Un amore che trascende il tempo
Dec. 30th, 2014 01:10 pmVolevo postare prima di Natale ma non ci sono riuscita. Gomen!
In ritardo faccio tanti auguri di buone feste a tutte voi! <3

Capitolo 11:
“Sei scappata di casa?! Ma sei impazzita?! Cos'hai una crisi adolescenziale? Sei una donna Mina! Hai un marito e sei scappata?” la sgridò Jun.
“Sei mio fratello dovresti essere più comprensivo con me” si lamentò la sorella.
Jun sospirò e cercò Sho con lo sguardo.
Era lì in piedi al suo fianco e quando si accorse che Jun lo guardava, gli sorrise.
Dopo una giornata del genere, voleva solo andare a letto e illudersi che Sho non se ne sarebbe mai andato e invece ecco arrivare sua sorella come un tifone a peggiorare la situazione.
Sospirò ancora.
“Potevi andare a casa di mamma e papà. Perché sei venuta fin qui?”
“Che ti da fastidio tua sorella che viene a chiederti aiuto? Grazie eh!” disse Minako facendo per andarsene.
“Non intendevo quello e lo sai! Chiedevo solo perché qui, ad Hakone che è così distante da Tokyo!”
“Voglio vedere se si preoccupar almeno un po' per me....tanto da venire a cercarmi. Anche in capo al mondo se solo gliene importasse qualcosa di me...ma a quanto pare... non è così...” disse sconsolata Minako.
Jun l'accompagnò e preparò del thè sempre inseguito dall'immancabile Sho.
Le porse la tazza e si sedette al tavolino con lei.
“Mi spieghi che succede tra te e Shun?”
“Lui non c'è mai... ha solo in mente il lavoro. Torna a casa tardi la sera e non ha mai tempo per me. Sono dovuta anche andare al matrimonio di Kano da sola perché non aveva tempo. Doveva concludere un affare importante....chi se ne fregava di farmi fare la figura della stupida davanti ai miei amici”
“E' davvero così impegnato?” chiese Jun sorseggiando il suo thè.
“E' amico tuo!”
“Si lo era al tempo della scuola ma ci siamo persi anche se è diventato mio cognato...” ammise Jun rammaricato.
“Figurati...non ha più tempo per nessuno ormai. Neanche per venire a pranzo la domenica da mamma e papà. Sono sempre sola...sempre...”
“Hai provato a parlare con lui?”
“Ci ho provato, più di una volta anche ma lui mi dice che sono tutte mie fissazioni, che mi invento le cose e sono matta! Che lui lavora per mantenermi!”
“Cosa? Ti ha detto così?” chiese Jun allibito.
“Una matta annoiata per la precisione...” disse la sorella guardando il fumo uscire dalla sua tazza ancora intatta “Cosa sto sbagliando Junji? Mi sono detta che ero troppo viziata, che forse avevo una concezione del matrimonio molto fiabesca e inverosimile...”
“Cosa c'è di male in questo scusa? Sognare è lecito”
“Purtroppo non si vive di soli sogni Junji...la vita reale è ben diversa....” sospirò Minako bevendo un po'.
Jun abbassò lo sguardo.
Lui stava vivendo di illusioni.
Illusioni ancora più assurde di quelle della sorella.
Ogni momento che passava, sentiva che i suoi sentimenti per Sho aumentavano. Si stava innamorando perdutamente e quell'amore era così impossibile da far sembrare Romeo e Giulietta due innamorati senza ostacoli alla loro storia.
Guardandosi le mani poste sulle ginocchia, serrate a pugno, vide quella semi trasparente di Sho accarezzare la propria.
Lui è qui, al mio fianco e io non posso baciarlo e abbracciarlo come e quando voglio.
“Forse dovevo dare ascolto a papà...” sospirò Minako.
“Ora pensi che papà aveva ragione?”
“Era diffidente perché mi volevo sposare con un ragazzo più giovane di me...”
“Non è un toy boy Mina...” le ricordò Jun “Ha solo 3 anni in meno di te e 1 in più di me”
“Essendo nato a fine Dicembre è praticamente tuo coetaneo...”
“Va bene come vuoi! E' un pupo! Anzi no un embrione! Fatto sta che l'amore non ha età! Questo è quello che penso io Mina!”
“Da quando hai un'opinione sull'amore tu?”
“Cosa?”
“Non hai mai dato consigli sull'amore, le relazioni di coppia...tutto quello che riguarda il lato sentimentale della vita”
“E con questo cosa vorresti dire scusa?”
“Nulla Junji... solo sembri... cambiato. Maturato. Non so neanche come spiegartelo...”
Jun era stanco.
La giornata era stata fin troppo estenuante.
“Va bene...” disse finendo l'ultima sorsata di thè “Ti preparo la stanza degli ospiti...avverti mamma e papà” e detto ciò andò a posare la tazza in cucina e poi nella stanza degli ospiti a mettere delle lenzuola pulite.
“Ehi...” si sentì sussurrare all'orecchio da Sho.
“Ehi” ricambiò Jun.
“Hai un broncio tremendo...” mormorò il fantasma.
“E' vero per questo voglio un bacio per tirarmi su di morale “
“Ogni scusa è buona per sbaciucchiarmi eh?” ridacchiò Sho.
“L'importante è che mi baci ora prima che ritorni mia sorella” disse Jun chiudendo gli occhi e pronunciando le labbra.
Sho lo baciò dolcemente, ma molto velocemente, ricevendo un mugolato di dissenso dal ragazzo.
“Troppo corto...”
“E come fai a dirlo? Noi fantasmi restiamo per l'eternità con addosso i vestiti con cui siamo morti... non posso spogliarmi” rise Sho.
“Sei un fantasma pervertito e zozzone”
“Il bello di essere così è che non si nota se mi sono eccitato o meno...”
“Porco!” rispose Jun arrossendo e sistemando il letto.
Proprio in quel momento, Minako entrò nella stanza portando una bottiglia di vino.
“Uno. Questa è casa mia. Due. Il vino è mio. Tre...” e le tolse la bottiglia “Non si beve sulle lenzuola pulite e soprattutto tu non reggi l'alcool. Vai a dormire senza fare storie.”
“Va bene papà” lo canzonò Minako venendo fulminato da Jun “Cavoli come sei permaloso oggi!”
“Buonanotte!” tagliò corto Jun andando in camera propria e lasciandosi andare sul letto “Voglio dormire”
“E' meglio se ti cambi prima di addormentarti in jeans”
“mmmm” mugugnò jun.
“Vuoi che ti spogli io? Posso concentrarmi e provare eh!”
“Non male come proposta” sorrise Jun ma si alzò e si spogliò da solo mettendosi il pigiama e poi rifilandosi nel letto.
Sho si mise accanto a lui.
“Buonanotte Jun”
“Mi coccoli?”
“E me lo chiedi anche?” sorrise Sho che già gli stava accarezzando i capelli.
Jun cadde profondamente addormentato in pochi istanti. Sho lo coccolò guardandosi la mani.
Non ancora. Non sono ancora pronto a lasciare Jun.
Pensò il fantasma.
La notte passò abbastanza tranquilla per Jun.
Era talmente stanco e spossato dalla giornata che fece un lungo sonno senza sogni.
La mattina però, sentendo della musica a tutto volume riecheggiare in casa, il ragazzo si svegliò di soprassalto.
“Sho?!”
“Ah non guardare me!”
Era sabato mattina, non doveva lavorare ed erano appena le 08:00 e per tutta casa si sente un'assordante musica.
Quando partì una particolare canzone, si lasciò andare sul materasso.
“E' Mina...” sbuffò “Rumorosa come al solito”
“Molto rumorosa” convenne Sho sdraiato al suo fianco sorridendogli “Comunque... buongiorno Jun...”
“Buongiorno” gli sorrise raggiante il ragazzo. Il fatto di svegliarsi e trovarlo lì era stupendo “Che aspetti un invito ufficiale? Baciami!”
“Che despota” lo baciò. Jun si stava concentrandosi più che per un test all'università “Con una concentrazione del genere possiamo quasi fare sesso”
“ma cosa dici pervertito!”
“Ah io pervertito? Sei tu quello eccitato là sotto” gli fece notare Sho con aria sorniona “Peccato che io non possa spogliarmi”
“Scemo!” strillò Jun correndo verso il bagno.
“Junji buongiorno”lo salutò vedendolo la sorella “Ancora? Sembra di essere tornati indietro all'epoca in cui andavi alle superiori e avevi l'alza bandiera mattutina”
“Piantala!” si chiuse in bagno Jun.
“Eri un porcellino da adolescente eh?” sorrise Sho sbucando dallo scarico del lavandino.
“Smettila di seguirmi al bagno!”
“Vuoi...una mano?” sorrise Sho aggravando la vergogna di Jun.
“No! Grazie!” e si infilò nella doccia aprendo il rubinetto dell'acqua fredda.
In pochi secondi i bollenti spiriti furono sedati e Jun era completamente sveglio.
A pensarci bene, se Sho fosse stato un ragazzo vivo, non avrebbe dovuto ricorrere a quell'estremo rimedio.
Ma era già tanto che riuscissero a baciarsi intensamente per una mancata di secondi e toccarsi, fare l'amore era totalmente impossibile.
Si lavò e asciugò. Andò a vestirsi e poi in cucina pensando di trovare almeno la colazione.
“Mina e la colazione?”
“Che prepari?” gli chiese la sorella intenta a leggere.
“Che preparo? Pensavo avessi già cucinato tu”
“Io? Ma sono l'ospite!” rispose indignata.
“Ti sei presentata qui senza avvisare e mi hai svegliato con la tua tua musica a palla almeno la colazione potevi prepararla!”
“Vorrei i french toast Junji. Grazie” sorrise Minako segno che non aveva ascoltato una parola di quello che aveva detto Jun.
Irritato, il ragazzo prese a cucinare.
Ricordava quanto era stato felice il giorno delle nozze della sorella per essersene liberato.
Preparò tutto quello che la sorella voleva e dopo aver servito entrambi ed essersi assicurato che Sho fosse vicino, si sedette.
“Non sapevo leggessi” disse versandosi il caffè.
“Certo che leggo”
“Pensavo solo se obbligata...”
“Ah-ah che ridere Junji”
Il ragazzo sorrise e e soffiò sulla tazzina.
“Che leggi?”
“Uno dei diari di nonna Ririko”
Jun spalancò gli occhi. Si era completamente dimenticato dei diari. Non li aveva più letti per non vedere sciocche moine senza senso della donna verso Sho.
“Tra tanti libri che ci sono nella libreria proprio quelli?”
“E' molto interessante anche se un po' deprimente. E' stata una vera sfiga”
“Eh già...”
Per Jun, un'ipotetica relazione con Sho era comunque impossibile.
Se Sho fosse vissuto, che avesse sposato o meno Ririko-san, quando si sarebbero incontrati, Sho avrebbe avuto il triplo dei suoi anni e magari avrebbe trovato il grande amore della sua vita.
Morendo invece, una loro duratura relazione era comunque impossibile.
“Qui in particolare sta parlando dei nonni quando si sono sposati.c'è anche una foto di quel giorno, loro tre insieme. Lei e la nonna erano bellissime e il nonno ti assomiglia un casino!”
Minako continuava a parlare e parlare ma Jun non l'ascoltava più. Era troppo fastidioso ascoltare le vecchie storie di Ririko-san ora che il Sakurai-san di cui si faceva menzione era lo Sho per cui provava qualcosa lui.
“Ririko-san aveva anche confezionato l'abito da sposa da sola per l suo matrimonio con Sakurai-san!” aggiunse la sorella presa dalla storia come se stesse leggendo un avvincente romanzo d'amore.
“Questo è troppo!” sbottò Jun al limite della sopportazione “Cosa si è fatta a fare un vestito da sposa?! Sho è morto! E se anche fosse sopravvissuto alla guerra non l'avrebbe mai sposata!”
“Ma che ti prende Junji? Certo che l'avrebbe sposata! Erano innamorati!”
“No! Lui no! Non l'ha mai amata!”
“Mi spieghi perché ti scaldi tanto? Sembra che ti riguardi personalmente la faccenda!”
“Infatti mi riguarda!”
La sorella lo guardò sollevando un sopracciglio.
Jun era stufo marcio di sentire decantare da tutti il grande amore di Ririko-san e Sho quando la verità era completamente diversa.
Tuttavia Jun non riuscì a dire alla sorella che si era innamorato e quel qualcuno non era solo un ragazzo, ma proprio quel Sakurai-san, morto in guerra e rimasto bloccato nel mondo dei vivi come fantasma.
“Sei cambiato da quanto sei venuto qui ad Hakone. Sembri perennemente stressato e stanco. Pensavano di farti un piacere mamma e papà dandoti la casa ma sembra che non ti abbia fatto bene” disse Minako mangiando la sua colazione.
“E' stata la miglior cosa che potesse capitarmi invece! Ho trovato dei buoni amici e un buon lavoro!”
“Ma sei acido come una zitella. Dovresti trovarti una ragazza e sfogarti un po'. Mi sembri un monaco. Che per caso sei gay?”
“E se anche fosse?! A te che importa?!”
“Penso solo al tuo bene fratellino!”
“pensa al tua di felicità prima di mettere bocca negli affari miei!” concluse Jun smettendo di mangiare. Minako gli aveva fatto passare l'appetito.
Sputava tanti giudizi ma non riusciva a risolvere la situazione con il marito.
Si stese sul divano in camera e accese la musica.
Voleva solo rilassarsi quando il telefono prese a squillare. Afferratolo, guardò chi lo stava cercando. Era un numero sconosciuto che non aveva salvato in rubrica.
Fu tentato di non rispondere ma poteva essere qualcosa di importante.
“Pronto?”
<< Jun? Ciao sono Hiroki>> roteò gli occhi. Come aveva fatto a non pensare subito a lui? << Ti disturbo?>>
SI!
Voleva urlargli.
“No figurati”
>> Meno male! Ti ricordi la proposta di vederci una sera a cena tutti insieme? Beh abbiamo deciso di trovarsi questa sera! Tanto domani non lavorate e io ho preso un giorno di permesso. Che ne dici? Per te andrebbe bene?>>
Uscire di sabato sera aveva i suoi pro e contro.
Da un lato avrebbe dovuto sopportare le frecciatine di Nino e l'insistenza di Hiroki, dall'altra avrebbe tappato la bocca a Minako, dimostrandole che lì aveva una vita sociale anche se non spumeggiante e altolocata come quella che faceva a Tokyo.
<< Jun?>> lo chiamò Hiroki non sentendolo più << Ci sei ancora?>>
“Si si ci sono. Per stasera va bene”
<< Perfetto!>>
“Ma Masaki come si organizza con Tomoo-chan?” chiese Jun preoccupato.
Era troppo affezionato a quel bambino.
<< Ancora non lo sa. Deve trovare qualcuno con cui lasciare lui e gli altri bambini dell'istituto. Non ho idee per aiutarlo però...>>
A Jun balenò un'idea brillante.
“So io come aiutarlo. Ci vediamo questa sera all'asilo. Informa tu Masa e Nino. Ciao!” e chiuse la telefonata.
Per tutto il resto della giornata, Jun non riuscì a passare del tempo da solo con Sho perché aveva costantemente la sorella alle calcagna che un po' si lagnava del marito, un po' si lamentava con Jun che faceva le pulizie e non le prestava le dovute attenzioni.
Gli unici momenti in cui il ragazzo poteva interagire con il fantasma erano pochi ma intensi secondi grazie a fugaci baci.
Verso sera Jun iniziò a lavarsi e prepararsi per la serata.
“Usciamo” annunciò a Minako.
“Intendi... noi due?”
“Esattamente”
“E dove vuoi andare?”
“Tu preparati. Lo scoprirai” sorrise Jun.
Minako lo guardò per qualche istante prima di scuotere la testa e andare nella camera degli ospiti.
“La tua vena sadica mi piace molto sai?” sorrise Sho accarezzandogli una spalla.
“E' solo una piccola vendetta per essere piombata qui e continuare a criticare su ogni cosa, facendo da padrona a casa mia” si giustificò Jun.
“L'unica cosa che mi da fastidio è saperti in giro con quel nanetto cattivo e il medico” borbottò Sho.
“Sei geloso per caso?” gongolò Jun.
“Quasi quanto te quando si menziona il passato e a Tanaka”
Jun arricciò il naso. Punto per Sho.
“Non ribatti eh?” ora era il turno di Sho di gongolare.
“Sei molto importante per me Sho e tutti sembrano sapere tutto quando invece non sanno niente. Mi viene una rabbia! Così tanta che non puoi capire”
Sho infilò la mano nei capelli di Jun che provò un brivido di freddo ma allo stesso tempo di piacere.
“Quando avremo un po' di pace noi due?” sospirò Jun.
“Presto...spero.” sorrise Sho pizzicandogli il naso “Sta tornando”
“Eccomi” disse Minako tutta agghindata come se andasse a un gala.
“Non credi di essere eccessiva?”
“Però! Bella carrozzeria!” commentò Sho irritando Jun.
“Hai detto che uscivamo e mi sono vestita!”
“A me pari più svestita che vestita. Vatti a cambiare. Hai bisogno di un abbigliamento casual”
“Casual come?”
“In tuta?”
Dopo essersi sorbito una buona mezz'ora di lamentele della sorella, finalmente i due riuscirono a chiamare un taxi ed avviarsi.
Minako era curiosa di sapere dove fossero diretti ma Jun non le disse niente. Pregustava il momento in cui sarebbero giunti all'asilo e le avrebbe detto come avrebbe passato il sabato sera.
Scesi dal taxi, videro in piedi davanti al cancello semi aperto della scuola Hiroki, Nino e Masaki con in braccio Tomoo.
“Quanta gente...” commentò Minako.
“Ciao ragazzi. Scusate il ritardo” salutò Jun con affianco, l'inseparabile Sho.
“Le donne si fanno sempre attendere” punzecchiò Nino rivolgendosi a Jun.
“Noi donne dobbiamo essere sempre perfette” ribatté Minako pensando che la frecciatina fosse rivolta a lei, ma questo non placò Nino anzi, questo gli diede più spunti per prendere in giro Jun.
“Eh si si...voi donne” sottolineò il voi “Dovete sempre imbellettarvi”
Jun digrignò i denti.
La serata stava partendo male con Nino.
“Ciao Jun!” lo salutò allegramente Hiroki.
Anche se sorrideva e sembrava entusiasta come sempre, Jun notò che con il lui il medico era molto cauto.
E come dargli torto dopo la sfuriata della sera prima!
“Ciaooooo!” lo salutò Tomoo scuotendo la sua scimmietta.
“Ciao terremoto!” rispose Jun “Minako ti ricordi di Aiba-san e Ninomiya-san?”
“Si....il maestro frignone e l'avvocato impudente formato mignon”
A Jun e Sho scappò un sorriso.
A volte la lingua senza freni di Minako era utile.
“Minako-san è un piacere rivederla” sorrise Masaki e la giovane donna fu colpita di vedere quel radioso sorriso quasi accecante “Dall'ultima volta che ci siamo visti ne sono successe di cose!”
“Già....molte in effetti...”
“Tipo che tuo fratello ha....” iniziò a dire Nino ma Jun gli tappò la bocca.
“Ha?”
“Ha trovato lavoro qui all'asilo! Non è straordinario come possa essere imprevedibile la vita?!” esclamò Jun.
“In realtà io volevo dire...” ma per la seconda volta, Nino fu interrotto e questa volta non era stato Jun ma qualcosa di freddo, una mano gelida invisibile che accarezzava il suo volto.
“Voleva dire?”
“Non ci faccia caso Minako-san. A Nino-chan piace scherzare. Posso chiamarti Mina-chan? O preferisci Micchan? O Minacchi...”
“Minako è sufficiente” sorrise la ragazza.
“Papà” lo chiamò Tomoo “Ha tanta fame”
“Tu hai sempre fame tesoro mio”
“Lui...lui è tuo figlio?” chiese Minako.
“Si è suo figlio... ma è una lunga storia...” intervenne Jun “Ed è qui che entri in scena tu Mina. Sarai la sua tata per questa sera”
“Cosa?!”
“Sua e di altri quindici bambini stupendi che abitano all'istituto”
“Stai scherzando vero? Io? Con quindici bambini?”
“Sedici se conti anche Tomoo” si intromise Hiroki, fino al allora rimasto in disparte.
“Junji?!”
“Te lo avevo detto di vestirti casual. Noi usciamo per una serata tra uomini e Masaki non può lasciare da soli i bambini. Per questo ho pensato a te” spiegò Jun con un sorriso sulle labbra.
“Ma....ma io.... non mi sono mai occupata di bambini e non così tanti!”
“Non è difficile. Se ci riesce Aibacchi...” ridacchiò Nino.
“Ehi cosa vuoi dire con questo?” si lamentò Masaki.
“Niente niente...”
“Masa spiega a mia sorella cosa deve fare così poi andiamo”
Il maestro insieme al figlio e a Minako entrarono nell'edificio. Dopo un quarto d'ora il ragazzo tornò dagli amici.
“Possiamo andare”
Salirono tutti sulla macchina di Hiroki. Masaki stava per salire dietro con Nino ma Jun lo afferrò e salì al posto suo. Non voleva creare equivoci.
“E il fantasma formaggino come l'ha presa la notizia di avere un rivale?” chiese Nino a bassa voce.
“Non c'è nessun rivale quindi vedi di piantarla subito”
“Siamo di cattivo umore oggi. Cos'è non hai potuto godere della tua invisibile intimità con Casper perché c'era tua sorella?”
“Esatto! Quindi taci”
Per un attimo Nino rimase in silenzio ma riattaccò immediatamente a dargli il tormento.
Jun si accorse che Hiroki, dallo specchietto retrovisore, continuava a guardarlo.
“Devo picchiarlo?” chiese infastidito Sho.
“Lascialo perdere”
Il locale che avevano scelto per cenare era molto accogliente e la cucina ottima.
Nonostante l'insistente sguardo di Hiroki e le continua frecciatine di Nino, Jun si stava divertendo. Alcuni racconti del loro passato da studenti erano davvero esilaranti e molto spesso, quello che finiva nei guai era Masaki.
Anche Jun raccontò qualche aneddoto della sua adolescenza e delle abitudini che avevano i liceali di Tokyo.
“Ci siamo andati in gita scolastica a Tokyo vi ricordate?”
“Si si è vero! Era al primo anno!”
“Quando a Masaki uscì un fagiolo dal naso!”
“Ehi! Stiamo mangiando! Non parliamo di cose schifose!” rise Jun fingendosi schifato.
Passarono una bella serata tutti assieme.
Jun chiese perché Satoshi non ci fosse e Nino rispose che il compagno era andato dalla sorella per festeggiare il compleanno di uno dei nipoti.
A mezzanotte il più brillo di tutti era Masaki, seguito da Nino. Jun reggeva abbastanza bene l'alcool e Hiroki non aveva bevuto quasi niente perché doveva guidare.
“Mi sento coraggiosissimo!” esclamò Masaki.
“Ah davvero? Tanto da voler passare la notte nella casa stregata?” chiese Nino.
“Casa stregata?” chiese Jun mentre, dopo aver pagato, stavano uscendo dal locale per tornare a casa.
“Ecco s'. e' la vecchia casa dei Sakurai. E' abbandonata da circa trent'anni se non sbaglio. I suoi abitanti se ne sono andati dopo la scomparsa di Ryosuke Sakurai...” spiegò Hiroki.
Ryosuke... il fratellino di Sho...
“Ma perché stregata? E' solo abbandonata no?”
“Girano voci in città che in quella casa vi siano gli spiriti. Molti affermano che di notte in quella casa avvengano fenomeni soprannaturali” affermò il giovane medico con un brivido “Non so se sia vero o meno. Ma la cosa mi fa rabbrividire. A te no?”
“Noooo Jun è abituato a famigliarizzare con gli spettri!” rise Nino.
“Eh?”
“Lascialo perdere è cretino. Piuttosto dov'è questa casa?” chiese Jun incuriosito.
“Cos'è uno non ti basta più?”
“Vorresti andarci Jun?” chiese preoccupato Hiroki.
“Beh...si...anche”
“Come si?! Ma non hai paura?!”
“No affatto” rispose Jun guardando Sho.
Di certo la casa doveva essere cambiata ma era pur sempre la casa in cui Sho era nato e cresciuto.
Prima di allora non ci aveva pensato ma forse il fantasma aveva avuto voglia di tornare nella sua casa anche da morto e invece questa opportunità gli era stata preclusa essendo bloccato nella villa di Ririko-san.
Hiroki sembrava terrorizzato alla sola idea di dirgli dove la casa si trovasse.
Rammollito.
Pensò Jun non staccando gli occhi da quelli di Sho che aveva un'espressione indecifrabile.
“Ero solo curioso Hiroki. Nulla di più”
Se il medico non lo voleva aiutare, avrebbe chiesto direttamente a Sho non appena fossero rimasti da soli.
Partirono alla volta dell'asilo.
Jun accompagnò Masaki in camera e lo mise a letto dato che si era addormentato durante il viaggio di ritorno. Nino andò a dormire in unq delle stanze dell'istituto, dormire senza Satoshi lo rendeva triste.
Quando Jun andò a cercare la sorella, la trovò profondamente addormentata nel lettino di Tomoo con il bambino tra le braccia. Erano così carini insieme.
Decise di non svegliarla e andò a controllare con Sho tutti gli altri bambini che dormivano nei loro letti. C'erano tutti e sedici e sembravano avere tutti gli arti attaccati al corpo.
Quando uscì per tornarsene a casa trovò Hiroki, come al solito, ad aspettarlo.
Non ci credo... è una piaga...
“Questa volta lo debello!” commentò Sho stufo.
“E' tutto a posto qui. Mina sta dormendo e non ho voluto svegliarla.
“Capisco! Ti do un passaggio?”
“No ti ringrazio. Prenderò un taxi”
“A quest'ora?”
“Non ti preoccupare Hiroki...davvero”
“Mi preoccupo per te Jun...”
“Hiroki...” sospirò Jun ormai sfinito “Ti ringrazio dell'interessamento ma so benissimo cavarmela da solo...” detto questo chiamò un taxi.
Hiroki tentennò un po' prima di decidersi a salire in macchina e partire.
Jun tirò un sospiro di sollievo.
“Finalmente da soli...” gli sussurrò all'orecchio Sho.
“Non è vero che ho chiamato un taxi. Era solo un pretesto per levarcelo di torno” disse Jun guardando Sho e prendendogli la mano dopo un'intensa concentrazione “Voglio andare alla casa stregata... o meglio casa tua”
“Hai sentito cos'ha detto il dottorino? Potrebbero esserci presenze soprannaturali. Non hai paura?”
“Se devo aver paura... ho paura dei vivi non dei morti”
“Sei proprio determinato... questa è un'altra delle qualità che apprezzo di te. E va bene! Andiamo insieme. Tanto ci andresti comunque da solo no?” sorrise Sho.
“Si ma con te è meglio”
Si incamminarono con Sho che dava le indicazioni.
“Certo che tu hai un'idea alquanto bizzarra di appuntamento” ridacchiò Sho fluttuando vicino a Jun.
“L'importante è stare insieme no?”
“Sei tremendo tu”
Camminarono per un po', quando si trovarono davanti ad un'enorme villa stile giapponese abbandonata.
Sho guardava la sua casa con un'espressione di infinita nostalgia.
“Non sei mai tornato qui?” gli chiese Jun.
“Come sai non riuscivo ad uscire dalla villa”
“Si ma pensavo che forse... da quando puoi uscire a tuo piacimento...fossi venuto almeno una volta”
“Perché avrei dovuto? Qui non c'è più niente... i miei genitori sono morti molti anni fa. Lo so perché tua nonna e Tanaka ne parlarono. Di mio fratello so solo che trovò una ragazza e poi si sposò... ma nessuno della mia famiglia messe piede alla villa di Tanaka. Credo che, nonostante io non gli abbia mai detto niente, i miei avessero intuito che non avevo un vero interesse per lei..e poi... anche se adesso posso andare ovunque... non voglio andare da nessuna parte che non sia con te.” sorrise Sho facendo arrossire fino a mandargli a fuoco le orecchie “Stai lampeggiando”
“Smettila!” brontolò Jun mentre entravano.
Era tutto impolverato. Probabilmente la casa era stata lasciata al completo sbaraglio ed era un vero peccato perché, da quello che poteva vedere Jun con la luce del cellulare, era una casa molto bella.
Sul viso di Sho si leggeva tutta la sua tristezza.
Jun aveva voglia di abbracciarlo forte e dargli tutto il suo sostegno.
“Vieni ti faccio vedere la mia stanza...sempre se esiste ancora...” provò a sorridergli Sho guidandolo al piano superiore. Le scale scricchiolavano pericolosamente sotto i passi di Jun che andava piano per non inciampare o mettere il piede su qualche trave particolarmente danneggiata.
La camera di Sho c'era ancora. La porta doveva essere chiusa a chiave ma i cardini dovevano aver ceduto da tempo ed ora la porta era per terra.
Entrandovi, Jun notò il tipico stile dell'epoca in cui Sho era vissuto. Era arredata in modo semplice ma la libreria era piena di libri.
“Da vero secchione...” sorrise.
“Sai com'è volevo andare all'università...”
Sulla scrivania c'era un vasetto di quelli che una volta dovevano essere fiori e una lettera ingiallita dal passare degli anni.
Jun la prese, vi soffiò sopra per disperdere la polvere.
Con una bella grafia, anche se un po' scolorita lesse: Per Sho.
“Guarda questa è per te” disse mostrandola al fantasma.
“Ma... è la calligrafia di mia madre...”
“E' una lettera che ti ha scritto mentre eri in guerra?” ipotizzò Jun.
“Ma non c'è l'indirizzo e nemmeno il numero del reggimento o il nome per generale che ci guidava...”
“Beh leggiamola e lo sapremo no?” Jun aprì la busta con cautela e tirò fuori il foglio “Mio adorato Sho....” iniziò a leggere ma proprio in quel momento, Sho gli urlò di stare attento dopo di che, un forte dolore alla testa e poi... più nulla. Il buio totale.
In ritardo faccio tanti auguri di buone feste a tutte voi! <3
TITOLO: Un amore che trascende il tempo
FANDOM: Arashi
GENERE: Au, Fantasy, Sentimentale
PAIRING: Sakumoto (avevate dubbi? XD) Ohmiya
RATING: PG-15

Capitolo 11:
Nessuna famiglia è perfetta
“Sei scappata di casa?! Ma sei impazzita?! Cos'hai una crisi adolescenziale? Sei una donna Mina! Hai un marito e sei scappata?” la sgridò Jun.
“Sei mio fratello dovresti essere più comprensivo con me” si lamentò la sorella.
Jun sospirò e cercò Sho con lo sguardo.
Era lì in piedi al suo fianco e quando si accorse che Jun lo guardava, gli sorrise.
Dopo una giornata del genere, voleva solo andare a letto e illudersi che Sho non se ne sarebbe mai andato e invece ecco arrivare sua sorella come un tifone a peggiorare la situazione.
Sospirò ancora.
“Potevi andare a casa di mamma e papà. Perché sei venuta fin qui?”
“Che ti da fastidio tua sorella che viene a chiederti aiuto? Grazie eh!” disse Minako facendo per andarsene.
“Non intendevo quello e lo sai! Chiedevo solo perché qui, ad Hakone che è così distante da Tokyo!”
“Voglio vedere se si preoccupar almeno un po' per me....tanto da venire a cercarmi. Anche in capo al mondo se solo gliene importasse qualcosa di me...ma a quanto pare... non è così...” disse sconsolata Minako.
Jun l'accompagnò e preparò del thè sempre inseguito dall'immancabile Sho.
Le porse la tazza e si sedette al tavolino con lei.
“Mi spieghi che succede tra te e Shun?”
“Lui non c'è mai... ha solo in mente il lavoro. Torna a casa tardi la sera e non ha mai tempo per me. Sono dovuta anche andare al matrimonio di Kano da sola perché non aveva tempo. Doveva concludere un affare importante....chi se ne fregava di farmi fare la figura della stupida davanti ai miei amici”
“E' davvero così impegnato?” chiese Jun sorseggiando il suo thè.
“E' amico tuo!”
“Si lo era al tempo della scuola ma ci siamo persi anche se è diventato mio cognato...” ammise Jun rammaricato.
“Figurati...non ha più tempo per nessuno ormai. Neanche per venire a pranzo la domenica da mamma e papà. Sono sempre sola...sempre...”
“Hai provato a parlare con lui?”
“Ci ho provato, più di una volta anche ma lui mi dice che sono tutte mie fissazioni, che mi invento le cose e sono matta! Che lui lavora per mantenermi!”
“Cosa? Ti ha detto così?” chiese Jun allibito.
“Una matta annoiata per la precisione...” disse la sorella guardando il fumo uscire dalla sua tazza ancora intatta “Cosa sto sbagliando Junji? Mi sono detta che ero troppo viziata, che forse avevo una concezione del matrimonio molto fiabesca e inverosimile...”
“Cosa c'è di male in questo scusa? Sognare è lecito”
“Purtroppo non si vive di soli sogni Junji...la vita reale è ben diversa....” sospirò Minako bevendo un po'.
Jun abbassò lo sguardo.
Lui stava vivendo di illusioni.
Illusioni ancora più assurde di quelle della sorella.
Ogni momento che passava, sentiva che i suoi sentimenti per Sho aumentavano. Si stava innamorando perdutamente e quell'amore era così impossibile da far sembrare Romeo e Giulietta due innamorati senza ostacoli alla loro storia.
Guardandosi le mani poste sulle ginocchia, serrate a pugno, vide quella semi trasparente di Sho accarezzare la propria.
Lui è qui, al mio fianco e io non posso baciarlo e abbracciarlo come e quando voglio.
“Forse dovevo dare ascolto a papà...” sospirò Minako.
“Ora pensi che papà aveva ragione?”
“Era diffidente perché mi volevo sposare con un ragazzo più giovane di me...”
“Non è un toy boy Mina...” le ricordò Jun “Ha solo 3 anni in meno di te e 1 in più di me”
“Essendo nato a fine Dicembre è praticamente tuo coetaneo...”
“Va bene come vuoi! E' un pupo! Anzi no un embrione! Fatto sta che l'amore non ha età! Questo è quello che penso io Mina!”
“Da quando hai un'opinione sull'amore tu?”
“Cosa?”
“Non hai mai dato consigli sull'amore, le relazioni di coppia...tutto quello che riguarda il lato sentimentale della vita”
“E con questo cosa vorresti dire scusa?”
“Nulla Junji... solo sembri... cambiato. Maturato. Non so neanche come spiegartelo...”
Jun era stanco.
La giornata era stata fin troppo estenuante.
“Va bene...” disse finendo l'ultima sorsata di thè “Ti preparo la stanza degli ospiti...avverti mamma e papà” e detto ciò andò a posare la tazza in cucina e poi nella stanza degli ospiti a mettere delle lenzuola pulite.
“Ehi...” si sentì sussurrare all'orecchio da Sho.
“Ehi” ricambiò Jun.
“Hai un broncio tremendo...” mormorò il fantasma.
“E' vero per questo voglio un bacio per tirarmi su di morale “
“Ogni scusa è buona per sbaciucchiarmi eh?” ridacchiò Sho.
“L'importante è che mi baci ora prima che ritorni mia sorella” disse Jun chiudendo gli occhi e pronunciando le labbra.
Sho lo baciò dolcemente, ma molto velocemente, ricevendo un mugolato di dissenso dal ragazzo.
“Troppo corto...”
“E come fai a dirlo? Noi fantasmi restiamo per l'eternità con addosso i vestiti con cui siamo morti... non posso spogliarmi” rise Sho.
“Sei un fantasma pervertito e zozzone”
“Il bello di essere così è che non si nota se mi sono eccitato o meno...”
“Porco!” rispose Jun arrossendo e sistemando il letto.
Proprio in quel momento, Minako entrò nella stanza portando una bottiglia di vino.
“Uno. Questa è casa mia. Due. Il vino è mio. Tre...” e le tolse la bottiglia “Non si beve sulle lenzuola pulite e soprattutto tu non reggi l'alcool. Vai a dormire senza fare storie.”
“Va bene papà” lo canzonò Minako venendo fulminato da Jun “Cavoli come sei permaloso oggi!”
“Buonanotte!” tagliò corto Jun andando in camera propria e lasciandosi andare sul letto “Voglio dormire”
“E' meglio se ti cambi prima di addormentarti in jeans”
“mmmm” mugugnò jun.
“Vuoi che ti spogli io? Posso concentrarmi e provare eh!”
“Non male come proposta” sorrise Jun ma si alzò e si spogliò da solo mettendosi il pigiama e poi rifilandosi nel letto.
Sho si mise accanto a lui.
“Buonanotte Jun”
“Mi coccoli?”
“E me lo chiedi anche?” sorrise Sho che già gli stava accarezzando i capelli.
Jun cadde profondamente addormentato in pochi istanti. Sho lo coccolò guardandosi la mani.
Non ancora. Non sono ancora pronto a lasciare Jun.
Pensò il fantasma.
La notte passò abbastanza tranquilla per Jun.
Era talmente stanco e spossato dalla giornata che fece un lungo sonno senza sogni.
La mattina però, sentendo della musica a tutto volume riecheggiare in casa, il ragazzo si svegliò di soprassalto.
“Sho?!”
“Ah non guardare me!”
Era sabato mattina, non doveva lavorare ed erano appena le 08:00 e per tutta casa si sente un'assordante musica.
Quando partì una particolare canzone, si lasciò andare sul materasso.
“E' Mina...” sbuffò “Rumorosa come al solito”
“Molto rumorosa” convenne Sho sdraiato al suo fianco sorridendogli “Comunque... buongiorno Jun...”
“Buongiorno” gli sorrise raggiante il ragazzo. Il fatto di svegliarsi e trovarlo lì era stupendo “Che aspetti un invito ufficiale? Baciami!”
“Che despota” lo baciò. Jun si stava concentrandosi più che per un test all'università “Con una concentrazione del genere possiamo quasi fare sesso”
“ma cosa dici pervertito!”
“Ah io pervertito? Sei tu quello eccitato là sotto” gli fece notare Sho con aria sorniona “Peccato che io non possa spogliarmi”
“Scemo!” strillò Jun correndo verso il bagno.
“Junji buongiorno”lo salutò vedendolo la sorella “Ancora? Sembra di essere tornati indietro all'epoca in cui andavi alle superiori e avevi l'alza bandiera mattutina”
“Piantala!” si chiuse in bagno Jun.
“Eri un porcellino da adolescente eh?” sorrise Sho sbucando dallo scarico del lavandino.
“Smettila di seguirmi al bagno!”
“Vuoi...una mano?” sorrise Sho aggravando la vergogna di Jun.
“No! Grazie!” e si infilò nella doccia aprendo il rubinetto dell'acqua fredda.
In pochi secondi i bollenti spiriti furono sedati e Jun era completamente sveglio.
A pensarci bene, se Sho fosse stato un ragazzo vivo, non avrebbe dovuto ricorrere a quell'estremo rimedio.
Ma era già tanto che riuscissero a baciarsi intensamente per una mancata di secondi e toccarsi, fare l'amore era totalmente impossibile.
Si lavò e asciugò. Andò a vestirsi e poi in cucina pensando di trovare almeno la colazione.
“Mina e la colazione?”
“Che prepari?” gli chiese la sorella intenta a leggere.
“Che preparo? Pensavo avessi già cucinato tu”
“Io? Ma sono l'ospite!” rispose indignata.
“Ti sei presentata qui senza avvisare e mi hai svegliato con la tua tua musica a palla almeno la colazione potevi prepararla!”
“Vorrei i french toast Junji. Grazie” sorrise Minako segno che non aveva ascoltato una parola di quello che aveva detto Jun.
Irritato, il ragazzo prese a cucinare.
Ricordava quanto era stato felice il giorno delle nozze della sorella per essersene liberato.
Preparò tutto quello che la sorella voleva e dopo aver servito entrambi ed essersi assicurato che Sho fosse vicino, si sedette.
“Non sapevo leggessi” disse versandosi il caffè.
“Certo che leggo”
“Pensavo solo se obbligata...”
“Ah-ah che ridere Junji”
Il ragazzo sorrise e e soffiò sulla tazzina.
“Che leggi?”
“Uno dei diari di nonna Ririko”
Jun spalancò gli occhi. Si era completamente dimenticato dei diari. Non li aveva più letti per non vedere sciocche moine senza senso della donna verso Sho.
“Tra tanti libri che ci sono nella libreria proprio quelli?”
“E' molto interessante anche se un po' deprimente. E' stata una vera sfiga”
“Eh già...”
Per Jun, un'ipotetica relazione con Sho era comunque impossibile.
Se Sho fosse vissuto, che avesse sposato o meno Ririko-san, quando si sarebbero incontrati, Sho avrebbe avuto il triplo dei suoi anni e magari avrebbe trovato il grande amore della sua vita.
Morendo invece, una loro duratura relazione era comunque impossibile.
“Qui in particolare sta parlando dei nonni quando si sono sposati.c'è anche una foto di quel giorno, loro tre insieme. Lei e la nonna erano bellissime e il nonno ti assomiglia un casino!”
Minako continuava a parlare e parlare ma Jun non l'ascoltava più. Era troppo fastidioso ascoltare le vecchie storie di Ririko-san ora che il Sakurai-san di cui si faceva menzione era lo Sho per cui provava qualcosa lui.
“Ririko-san aveva anche confezionato l'abito da sposa da sola per l suo matrimonio con Sakurai-san!” aggiunse la sorella presa dalla storia come se stesse leggendo un avvincente romanzo d'amore.
“Questo è troppo!” sbottò Jun al limite della sopportazione “Cosa si è fatta a fare un vestito da sposa?! Sho è morto! E se anche fosse sopravvissuto alla guerra non l'avrebbe mai sposata!”
“Ma che ti prende Junji? Certo che l'avrebbe sposata! Erano innamorati!”
“No! Lui no! Non l'ha mai amata!”
“Mi spieghi perché ti scaldi tanto? Sembra che ti riguardi personalmente la faccenda!”
“Infatti mi riguarda!”
La sorella lo guardò sollevando un sopracciglio.
Jun era stufo marcio di sentire decantare da tutti il grande amore di Ririko-san e Sho quando la verità era completamente diversa.
Tuttavia Jun non riuscì a dire alla sorella che si era innamorato e quel qualcuno non era solo un ragazzo, ma proprio quel Sakurai-san, morto in guerra e rimasto bloccato nel mondo dei vivi come fantasma.
“Sei cambiato da quanto sei venuto qui ad Hakone. Sembri perennemente stressato e stanco. Pensavano di farti un piacere mamma e papà dandoti la casa ma sembra che non ti abbia fatto bene” disse Minako mangiando la sua colazione.
“E' stata la miglior cosa che potesse capitarmi invece! Ho trovato dei buoni amici e un buon lavoro!”
“Ma sei acido come una zitella. Dovresti trovarti una ragazza e sfogarti un po'. Mi sembri un monaco. Che per caso sei gay?”
“E se anche fosse?! A te che importa?!”
“Penso solo al tuo bene fratellino!”
“pensa al tua di felicità prima di mettere bocca negli affari miei!” concluse Jun smettendo di mangiare. Minako gli aveva fatto passare l'appetito.
Sputava tanti giudizi ma non riusciva a risolvere la situazione con il marito.
Si stese sul divano in camera e accese la musica.
Voleva solo rilassarsi quando il telefono prese a squillare. Afferratolo, guardò chi lo stava cercando. Era un numero sconosciuto che non aveva salvato in rubrica.
Fu tentato di non rispondere ma poteva essere qualcosa di importante.
“Pronto?”
<< Jun? Ciao sono Hiroki>> roteò gli occhi. Come aveva fatto a non pensare subito a lui? << Ti disturbo?>>
SI!
Voleva urlargli.
“No figurati”
>> Meno male! Ti ricordi la proposta di vederci una sera a cena tutti insieme? Beh abbiamo deciso di trovarsi questa sera! Tanto domani non lavorate e io ho preso un giorno di permesso. Che ne dici? Per te andrebbe bene?>>
Uscire di sabato sera aveva i suoi pro e contro.
Da un lato avrebbe dovuto sopportare le frecciatine di Nino e l'insistenza di Hiroki, dall'altra avrebbe tappato la bocca a Minako, dimostrandole che lì aveva una vita sociale anche se non spumeggiante e altolocata come quella che faceva a Tokyo.
<< Jun?>> lo chiamò Hiroki non sentendolo più << Ci sei ancora?>>
“Si si ci sono. Per stasera va bene”
<< Perfetto!>>
“Ma Masaki come si organizza con Tomoo-chan?” chiese Jun preoccupato.
Era troppo affezionato a quel bambino.
<< Ancora non lo sa. Deve trovare qualcuno con cui lasciare lui e gli altri bambini dell'istituto. Non ho idee per aiutarlo però...>>
A Jun balenò un'idea brillante.
“So io come aiutarlo. Ci vediamo questa sera all'asilo. Informa tu Masa e Nino. Ciao!” e chiuse la telefonata.
Per tutto il resto della giornata, Jun non riuscì a passare del tempo da solo con Sho perché aveva costantemente la sorella alle calcagna che un po' si lagnava del marito, un po' si lamentava con Jun che faceva le pulizie e non le prestava le dovute attenzioni.
Gli unici momenti in cui il ragazzo poteva interagire con il fantasma erano pochi ma intensi secondi grazie a fugaci baci.
Verso sera Jun iniziò a lavarsi e prepararsi per la serata.
“Usciamo” annunciò a Minako.
“Intendi... noi due?”
“Esattamente”
“E dove vuoi andare?”
“Tu preparati. Lo scoprirai” sorrise Jun.
Minako lo guardò per qualche istante prima di scuotere la testa e andare nella camera degli ospiti.
“La tua vena sadica mi piace molto sai?” sorrise Sho accarezzandogli una spalla.
“E' solo una piccola vendetta per essere piombata qui e continuare a criticare su ogni cosa, facendo da padrona a casa mia” si giustificò Jun.
“L'unica cosa che mi da fastidio è saperti in giro con quel nanetto cattivo e il medico” borbottò Sho.
“Sei geloso per caso?” gongolò Jun.
“Quasi quanto te quando si menziona il passato e a Tanaka”
Jun arricciò il naso. Punto per Sho.
“Non ribatti eh?” ora era il turno di Sho di gongolare.
“Sei molto importante per me Sho e tutti sembrano sapere tutto quando invece non sanno niente. Mi viene una rabbia! Così tanta che non puoi capire”
Sho infilò la mano nei capelli di Jun che provò un brivido di freddo ma allo stesso tempo di piacere.
“Quando avremo un po' di pace noi due?” sospirò Jun.
“Presto...spero.” sorrise Sho pizzicandogli il naso “Sta tornando”
“Eccomi” disse Minako tutta agghindata come se andasse a un gala.
“Non credi di essere eccessiva?”
“Però! Bella carrozzeria!” commentò Sho irritando Jun.
“Hai detto che uscivamo e mi sono vestita!”
“A me pari più svestita che vestita. Vatti a cambiare. Hai bisogno di un abbigliamento casual”
“Casual come?”
“In tuta?”
Dopo essersi sorbito una buona mezz'ora di lamentele della sorella, finalmente i due riuscirono a chiamare un taxi ed avviarsi.
Minako era curiosa di sapere dove fossero diretti ma Jun non le disse niente. Pregustava il momento in cui sarebbero giunti all'asilo e le avrebbe detto come avrebbe passato il sabato sera.
Scesi dal taxi, videro in piedi davanti al cancello semi aperto della scuola Hiroki, Nino e Masaki con in braccio Tomoo.
“Quanta gente...” commentò Minako.
“Ciao ragazzi. Scusate il ritardo” salutò Jun con affianco, l'inseparabile Sho.
“Le donne si fanno sempre attendere” punzecchiò Nino rivolgendosi a Jun.
“Noi donne dobbiamo essere sempre perfette” ribatté Minako pensando che la frecciatina fosse rivolta a lei, ma questo non placò Nino anzi, questo gli diede più spunti per prendere in giro Jun.
“Eh si si...voi donne” sottolineò il voi “Dovete sempre imbellettarvi”
Jun digrignò i denti.
La serata stava partendo male con Nino.
“Ciao Jun!” lo salutò allegramente Hiroki.
Anche se sorrideva e sembrava entusiasta come sempre, Jun notò che con il lui il medico era molto cauto.
E come dargli torto dopo la sfuriata della sera prima!
“Ciaooooo!” lo salutò Tomoo scuotendo la sua scimmietta.
“Ciao terremoto!” rispose Jun “Minako ti ricordi di Aiba-san e Ninomiya-san?”
“Si....il maestro frignone e l'avvocato impudente formato mignon”
A Jun e Sho scappò un sorriso.
A volte la lingua senza freni di Minako era utile.
“Minako-san è un piacere rivederla” sorrise Masaki e la giovane donna fu colpita di vedere quel radioso sorriso quasi accecante “Dall'ultima volta che ci siamo visti ne sono successe di cose!”
“Già....molte in effetti...”
“Tipo che tuo fratello ha....” iniziò a dire Nino ma Jun gli tappò la bocca.
“Ha?”
“Ha trovato lavoro qui all'asilo! Non è straordinario come possa essere imprevedibile la vita?!” esclamò Jun.
“In realtà io volevo dire...” ma per la seconda volta, Nino fu interrotto e questa volta non era stato Jun ma qualcosa di freddo, una mano gelida invisibile che accarezzava il suo volto.
“Voleva dire?”
“Non ci faccia caso Minako-san. A Nino-chan piace scherzare. Posso chiamarti Mina-chan? O preferisci Micchan? O Minacchi...”
“Minako è sufficiente” sorrise la ragazza.
“Papà” lo chiamò Tomoo “Ha tanta fame”
“Tu hai sempre fame tesoro mio”
“Lui...lui è tuo figlio?” chiese Minako.
“Si è suo figlio... ma è una lunga storia...” intervenne Jun “Ed è qui che entri in scena tu Mina. Sarai la sua tata per questa sera”
“Cosa?!”
“Sua e di altri quindici bambini stupendi che abitano all'istituto”
“Stai scherzando vero? Io? Con quindici bambini?”
“Sedici se conti anche Tomoo” si intromise Hiroki, fino al allora rimasto in disparte.
“Junji?!”
“Te lo avevo detto di vestirti casual. Noi usciamo per una serata tra uomini e Masaki non può lasciare da soli i bambini. Per questo ho pensato a te” spiegò Jun con un sorriso sulle labbra.
“Ma....ma io.... non mi sono mai occupata di bambini e non così tanti!”
“Non è difficile. Se ci riesce Aibacchi...” ridacchiò Nino.
“Ehi cosa vuoi dire con questo?” si lamentò Masaki.
“Niente niente...”
“Masa spiega a mia sorella cosa deve fare così poi andiamo”
Il maestro insieme al figlio e a Minako entrarono nell'edificio. Dopo un quarto d'ora il ragazzo tornò dagli amici.
“Possiamo andare”
Salirono tutti sulla macchina di Hiroki. Masaki stava per salire dietro con Nino ma Jun lo afferrò e salì al posto suo. Non voleva creare equivoci.
“E il fantasma formaggino come l'ha presa la notizia di avere un rivale?” chiese Nino a bassa voce.
“Non c'è nessun rivale quindi vedi di piantarla subito”
“Siamo di cattivo umore oggi. Cos'è non hai potuto godere della tua invisibile intimità con Casper perché c'era tua sorella?”
“Esatto! Quindi taci”
Per un attimo Nino rimase in silenzio ma riattaccò immediatamente a dargli il tormento.
Jun si accorse che Hiroki, dallo specchietto retrovisore, continuava a guardarlo.
“Devo picchiarlo?” chiese infastidito Sho.
“Lascialo perdere”
Il locale che avevano scelto per cenare era molto accogliente e la cucina ottima.
Nonostante l'insistente sguardo di Hiroki e le continua frecciatine di Nino, Jun si stava divertendo. Alcuni racconti del loro passato da studenti erano davvero esilaranti e molto spesso, quello che finiva nei guai era Masaki.
Anche Jun raccontò qualche aneddoto della sua adolescenza e delle abitudini che avevano i liceali di Tokyo.
“Ci siamo andati in gita scolastica a Tokyo vi ricordate?”
“Si si è vero! Era al primo anno!”
“Quando a Masaki uscì un fagiolo dal naso!”
“Ehi! Stiamo mangiando! Non parliamo di cose schifose!” rise Jun fingendosi schifato.
Passarono una bella serata tutti assieme.
Jun chiese perché Satoshi non ci fosse e Nino rispose che il compagno era andato dalla sorella per festeggiare il compleanno di uno dei nipoti.
A mezzanotte il più brillo di tutti era Masaki, seguito da Nino. Jun reggeva abbastanza bene l'alcool e Hiroki non aveva bevuto quasi niente perché doveva guidare.
“Mi sento coraggiosissimo!” esclamò Masaki.
“Ah davvero? Tanto da voler passare la notte nella casa stregata?” chiese Nino.
“Casa stregata?” chiese Jun mentre, dopo aver pagato, stavano uscendo dal locale per tornare a casa.
“Ecco s'. e' la vecchia casa dei Sakurai. E' abbandonata da circa trent'anni se non sbaglio. I suoi abitanti se ne sono andati dopo la scomparsa di Ryosuke Sakurai...” spiegò Hiroki.
Ryosuke... il fratellino di Sho...
“Ma perché stregata? E' solo abbandonata no?”
“Girano voci in città che in quella casa vi siano gli spiriti. Molti affermano che di notte in quella casa avvengano fenomeni soprannaturali” affermò il giovane medico con un brivido “Non so se sia vero o meno. Ma la cosa mi fa rabbrividire. A te no?”
“Noooo Jun è abituato a famigliarizzare con gli spettri!” rise Nino.
“Eh?”
“Lascialo perdere è cretino. Piuttosto dov'è questa casa?” chiese Jun incuriosito.
“Cos'è uno non ti basta più?”
“Vorresti andarci Jun?” chiese preoccupato Hiroki.
“Beh...si...anche”
“Come si?! Ma non hai paura?!”
“No affatto” rispose Jun guardando Sho.
Di certo la casa doveva essere cambiata ma era pur sempre la casa in cui Sho era nato e cresciuto.
Prima di allora non ci aveva pensato ma forse il fantasma aveva avuto voglia di tornare nella sua casa anche da morto e invece questa opportunità gli era stata preclusa essendo bloccato nella villa di Ririko-san.
Hiroki sembrava terrorizzato alla sola idea di dirgli dove la casa si trovasse.
Rammollito.
Pensò Jun non staccando gli occhi da quelli di Sho che aveva un'espressione indecifrabile.
“Ero solo curioso Hiroki. Nulla di più”
Se il medico non lo voleva aiutare, avrebbe chiesto direttamente a Sho non appena fossero rimasti da soli.
Partirono alla volta dell'asilo.
Jun accompagnò Masaki in camera e lo mise a letto dato che si era addormentato durante il viaggio di ritorno. Nino andò a dormire in unq delle stanze dell'istituto, dormire senza Satoshi lo rendeva triste.
Quando Jun andò a cercare la sorella, la trovò profondamente addormentata nel lettino di Tomoo con il bambino tra le braccia. Erano così carini insieme.
Decise di non svegliarla e andò a controllare con Sho tutti gli altri bambini che dormivano nei loro letti. C'erano tutti e sedici e sembravano avere tutti gli arti attaccati al corpo.
Quando uscì per tornarsene a casa trovò Hiroki, come al solito, ad aspettarlo.
Non ci credo... è una piaga...
“Questa volta lo debello!” commentò Sho stufo.
“E' tutto a posto qui. Mina sta dormendo e non ho voluto svegliarla.
“Capisco! Ti do un passaggio?”
“No ti ringrazio. Prenderò un taxi”
“A quest'ora?”
“Non ti preoccupare Hiroki...davvero”
“Mi preoccupo per te Jun...”
“Hiroki...” sospirò Jun ormai sfinito “Ti ringrazio dell'interessamento ma so benissimo cavarmela da solo...” detto questo chiamò un taxi.
Hiroki tentennò un po' prima di decidersi a salire in macchina e partire.
Jun tirò un sospiro di sollievo.
“Finalmente da soli...” gli sussurrò all'orecchio Sho.
“Non è vero che ho chiamato un taxi. Era solo un pretesto per levarcelo di torno” disse Jun guardando Sho e prendendogli la mano dopo un'intensa concentrazione “Voglio andare alla casa stregata... o meglio casa tua”
“Hai sentito cos'ha detto il dottorino? Potrebbero esserci presenze soprannaturali. Non hai paura?”
“Se devo aver paura... ho paura dei vivi non dei morti”
“Sei proprio determinato... questa è un'altra delle qualità che apprezzo di te. E va bene! Andiamo insieme. Tanto ci andresti comunque da solo no?” sorrise Sho.
“Si ma con te è meglio”
Si incamminarono con Sho che dava le indicazioni.
“Certo che tu hai un'idea alquanto bizzarra di appuntamento” ridacchiò Sho fluttuando vicino a Jun.
“L'importante è stare insieme no?”
“Sei tremendo tu”
Camminarono per un po', quando si trovarono davanti ad un'enorme villa stile giapponese abbandonata.
Sho guardava la sua casa con un'espressione di infinita nostalgia.
“Non sei mai tornato qui?” gli chiese Jun.
“Come sai non riuscivo ad uscire dalla villa”
“Si ma pensavo che forse... da quando puoi uscire a tuo piacimento...fossi venuto almeno una volta”
“Perché avrei dovuto? Qui non c'è più niente... i miei genitori sono morti molti anni fa. Lo so perché tua nonna e Tanaka ne parlarono. Di mio fratello so solo che trovò una ragazza e poi si sposò... ma nessuno della mia famiglia messe piede alla villa di Tanaka. Credo che, nonostante io non gli abbia mai detto niente, i miei avessero intuito che non avevo un vero interesse per lei..e poi... anche se adesso posso andare ovunque... non voglio andare da nessuna parte che non sia con te.” sorrise Sho facendo arrossire fino a mandargli a fuoco le orecchie “Stai lampeggiando”
“Smettila!” brontolò Jun mentre entravano.
Era tutto impolverato. Probabilmente la casa era stata lasciata al completo sbaraglio ed era un vero peccato perché, da quello che poteva vedere Jun con la luce del cellulare, era una casa molto bella.
Sul viso di Sho si leggeva tutta la sua tristezza.
Jun aveva voglia di abbracciarlo forte e dargli tutto il suo sostegno.
“Vieni ti faccio vedere la mia stanza...sempre se esiste ancora...” provò a sorridergli Sho guidandolo al piano superiore. Le scale scricchiolavano pericolosamente sotto i passi di Jun che andava piano per non inciampare o mettere il piede su qualche trave particolarmente danneggiata.
La camera di Sho c'era ancora. La porta doveva essere chiusa a chiave ma i cardini dovevano aver ceduto da tempo ed ora la porta era per terra.
Entrandovi, Jun notò il tipico stile dell'epoca in cui Sho era vissuto. Era arredata in modo semplice ma la libreria era piena di libri.
“Da vero secchione...” sorrise.
“Sai com'è volevo andare all'università...”
Sulla scrivania c'era un vasetto di quelli che una volta dovevano essere fiori e una lettera ingiallita dal passare degli anni.
Jun la prese, vi soffiò sopra per disperdere la polvere.
Con una bella grafia, anche se un po' scolorita lesse: Per Sho.
“Guarda questa è per te” disse mostrandola al fantasma.
“Ma... è la calligrafia di mia madre...”
“E' una lettera che ti ha scritto mentre eri in guerra?” ipotizzò Jun.
“Ma non c'è l'indirizzo e nemmeno il numero del reggimento o il nome per generale che ci guidava...”
“Beh leggiamola e lo sapremo no?” Jun aprì la busta con cautela e tirò fuori il foglio “Mio adorato Sho....” iniziò a leggere ma proprio in quel momento, Sho gli urlò di stare attento dopo di che, un forte dolore alla testa e poi... più nulla. Il buio totale.
no subject
Date: 2014-12-30 06:23 pm (UTC)È un fantasma? È qualche debosciato che vive nella casa stregata?
Voglio sapereeeeeeeeeeeeeeee.
no subject
Date: 2015-01-05 02:32 pm (UTC)no subject
Date: 2015-01-03 02:01 pm (UTC)E che dice la mamma di Sho ... ARGH!
no subject
Date: 2015-01-05 02:33 pm (UTC)no subject
Date: 2015-01-04 11:36 am (UTC)Chi ha dato una mazzata in testa a Jun?? Un altro fantasma? Un qualche componente ancora vivo della famiglia di Sho? Un barbone? Chi??? O magari gli è caduta una trave addosso, la casa è vecchia e ci sta... spiegazione più logica e razionale XD
Però qualsiasi cosa sia... che tempismo di merda u__u io DEVO sapere cosa c'è scritto su quella lettera, cosa avesse da dirgli sua madre e soprattutto da dove arriva visto che non c'è scritto niente sopra *_________*
Per Sho però non deve essere facile rimettere piede in casa sua, troppi ricordi e tanta nostalgia T__T mi fa tanta tenerezza lui con la sua stanza da secchione <3 e in questi momenti mi si stringe il cuore perché mi ricordo che lui è morto :( ... tendo a dimenticarlo ogni tanto XD che è sempre così pieno di vita e di brio XDD
Ora però sono molto triste e amareggiata... non avevo pensato che lui è costretto a tenersi i vestiti addosso per l'eternità e che non può spogliarsi...addio sogni di gloria u__u * patta Jun* X°°°°D
E io che speravo di poter vedere trionfare l'amore mannaggia XD
La sorella invece è una piaga, sta sempre in mezzo, sapevo io che andava a finire così poveri sakumoto. Di Hiroki non mi preoccupo per niente, non ha speranze u__u
Ma il nonno di Jun? Così identico a lui? *____* Sono sicura che il nonno conoscesse Sho e che ne fosse innamorato *fantastica XD*
Però ricordo un sogno di Jun dove lui vedeva Sho e Tanaka parlare mi pare,come se fosse presente fisicamente... quella scena l'ha vista attraverso gli occhi del nonno si, non ho dubbi u__u XD
Ok basta vaneggiare XD
Voglio il seguitoooooooooooo *___________* non mi puoi interrompere il capitolo così, ancoraaaaaaaaaaaaa please *_______________*
Grazie mille <3<3<3<3<3<3<3<3
no subject
Date: 2015-01-05 03:33 pm (UTC)Povero Jun bello.
La sorella si è molto lagnosa, però poveretta pure lei ha i suoi problemi.
Ahahahah XD credi ci fosse qualcosa tra il nonno di Jun, Koichi e Sho?
beh Sho è morto per salvare lui e gli altri ragazzi. XD
Chissà se hanno avuto un certo tipo di rapporto loro due... XD
scopriremo tutto pian piano c'è ancora tanto che non sapete!
<3 <3 <3
no subject
Date: 2015-01-05 12:28 am (UTC)Juuuuuuuuuuuuuuuun? EH ...?! che sta succedendo?! E che cos'è questa lettera della madre di Sho? che c'è scritto???? voglio sapereeeeeeeeeeeeeeee T_T
<3<3<3<3<3
Ps: punti extra per Jun in questo capitolo! finalmente si è liberato di Hiroki! spero! :DDD e per Nino e il suo insuperabile sarcasmo! quella:" Cos'è non hai potuto godere della tua invisibile intimità con Casper perché c'era tua sorella?”" era fantastica! :DD
no subject
Date: 2015-01-05 02:37 pm (UTC)Ma Jun si sarà davvero liberato di hiroki? mah mah
XD muoio da sola ogni volta che devo far apparire Nino in qualche scena perchè lui dirà sempre e comunque qualcosa di tagliente!!! XD
<3