shinhiroki: (Default)
[personal profile] shinhiroki
TITOLO: Un amore che trascende il tempo
FANDOM: Arashi
GENERE: Au, Fantasy, Sentimentale
PAIRING: Sakumoto (avevate dubbi? XD) Ohmiya
RATING: PG-15


Capitolo 2:
Nuova vita


Jun non aveva molto da portare con se nella casa nuova tralasciando ovviamente l'ampia collezione di cappelli e occhiali.
Caricò con cura gli scatoloni nella propria auto, regalo che per altro gli aveva fatto avere Ririko-san in occasione della sua laurea.
Abbracciò la madre dopo aver chiuso il cofano.
“Chiama appena arrivi”
“Certo mamma”
“Mi manchi già...”
“Ma se sei tu che mi hai cacciato di casa!” rise Jun.
“Non è vero...” brontolò scherzosamente Yuriko.
“Stai tranquilla mamma. Ora potrai goderti i capricci di papà tutta da sola. Borbotterà ancora di più”
“Te lo spedisco per posta se diventa insostenibile!”
Risero insieme.
Jun aveva da sempre un rapporto complice con la madre.
“Sapere che vivrai nella casa di mamma Ririko.... mi da sollievo. E' come se non te ne stessi davvero andando...”
“Verrò a trovarti mamma e anche tu vieni qualche volta!” l'abbracciò forte “Saluta Mina e quel testone di papà”
“Lo sai che non gli piacciono questi saluti. Stava per piangere al matrimonio di tua sorella...”
“Fa tanto il duro ma è un sentimentalone!” sorrise Jun dando un ultimo bacio sulla guancia alla donna e salendo in macchina.
“Buon viaggio tesoro e sii prudente!”
Così Jun partì alla volta di Hakone.
Trovò un po' di traffico sulla super strada ma non aveva fretta.
Quando arrivò ad Hakone decise di fare un giro per la città.
C'erano molti turisti anche se non era ancora la stagione di punta.
Dovrò trovare un lavoro mantenermi...
Pensò sospirando.
“Ci saranno un mucchio di bar e ristoranti...” si disse mentre svoltava ad un incrocio tranquillamente quando all'improvviso qualcosa colpì il parabrezza della sua auto tanto da farlo inchiodare per lo spavento.
“Cazzo!”
Scese in fretta dall'abitacolo ringraziando che dietro non vi fosse nessuno e che il vetro non era né rotto né scalfito.
“Tomoo-chan! Aspetta!” urlò qualcuno poco distante ma che non riuscì a vedere.
Dopo un secondo ecco apparire un bimbetto con i capelli a spazzola tutti scarmigliati e il faccino sporco di fango.
“Palla!” esclamò guardando Jun.
“Palla?” il ragazzo si guardò intorno e vide sul bordo della strada una palla gialla chiazzata di fango.
Ecco cosa lo aveva colpito.
“Tomoo-chan!” urlò Aiba sbucando anche lui “Matsumoto....san...”
“Sei il ragazzo di ieri...”
“Palla! Palla!” strillava ancora Tomoo.
“Tomoo-chan che modi!” lo sgridò senza cattiveria il maestro.
“Ecco la tua palla. Ma stai attento che poteva farsi male qualcuno” gli disse Jun porgendogli la palla.
“Allora ti sei trasferito davvero!”
“Si. Stavo giusto facendo un giro per ambientarmi un po' prima di andare a casa” spiegò Jun osservano il bambino trotterellare felice nel cortile dell'asilo dai suoi amichetti.
“Hakone è bella non trovi? E' affascinante, misteriosa... sono contento di abitare qui....” sorrise e Jun notò una lieve punta di tristezza nella sua voce.
“Non sei di qui?”
“No..” rispose Aiba “Parcheggia ti offro una tazza di latte”
Jun risalì in auto e la spostò in un parcheggio adiacente.
Molti lo guardavano curiosi e gli sorridevano cortesemente.
Entrano nel cortile dell'asilo venne investito dal gruppetto di bambini tutti agitati.
“Fratellone è vero che fai le magie?” “Hai dei dolcetti con te?” “E' vero che le casa a Tokyo arrivano fino al cielo?”
“Piano piano. Una domanda per volta bambini. Lo state assalendo” disse Aiba mentre Tomoo-chan si arrampicava su di lui come se fosse un albero da scalare.
Due bambine presero per mano Jun e lo portarono alla veranda per farlo sedere.
“Onii-chan sei sposato?”
“Sachi-chan! Che domande!” disse Aiba che li aveva seguiti con akkoalato Tomoo.
Jun scoppiò a ridere.
“No bella bambina non sono sposato e non ho nemmeno la fidanzata”
“Allora divento io la tua fidanzata!”
“Ne riparliamo tra un po' d'anni eh? Un bel po'!”
“Su su tornate tutti a giocare” li disperse Masaki andando poi a recuperare due tazze di latte “Scusali hanno le lingue lunghe me sono buoni”
Jun accettò la tazza.
“Sono bellissimi” sorrise Jun guardando la piccola tazza violetto con sopra disegnato un coniglietto.
“Mi dispiace abbiamo solo latte....stamattina non ho fatto la spesa...” ammise Aiba in imbarazzo.
“E' quasi ora di pranzo no? I genitori verranno a prenderli”
“Questo non è solo un asilo... è anche un orfanotrofio ma preferisco chiamarlo casa temporale”
“Eh?”
“Questo asilo, Kodomo no Ririko lo istituì lei stessa dopo la fine della guerra. All'epoca c'erano molti bambini orfani e lei voleva solo dargli calore umano e un posto in sentirsi un po' a casa. Si occupò anche di mia madre. L'aiutò a studiare e lei andò a Tokyo dove conobbe mio padre, originario di Chiba anche lui nella capitale per studiare. Si innamorarono e dopo poco si sposarono. Sono nato e Chiba e quando avevo solo tre anni i miei morirono in un incidente stradale...” raccontò brevemente senza distogliere lo sguardo dai bambini intenti a giocare.
“Mi.... dispiace...” riuscì a dire Jun.
“Ririko-san era una donna buona e generosa. Si è sempre dedicata più agli altri che a se stessa. Fu così sfortunata a perdere il suo promesso sposo...”
“E' stata molto sfortunata” convenne Jun “Ma niente e nessuno le impediva di innamorarsi di qualcun altro ed essere felice...E' molto romantico... pensare ad un unico grande amore ma è un po'....come dire... antico. Avrebbe potuto avere una famiglia sua...dei figli...nipoti...”
“Solo il Cielo sa perché decise di rimanere da sola. Forse è il destino...”
“Destino...” mormorò Jun bevendo tutto il latte.
“Ti sentirai solo lontano da Tokyo” cambiò discorso “Ma non ti preoccupare! Ti farai presto nuovi amici e poi i bambini già ti adorano!E i bambini non sbagliano mai nei loro giudizi! Sei una brava persona!” esclamò.
“Lo stai già stordendo con i tuoi fiumi di parole?” chiese Ninomiya arrivando.
“Nino-chan!” sorrise Aiba salutandolo “Bambini è arrivato Nino-chan!” e quelli corsero da lui.
“Noooo! Via piccoli cuccioli di uomo!”
“Dice così solo perché lui è piccino e potrebbe mimetizzarsi tra di loro!” rise il ragazzo mentre l'avvocato si districava dai bambini e si sedette con loro nella veranda.
“Ti divorano quelle belve”
“Sono solo bambini Nino-chan non una malattia contagiosa”
“Tu sei il nuovo abitante della villa! Ciao!” sorrise Ninomiya dando attenzione a Jun.
“Salve” rispose cortesemente.
Quel piccoletto si prendeva fin troppe confidenze con lui.
“Quanto sei formale! Jun vero? Io sono Kazunari ma tutti mi chiamano Nino tranne Toshi. Lui può chiamarmi Kazu! Solo lui!”
“Avvocato Ninomiya preferirei mantenere le distanze se non le dispiace”
“Non stare a perdere tempo Jun-chan. Nino-chan prende confidenza con o senza permesso”
Anche tu non sei da meno.
Pensò Jun.
“Matsumoto-san” lo salutò Ohno arrivando con la sua ventiquattrore salutando calorosamente i bambini che sorrisero e in coro dissero: Ohayou!
Quanta referenza!
Pensò chinando la testa in segno di saluto.
“Ti stanno disturbando?” chiese Ohno.
“Eeeeehi! Noi non disturbiamo!”
“Sono solo molto espansivi. Moooolto!”
“Un modo carino per dire che ti stiamo sulle balle...”
“Non volevo dire quello!” si affrettò a dire Jun e tutti scoppiarono a ridere “Che...”
“Non farci caso. Sono due casi irrecuperabili... piuttosto Aiba-chan... le signore del quartiere hanno preparato qualcosa loro per il pranzo dei bambini le ho parlato io.”
“Davvero!? Grazie Oh-chan!”
“Di niente. Ma ricordati di fare sempre la spesa.” lo ammonì bonariamente l'amico.
Jun sorrise. Si vedeva che tra i tre quello con un po' di sale in zucca era Ohno.
Si alzò stiracchiandosi.
“Penso che sia ora di andare a casa di Ririko-san... anzi....casa mia ormai. Devo sistemare le mie cose e vedere cosa tenere e cosa buttare...”
“Vuole una mano?” si propose Ohno.
“Davvero?”
“Si. Dopotutto conosco la casa meglio di chiunque altro. Magari c'è qualche mobile di cui ti vuoi sbarazzare che potrei comprare io e donare all'asilo. Che ne pensate?”
“Si! Certo! Allora la precedo...”
“Ehm... posso fare lo sfacciato Matsumoto-san chiedendole un passaggio in auto? Non ho la patente io...”
“Certo venga e se non ha pranzato mi può consigliare un buon ristorante...”
“Accetto con molto piacere!”
Salutarono Aiba e Ninomiya. Quest'ultimo schioccò un'occhiata furiosa a Jun.
“Penso che mi volesse incenerire...” disse Jun dopo essere salito in macchina e partito alla volta di un ristorante consigliato da Ohno.
“Come?”
“Il suo socio... Ninomiya. Mi ha guardato in un modo...”
“Ah. Può essere si... scusatelo non è cattivo ma...”
“E' geloso” lo precedette Jun guardandolo con la coda dell'occhio vedendolo arrossire e allo stesso tempo fare un sorriso.
“Mi ha letto nella mente”
“Ho poteri soprannaturali!” rise Jun “Scherzi a parte anche ieri quando è entrato mi è sembrato molto amichevole con voi” disse Jun mentre entravano nel locale e si sedettero ad un tavolo.
“Vorrei che almeno in pubblico limitasse le sue esternazioni. Non tutti sono appiccicosi come lui” sospirò Ohno.
Mangiarono insieme parlando della vita ad Hakone.
A fine pranzo Jun non poté pagare lui perché Ohno era fermamente deciso ad offrirgli il pranzo.
Ripartirono e arrivarono alla villa dopo venti minuti.
Jun fermò la macchina proprio davanti all'ingresso per scaricare più facilmente gli scatoloni.
Li portarono tutti nella stanza dove il giorno prima si erano riuniti per leggere il testamento di Ririko-san.
Jun aprì le porte scorrevoli che davano sul giardino. Era innamorato di quel giardino.
“Iniziamo?” chiese Ohno e subito presero a girare per la casa.
Jun era molto scrupoloso e aveva le idee ben chiare su cosa voleva tenere e cosa no, cosa gli sarebbe piaciuto comprare per sostituire i mobili che avrebbero tolto. Alcuni mobili pensò di venderli a qualche appassionato collezionista per ricavarci qualche soldo. Ohno segno sul suo taccuino quali mobili Jun voleva donare, non vendere, all'asilo.
Lo ringraziò più di una volta felice. I bambini sarebbero stati felici.
“Di che ti occupavi a Tokyo?” chiese Ohno finendo di annotare un appunto per un cassettone.
“Lavoravo in un bar e saltuariamente facevo il modello per mia sorella” rispose Jun entrando in quella che sarebbe diventata a breve la sua stanza da letto.
Era piena di foto alcune molto vecchie dove sua madre era ancora bambina con le trecce lunghe e lo stesso sguardo di Jun in braccio a Ririko-san.
“Ci siamo anche io e Mina!” esclamò sorpreso prendendo in mano una cornice raffigurante la sua famiglia e la donna.
Era l'ultima estate che i Matsumoto al completo passavano le vacanze estive ad Hakone.
“Sembro un elfo!” commentò Jun ad alta voce guardando Ririko-san.
Era una donna bassa e minuta ma dal sorriso gentile e genuino. Doveva essere una vera bellezza da giovane.
“Matsumoto-san?” chiamò Ohno.
“Jun.” disse voltandosi a guardarlo “Mi piacerebbe stringere amicizia se non è un problema...”
“Allora chiamami Satoshi” sorrise l'alto.
“Penso che il letto lo cambierò è in ottimo stato per carità... ma ha uno stile troppo femminile” disse rimettendo al suo posto la foto, scorgendo due ante come un armadio nel muro che stonava un po' con lo stile della casa.
“Una cabina armadio?” chiese con un tono speranzoso.
“No. Lì ce l'altare che Ririko-san fece costruire per onorare l'amore della sua vita”
“In camera da letto?”
“Ririko-san teneva moltissimo al suo amato ma era molto timida a parlare di lui in presenza di altri si commuoveva facilmente. Preferiva rendergli omaggio qui da sola invece che far sistemare l'altare in una stanza che potevano vedere tutti i suoi ospiti” spiegò Satoshi mentre Jun apriva le ante.
Sull'altare vi era posto un incensiere, dei fiori ormai secchi, probabilmente gli ultimi che Ririko-san poté donare al suo amato prima di morire. Un omamori di buona fortuna tutto consunto e la foto del defunto con la cornice bordata con un nastro di seta nera.
Jun la prese tra le mani guardandola da vicino.
Il giovane ritratto nella foto scolorita un po' dal tempo era di bell'aspetto nonostante la fronte spaziosa lasciata scoperta dai capelli tirati indietro nella pettinatura di moda all'epoca e indossava la divisa militare.
“E' lui...” mormorò Jun quasi ipnotizzato dallo sguardo magnetico del ragazzo.
“Lui è Sakurai Sho” disse Satoshi.
“Sakurai... Sho...”
“Ehiiiiila di casa!!!!!” sentirono strillare all'ingresso da una vocina fastidiosa e inconfondibile.
Jun rimise la foto al suo posto e andò con Satoshi all'ingresso trovando Aiba e Ninomiya.
“Kazu... Aiba-chan”
“Vi abbiamo portato qualcosa da bere!” affermò Ninomiya mostrando le borse piene di lattine di birra.
“Non hai comprato nulla tu...ho dovuto sovvenzionare io” piagnucolò Aiba, evidentemente obbligato a cacciar fuori i soldi.
“Ma chi ha avuto l'idea? Eh? Eh? Il sottoscritto!”
“Le idee sono gratis!”
“Oh quanto la fai lunga! E poi dobbiamo dare il benvenuto al nuovo ricco abitante di Hakone!” disse rivolto a Jun.
“Ma se non ho nemmeno un lavoro!”
“Puoi sempre aiutarmi Jun-chan!” esclamò Aiba recuperando il suo buon umore guardando l'altro con gli occhi luccicanti “I bambini già ti adorano e io ho assolutamente bisogno di una mano!”
“Tra i bambini...”
“Tra le belve vorrai dire” ridacchiò Ninomiya.
“Dai Jun-chan! Ti prego! Ci divertiremo insieme!” insisteva Aiba..
“Ci penserò su...” disse Jun per farlo smettere.
“Yatta!” gridò quello sovreccitato “Facciamo festa!”
“La fai semplice tu! Abbiamo solo birra e nulla da mangiare!” disse Ninomiya.
Mentre i due battibeccavano tra di loro scherzosamente, ovvero Ninomiya prendeva per i fondelli Aiba, Jun guardò Satoshi.
Era in silenzio a osservare i due.
“Se c'è qualcosa in frigorifero posso provare a cucinare qualcosa...” buttò lì.
Ormai era arrivata la sera.
“Ho riempito il frigorifero giusto stamattina in previsione del tuo arrivo. Facevo sempre la spesa per Ririko-san.” rispose Satoshi andando con lui in cucina.
E che cucina. Aveva tutto quello che un cuoco potesse desiderare!
“Posso farti una domanda un po' personale?” chiese Jun tirando fuori gli ingredienti per cucinare.
“Dipende da quanto è personale...”
“Sei geloso del rapporto tra l'avvocato nanetto e il maestro piagnone?”
Satoshi rise per gli aggettivi che Jun aveva usato.
“E' che...Kazu ed io siamo molto uniti. Ci conosciamo da qualche anno e insieme abbiamo fondato lo studio legale dopo esserci laureati mentre con Aiba-chan si conoscono fin da quando lui si trasferì qui da Chiba...sono inseparabili... si... posso dire di esserne geloso in qualche modo...” ammise Satoshi e Jun capì che non era semplice amicizia quella che l'avvocato provava per il suo socio.
Gli diede un'amichevole pacca sulla spalla e quaranta minuti dopo portava nel salottino numerosi piatti prelibati.
“WOW!” esclamò meravigliato Aiba già con l'acquolina in bocca “Ora si che è una vera festa di benvenuto! Propongo un brindisi! Al nostro nuovo amico Jun-chan! Kanpai!”
“Kanpai!” esclamarono tutti insieme facendo tintinnare le lattine di birra e tracannando.
Bevvero e mangiarono a sazietà ridendo e scherzando.
Tra una chiacchiera e l'altra Jun scoprì nuovi particolari della vita dei tre.
Ad esempio scoprì che Satoshi non era solo un avvocato ma era anche il direttore del Kodomo no Ririko.
Nino aveva tre anni in meno di Satoshi, quindi era suo coetaneo ma si era laureato lo stesso giorno dell'amico perché era una sorta di piccolo genio che era riuscito a saltare qualche anno scolastico dando degli esami supplementari.
Di Masaki scoprì che dopo essersi trasferito all'asilo dopo la morte dei suoi genitori non aveva mai più messo piede fuori da Hakone nemmeno quando gli altri ai tempi delle scuole andavano in giro. L'idea di allontanarsi gli faceva paura.
Era diventata notte e i quattro avevano bevuto come spugne. Masaki era crollato addormentato sul tatami, Satoshi lo stava seguendo a ruota nel mondo dei sogni con la testa appoggiata alla spalla di Nino.
“Quanto sei bello Toshi...” biascicò Nino bello che ciucco dandogli un bacio leggero sulle labbra prima di addormentarsi anche lui.
Jun era troppo brillo che scomporsi per un bacio tra due uomini. Sorrise guardandoli dormire.
Era successo tutto all'improvviso.
La morte di Ririko-san, il trasferimento ad Hakone in quella casa magnifica che ora era completamente sua.
Quei tre erano persone diverse tra loro e diverse da lui ma lo incuriosivano anche se Masaki e Nino erano alquanto invadenti. Con Satoshi era già in sintonia con lui riusciva a parlare.
Era giunto ad Hakone da meno di ventiquattr'ore ma poteva affermare tranquillamente di aver stretto le prime amicizie.
Si stiracchiò le braccia per poi incrociarle sul basso tavolino e appoggiarvici sopra la testa.
“Due minuti e poi pulisco...” biascicò chiudendo gli occhi e subito si addormentò come un bambino.
Tutti dormivano. Non si sentivano rumori se non il leggero russare di Satoshi e il ticchettio dell'orologio a muro.
In casa non c'era nessun altro ma, all'improvviso, dalla camera da letto, una delle coperte di Jun si sollevò in aria. Galleggiò in aria fino alla stanza dove si trovavano i ragazzi e si aprì completamente fino ad appoggiarsi delicatamente sul Jun.
Dei ciuffi che coprivano la fronte di Jun si spostarono come mossi da una lieve brezza o meglio... come se qualcuno li accarezzasse.
“Fai bei sogni...Jun” disse una suadente voce maschile.

Date: 2014-06-12 01:21 pm (UTC)
From: [identity profile] jinnypazza82.livejournal.com
fantasmino doppiogiochista!XD che copri jun e gli fai le carezzine sulla fronte quando quell'altra ti ha tenuto in camera tutti quegli anni U_U XD

ANCORAAAA

*grabba Masa che ha paura di andare via ç_ç*

Date: 2014-06-13 04:30 am (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
uahahahah XD chiuso in camera XDDD

Date: 2014-06-12 11:25 pm (UTC)
From: [identity profile] faby20m.livejournal.com
Sho versione fantasmino ci mancava proprio <3<3<3 alla fine la più quotata delle mie teorie era quella giusta XD e mi piace troppo *______________*
Però dico io Sho, sta povera donna ti ha amato per tutta la vita, non ti ha mai dimenticato tanto da scegliere di non rifarsi una vita; ha piazzato pure l'altarino nella camera da letto, che è una cosa che mi dà i brividi e io non ci dormirei in quella stanza mai e poi mai XD e tu che fai?
Ti basta mezzo secondo per dimenticare tutto e buttare l'occhio su quel bocconcino del nipote acquisito di Ririko san?
Ma sei proprio un furbacchione buongustaio XDDDDD
Altro che coprire Jun... so io quello che vorresti farci con lui XD ma come inizio mi piace proprio tanto *______* palesati al più presto per cortesia però u__u che Jun ti deve vedere *__* poi magari sul momento infarta pure XD ma non fa nulla, poi gli passa *___*
Nino e Masa sono di un invadenza assurda invece XDD chiamano per nome e si infilano pure nelle case altrui XDDD
Chiaramente il nanetto stava crepando di gelosia e s'è inventato sta cosa della festa di benvenuto solo per tenere sotto controllo Jun e Toshi u__u ma va bene comunque *___* voglio fare anch'io baldoria con loro <3<3<3
La storia di Masa è tanto triste però ç__ç ma ha avuto una splendida idea *___* Jun maestro in mezzo a quei piccini meravigliosi, potrebbe farmi schiattare definitivamente *____________*
Voglio il seguitooooooooo *___________*
Voglio sapere che cosa combinerà il nostro Casper *____*
Grazie, grazie, grazie <3<3<3<3<3

Date: 2014-06-13 04:34 am (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
Nemmeno io dormirei in una stanza con l'altarino in camera... ok che c'è solo la foto e non i resti però mi farebbe comunque impressione!!! XD
Però la storia di Sho ancora non la sappiamo... sappiamo che è un fantasmino... quello sì! XD ma del passato sappiamo solo che si doveva sposare con Ririko-san e che è morto prima di farlo.
Masa vuole aiuto all'asilo/orfanotrofio ma non sembra molto dell'idea Jun! XD per niente.
Più che per i bambini credo sia per Masa!!! XD
Nino e Satoshi sono gelosi dell'altro e si rincorrono come scemi!!! XD
Il seguito è già in corso di scrittura! Spero di farvelo avere presto!!!!
<3 <3
Grazie a te per leggere e apprezzare!! <3

Date: 2014-06-13 01:34 pm (UTC)
From: [identity profile] tempestarashica.livejournal.com
Entrano nel cortile dell'asilo venne investito dal gruppetto di bambini tutti agitati.
“Fratellone è vero che fai le magie?” “Hai dei dolcetti con te?” “E' vero che le casa a Tokyo arrivano fino al cielo?”
“Piano piano. Una domanda per volta bambini. Lo state assalendo” disse Aiba mentre Tomoo-chan si arrampicava su di lui come se fosse un albero da scalare.
Due bambine presero per mano Jun e lo portarono alla veranda per farlo sedere.
“Onii-chan sei sposato?”
“Sachi-chan! Che domande!” disse Aiba che li aveva seguiti con akkoalato Tomoo.
Jun scoppiò a ridere.
“No bella bambina non sono sposato e non ho nemmeno la fidanzata”
“Allora divento io la tua fidanzata!”
“Ne riparliamo tra un po' d'anni eh? Un bel po'!”

Questa è l'immagine più meravigliosa del mondo! :DD Onii-chan sei sposato?
Qui sono definitivamente morta di diabete <333333333 *immagina di essere quella bimba*
Shoooooooooooooooo!!! quanto sei tenero a coprire Jun e a fargli le carezze <33333 Però devo accordarmi con le altre: Ririko ti è stato fedele tutta la vita e tu che fai? :DDD fantaaaasma curiooooso :DDDDDDDD
ANCORA! Di sicuro deve esserci una spiegazione! voglio sapere! <3333

Date: 2014-06-15 09:28 am (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
Jun idolatrato dalla bimbe!!! XD
E sho che se lo spupazza mentre dorme! XD
Saprai che è successo! XD <3

Date: 2014-06-14 08:14 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
Ovviamente amo Nino e le sue battute come al solito XD però anche Jun non è da meno sta volta.

Sto Sho fantasma mi mette un po' ansia O____O oltreutto Ririko già mi fa un po' pena, ha sempre pensato a Sho e adesso sto fantasma si è già trovato un sostituto alla sua ex fidanzata.

Sono molto curiosa di vedere cosa succederà ora...

Date: 2014-06-14 08:25 pm (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
è proprio l'annata che li sforna così lingue biforcute XD
Sho è fantasmino provolone!!! XD per ora lo ha solo coperto!!! XD
Chissà che accadeeee <3

Date: 2014-06-15 09:22 am (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
Con la scusa che è invisibile farà sicuramente il guardone U____U

Date: 2014-06-15 09:26 am (UTC)
From: [identity profile] bettysh.livejournal.com
Il solito porcone!

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