shinhiroki: (Default)
[personal profile] shinhiroki
 Basta non devo più decidere che giorno postare perché ne capita sempre qualcuna e non vi riesco mai! ç__ç

Quindi posto oggi...

E' una lagna sta storia vero? A me sembra di si ç___ç wuahhh * momento crisi *

Ok vado a disperarmi un altro po'...intanto voi beccatevi un altro capitolo lungo XD

TITOLO: Gossip Arashi
FANDOM: Arashi
GENERE: Comico/Sentimentale/Angst
PAIRING: Juntoshi/AibaxToma/Sakumoto/Sakumiya/Matsumiya/Ohmiya/Tomapi/ShunxAiba

RATING: NC-17-R
DISCLAIMER: Nessuno mi appartiene purtroppo ma le idee malsane si!
CAPITOLI PRECEDENTI: sul mio LJ




Capitolo 19:

La prima volta

Sono Gossip Arashi la vostra unica fonte di notizie sulle vite scandalose dell'élite di Tokyo. Che sia finalmente arrivato il momento per lo Sfigato S di spiccare il volo e diventare un vero uomo? Riponi tutte le tue speranze nella Diva MJ... di certo non si è guadagnato il titolo di diva solo per l'atteggiamento altezzoso.


Jun guarda Sho per quelle che al ragazzo sembrano ore.
Sta davvero dicendo di voler fare l'amore con lui?
“Sho... sei sicuro?” chiede Jun con un misto di aspettativa e ansia per la risposta.
“Sono sicurissimo Jun” risponde l'altro e Jun allunga la mano per afferrare quella del ragazzo che lo tira verso di se, cingendolo poi per la vita con l'altro braccio “Non sono mai stato più sicuro di ora...” mormora assaporando le sue labbra che sanno ancora di fragole.
Quando si staccando Jun gli sorride e poi lo accompagna nella sua stanza, vedendo che il letto ha le lenzuola cambiate e ci sono delle candele anche lì.
“Hai preparato davvero tutto...” dice Jun sedendosi sul letto, facendo poi segno a Sho di imitarlo “E i petali di rose sul letto?” lo prende in giro e Sho sbianca.
Cazzo le rose! Non me le ha scritte Hikari nella lista! Oddio... oddio...
Pensa Sho andando in iperventilazione quando Jun si mette a ridere e capisce l'altro che sta solo scherzando.
“Mi hai fatto prendere un colpo...” mormora sorridendo debolmente anche lui.
Jun si riavvicina a Sho per baciarlo quando questo scatta in piedi all'improvviso.
No...
Pensa Jun sconsolato.
“Dammi il cellulare Jun..” dice Sho e l'altro lo tira fuori dai calzoni e glielo porge.
Sho cerca di capire come si spegne, poi irritato, apre la cover e toglie la batteria.
“Che stai facendo?” chiede Jun perplesso.
“Mi assicuro che non ci disturbino” dice tirando fuori il suo cellulare, spegnendolo e riponendo tutto nel cassetto “Torno subito” dice andando di là, tornando poco dopo con le chiavi di casa.
“Ho staccato anche il telefono di casa...” dice Sho arrampicandosi sul letto e guardando Jun con occhi pieni di desiderio.
“Mi hai rapito quindi...” sorride Jun mettendosi in ginocchio davanti a Sho che gli accarezza la guancia e si avvicina con estrema lentezza alla sua bocca per poi baciarlo con dolcezza.
Jun si lascia andare a quel bacio premendo per avere di più, venendo accontentato subito da Sho che socchiude le labbra e inizia a inseguire la lingua dell'altro che prende ad accarezzagli le spalle, scendendo verso i bottoni della camicia per aprigliela.
Sho lo lascia fare per un po' troppo preso dai baci quando sente la mano dell'altro scivolare dentro il suo intimo e si stacca sorpreso.
Come ha fatto a togliergli la camicia, slacciargli cintura e pantaloni senza che se ne accorgesse?
Jun gli sorride dolcemente come se non stesse con la mano intorno alle sue parti bassi.
“Sei troppo vestito...” osserva Sho prendendo lui a spogliare Jun prima con la camicia e poi con i pantaloni “Hai paura?” chiede Jun sentendo le mani dell'altro tremare mentre gli sfila i pantaloni.
“No... cioè... si... un po'...” ammette Sho lasciando Jun in intimo, ma pochi istanti dopo anche lui si è tolto i pantaloni restando semi nudo pure lui accarezzando il collo di Jun che chiude gli occhi ermeticamente quando sente le labbra di Sho sul collo “Ti da fastidio?” mormora il ragazzo al suo orecchio.
“No” risponde subito Jun. E' Sho non è Matsuoka. Non ha motivo di temerlo, non gli farà mai del male.
Riprende a toccarlo a sua volta sfiorando dapprima la schiena, arrivando all'elastico dei boxer, superandolo e, sfiorando i fianchi scende sulle cosce provocando un gemito di Sho che stava lasciando piccoli baci sul suo collo.
“Jun...” mormora quello con voce rauca, stringendolo a se aiutandolo a togliere prima i suoi boxer e poi quelli di Jun restando così nudi “Quanto sei bello Jun...” dice quando finalmente lo vede nudo.
“Non sei male nemmeno tu...” sorride Jun allungando le mani verso il petto di Sho ma questo lo bacia e lo fa finire con la schiena sul materasso continuando a baciarlo con foga, accarezzando il corpo dell'altro.
Jun non ha mai provato sensazioni simili.
Si è già stato a letto con altri uomini ma i baci di Sho, le sue carezze sono qualcosa di completamente diverso.
Forse questo è quello che significa fare l'amore, lui ha solo sperimentato il sesso senza nessun tipo di coinvolgimento di sentimenti e gli andava anche bene... ma con Sho è tutto diverso...vuole condividere quel prezioso con lui.
All'improvviso Sho si ferma, aiutandosi con le braccia poste ai lati del corpo di Jun, lo guarda.
“Sho...”
“Dimmi che devo fare Jun...” mormora Sho “Devo... girarmi?” chiede imbarazzato e l'altro lo guarda per un attimo confuso. Girarsi?
Si chiede poi capisce a cosa allude.
“Vuoi che ti...”
“Siamo due uomini... quindi uno dei due... deve...” dice incerto e Jun sorride.
“E se fosse il contrario?” chiede Jun “Se io ti volessi dentro di me?” chiede all'altro.
“Tu... a te va bene?”
Jun Si alza con l'aiuto dei gomiti facendo mettere Sho in ginocchio.
“Io ti voglio Sho...” sussurra baciandolo per poi staccarsi da lui, allungandosi verso il comodino e prendendo qualcosa dal cassetto “Ti aiuto io...” dice aprendo il preservativo e aiutando Sho a metterlo che non smette di guardare Jun in imbarazzo “Sho stai tranquillo ok?”
“Vorrei essere meno imbranato...”
“Non si imbranato...” lo rassicura Jun avvicinandosi a lui “Lasciati andare...” mormora al suo orecchio, circondandogli il collo con le braccia e sedendosi sopra di lui lentamente.
“Jun...” geme Sho di piacere cingendo la vita di Jun, entrando completamente in lui “Stai bene?” chiede col fiato corto, beandosi della sensazione dell'altro intorno a lui e Jun annuisce ma ha ancora gli occhi chiusi. Probabilmente ha fatto più male di quanto Sho si aspetti così questo lo bacia e Jun si stupisce che l'altro stia pensando al suo bene invece che al suo piacere.
“Sho...” mormora aggrappandosi a lui, cominciando a muoversi sopra all'altro che freme di immenso piacere “Devi muoverti...” gli dice mordendogli un po' il lobo dell'orecchio e Sho fa come gli è stato detto.
Inizia a muoversi dentro Jun che miagola nel suo orecchio facendolo letteralmente impazzire. Senza staccarsi da Jun, Sho lo fa distendere sul materasso, prendendo a spingere più velocemente nell'altro che gli graffia la schiena fremendo.
“Sho...” lo chiama tra i gemiti “Toccami...” mormora e Sho lo accontenta, portando una mano tra i loro corpi, accarezzando l'erezione dell'altro senza mai smettere di spingersi in lui e baciandolo.
Jun inarca la schiena verso l'alto riversandosi nella mano dell'altro, chiamando il suo nome.
Sho spinge ancora alcune volte sentendosi al limite e viene anche lui chiamando Jun e scivolando via da lui , gettandosi vicino a lui respirando a pieni polmoni.
“Tutto bene?” chiede Jun con altrettanto fiatone facendosi vicino a lui, appoggiando la testa al suo petto.
“Meravigliosamente...” sorride Sho abbracciando Jun “Non mi sono mai sentito così bene...”
“Nemmeno io...” afferma Jun strusciando la testa sul suo petto “Per essere la tua prima volta... è andata molto bene...”
“Dici? Grazi...ah... Jun... che... ah...” geme Sho sentendo l'altro mordergli un capezzolo “Jun...”
“Sai cos'è la prova del nove in matematica?” chiede mettendosi sopra di lui e guardandolo malizioso.
“Si...è un modo per verificare che il risultato sia giusto...ma non è sempre sicura al 100%... perché me lo chiedi adesso?”
“Facciamo la prova del nove...” mormora tornando a baciarlo.

“Credi sia il momento adatto?” chiede Shun a Masaki mentre salgono con l'ascensore.
“Fidati di me Shun-chan... Oh-chan deve sapere!” dice con un sorriso incoraggiante mentre l'altro sospira quando Masaki gli stampa un bacio sulla bocca.
“Aiba...”
“Smettila di chiamarmi per cognome!” pigola quello mentre arrivano al piano “Masaki... mi devi chiamare Masaki!” afferma mentre suona il campanello.
“Si?” dice Satoshi aprendo la porta guardandoli stranito “Aiba-chan?”
“Oh-chan!” squilla quello e Satoshi si copre le orecchie “Sapevo che eri in casa!”
“Mi spii per caso?”
“Permesso!” esclama Masaki entrando in casa e anche Shun lo segue.
“Prego eh... entrate pure...” dice sarcastico Satoshi chiudendo la porta “Volete qualcosa da bere?” chiede mantenendo quel tono.
“Si grazie!” risponde Masaki cercando qualcosa su cui sedersi non trovando un divano.
Satoshi gli porge due birre e poi si siede direttamente in terra mentre Masaki lo guarda confuso ma Shun gli fa segno di sedersi pure lui a terra.
“A che devo questa visita inaspettata?” chiede Satoshi stiracchiandosi.
“Vorrei parlarti di una faccenda...” inizia adire Shun.
“Perché non hai un divano?” chiede Masaki e Shun rotea gli occhi.
“Siete venuti fino a casa mia per chiedermi perché non ho un divano?” domanda Satoshi.
“Beh.. ma...”
“Devo parlare di una cosa importante con te Ohno-kun.” dice Shun, tappando la bocca di Masaki con la mano “Tuo padre... Ohno Yutaro... è vivo?” chiede e l'espressione di Satoshi si fa seria.
“Perché ti interessa saperlo? Non so nemmeno chi sei...”
“Mi chiamo Oguri Shun e so di per certo che tuo padre è andato in bancarotta.”
“E come lo sai?”
“Perché è la stessa cosa che è successa a mio padre.” dice abbassando la mano e Masaki è libero ma non fiata guardando Satoshi “Ascolta... io so chi ha ridotto in miseria le nostre famiglie...se tuo padre è vivo e potesse aiutarmi... potremmo smascherare quest'uomo e fare giustizia!” spiega accalorandosi.
“Mi spiace mio padre non è interessato a vendicarsi...” risponde Satoshi.
“Ohno i nostri padri non sono le uniche vittime di quell'uomo abominevole! Altre persone hanno sofferto! Altre famiglie sono andate distrutte! Da solo non posso fare niente ma con la testimonianza di tuo padre posso fare qualcosa!”
“Ti prego di tenere fuori mio padre da tutto questo.” ribatte ancora Satoshi.
“Oh-chan!” interviene Masaki vedendo l'espressione contrariata di Shun “E' fondamentale l'aiuto di tuo padre. Se tu potessi dirci dove si trova...”
“Senti Aiba-chan...” lo ferma Satoshi irritato “Forse non avete ben compreso ma io non vi dirò come rintracciare mio padre. Non voglio che sia coinvolto in questa vendetta. Siamo andati in rovina è vero. Sapete chi è il responsabile? Spero che la giustizia lo punisca severamente ma lasciate fuori mio padre” conclude alzandosi in piedi.
“Ohno tu non capisci!”
“Oh-chan è colpa del papà di Toma!” strilla Masaki alzandosi e quello lo guarda sbalordito “E' così... è stato il papà di Toma-chan a ridurre in miseria la tua famiglia... per favore... aiuta Shun-chan” dice inchinandosi davanti a lui mettendo Satoshi ancora più a disagio.
“Aiba-chan non posso... mi dispiace...” dice il ragazzo e Shun si alza in piedi di scatto.
“Andiamocene Masaki.” dice prendendolo per mano.
“Ma Shun-chan...” prova a dire Masaki ma senza risultato ritrovandosi pochi istanti dopo nell'ascensore con Shun infuriato “Shun-chan... gomen...” dice mortificato.
“Come? Perché ti scusi?” chiede ancora arrabbiato.
“Perché volevo aiutarti e non ne sono stato in grado...” dice a testa bassa e Shun sorride sentendo svanire l'irritazione. Cinge Masaki per la vita e lo attira a se.
“Che stai dicendo sciocco? Non è colpa tua... “ gli sorride “Faremo in un altro modo...non mi arrenderò per un semplice rifiuto da parte di quell'Ohno...e ora fammi un sorriso ok?”
“Shun-chan...” singhiozza Masaki “Mi sento tanto inutile...”
“Non sei inutile... Masaki...sei il mio alleato più prezioso...tu mi sei vicino...” sussurra abbassandosi un po' e catturando le sue labbra.
“Grazie Shun-chan...” sorride Masaki e l'altro sorride di rimando “Posso rimanere da te anche stanotte?” chiede eccitato.
“Ma tu non hai una casa tua?” chiede Shun scocciato.
“Si...” brontola Masaki “Ma mi piace stare a casa tua con te!”
“Non dovresti abituarti!” ribatte Shun.
“Ma ti fa piacere avermi lì con te... ti senti meno solo vero?” chiede Masaki dolcemente e Shun volta lo sguardo dall'altra parte. Ha ragione. Da quando frequenta Masaki si sente meno solo.
“E va bene...” cede “Solo perché domani è domenica! Poi te ne torni a casa tua!” brontola.
“Grazie...” sorride ancora Masaki voltando il viso dell'altro e baciandolo dolcemente sulle labbra “Ho anche in mente un modo per convincere Oh-chan a collaborare con noi...”
“Masaki ho un po' paura dei tuoi metodi...”
“Non ti preoccupare... funzionerà sicuramente...” sorride ancora tornando a baciarlo “Ma ce ne occupiamo domani...”

Jun si sveglia e un profumo dolce invade le sue narici.
Apre gli occhi e vede Sho, con addosso solo i boxer, intento a portare un vassoio con la colazione senza farlo rovesciare.
“Spero che sia torta alle fragole...” dice e Sho per poco non fa cadere tutto “Scusa...” sorride mentre Sho appoggia il vassoio sul letto come se fosse una bomba pronta ad esplodere e si siede sul letto tirando un sospiro di sollievo.
“Fatto... Buongiorno Jun...” dice sorridendogli “Dormito bene?”
“Ho dormito poco...” si lamenta Jun osservando le pietanze nel vassoio “La panna montata?”
“Oh si ecco...” dice tirandola fuori da dietro la schiena.
“Dove la tenevi nascosta?” chiede Jun malizioso, prendendo una ciliegia e mordendola.
“Segreto...” sorride Sho spruzzandone un po' sulle fragole e Jun ne ruba un po' col dito “Ehi!”
“Buona...” afferma prendendone un altro po' e passandola sulle labbra di Sho avvicinandosi per assaporarle “Ancora meglio...”
“Jun... il vassoio... cadrà tutto...” mormora Sho ad occhi chiusi, beandosi della sensazione della lingua dell'altro sulle sue labbra “Sporcheremo...”
“Come se non fossero già abbastanza sporche così le lenzuola...”
“Ma io vorrei restarci ancora un po' nel letto... “ dice stupendo Jun “Ti spiace se sto qui ancora un po'?” chiede prendendo un po' di panna e sporcando il naso di Jun.
“Affatto...” ribatte Jun “Anzi ne sono contento...starai con me... tutto il giorno?” chiede portandosi ancora più vicino all'altro.
“Uhm...” mugugna Sho quando il suo cellulare prende a suonare.
“Non lo avevi spento ieri sera?” chiede Jun.
“Si ma.. l'ho riacceso...”dice prendendo il telefono.
“E come mai?”
“Merda...” dice Sho guardando chi lo sta chiamando.
“Chi è?” chiede Jun sospettoso provando a vedere il nome sul display ma Sho lo gira “Sho chi è?” chiede incrociando le braccia mentre il cellulare non accenna a smettere di squillare.
“Devo rispondere...” mormora Sho premendo il tasto per rispondere sotto lo sguardo arrabbiato di Jun. “Mamma...” dice guardando Jun che spalanca la bocca e poi scoppia a ridere “Shht!”
//Tesoro dove sei?// chiede la donna //Non sei ancora tornato a casa//
“Mamma te l'ho detto che sarei rimasto a dormire da un amico...” dice guardando Jun rotolarsi dal ridere.
//Lo so ma non sei ancora tornato... visto che sono a casa pensavo di cucinare qualcosa che non sia precotto... torni a casa per pranzo?//
Sho si volta a guardare Jun che sta ancora ridendo ma gli sta dando le spalle così che la madre non senta. E' ancora nudo...
Nudo e bellissimo...
Pensa soffermandosi un po' troppo sul suo sedere.
//Tesoro? Ci sei?// lo richiama la madre.
“Ah... no mamma... mi hanno invitato a pranzo e visto che dobbiamo ancora studiare molto per domani rimango ancora...” mente Sho e Jun smette di ridere e si volta verso di lui sornione.
//Ma torni per cena?//
“Mamma non lo so... ti faccio sapere ok? Ora devo andare...ciao...”
//Va bene... ciao tesoro...// lo saluta la madre riattaccando e Sho scivola un po' nel letto riponendo il cellulare sul comodino.
“Era la mamma?” chiede Jun baciandogli il collo.
“Non devi ridere...” boffonchia Sho.
“La tua faccia era troppo buffa... e così hai mentito ai tuoi dicendo che andavi da un amico a studiare...” mormora giocando con l'elastico dei suoi boxer facendo fremere l'altro “Quindi io sono il tuo insegnante privato...” sogghigna.
“Che ti fa pensare che lo puoi fare tu l'insegnante?”
“Mmm... vediamo... perché so più cose di te...” mormora languido.
“Credo di avere voti migliori dei tuoi...” sorride Sho baciandogli il mento.
“Ma io so molto di più di te su come fare felice un uomo...” dice facendo scivolare la mano sotto la stoffa dei boxer.
“Ah... per quello... “ geme Sho “Hai una laurea...” sorride sporgendosi per baciarlo quando Jun afferra il cellulare di Sho “Che fai?” chiede vedendo che lo gira e si avvicina al suo viso.
“Una foto...” sorride prima di baciarlo e Sho sente il rumore dello scatto.
“Jun che vuoi...”
“La mando a Gossip Arashi.” dice strofinando il naso contro quello dell'altro, ancora sporco di panna “Voglio che tutti sappiano che stiamo insieme”
“Jun non mi sembra un'idea saggia...ahi!” strilla visto che l'altro ha ancora l'altra mano nei suoi boxer.
“Perché?”
“Gossip Arashi porta solo guai...” dice mentre l'altro toglie la mano da dove si trova e si imbroncia “Jun non c'è bisogno di farlo sapere a tutti...”
“Chiariamo bene come stanno le cose Sho. Non vuoi che si sappia perché ti vergogni di me!” dice ridandogli il cellulare.
“Non mi vergogno affatto di te Jun...”
“Certo come no...” brontola afferrando una fragola e mettendosela in bocca.
“Sei così carino quando ti arrabbi...” sorride Sho facendogli una foto.
“Ehi!” dice Jun provando a riprende il cellulare “Fammi vedere!”
“No! Questo è il mio tesoro ora...”
“Stupido...” brontola ancora Jun e Sho sospira avvicinandosi a lui e baciandolo dolcemente scattando una foto.
“Come la mando a Gossip Arashi?” chiede e Jun smette di tenere il broncio e gli salta al collo facendo cadere la caraffa di succo di frutta “Jun... stai attento”
“Alla fine hai ceduto...”
“Con te... non posso fare altro che cedere...” sorride “Però... la foto... gliela mandiamo dopo ok?” dice posando il cellulare e l'altro annuisce prima di andare incontro alle sue labbra.

“Masaki... questa mi sembra un'idea peggiore di quella di ieri sera di presentarci di punto in bianco a casa di Ohno” dice Shun mentre con Masaki sta salendo sull'ascensore dell'albergo in cui vive Nino.
“Sono sicuro Shun-chan! Questa volta non falliremo!”
“Perché questo Nino-chan dovrebbe riuscire a far cambiare idea a Ohno?”
“Perché si amano!” esclama Masaki.
“E tu lo sai perché...”
“Settimo senso!”
“Sesto senso... il settimo ce l'hanno solo i cavalieri dello zodiaco...” sospira scrollando la testa.
“Ohhhh! Sei capace solo di correggermi!”
“E di farti urlare ancora Shun-chan... ancora...” dice Shun emettendo dei gridolini per imitarlo e Masaki avvampa per l'imbarazzo.
“Stronzo...”
“Sapevi cos'ero fin dall'inizio Masaki...” ribatte Shun acido ma vedendo l'espressione triste del ragazzo non riesce ad essere cattivo con lui “Mi dispiace...sono stato un'idiota...” dice mentre arrivano al piano di Nino e Masaki gli prende la mano sorridendogli.
“Andiamo Shun-chan” dice precedendolo ma Shun lo afferra e lo tira verso di se baciandolo.
“Scusa...” mormora imbarazzando l'altro trascinandolo fino alla porta e suonando.
“Desidera?” chiede il maggiordomo Ahikiro.
“Cerchiamo Ninomiya...”
“Il signore o il signorino?”
“Alfred chi è che rompe?” si sente dall'interno del salone.
“Il signorino...” sorride Shun mentre il maggiordomo li fa entrare.
“Signorino Masaki state bene?” chiede l'uomo vedendo il volto del ragazzo completamente rosso.
“Aiba-chan? Che ci fai qui?” chiede Nino sdraiato su di un lettino a pancia in giù mentre una ragazza abbastanza svestita gli sta massaggiando la schiena, non vedendo Shun perché ha gli occhi chiusi.
“Devo parlare con te nanerottolo” dice Shun e Nino apre gli occhi contrariato.
“Alfred fai entrare anche i delinquenti?”
“Signorino io...”
“Va bene... me ne occupo io... vai pure nella bat caverna a rassettare.” dice Nino tirandosi a sedere e l'uomo si allontana.
“Ninomiya-sama... passiamo al davanti?” chiede la ragazza con un tono straniero nonostante parli giapponese.
“Non te ne sei occupata abbastanza questa notte? Vai a prenderti da bere...” dice e questa si allontana lanciando sguardi maliziosi a Shun.
“Carina... è tua sorella?” chiede Shun ironico.
“No! Nino-chan è figlio unico!” esclama Masaki e il ragazzo si morde la lingua per non spiegargli la sua battuta.
“Per ora sono figlio unico... presto avrò un fratello... un bel pezzo di fratellastro...” sorride Nino scendendo dal lettino “A cosa devo l'onore... ehm... ti va bene se ti chiamo futuro galeotto?”
“Tu...”
“Shun-chan stai calmo” dice Masaki toccando il braccio di Shun che si deve trattenere per non rompergli quella faccia insolente.
“Ho saputo che sei molto vicino a Ohno...” dice invece e Nino si rabbuia.
“Chi ha detto una cosa simile?”
“Non è importante chi me l'ha detto...”
“Nino-chan scusa sono stato io a dirglielo...” dice Masaki mortificato.
“Masaki perché non vai a vedere se la signorina ha bisogno di aiuto...” dice Shun sorridendogli e Masaki si allontana dai due.
“Che ci fa un tipo come te con Aiba-chan?” chiede Nino stringendo meglio il nodo dell'asciugamano che porta in vita “E soprattutto che vuoi da me?”
“Che convinci Ohno Satoshi a collaborare con me.” dice e Nino lo guarda con ancora più odio.
Che vuole quel delinquente da uno come Satoshi?
Che quello sia entrato in un giro di droga e ora sia alla mercé di questo ragazzo?
“Se hai fatto qualcosa a Oh-chan giuro che ti uccido!” ringhia provando ad afferrarlo per la maglia ma l'altro è nettamente più alto di lui e più forte e lo ferma.
“Io non ho fatto nulla al tuo ragazzo”
“Non è il mio ragazzo!”
“Allora Masaki si sbagliava a dire che vi amate...” dice e Nino lo guarda a bocca aperta.
Innamorati? Lui e Satoshi?
“Che succede?” chiede Masaki tornando con la ragazza che si è appiccicata al suo braccio vedendo i due vicini a fronteggiarsi “Per favore... puoi lasciarmi andare?” dice alla ragazza.
“Perché Oh-chan dovrebbe collaborare con te?” chiede Nino riprendendo lucidità.
“Non sono affari tuoi”
“Se vuoi che ti aiuti è meglio che mi dici tutto!”
“Voglio che mi aiuti a vendicarmi di Ikuta Tomohiro per quello che ha fatto a molte famiglie... anche alle nostre.” spiega lasciandogli andare i polsi che ancora teneva.
“Che cosa? Perché cerchi vendetta contro il padre di Toma? Io lo conosco non farebbe male a nessuno!”
“Certo perché non potrebbe mai mandare in bancarotta tuo padre! E' troppo potente! Ma per dei poveri imprenditori come lo erano mio padre e il padre di Ohno non c'è voluto nulla a schiacciarli!” sbraita arrabbiato lasciando Nino senza parole.
“Shun-chan...” dice Masaki, riuscito a liberarsi della ragazza, accarezzando il braccio di Shun per calmarlo.
Nino è sconvolto. Davvero il padre di Toma ha fatto questo.
“Come ha osato fare una cosa spregevole a Oh-chan e alla sua famiglia? Come si è permesso?!” tuona Nino “Deve essere incarcerato!”
“Per questo ho bisogno dell'aiuto del padre di Ohno... Io solo non basto nemmeno con le prove che ho trovato. Ho bisogno anche della sua testimonianza.”
“E tuo padre? Non può aiutarti?”
“Mio padre è morto...si è suicidato...” mormora Shun.
“Ah...non volevo...” mormora Nino a disagio.
“Per favore Nino-chan...” lo implora Masaki “Prega Oh-chan di collaborare con Shun-chan...”
“Non mi staio prendendo in giro?” chiede rivolto a Shun “Perché se mi stai prendendo per il culo io...”
“Chiedilo ad Ohno se è la verità o meno” dice Shun prendendo Masaki per mano e andandosene da casa di Nino.
“Ninomiya-sama... riprendiamo?” chiede la ragazza girandogli attorno ma Nino non è più dell'umore per giochetti.
“Vattene...”
“Ma Ninomiya-sama...”
“O ci vai da sola usando la porta o ti aiuto io... ma esci dalla finestra!” abbaia e la ragazza raccoglie le sue cose e se ne va borbottando ingiurie in una lingua che Nino non comprende e nemmeno ha voglia di comprendere al momento “Alfred!” chiama a gran voce e l'uomo arriva di corsa.
“Signorino Kazunari tutto bene?” chiede preoccupato seguendo Nino in camera sua che si spoglia e inizia a vestirsi “Calmati...” dice quando Nino ha addosso solo i boxer e i pantaloni, tenendolo per le spalle.
“Ho bisogno di sapere vita, morte e miracoli del padre di Toma, qualunque cosa, anche la più piccola quisquiglia. Voglio sapere tutto!”
“E' per quel ragazzo? Satoshi?”
“Hai origliato?”
“Sono il maggiordomo di Batman no? Ho dei super poteri anch'io...” sorride l'uomo e Nino sorride anche lui “Signorino Kazunari cercherò informazioni su Ikuta Tomohiro ma adesso si calmi.”
“Devo andare da lui...” dice Nino guardandolo negli occhi.
“Rimanete la da lui?”
“Io...” inizia a dire Nino “Non lo so...”
“Capisco... vado a preparare la macchina. Voi preparatevi vi accompagno subito.”
L'uomo lascia da solo Nino che si siede sul letto tenendosi la testa tra le mani.
Vuole andare da Satoshi ma può davvero fare qualcosa per lui? Non sapeva niente della sua situazione ma anche se lo avesse saputo... sarebbe cambiato qualcosa? Può davvero fidarsi di Shun e cercare di convincere Satoshi a collaborare con lui? Lo ascolterà davvero? Ne dubita...
Si alza e finisce di prepararsi e quando il maggiordomo gli dice che la macchina è pronta, partono alla volta del palazzo di Satoshi.
“Signorino...” lo richiama l'uomo quando, arrivati, Nino scende dall'auto “Che faccio? L'aspetto?”
Nino ci pensa su.
Vuole solo parlargli no? Della collaborazione con Shun... non dovrebbe trattenersi più di un quarto d'ora al massimo...
“Vai...” dice invece “Prenderò un taxi per tornare...”
“Se volete resto in zona e vi passo a prendere...”
“No davvero vai Alfred...” dice andando verso l'ingresso dell'edificio così famigliare. Ha vissuto con Satoshi per poco ma l'ambiente gli sembra molto famigliare lo stesso. Prende l'ascensore e poco dopo e davanti alla porta.
E' stranamente agitato. E se lo manda via senza neanche ascoltarlo?
Prende un profondo respiro e si stampa in faccia la sua solita espressione sprezzante prima di suonare il campanello.
Ci siamo...
Pensa ma nessuno arriva ad aprirgli.
Che sia uscito?
Riprova a suonare ma nulla.
E se è gli è successo qualcosa?
Il pensiero gli attraversa la mente in fretta, afferra la maniglia della porta trovandola aperta. Col cuore in gola si fionda in casa. Le luci sono accese. Guarda ovunque ma non lo trova.
“Ehi!” inizia a urlare non ricevendo risposta sentendo poi un rumore di acqua scrosciante e si dirige a passo svelto verso il bagno.
“Pensi di suicidarti proprio quando vengo io?!” sbraita aprendo la porta e trovando l'altro che ha appena spento l'acqua ed esce dalla doccia completamente nudo “Che fai?” chiede Nino.
“La doccia...” risponde Satoshi come se fosse ovvio “La domanda è che cosa fai tu qui... Ninomiya...” chiede prendendo un asciugamano per coprirsi passandogli accanto.
“Cazzo...” impreca Nino.
“Eh?”
“Copriti!” sbraita Nino tornando nell'altra stanza completamente rosso in viso e decisamente impressionato da quello che ha appena visto. Eppure non dovrebbe essere così nervoso e in imbarazzo, infondo ci è pure stato a letto con quel ragazzo nudo.
“Che vuoi?” chiede Satoshi non dandosi la pena di vestirsi, incrociando le braccia al petto ancora grondante d'acqua.
“Non puoi vestirti?”
“Non mi va. Dimmi che vuoi” ribatte Satoshi per nulla incline a tirare per le lunghe la faccenda.
Perché quel ragazzino è andato da lui? Quale altra umiliazione vuole infliggergli?
Ma Nino non riesce a parlare. Tropo rapito a osservare il petto di Satoshi.
“Parla dannazione!” ringhia Satoshi arrabbiato, spaventando l'altro.
“Io...”
“Tu?”
“Non...”
“Non?” continua a ripetere Satoshi irritando Nino.
“La smetti di ripetere quello che dico come un pappagallo?!”
“E tu t muovi a dirmi che cavolo vuoi ancora da me?”
“Io non voglio niente da te!” sbraita Nino “Sono solo venuto perché mi hanno costretto! Aiba-chan pensa che io possa convincerti a collaborare con quell'Oguri!”
“Tu che ne sai?” chiede Satoshi tradendo preoccupazione.
“So che il padre di Toma ha rovinato la tua famiglia...” dice Nino smorzando un po' i toni “E' vero? Ha mandato in bancarotta tuo padre?” chiede all'altro che volta lo sguardo.
“Sei venuto qui per niente Kazu...”dice il ragazzo senza pensarci facendo battere il cuore di Nino a sentirsi chiamare ancora Kazu da lui così gli si avvicina.
“Se è vero... anche se Oguri è un criminale... collabora con lui. Fate giustizia!”
“Non voglio che mio padre venga ancora coinvolto!”
“Ma è indispensabile la testimonianza di tuo padre!”
“Mio padre ha tentato il suicidio Kazu!” gli urla voltandosi a guardarlo con le lacrime agli occhi “Era così depresso! Ha perso tutto quello che ha creato suo padre e suo nonno prima di lui duramente. Si sentiva un fallimento verso di noi...ha tentato il suicidio ma... fortunatamente io sono arrivato in tempo e l'ho salvato...è stato per molto tempo in ospedale... io ho abbandonato gli studi... volevo comunque abbandonarli per dedicarmi alla pittura. Volevo andare in Europa ma non potevo... i miei nonni materni mi hanno aiutato anche se io non volevo abbandonare mio padre ma mia madre ha insistito perché io andassi e non abbandonassi i miei sogni. Quando me ne sono andato... mio padre non parlava quasi mai...si era chiuso in un terribile silenzio e io... io non sono mai riuscito a tornare da loro e confortare mio padre...” spiega mentre le lacrime scendono copiose dai suoi occhi.
“Io... io non sapevo tutto questo... mi dispiace...” mormora Nino a disagio.
“Nessuno lo sapeva... nemmeno Jun...non ho detto nulla a nessuno... però a quanto pare la madre di Jun lo sa...”
“Lo sa? Narumi Matsumoto lo sa?”
“Mio padre lavorava a Tokyo prima di finire in bancarotta... anche se io non frequentavo mai la scuola...non mi andava...”
“Per questo nessuno ti conosce...” deduce Nino “Oh-chan... forse è arrivato il momento di andare da tuo padre...”
“No...non andrò da mio padre per farlo star male di nuovo...”
“Non puoi permettere al padre di Toma di passarla liscia!”
“Non posso nemmeno collaborare con uno sconosciuto per rovinare un'altra famiglia!” ribatte Satoshi “Perché è questo che succederà! Quell'uomo potrebbe pagarla come dici tu ma anche la sua famiglia soffrirà! I suoi figli soffriranno...”
“Che Toma soffra non me ne importa proprio nulla!” dichiara Nino.
“Come puoi dire questo?”
“Ha tradito Aiba-chan!”
“Buffo... tu che parli di tradimenti...” sorride Satoshi “Hai tradito il tuo ragazzo, hai tradito i tuoi sentimenti per Jun...hai preso in giro me...”
“Non sono venuto qui per parlare di questo...”
“Sei venuto per aiutarmi?” chiede Satoshi ironico “Non ho bisogno ne del tuo aiuto ne della tua compassione...”
“Allora perché mi hai raccontato una cosa tanto triste riguardo alla tua famiglia eh? Riguardo al tuo passato? Non lo hai fatto nemmeno con Jun!” urla Nino adirato mettendo l'altro in contropiede.
“Non lo so perché te l'ho raccontato! Ero arrabbiato e mi è uscito di bocca!”
“Ti fidi di me... ecco perché me lo hai detto!”
“Come posso fidarmi di qualcuno come te?!” si sgola Satoshi ferendo Nino “Tu mi hai tradito!”
“Eh?” chiede Nino non capendo mentre quello si morde il labbro.
Ha detto troppo.
“Vattene da casa mia.” dice andando verso l'armadio per vestirsi.
“Aspetta... voglio capire...”
“Non c'è niente da capire!” urla quello dandogli le spalle “Siamo innamorati dello stesso ragazzo!” sbraita ancora e Nino stringe i pugni lungo i fianchi.
E lui che si è pure preoccupato per quello stupido!
“Peccato che il ragazzo che amiamo come dici tu è innamorato di un'altra persona! E seriamente!”
“Mi sembrava di aver capito che tu fossi innamorato perso di Jun...”
“Non penso di doverne rendere conto e te Ohno” sibila acidamente avvicinandosi all'altro che si volta di scatto e gli afferra il viso tra le mani guardandolo con occhi pieni di rabbia “ E ora che vuoi fare... Ohno?”
“Ragazzino sparisci dalla mia vista...” sibila raggelando Nino che tutto si aspettava meno che sentire quelle parole dall'altro “Sparisci completamente dalla mia vita! Non fai che portare guai!”
dice lasciandolo andare con uno strattone che fa barcollare Nino.
“Me ne vado con piacere!” afferma girando sui tacchi pronto per andarsene quando sente l'altro trattenerlo per il polso e e tirarlo verso di se così si ritrova schiacciato contro il corpo dell'altro.
Che buon profumo...
Pensa alzando il viso e trovandosi così vicino alle labbra dell'altro che non riesce a resistere alla tentazione di baciarlo e così fa.
Bacia quelle labbra che gli hanno appena detto cose orribili tenendo una mano sul suo petto.
Satoshi, dapprima sorpreso ricambia con entusiasmo me quando sente la mano dell'altro scivolare sull'asciugamano che porta in vita, si scosta.
“Oh-chan...”
“Vattene... subito...” boccheggia.
“Ma...”
“Ora!” gli urla contro e Nino se ne va via correndo lasciando Satoshi pieno di rabbia e in lacrime.
Com'è possibile?!
Pensa il ragazzo calciando lo sgabello più vicino facendo dannatamente male.
Come ha fatto a innamorarsi di uno del genere?

“Mmm...” mugugna Jun staccandosi dalle labbra di Sho “Potevamo stare a casa anche oggi...” mormora tra le sue braccia mentre sono nel cortile della scuola, il giorno dopo, appartati su di una panchina.
“Ma gli esami si avvicinano... e poi abbiamo tutta l'estate per passare le giornate insieme...”
“Ce la faremo con il tuo lavoro e lo studio?” brontola Jun.
“A proposito di lavoro... dovrò recuperare tutte le ore perse...” pensa Sho accarezzandogli la schiena.
“Eh? Uffa...” si lamenta Jun. “Potremo stare insieme la sera... la notte...” propone malizioso.
“Jun...non posso sempre inventare la balla con i miei che dormo fuori da un amico perché studiamo...”
“Posso venire io da te!”
“E poi come glielo spiego i rumori e il fatto che dormiremmo nudi nel mio letto?” chiede Sho e l'altro sbuffa.
“Eri più divertente sdraiato sul letto ricoperto di panna montata...”
“Jun!” lo riprende l'altro in imbarazzo “Non a scuola!” dice e l'altro si stacca da lui stiracchiandosi.
“Mi sembravi contento ieri... molto contento direi... tutto il tuo corpo urlava felicità...” dice sornione.
“Si che lo ero! Per questo non devo pensarci a scuola!” dice imbarazzato.
“Mmm... potremmo farlo nell'aula di economia domestica...”
“Jun...”
“Stavo scherzando...” sorride avvicinandosi e baciandolo di nuovo “O forse no...”
“Jun...”
“Siete diabetici” commenta una voce e, giratisi, la coppia vede Nino davanti a loro con aria tetra.
“Un fantasma!” “Un panda!”
“Una troia e uno sfigato” ribatte Nino ma con un tono così piatto da non sembrare neanche lui preoccupando Jun.
“Kazu... stai bene?” gli chiede dolcemente e l'altro invece che essere felice che l'altro lo chiami così si irrita.
“Non sono Kazu troietta!”
“Ohi! Moderati” interviene Sho.
“E tu che vuoi verginello?”
“Ora smettetela...” dice Jun per calmare gli animi quando il suo cellulare suona “Pronto?”
//Jun... sono Satoshi...// dicono dall'altro capo del telefono.
“Satoshi... ehi...” dice e l'espressione di Nino cambia facendo insospettire Jun “Come stai?”
//Male...//
“Mi dispiace... io no volevo farti soffrire...” dice e Sho si sente in colpa.
//Tranquillo Jun... dovevo capirlo che non ero io quello giusto... Sho lo è?// chiede e Jun si volta a guardare Sho.
“Si...”
//allora spero che sarete felici e che tua madre sia un po' più clemente con lui...//
“E' un addio Satoshi?” chiede preoccupato e Nino spalanca gli occhi smettendo di respirare “Cioè... un addio per la nostra storia si ma... è come se te ne andassi via per sempre...”
//No... vado solo dai miei genitori... ho bisogno di tempo con loro e per riflettere su tante cose. Non starò via molto e... vorrei essere almeno un buon amico per te...// dice e Jun si sente felice per lui ma qualcosa nell'espressione di Nino gli fa capire che sotto c'è molto altro.
“Certo! Però... sei sicuro? Non è un po'... drastico?”
Drastico?
Pensa Nino andando nel panico. Che vuole fare quel matto?
//Jun non p drastico. Vado solo dai miei che sono in Hokkaido... tornerò tra qualche giorno...Ora scusa è arrivato il taxi. Ti chiamo quando sono la. Saluta Sho. Di per favore ad Aiba-chan che aiuterò Oguri e...// dice interrompendosi mentre Jun corruga le sopracciglia quando viene nominato Shun //anche se ami Sho... bada a Kazunari...ciao// e riaggancia.
Ci mette solo qualche secondo Jun per elaborare. Tutto combacia... tutto si fa chiaro. Satoshi è innamorato di Nino e Nino... a quanto pare anche lui è sulla buona strada.
“Era Satoshi?” chiede Sho preoccupato vedendo lo sguardo assorto di Jun che annuisce “Che... che ha detto?” chiede titubante e Nino trattiene il fiato. E' il momento di entrare in azione e usare tutte le sue doti recitative.
Jun abbassa lo sguardo triste.
“Se ne va... torna in Francia per sempre...” dice sofferente.
“Non può andarsene!” sbotta Nino e Sho lo guarda perplesso.
“E' una sua decisione Kazu...” dice Jun “Starà bene...”
“Starà bene sto cazzo Jun! Non se ne può andare! Non...”
“Non?” chiede Jun.
“Non perché tu l'hai tradito!” mente Nino andandosene via di corsa lasciando Jun con un'espressione soddisfatta in volto.
“Non ho ben capito ma... credo che tu abbia tramato contro di lui...” dice Sho.
“Scoperto...” sorride Jun “Ora speriamo solo che Nino si dia una mossa...”

Date: 2012-05-31 04:22 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
La scena d'ammmmoreeeeeeeeeeeeee <3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3 Ed anche Sho finalmente è entrato a far parte dell'album di figurine di Jun, speriamo soltanto che fosse l'unica figurina mancante XDDDD

Alfred lo adoro XDDDD mi fa morire XDDDDDDDD o per l'esattezza è una perosna adorabile che vuole molto bene a quel nano malefico

Jun cmq si preoccupa già di finire in astinenza perchè Sho deve lavorare, deve studiare, e a casa sua non si può perchè fanno rumore XDDDDD

Ancoraaaaaaa betty ancoraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Date: 2012-05-31 05:54 pm (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
Finalmente ce l'hanno fatto! o meglio... l'hanno fatto al 19simo capitolo!!!! XD Jun è preoccupato si! Ora che Sho si è concesso e più di una volta, ha paura di ricadere in astinenza!!! XDDD
Si Alfred è adorabile *__* è un ometto stupendo !<3
Scrivooooo XD

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