccare passaggi a te!” dichiarò jun sorridendo ammiccante.
“Sei molto positivo e questo è un bene! Il trauma non ti ha scoraggiato! E sono felicissimo di poterti dare un passaggio per andare a lavoro ogni volta che ne avrai bisogno” sorrise Hiroki arrivando all'asilo e fermando l'auto.
Non appena Jun scede dall'auto, venne travolto da quello che pensò fosse un uragano invece era Masaki.
“Jun-chaaaaaan!” strillò mentre anche Hiroki scendeva “Ho saputo del tuo incidente! Ho avuto tanta paura!”
“Sto bene Masa tranquillo” lo rincuorò Jun.
“Sicuro?”
“Sono stato molto fortunato” sorrise Jun guardando dove fosse sparito Sho ma non lo vide.
“Ma com'è successo? Avevi bevuto? Ti sei sentito male?” insistette il maestro.
“Come al solito sei assillante...non sei cambiato affatto” commentò Hiroki avvicinatosi ai due.
“Hiro-chan?!”
“In persona!”
Masaki lasciò Jun e andò ad abbracciare l'amico di vecchia data così Jun ne approfittò per andare a mettersi il suo grembiule quando, entrato nell'edificio scolastico, si sentì afferrare per un polso e bloccato contro gli armadietti.
“Che diavolo pensi di fare?!” tuonò Sho.
Jun rimase a bocca aperta. Non aveva mai visto Sho adirato.
“Non...non eri andato a casa?”
“No Jun! Non sono andato da nessuna parte! Sono rimasto sempre qui al tuo fianco! O eri troppo preso dal maestrino che ti si spalmava contro o dal caro dottor Zivago per poterti accorgere di me?!”
Come aveva fatto a non accorgersi che Sho era lì con lui?
“Io...”
Sho lo lasciò andare.
“Scusa...”
“Masaki è solo un amico Sho! E Hiroki.... ho fatto un po' lo scemo è vero ma era solo per vedere la tua reazione. Tutto qui!” lo sguardo di Sho era vuoto “Sho...”
“Non importa Jun...”
“Come non importa?! Prima mi sbatti di qui e di là come un burattino e poi mi dici che non importa? Cosa esattamente non ti importa? Di me?”
“Certo che mi importa di te non dire sciocchezze!”
“Jun...” lo chiamò Satoshi entrando negli spogliatoi “Tutto bene?”
“Si stavo... parlando con Sho...”
“Ah...ok. Senti dovrei parlarti ma se è un brutto momento...”
“No no...tanto abbiamo finito. Sho sta tornando a casa”
“Decidi per me ora?” chiese il fantasma.
“Basta Sho”
Il fantasma scosse il capo e se ne andò.
“E' ancora qui o se n'è andato via?” chiese Satoshi, il quale non vedendolo non poteva stabilire se fossero soli.
“Si è...andato...” mormorò Jun un po' dispiaciuto.
C'era voluto veramente poco per scoraggiare Sho.
“Di che volevi parlarmi Satoshi?”
“Ho saputo del tuo incidente e volevo sapere come stai”
“Fortunatamente non ho nulla di grave”
“Nulla di grave? Hai letto il giornale? La macchina è esplosa e tu sei salvo per miracolo”
“Ma io sto bene”
“Com'è successo?”
“ha già detto tutto alla polizia stradale mentre mi visitavano. Un colpo di sonno”
“Perché sei tornato a casa così tardi? Aiba-chan mi ha detto che sei andato via da qui dopo cena e non sembravi molto entusiasta all'idea” chiese l'avvocato.
“Sono tornato a casa ma poi sono uscito di nuovo”
“Perché?” Jun si morse le labbra “Jun ti prego rispondi”
“Ho litigato con Sho va bene?! Mi sono innervosito e me ne sono andato contento?!”
“Lo capisci che non ha senso?”
Jun non rispose.
“Hai messo a repentaglio la tua vita per un banale litigio! Vuoi essere un fantasma anche tu?”
“No...” mormorò il ragazzo “Ma sei ingiusto...”
“Ingiusto? Mi preoccupo per te Jun. Solo per il tuo bene non perché ne ricavo gioia a sgridarti”
“Non sei mio padre Satoshi. Apprezzo il tuo interesse e ti ringrazio ma sono adulto e vaccinato. Penso da solo a me stesso.” affermò Jun andando a posare la giacca e mettendosi il grembiulone rosa prima di uscire in cortile in atteso dell'arrivo degli altri bambini.
Masaki stava ancora parlando con hiroki.
“Jun-chan eccoti!”
“Stai trattenendo il povero Hiroki, Masa?”
“Nah! E' bello stare qui a parlare con lui! Abbiamo tante cose da raccontarci dopo esserci persi di vista per tanto tempo!”
“Perché non ne parliamo a cena?” propose entusiasta Masaki “Ne! Nino-chan!guarda chi c'è!” urlò all'amico che, sbadigliando, stava varcando il cancello della scuola.
L'avvocato alzò lo sguardo e vide Hiroki.
“Nari quanto tempo” lo salutò avvicinandosi al trio.
“Nino sempre felice al mattino eh!” rise l'altro.
“Aibacchi e tu sempre euforici a ogni ora. Certe cose non cambiano mai.”
“Che ne dite di fare una cena per ricordare i bei tempi tutti e tre insieme?”
“Scusa se mi intrometto Masa...” disse Jun azzardandosi a parlare “Ma dovrai organizzarti bene se vuoi andare a cena fuori dall'istituto”
Hiroki guardò Jun.
Al ragazzo parve di scorgere una nota di panico nello sguardo del giovane medico.
“Eh si hai ragione Jun-chan!”
“Voi due state...”
“No!” si affrettò a smentire Jun.
Hiroki tirò un sospiro di sollievo.
“Ecco sai Hiro-chan... in poche parole... come posso dire... Sono padre!”
“Come sai dare le notizie tu Aibacchi... nessuno!” ridacchiò Nino vedendo l'espressione sconcertata di Hiroki.
“E' complicato da spiegare però la sintesi è questa: sono padre.” affermò Masaki.
“Wow...è...sconcertante...tu padre!” chi ha avuto il coraggio?”
“Ehi che vorresti dire?” rise Masaki.
“Dobbiamo proprio trovarci!”
Jun fece per allontanarsi e andare ad accogliere i bambini che stavano arrivando.
“Jun!” lo richiamò immediatamente Hiroki.
“Si?”
“Verrai anche tu vero?”
“Ma è una cena tra vecchi amici sarei di troppo...” cercò di svincolarsi.
Hiroki non era un cattivo ragazzo ma era un po' invadente, quasi quanto Masaki e poi non avrebbe sopportato un'intera sera Nino.
“Dai vieni Jun-chan! Non darci buca!”
“Ecco io...”
“Non esci mai. Fai vita da clausura?” lo prese in giro Nino.
Jun sbuffò. La giornata era decisamente partita male.
Sembrava che tutti avessero un'impellente voglia di mettere naso nella sua vita e dare la loro opionione.
“Verrò. Ma tu ricordati che hai un figlio a cui badare ora e non puoi andare a zonzo la sera come se fossi un ragazzino. Grazie per il passaggio Hiroki.” detto questo si allontanò e andò dai suoi piccoli allievi.
Satoshi restato da solo sotto il portico guardava Jun.
“Non so se tu sia ancora qui...” iniziò a dire “Non so nemmeno se tu sia ancora in questo mondo Sakurai-san... ma se tu davvero sei da questa parte...Jun prova qualcosa per te. Ricordati che lui è vivo. Non condannarlo a una vita solitaria e senza amore vero come è successo a Ririko-san...anche se le circostanze sono diverse. Allontanati da lui prima che sia tardi” affermò l'avvocato.
Ovviamente non ottenne risposta ma Sho era ancora lì, proprio al suo fianco che osservava tristemente Jun.
“Aaaah! Mi sento veramente stupido a parlare da solo!” sbuffò Satoshi.
La giornata per Jun non fu tra le più piacevoli.
Masaki continuava a chiedergli se stesse davvero bene e quando non lo tormentava con questa storia, partiva a elogiare Hiroki.
Nino non perdeva occasione di punzecchiarlo come al solito ma quel giorno sembrava preso benissimo a chiamarlo suora di clausura.
Infine, Satoshi, che aveva la giornata libera ed era rimasto al Kodomo no Ririko per sistemare dei documenti della scuola, lo teneva sotto controllo come se potesse impazzire da un momento all'altro.
Era davvero insofferente e alla sera, dopo aver preparato la cena per i bambini residenti all'istituto, non vedeva l'ora di tornarsene a casa ma, ahimè, lo strazio non era ancora finito.
Fuori dal cancello dell'asilo eccolo lì: Hiroki.
In faccia un enorme sorriso.
“Buonasera!” lo salutò il medico.
“Una volta è per coincidenza...due volte sono preoccupanti. Per caso sei uno stalker?” sorrise Jun ma in realtà stava iniziando a preoccuparsi seriamente.
“Addirittura” disse l'altro “Volevo solo essere gentile e riportarti a casa”
Jun voleva sradicare il cancello e tirarglielo dietro.
“Scusa... è stata una giornata dura...”
“Mi dispiace”
“Quindi me lo dai o no questo passaggio?” chiese Jun.
Di stare più di venti minuti in macchina con lui non ne aveva molta voglia ma ancora meno ne aveva di spendere un patrimonio in taxi per tornare a casa.
Comprare un'auto nuova era diventata in quel momento di vitale importanza se voleva essere lasciato in pace.
Hiroki, tutto allegro, gli aprì la portiera del passeggero lasciandolo salire.
Sarà un luuuungo viaggio.
Pensò Jun mentre l'altro dopo essere salito, si mise la cintura e partì.
“Ti sei licenziato all'ospedale?”
“Acidello oggi eh?”
Jun si appoggiò sospirando al sedile.
“E' una di quelle giornate che non vedi l'ora finiscano. Già di mio non sono dotato di un carattere facile...queste giornate peggiorano solo il mio agire e il mio pensiero...” spiegò.
“Secondo me hai un bel carattere forte. E poi capitano a tutti giornate esasperanti e anche... persone pesanti da sopportare... come il sottoscritto” gli sorrise Hiroki.
A Jun scappò un sorriso.
Hiroki era davvero insistette. Doveva dargliene atto.
Di certo per riuscire a laurearsi doveva aver dato il massimo del fastidio ai professori.
“Non sei poi così esasperante Hiroki...”
“No?” chiese sollevando un sopracciglio.
“Forse un pochino...” sorrise Jun.
Si guardò attorno pensando di veder comparire come al solito Sho da chissà dove ma il fantasma era sparito da quella mattina dopo essere stato cacciato.
Forse Sho era arrabbiato in quel momento e lo aspettava a casa.
Mentre pensava a ciò non si accorse che Hiroki non aveva preso la strada che portava a casa sua e stava andando verso tutt'altra parte.
Solo quando Hiroki spense il motore della macchina e lo chiamò, Jun si risvegliò dai suoi pensieri e guardò il paesaggio intorno a loro.
“Qui non siamo alla villa”
“Lo so. Ma mentre eri assorto in chissà quali pensieri, ho sentito il tuo stomaco brontolare e visto che ti ho chiesto se volessi fermarti a mangiare un boccone e non mi hai risposto l'ho preso per un sì. Chi tace acconsente no?” sorrise Hiroki.
“Ah scusa. Ero decisamente sovrappensiero e non ti ho proprio sentito”
“Non importa! Allora mangiamo?”
“Mangiamo!”
passarono la serata chiacchierando allegramente e mangiando insieme.
Hiroki aveva una bella parlantina e con lui Jun non si sentiva a disagio.
Solo quando il medico offrì la cena a Jun sembrò di essere a un primo appuntamento.
Mentre l'altro pagava, uscì dal ristorante per respirare un po' d'aria fresca e schiarirsi le idee.
Chissà che sta facendo Sho in questo momento...
Pensò voltandosi e ritrovandosi il fantasma davanti.
“Sho!”
“Ciao”
“Che ci fai qui? Sei venuto a cercarmi?” Sho lo guardò con una tristezza infinita che a Jun si bloccò il respiro “Sho...”
“Non mi sono mai allontanato da te oggi...” mormorò Sho.
“Non te ne sei andato? Sei rimasto a spiarmi?”
“Non ti ho spiato. Sono stato sempre al tuo fianco...per tutto il tempo...”
Jun spalancò gli occhi.
Di nuovo Sho gli era stato sempre accanto e lui non se n'era reso conto.
Era davvero così vicino il momento dell'addio?
“Io....”
“Non ti devi preoccupare Jun...” lo tranquillizzò Sho.
“Invece si! Mi preoccupo! Perché io voglio vederti! Ti voglio con me!”
“Sta per uscire il tuo amico... ne riparliamo a casa Jun” lo liquidò Sho senza che l'altro avesse la possibilità di replicare perché uscì Hiroki in quel momento.
“Ecco fatto! Possiamo andare...”
“A casa! Subito” lo interruppe Jun risalendo in macchina.
Hiroki non insistette e partì senza fare alcuna deviazione.
Jun era di nuovo silenzioso ma questa volta sapeva che con loro c'era Sho, dietro.
Non aveva alcuna intenzione di perderlo.
Perché non riusciva a vederlo delle volte?
E come mai il fantasma aveva sempre quell'aria triste e sconsolata?
Appena Hiroki parcheggiò davanti alla villa, Jun si era già slacciato la cintura di sicurezza.
“Grazie per la bella serata Jun”
Jun capì che Hiroki era interessato a lui ma la cosa non era ricambiata.
“Grazie a te per tutto e buonanotte”
“Domani mattina passo a prenderti per andare a lavoro?” chiese Hiroki per trattenerlo in sua compagnia qualche altro minuto.
“Tranquillo hai già fatto fin troppo per me. Grazie lo stesso ciao”
Il buonanotte di Hiroki si perse nel rumore della portiera chiusa da Jun dopo essere sceso dalla vettura.
Era stato molto maleducato con una persona che invece, con lui, era stata davvero gentile ma voleva Sho.
Entrato in casa si girò verso la porta trovandoselo di fronte.
“Baciami Sho”
Chiuse gli occhi e attese quel bacio che non tardò ad arrivare.
Ogni contatto con Sho lo faceva partire per nuovi mondi inesplorati.
Non poteva perdere emozioni e sensazioni del genere.
“Sho io...”ma fu interrotto dal brusco suono del campanello di casa.
“Decisamente insistente il tuo amico dottor House...”
“Scemo” sorrise Jun aprendo la porta pensando di trovare il ragazzo ma non era lui “Mari?”
“Ciao Jun posso entrare?”
“Si certo ma che fai qui a quest'ora?”
“Sono scappata di casa” affermò la sorella.
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