Un amore che trascende il tempo
Jan. 5th, 2015 03:19 pmBuon Anno!!!!!!!
Ecco il mio primo post del 2015!
Tra i tanti propositi dell'anno nuovo, uno è dedicato a ritornare a essere prolifica nelle fanfic come in passato e poter regalare un capitolo alla settiman (salvo spiacevoli e improvvisi imprevisti) per cui ecco qui un altro capitolo del nostro Jun alle prese con il suo fantasmino Sho! <3
TITOLO: Un amore che trascende il tempo
FANDOM: Arashi
GENERE: Au, Fantasy, Sentimentale
PAIRING: Sakumoto (avevate dubbi? XD) Ohmiya
RATING: PG-15

Capitolo 12
“Jun! Jun ti prego rispondimi!”
Il ragazzo sentiva una voce chiamarlo. Ci mise un po' ad aprire gli occhi, guardandosi attorno. Era ancora nella villa dei Sakurai, nella vecchia stanza di Sho.
Provò ad alzarsi ma la testa gli doleva.
“Non muoverti”
La voce che gli parlava la conosceva, ma non era quella di Sho.
“Hi....Hiroki... che ci fai qui?” preso dal panico, Jun cerca va dappertutto Sho ma non lo trovò.
Sho dove sei?
“Calmati Jun va tutto bene ora. Ci sono qui io”
No non va tutto bene. Dov'è il mio Sho? Perché c'è Hiroki e non Sho?
“Andiamocene da qui”
Riluttante all'idea di andarsene senza sapere dove fosse Sho, Jun fece faticare Hiroki che dovette trascinarlo fuori dalla casa e farlo salire in auto.
Dov'era Sho? Non poteva essere sparito....
“Mi dici perché mi hai mentito? Hai detto che saresti tornato a casa in taxi” disse Hiroki dopo essere partito.
“Cos'è ora mi segui anche?” chiese Jun irritato.
“Non volevo seguirti Jun ma...si ok l'ho fatto! E sai perché? Perché ero preoccupato per te” Sembra che tu vada a cercare la morte di proposito!” ribatté Hiroki fermandosi su uno spiazzale vicino alla strada “Stai cercando il modo più veloce per suicidarti?!”
Jun gli mollò uno schiaffo in pieno viso.
“Tu...tu non sai niente di me! Non ti permetto di dare dei giudizi!”
“E' solo quello che vedo....sembri non curante della tua vita. Quella casa è pericolante. Potrebbe venire giù da un momento all'altro e tu che fai? Vai a farci un giro dentro di notte? Come se non fosse già una trappola mortale in pieno giorno! Sei svenuto Jun e Dio solo sa che poteva succederti di peggio se fossi stato da solo”
“Non ero solo!” gli urlò contro Jun “Io non...”
Hiroki strinse forte il volante e, preso un profondo respiro, ripartì.
“Mi dispiace...” disse qualche minuto dopo “Mi sono comportato male con te...”
Jun lo guardò.
“Male?”
“Sì. Ti ho seguito...ti do continuamente fastidio...sono invadente... sono dispiaciuto per tutto ciò Jun. Non so come scusarmi....” disse Hiroki mortificato quando fermò la macchina davanti al cancello della villa.
“Non ti preoccupare Hiroki...sul serio. Mi infervoro subito e poi è un periodo difficile per me. Ho tante cose per la testa. Cerchiamo di essere amici senza troppi problemi ti va?”
“Il fatto Jun è che tu a me...” repentino Jun gli tappò la bocca con la mano.
“Grazie per la serata, per essermi venuto dietro, aiutato e avermi riaccompagnato a casa. Buona notte Hi...” ma afferratolo per il polso, il medico lo attirò a sé e lo abbracciò “Hiroki?”
“Ti sembrerò pazzo Jun ma tu mi piaci”
Jun non stupido, se n'era accorto che l'eccesso di generosità era dovuta anche al fatto di piacergli.
Hiroki poteva fare quello che purtroppo Sho non poteva.
Stringerlo al suo petto come e quando voleva senza dover per forza concentrarsi e far concentrare lui di conseguenza.
Se avesse voluto, avrebbe potuto abbandonarsi contro Hiroki senza il costante timore di perdere il contatto o vederlo sparire. Appoggiato dov'era, riusciva a sentire il cuore dell'altro pulsare frenetico, il profumo del suo dopo barba e il respiro vicino al suo orecchio.
Tutto questo con Sho gli era negato.
Se avesse voluto, con Hiroki non avrebbe mai avuto limiti di tempo per abbracciarlo ma Sho.... Sho era insostituibile.
“Jun senti io...”
“Mi dispiace Hiroki” lo fermò Jun riuscendo a cogliere la crescente agitazione dell'altro che continuava a deglutire. Si staccò e lo guardò. “Mi lusinga sapere che ti piaccio però io... sono legato già ad un'altra persona. Io tengo a lui... beh credo di amarlo e se devo essere sincero credo che anche per lui sia lo stesso anche se ancora non ce lo siamo detti ad alta voce. Però come mi guarda, come mi sfiora...i nostri sguardi esprimono più di mille parole...” spiegò Jun con un sorriso dolce dipinto sulle labbra pensando al fantasma.
“Un ragazzo fantastico insomma...” sorrise amaramente Hiroki “Scusa se ti ho messo a disagio Jun. Spero con tutto il cuore che vi direte quanto vi amate anche a parole e che siate felici insieme” il suo tono era triste ma sincero “Voglio conoscerlo un giorno” aggiunse.
“Un giorno...sì...”
cosa poteva dire? Che il ragazzo di cui era innamorato difficilmente avrebbe potuto presentarlo ufficialmente come suo ragazzo ad amici e parenti perché era invisibile? Esclusi Masaki, Nino e Satoshi, nessuno sapeva di Sho. Gli altri lo avrebbero preso per pazzo e fatto rinchiudere.
“Grazie ancora” salutò il ragazzo ed entrò in casa “Sho? Sho ci sei?” lo cercò ovunque preoccupato.
E se fosse stato con lui tutto il tempo ma non lo avesse visto?
“Voglio vederti maledizione!” sbraitò ma non ottenne risposta.
Andò all'altare con le foto di Ririko-san e Sho, prese quella del ragazzo e si rivolse a lui. “Dove sei Sho? Non fare lo scemo. Torna da me ovunque tu sia... ti prego....”
della lacrime solcarono il suo viso.
Non poteva accettare che Sho se ne fosse andato così.
Sapeva perfettamente che poteva succedere in ogni momento, ma non era disposto ad accettarlo.
Si distese nella veranda con vista sul giardino e il laghetto, osservano la luna riflettersi nello specchio d'acqua.
Non era pronto a dire addio a Sho. Non lo sarebbe mai stato.
Passò la notte sveglio, pregando con tutto sé stesso che Sho tornasse da lui.
All'alba, infreddolito e indolenzito per la postura tenuta, andò a farsi una bella doccia calda.
Sotto il getto confortevole, controllò ogni buco del soffione della doccia, ogni piccolo anfratto della struttura aspettandosi di veder sbucare il fantasma.
“Maledizione Sho! Sono anche nudo!” sbuffò dando un pugno alle piastrelle.
Si asciugò in fretta una volta finito di lavarsi.
Prese dei vestiti puliti e si vestì. Non riusciva a stare in casa a far niente. Gli sembrava di impazzire.
Decise di tornare alla casa stregata e cercare tracce di Sho però non aveva la macchina e se avesse preso un taxi, l'autista lo avrebbe visto intrufolarsi dentro all'abitazione.
Seppur abbandonata, restava comunque una proprietà privata.
Si ricordò di aver visto una bicicletta nel garage. La trovò e, anche se era da donna, vi montò in sella e partì alla volta della cittadina.
Ci mise un po' per arrivare nella via affollata.
Non poteva entrare senza che qualcuno lo notasse.
Sempre più irritato fece per andarsene quando vide qualcuno passeggiare dall'aria famigliare.
“Satoshi?”
“Mh? Jun! Che fai da queste parti?” gli sorrise l'avvocato raggiungendolo. Era la prima volta che Jun vedeva l'amico senza giacca e cravatta ma semplicemente in felpona e jeans. Gli conferiva un'aria sbarazzina.
“Mi sono dato al ciclismo” mentì Jun.
“Guarda caso davanti ala casa abbandonata dei Sakurai...” lo sgamò subito Satoshi “Non avrai mica intenzione di entrare vero?” domandò Satoshi guardandolo “O sei già entrato?”
Jun abbassò lo sguardo colpevole.
“Jun...”
“Si ci sono entrato stanotte...”
“Jun...” sospirò Satoshi come un padre che si appresta a fare una ramanzina al figlio adolescente in piena fase di ribellione “Ti rendi conto che potevi farti male? E se ti hai visto qualcuno? E' violazione di domicilio...”
“Ero solo curioso...papà...” disse facendo ridere l'amico “E poi non ero solo. Ero con Sho...”
“Sho...capisco E' sempre con te”
“In realtà... è successa una cosa stanotte in quella casa”
“Cioè?”
“Sho mi stava mostrando la sua stanza. Avevo trovato una lettera scritta da sua madre per lui e mai spedita e stavo iniziando a leggerla ma... non esattamente cosa sia successo. Ricordo solo di aver sentito urlare Sho di stare stare attento, una fitta alla testa e poi...più niente. Quando ho ripreso i sensi ero steso nel letto e c'era Hiroki. Non ho più notizie di Sho d'allora...” raccontò Jun “Ho paura che sia sparito per sempre Satoshi...”
“Vieni accompagnami all'asilo così parliamo” disse l'avvocato incamminandosi seguito da Jun, smontato dalla bici “Sapevi che prima o poi sarebbe successo Jun...” iniziò a dire “Lui è morto ormai. E' questa la dura realtà e tu non puoi permettere di accantonare la tua vita per lui. Sei giovane, hai un futuro davanti a te...”
“Io credo...anzi so! Di amarlo! Come posso ignorare i miei sentimenti?”
“Nessuno dice questo Jun. Ma anche tu sai perfettamente che questo amore non porterà da nessuna parte. E' inutile che continui a negarlo...”
“Mi basta che stia al mio fianco!”
“Cerca di ragionare. Non sai neanche se per lui tu sei altrettanto importante. Ha ingannato Ririko-san”
“Non l'ha ingannata!” stridette Jun “Lei ha fatto tutto da sola! Lui non le ha mai detto di amarla” Se lei si è convinta del contrario è stata ingenua!”
“Perché a te ha detto di amarti?” chiese Satoshi fermandosi per guardarlo negli occhi “Sei tanto sicuro di quello che lui prova per te perché ti ha dichiarato il suo amore?”
Jun rimase muto con la bocca semi aperta.
Sho si stava comportando con lui come aveva fatto con Ririko-san?
Non poteva e non voleva crederci.
“Forse Jun...ti stai illudendo anche tu...” mormorò Satoshi appoggiando una mano sulla spalla dell'amico “Fa male lo so. Ma sei ancora in tempo per abbandonare questa folle idea di stare con un fantasma e trovarti qualcuno vivo che ti ami anche di più di lui. Mi ci è voluto molto per lasciarmi andare con Kazu e l'unica cosa che rimpiango e non averlo fatto prima” gli sorrise cercando di confortarlo.
Non parlarono più fino alla scuola.
Satoshi sapeva di aver peggiorato i turbamenti di Jun ma lui doveva svegliarsi e prendere in mano le redini della sua vita, gli era troppo affezionato e voleva vederlo felice.
Entrarono nell'istituto e videro Nino, nascosto intento a spiare.
Satoshi lo abbracciò da dietro e gli diede un bacio sul collo. Nino sussultò per un secondo ma, riconoscendo immediatamente il suo ragazzo, si voltò restando tra le sue braccia e lo baciò.
“Toshi ciao. Sei tornato presto”
“Sapevo di trovarti qui”
“Lo sai che odio dormire nel tuo letto da solo se non ci sei”
“Hai fatto il bravo?” chiese il più grande accarezzandogli con dolcezza il viso.
“Più che bravo”
“Che stai facendo? Giochi a nascondino?”
“No. Sto guardando che combina Aibacchi” disse indicando l'amico seduto sui gradini della scala che portava al piano superiore in compagnia di Minako che teneva seduto sulle propria ginocchia Tomoo.
“Mina?” chiese Jun venendo trascinato al riparo da Nino e Satoshi “Ehi”
“Guardate l'espressione di Aibacchi”
Masaki, non accortosi di essere spiato dai tre amici, aveva un sorriso enorme e guardava la ragazza ammirato.
“Non avevo più visto quel sorriso ebete da quando stava con Shiori”
“Cosa? Ma mia sorella è sposata col mio migliore amico”
“Dettagli”
“Che dettagli!”
Nino infilò una brioche in bocca a Jun.
“Zitto un po'”
Jun si girò a guardare la sorella.
Da tanto non la vedeva ridere così di gusto e, con in braccio il piccolo Tomoo, dava proprio l'idea di una mamma.
Forse era quello che alla sorella mancava: un figlio.
Shun era così preso dal lavoro da non prestare attenzione ai desideri della moglie.
Stupido Shun stai rischiando di perderla.
Pensò spalancando gli occhi quando si accorse che Tomoo li aveva beccati a spiarli e sorrise nella loro direzione.
Il bambino però non disse niente abbracciò di più Minako.
“Andiamo a far colazione” annunciò Satoshi ai sue, tirandoli in cucina dove vennero raggiunti poco dopo da Masaki e Minako.
“Ehi ragazzi! Ciao!” li salutò allegro come sempre il maestro.
“Ciao Masa. Mina allora com'è andato il tuo sabato sera da baby sitter?” chiese Jun alla sorella.
“Meglio di quanto pensassi. I bambini sono tutti un amore” rispose Minako mettendo Tomoo in piedi sulla sedia.
“Guadda Mina guadda!” la richiamò il bambino.
“Si?”
Lui appoggiò il muso della scimmietta che portava sempre con se alla sua guancia e sull'altra le diede un bacio.
“Un doppio bacio! Che tenero che sei!”
Era bello per Jun vedere la sorella così allegra e non intenta a lamentarsi di qualcosa.
“Bene direi che io e te possiamo andare Toshi” sorrise Nino.
“Ma sono appena arrivato”
“Ma io voglio stare un po' solo con te...” disse con tono malizioso il più piccolo che fece cedere all'istante il compagno.
“A domani ragazzi e buona domenica” sorrise Satoshi andando via con il proprio ragazzo.
“Quello era l'avvocato che ha seguito le pratiche per l'eredità di nonna Ririko? Sembra così diverso...”
“Effetto Nino...”
“Lo sai Mina” disse Tomoo “zio Nino e zio Toshi si danno i bacini sulla bocca!”
“Oooh capisco” sorrise Minako abbracciandolo “Io do i bacini a te! Sei troppo tenero cuccioletto”
Jun buttò un occhio a Masaki leggendo nella sua espressione che anche lui avrebbe tanto desiderato un bacio.
Cercò una scusa per lasciarli da soli ma, per fortuna il suo cellulare prese a suonare.
Neanche a dirlo era Hiroki.
Dopo la discussione della notte passata, quasi preferiva restare a fare da terzo incomodo a Masaki e Minako ma alla fine si rassegnò e al quinto squillo rispose al telefono spostandosi in corridoio.
“Pronto?”
<< Pronto? Ciao Jun scusa se ti disturbo>> Hiroki sembrava sorpreso che Jun gli avesse risposto.
“No non disturbi affatto”
<< Ascolta...so che dopo stanotte forse non vorrai neanche più vedermi...e lo capisco. Volevo solo dirti che ho un amico che possiede una concessionaria di auto. Fa dei buon prezzi e poi...beh mi deve un po' di favori e credo sia il momento di reclamarli. Se hai carta e penna posso darti l'indirizzo così puoi andare a dare un'occhiata se sei interessato...”
Jun rimase sorpreso. Hiroki si era attivato per cercare di rimediargli un'auto nonostante il due di picche preso solo poche ore prima.
Era veramente dispiaciuto di avergli spezzato il cuore.
<< Jun? Ci sei?>>
“Si ci sono scusa stavo... nulla. Mi accompagneresti per favore? O ti sto chiedendo troppo?”
<< Davvero? Cioè davvero vuoi che ti porti io?>> chiese il medico con eccessivo entusiasmo.
“Hiroki...”
<< Tranquillo ho capito. Ma voglio essere comunque tuo amico e non pensare male! A tempo debito ho rimediato un'auto anche per quel tirchio di Nino! Chiediglielo se non ci credi!>>
“Ti credo Hiroki tranquillo. Quando possiamo andarci?””
<< Anche subito! Il tempo di venire da te...>>
“Sono all'asilo. Sono venuto in bici per...vedere come stava mia sorella. Ti aspetto qui” lo interruppe Jun.
<< Dieci minuti e arrivo>> Hiroki chiuse la chiamata.
Sospirando, Jun mise via il telefono.
Sho non poteva neanche mettersi in contatto con lui per via telefonica.
Dove sei Sho?
Neanche cinque minuti dopo, Hiroki con la sua macchina, apparve al cancello.
“Ciao” sorrise Jun salendo e mettendosi la cintura di sicurezza.
“Ciao!” ricambiò l'altro partendo “Toma ci sta aspettando. L'ho chiamato poco fa” spiegò guidando.
“Non hai perso tempo insomma”
“Sono precipitoso e impulsivo lo so...”
Non ci volle molto ad arrivare alla concessionaria Tomapi.
Un ragazzo tutto sorridente il aspettava all'ingresso.
“Ciao Hiroki!” lo salutò appena scesero.
“Ciao Toma”
Jun salutò cortesemente presentandosi.
“Allora tu sei Jun! Hiroki mi ha parlato molto di te” sorrise il venditore.
“Immagino solo cose belle conoscendo Hiroki”
“Il bel ragazzo di Tokyo che ha avuto un incidente d'auto che lui ha curato. E' rimasto stregato da te! Per una volta non ha esagerato descrivendo la tua bellezza!” Jun arrossì “ Venite vi faccio vedere le mie ragazze” e li precedette.
“Da quanto gli parli di me?” chiese a bassa voce mentre lo seguivano.
“Dal giorno dopo al tuo incidente...sono rimasto molto colpito da te...” ammise.
Un altro ragazzo stava lucidando un'auto e sollevò lo sguardo.
“Lui è Pi, il mio ragazzo” lo presentò Toma baciandolo.
“Quanto ti piace dirlo a tutti...” fece una smorfia il ragazzo.
“Si molto”
“Piacere. Matsumoto Jun”
“Yamashita Tomohisa. Benvenuto nella nostra concessionaria”
“Non farci caso se non sorride Jun-tan” disse Toma.
Jun-tan? Ecco un altro nomignolo da aggiungere all'elenco dei tanti soprannomi che gli avevano dato in poco tempo ad Hakone più che in tutta una vita a Tokyo.
Gli abitanti amavano chiamarsi con nomignoli.
“Pi è molto dolce. Anche se ha sempre la stessa espressione che sia felice o arrabbiato o triste...” spiegò ridendo Toma.
“Che bella pubblicità che fai del tuo ragazzo”
Toma gli afferrò il viso e lo baciò.
Hiroki voltò il viso grattandosi il mento a disagio mentre Jun pensava a quanto fossero carini. Lui non poteva fare lo stesso con Sho...
“Amore sono venuti per vedere le auto non per vedere noi amoreggiare” disse Tomohisa sollevando di mezzo millimetro le labbra.
Jun pensò che quello fosse il massimo in termini di sorriso che il ragazzo poteva fare.
Toma fece strada a Jun mostrandogli dapprima quelle sportive.
“Da quella parte invece abbiamo le utilitarie e le famigliari...”
“Questa è stupenda...” disse Jun ammirando una macchina decappottabile nera lucida “Che c'è?” chiese Jun vedendo il sorriso del venditore ampliarsi spropositatamente.
“Niente è solo che... Hiroki aveva ragione”
“Su cosa?”
“Quando ieri è passato per dare un'occhiata ha visto questa meraviglia e ha detto: questa sarebbe perfetta per Jun! Sa capirti al volo a quanto pare. Siete compatibili!”esultò. Sembrava che il mondo intero lo volesse a tutti i costi con Hiroki “Ho detto qualcosa che non va?”
“Hiroki ed io siamo solo amici”
“beh si inizia sempre da amici e poi...”
“Io ho un ragazzo!” gridò Jun “Punto e stop”
“Che succede qui?” chiese Tomohisa guardando Jun e il proprio ragazzo seguito da Hiroki che aveva sentito tutto.
“Sono qui per vedere se posso permettermi un'automobile non per parlare della mia vita privata”
“Ho esagerato...” ammise Toma.
“Potrei sapere il costo di questa?” chiese Jun evitando accuratamente di guardare Hiroki. Vedere la sua espressione triste lo faceva sentire cattivo.
“Certo” questa volta se ne occupò Tomohisa.
Era un vero affare: pagamento a rate e grazie ai favori che Toma doveva a Hiroki, il prezzo era notevolmente sceso tanto da essere quasi lo stesso di un'auto usata.
“La prendo!” esclamò Jun. Un'ora dopo aveva tra le mani le chiavi dell'auto “Grazie Hiroki” disse al ragazzo che stava trafficando con il cerca persone “L'ospedale?”
“Si pare ci sia un'emergenza. Sono contento di esserti stato d'aiuto Jun” sorrise.
“Non so se me lo merito...”
“Non te lo meriteresti se avessi giocato con i miei sentimenti invece sei stato.... brutalmente sincero fin dall'inizio. Mi sono illuso da solo quando non ho mai avuto speranze”
“Mi sento spregevole ora...”
“Anche io in questo momento...” ammise Hiroki e Jun lo guardò “Quanto vorrei essere io il tuo ragazzo e non quello sconosciuto...”
“Hiroki...senti...”
“Ho parlato di nuovo troppo” rise il medico guardando di nuovo il cerca persone “Devo proprio andare. Buon rientro a casa con la macchina nuova Jun!” salutò andandosene.
“Hiroki è un bravo ragazzo” affermò Toma avvicinandosi a Jun.
“Amore....”
“No lasciami parlare Pi! Hiroki è simpatico, gentile....un ragazzo d'oro ed è ovvio che stravede per te Jun-tan! Non capisco perché tu non lo prenda seriamente in considerazione”
“Perché non sono affari nostri amore...ora basta” provò a calmarlo Tomohisa.
“Se qualcuno ti dicesse che un altro ragazzo è meglio di quello con cui stai ora? Tu che faresti?” chiese Jun a Toma.
“Non lascerei mettere naso a nessuno nel mio rapporto con Pi...” mano a mano che uscivano quelle parole dalla sua bocca, la foga del ragazzo si spegneva lentamente “Capisco cosa vuoi dire....”
“Indubbiamente Hiroki è un ragazzo straordinario. Forse al limite dello stalkeraggio ma è un bravo ragazzo. Però... anche il mio...ragazzo è magnifico. Grazie di tutto per la macchina. Vi pagherò puntualmente come stabilito . Buona giornata”
Montò in auto e se ne andò.
Era fantastico avere di nuovo un'auto propria con cui spostarsi a piacimento. Passò davanti alla casa di Sho mentre tornava verso l'asilo. Rallentò vedendo che in giro no c'era nessuno e qualcosa di strano nella villa.
Parcheggiò poco più avanti per non dare nell'occhio e aggirò la casa trovando l'entrata sul retro.
Con la luce che filtrava dalle persiane chiuse ma malandate, l'atmosfera sembrava meno horror ma Jun avrebbe preferito andare a girare in quella stanza anche tutte le notti, l'importante era avere Sho al suo fianco.
“Sho? Sho sei qui?”
“Jun?” sbucò il fantasma sorpreso.
“Brutto cretino, idiota, ignorante, stronzo, bastardo!” inveì Jun scoppiando a piangere come un bambino sentendo le mani di Sho accarezzargli il viso “Dove cazzo sei stato?”
“Ehi signorino non essere scurrile” sorrise Sho dandogli un bacio sul naso.
“Dov'eri Sho? Pensavo di averti perso”
“Io...”
“Aniki...”
Jun guardò attraverso Sho; nella stanza c'era un altro fantasma più anziano.
“Un...altro.... chi è?”
“Mio bel Jun” disse Sho e Jun sorrise come una scolaretta al sentire quel mio bel Jun “Lui è Ryosuke, il mio fratellino”
“Fratellino! Ora sono più vecchio di te” rise l'uomo “Piacere. Sakurai Ryosuke”
“Matsumoto Jun...”
“Il famoso Jun”
“Possibile che ormai tutti parlino di me?” sbuffò Jun.
“Chi altro parla di te?” chiese Sho.
“Ti racconto poi dopo... piuttosto! Perché sei svanito?”
“E' colpa mia Matsumoto-san” dichiarò Ryosuke “Sedetevi...le racconterò tutto”
Jun si sedette in una polverosa poltrona “Le offrirei volentieri qualcosa ma non credo ci sia qualcosa ancora di buono in questa casa”
“Non si preoccupi Ryosuke-san. Vorrei solo sapere cos'è successo”
“Innanzitutto mi scuso per averla colpita...”
“Colpito? Il dolore alla testa! E' stato lei?!”
“Mi scuso... ma impazzisco quando entrano estranei in casa mia...nostra ci sono dei cretini che pensano che perché una casa non abbia più il proprietario in vita, quello che c'è dentro è loro di diritto. Quando mi sono accorto della presenza di Sho era troppo tardi l'avevo già colpita Matsumoto-san...”
“Quando ho ripreso conoscenza non c'eri più Sho ma Hiroki...”
“Cosa?! Il medico?!”
“Aniki ti ha messo a letto e poi....ce ne siamo andati.
Jun si stava veramente arrabbiando.
Lo avevano piantalo lì svenuto!
“Perdono” disse Sho “Pensavo che al nostro ritorno tu fossi rimasto lì... invece quando siamo tornati tu non c'eri più...”
“E non hai pensato di venire a casa?”
“Ho pensato che ti fossi ripreso e fossi andato a recuperare tua sorella...” evidentemente Sho si stava arrampicando sugli specchi.
“Volevi passare del tempo con tuo fratello e non hai minimamente pensato a me vero?”
“Sapevo che avrebbe capito subito. Te lo avevo detto Aniki. Sarai pure mio fratello maggiore ma tu non sei vissuto abbastanza a lungo per capire come ragiona un partner e i suoi sentimenti...”
“Sono stato stupido lo so... mi dispiace Jun”
“Ho avuto sinceramente paura di averti perso Sho...”
“Mi dispiace davvero...”
“Ryosuke-san ha detto che siete andati via. Dove se posso chiedere?”
“Siamo andati a fare visita alla tomba di famiglia” Jun annuì “E poi siamo rimasti a parlare di tutte le persone che conoscevamo, della nostra infanzia, dei nostri genitori...ci siamo lasciati andare ai ricordi. Ma ha parlato molto anche di te”
“Visto? Non mi sono completamente dimenticato!” sorrise Sho.
“Ryosuke-san le posso chiedere come mai si trova ancora in questo mondo?” chiese Jun ignorando Sho.
“Sembrerò un uomo attaccato al denaro... ma non volevo abbandonare la mia casa con tutti i miei ricordi. Uno dei miei più grandi rimpianti della mia vita è stato non riuscire a passare tanto tempo con mio fratello e presentargli la famiglia che mi sono costruito da adulto con la donna che ho amato” spiegò Ryosuke sorridendo.
“Quindi lei è stato sposato”
“Si. Quando sono morto ha deciso di lasciare la casa ed andare a vivere a Tokyo dove vive e lavora nostro figlio Shun con la sua famiglia.”
“Non ha più rimpianti ora?”
“Nessuno. E poi vedo che Sho è sereno. Quando tanti anni fa partì per la guerra io non capii subito come mai Tanaka-san non fosse comunque considerata di famiglia. I nostri genitori avevano capito che Anki non era davvero innamorato di lei e volevano anche loro che si rifacesse una vita. Ero dispiaciuto per mio fratello che aveva avuto un destino tanto tragico...non era riuscito a godere delle gioie dell'amore...”
Jun stava piangendo. Era la prima volta che sentiva qualcuno dispiacersi per il destino infausto di Sho e non di quello di Ririko-san. A ben vedere era proprio Sho il più sfortunato.
Cercò la mano del fantasma che prontamente la strinse.
“Anche nella lettera di mia madre che abbiamo trovato prima della....botta in testa, lei mi ha detto le stesse cose. Lo aveva capito il giorno della mia partenza che non ero innamorato e si disperava per come era finita la mia vita. Nostra madre e nostro padre ci amavano infinitamente e volevano solo il meglio per noi. Dopo aver scritto ha fatto chiudere la mia stanza perché era troppo straziante per la mia famiglia vederla vuota e intatta come il giorno in cui me ne andai. Ha fatto promettere a Ryosuke di proteggere la nostra casa dove restavano tracce della mia vita...” spiegò Sho asciugando una lacrima di Jun.
“Vedervi insieme mi rende davvero felice” sorrise Ryosuke.
“Quindi ora che non ha più rimpianti...”
“Posso lasciare serenamente questo mondo” tutte le persiane e le finestre erano chiuse ma all'improvviso apparve una bianca luce abbagliante “E' giunto il momento mi stanno chiamando. E' stato bello rincontrarti Aniki e sono felice di aver conosciuto lei, Matsumoto-san. Mi scusi ancora per averla colpita”
“Ciao fratellino...” Sho era commosso.
“Addio Ryosuke-san” lo salutò Jun.
“Non esistono gli addii Matsumoto-san. Esistono solo arrivederci che richiedono più tempo di altri per potersi rincontrare” sorrise un'ultima volta e si avviò verso la luce senza voltarsi finché non fu completamente inghiottito e sparì.
“Abbracciami Sho” chiese al fantasma che subito lo strinse a se.
Anche se erano passate una manciata di ore, l'abbraccio di Sho gli era mancato terribilmente.
“Anche tu...sparirai così?”
“Jun...”
“Niente Jun! Rispondimi!”
“Si...” ammisa Sho.
“Quando te ne andrai? Tra un giorno? Una settimana? Un anno forse?”
“Non lo so Jun... ma non voglio lasciarti! Non voglio allontanarmi da te!”
“Sho io credo di amarti” disse Jun tutto d'un fiato facendo sorridere Sho che si avvicinò al ragazzo per baciarlo ma Jun si ritrasse “No!”
“Coma no? Hai appena detto che mi ami! Festeggiamo!”
“Si io ti amo! Ma tu? Cosa provi per me? Dimmelo accidenti!”
“Jun...”
“Non me lo dici perché forse non mi ami tu! Mi stai mentendo come hai fatto con nonna Ririko?!”
Ormai parlava senza ragionare. La situazione con Sho andava chiarita subito.
Dopo, con un po' più di lucidità e calma avrebbe ripensato al fatto di aver incontrato un altro fantasma e aver chiacchierato con lui prima che questo passasse nell'aldilà.
“Tu credi questo di me?!” chiese indignato Sho.
“Non fare lo gnorri! Voglio sapere come stanno le cose! Cosa provi per me?”
“Lo stesso che provi tu” ammise Sho accarezzandogli la guancia “Ma ho paura di dire quelle parole...”
“Perché?” chiese Jun posando la propria mano su quella dell'altro.
“Non voglio andarmene Jun. Voglio stare al tuo fianco ma se ti dico tutto quello che provo....ho paura che se te lo dico apertamente …. dovrò andarmene e lasciarti e io non voglio proprio! E mi dispiace che tu pensi che ti stia prendendo in giro...” disse Sho con sguardo triste.
Jun si avvicinò a Sho e si scambiarono un lungo bacio che non aveva bisogno di tante parole, le emozioni erano forti e tangibili.
“Mi credi Jun?”
“Per farmi credere in te....mi bacerai ancora così?”
“Si”
“Allora no non ti credo”
“Ingordo” e lo baciò ancora, più intensamente.
“Inizio a crederti” sorrise Jun “Ero davvero preoccupato...non sono riuscito a dormire”
“Mi dispiace così tanto Jun....ma cos'è questa storia che c'era il dottorino quando ti sei svegliato?”
“Ne parliamo dopo” Sho emise un mugolio di dissenso “Sono felice di aver conosciuto, anche se per poco, tuo fratello. Anche se... una cosa del genere dovrebbe traumatizzarmi! Però sono troppo felice di sapere che sei ancora qui!”
“Presto questa casa potrebbe non esserci più e la cosa mi rattrista ma so che se potrò starti accanto per sempre sarò felice” Jun sorrise.
“Demoliranno la casa secondo te?”
“Molto probabilmente”
“Allora portiamo via qualcosa”
“Vuoi rubare in casa mia?”
“Tecnicamente non sto rubando visto che è anche roba tua” disse Jun alzandosi dalla poltrona e cercando in giro.
Presero le foto di famiglia, Sho diedi indicazioni a Jun su quale asse dell'armadio della propria stanza da scoperchiare; lì sotto infatti c'era una scatola arrugginita.
“Ci sono dei piccoli tesori per me” disse.
Presero anche la lettera della madre di Sho.
“Vuoi prendere altro?” gli chiese Jun mentre metteva tutto dentro alla cartella che Sho usava per andare a scuola.
“Questa” indicò Sho una busta ingiallita “Sono i miei effetti personali che dal fronte hanno spedito a casa insieme alla lettera in cui si annunciava della mia morte”.
Sho guardò per l'ultima volta la sua casa e poi sorridendo, seguì Jun fino alla macchina.
Durante il tragitto verso l'asilo, Jun gli raccontò tutto quello che era successo dal momento che aveva ripreso i sensi.
Sho sembrava furibondo.
“Quel bastardo di un dottorino ci ha provato con te!”
“L'ho rimesso al suo posto” sbuffò Jun arrivando all'asilo, vedendo arrivare la sorella. Abbassò il finestrino.
“Junji! Dov'eri finito? E questa macchina?”
“Ti spiego tutto tornando a casa. Masa?”
“E' dentro con la madre di Tomoo”
“Che è venuta a fare Shiori?”
“Voleva stare un po' con il figlio...” sospirò Minako salendo in macchina al posto del passeggero.
Jun iniziò a raccontare come aveva avuto la macchina controllando dallo specchietto che Sho, fosse ancora lì con lui e gli sorrideva.
Ecco il mio primo post del 2015!
Tra i tanti propositi dell'anno nuovo, uno è dedicato a ritornare a essere prolifica nelle fanfic come in passato e poter regalare un capitolo alla settiman (salvo spiacevoli e improvvisi imprevisti) per cui ecco qui un altro capitolo del nostro Jun alle prese con il suo fantasmino Sho! <3
TITOLO: Un amore che trascende il tempo
FANDOM: Arashi
GENERE: Au, Fantasy, Sentimentale
PAIRING: Sakumoto (avevate dubbi? XD) Ohmiya
RATING: PG-15

Capitolo 12
L'altro fantasma
“Jun! Jun ti prego rispondimi!”
Il ragazzo sentiva una voce chiamarlo. Ci mise un po' ad aprire gli occhi, guardandosi attorno. Era ancora nella villa dei Sakurai, nella vecchia stanza di Sho.
Provò ad alzarsi ma la testa gli doleva.
“Non muoverti”
La voce che gli parlava la conosceva, ma non era quella di Sho.
“Hi....Hiroki... che ci fai qui?” preso dal panico, Jun cerca va dappertutto Sho ma non lo trovò.
Sho dove sei?
“Calmati Jun va tutto bene ora. Ci sono qui io”
No non va tutto bene. Dov'è il mio Sho? Perché c'è Hiroki e non Sho?
“Andiamocene da qui”
Riluttante all'idea di andarsene senza sapere dove fosse Sho, Jun fece faticare Hiroki che dovette trascinarlo fuori dalla casa e farlo salire in auto.
Dov'era Sho? Non poteva essere sparito....
“Mi dici perché mi hai mentito? Hai detto che saresti tornato a casa in taxi” disse Hiroki dopo essere partito.
“Cos'è ora mi segui anche?” chiese Jun irritato.
“Non volevo seguirti Jun ma...si ok l'ho fatto! E sai perché? Perché ero preoccupato per te” Sembra che tu vada a cercare la morte di proposito!” ribatté Hiroki fermandosi su uno spiazzale vicino alla strada “Stai cercando il modo più veloce per suicidarti?!”
Jun gli mollò uno schiaffo in pieno viso.
“Tu...tu non sai niente di me! Non ti permetto di dare dei giudizi!”
“E' solo quello che vedo....sembri non curante della tua vita. Quella casa è pericolante. Potrebbe venire giù da un momento all'altro e tu che fai? Vai a farci un giro dentro di notte? Come se non fosse già una trappola mortale in pieno giorno! Sei svenuto Jun e Dio solo sa che poteva succederti di peggio se fossi stato da solo”
“Non ero solo!” gli urlò contro Jun “Io non...”
Hiroki strinse forte il volante e, preso un profondo respiro, ripartì.
“Mi dispiace...” disse qualche minuto dopo “Mi sono comportato male con te...”
Jun lo guardò.
“Male?”
“Sì. Ti ho seguito...ti do continuamente fastidio...sono invadente... sono dispiaciuto per tutto ciò Jun. Non so come scusarmi....” disse Hiroki mortificato quando fermò la macchina davanti al cancello della villa.
“Non ti preoccupare Hiroki...sul serio. Mi infervoro subito e poi è un periodo difficile per me. Ho tante cose per la testa. Cerchiamo di essere amici senza troppi problemi ti va?”
“Il fatto Jun è che tu a me...” repentino Jun gli tappò la bocca con la mano.
“Grazie per la serata, per essermi venuto dietro, aiutato e avermi riaccompagnato a casa. Buona notte Hi...” ma afferratolo per il polso, il medico lo attirò a sé e lo abbracciò “Hiroki?”
“Ti sembrerò pazzo Jun ma tu mi piaci”
Jun non stupido, se n'era accorto che l'eccesso di generosità era dovuta anche al fatto di piacergli.
Hiroki poteva fare quello che purtroppo Sho non poteva.
Stringerlo al suo petto come e quando voleva senza dover per forza concentrarsi e far concentrare lui di conseguenza.
Se avesse voluto, avrebbe potuto abbandonarsi contro Hiroki senza il costante timore di perdere il contatto o vederlo sparire. Appoggiato dov'era, riusciva a sentire il cuore dell'altro pulsare frenetico, il profumo del suo dopo barba e il respiro vicino al suo orecchio.
Tutto questo con Sho gli era negato.
Se avesse voluto, con Hiroki non avrebbe mai avuto limiti di tempo per abbracciarlo ma Sho.... Sho era insostituibile.
“Jun senti io...”
“Mi dispiace Hiroki” lo fermò Jun riuscendo a cogliere la crescente agitazione dell'altro che continuava a deglutire. Si staccò e lo guardò. “Mi lusinga sapere che ti piaccio però io... sono legato già ad un'altra persona. Io tengo a lui... beh credo di amarlo e se devo essere sincero credo che anche per lui sia lo stesso anche se ancora non ce lo siamo detti ad alta voce. Però come mi guarda, come mi sfiora...i nostri sguardi esprimono più di mille parole...” spiegò Jun con un sorriso dolce dipinto sulle labbra pensando al fantasma.
“Un ragazzo fantastico insomma...” sorrise amaramente Hiroki “Scusa se ti ho messo a disagio Jun. Spero con tutto il cuore che vi direte quanto vi amate anche a parole e che siate felici insieme” il suo tono era triste ma sincero “Voglio conoscerlo un giorno” aggiunse.
“Un giorno...sì...”
cosa poteva dire? Che il ragazzo di cui era innamorato difficilmente avrebbe potuto presentarlo ufficialmente come suo ragazzo ad amici e parenti perché era invisibile? Esclusi Masaki, Nino e Satoshi, nessuno sapeva di Sho. Gli altri lo avrebbero preso per pazzo e fatto rinchiudere.
“Grazie ancora” salutò il ragazzo ed entrò in casa “Sho? Sho ci sei?” lo cercò ovunque preoccupato.
E se fosse stato con lui tutto il tempo ma non lo avesse visto?
“Voglio vederti maledizione!” sbraitò ma non ottenne risposta.
Andò all'altare con le foto di Ririko-san e Sho, prese quella del ragazzo e si rivolse a lui. “Dove sei Sho? Non fare lo scemo. Torna da me ovunque tu sia... ti prego....”
della lacrime solcarono il suo viso.
Non poteva accettare che Sho se ne fosse andato così.
Sapeva perfettamente che poteva succedere in ogni momento, ma non era disposto ad accettarlo.
Si distese nella veranda con vista sul giardino e il laghetto, osservano la luna riflettersi nello specchio d'acqua.
Non era pronto a dire addio a Sho. Non lo sarebbe mai stato.
Passò la notte sveglio, pregando con tutto sé stesso che Sho tornasse da lui.
All'alba, infreddolito e indolenzito per la postura tenuta, andò a farsi una bella doccia calda.
Sotto il getto confortevole, controllò ogni buco del soffione della doccia, ogni piccolo anfratto della struttura aspettandosi di veder sbucare il fantasma.
“Maledizione Sho! Sono anche nudo!” sbuffò dando un pugno alle piastrelle.
Si asciugò in fretta una volta finito di lavarsi.
Prese dei vestiti puliti e si vestì. Non riusciva a stare in casa a far niente. Gli sembrava di impazzire.
Decise di tornare alla casa stregata e cercare tracce di Sho però non aveva la macchina e se avesse preso un taxi, l'autista lo avrebbe visto intrufolarsi dentro all'abitazione.
Seppur abbandonata, restava comunque una proprietà privata.
Si ricordò di aver visto una bicicletta nel garage. La trovò e, anche se era da donna, vi montò in sella e partì alla volta della cittadina.
Ci mise un po' per arrivare nella via affollata.
Non poteva entrare senza che qualcuno lo notasse.
Sempre più irritato fece per andarsene quando vide qualcuno passeggiare dall'aria famigliare.
“Satoshi?”
“Mh? Jun! Che fai da queste parti?” gli sorrise l'avvocato raggiungendolo. Era la prima volta che Jun vedeva l'amico senza giacca e cravatta ma semplicemente in felpona e jeans. Gli conferiva un'aria sbarazzina.
“Mi sono dato al ciclismo” mentì Jun.
“Guarda caso davanti ala casa abbandonata dei Sakurai...” lo sgamò subito Satoshi “Non avrai mica intenzione di entrare vero?” domandò Satoshi guardandolo “O sei già entrato?”
Jun abbassò lo sguardo colpevole.
“Jun...”
“Si ci sono entrato stanotte...”
“Jun...” sospirò Satoshi come un padre che si appresta a fare una ramanzina al figlio adolescente in piena fase di ribellione “Ti rendi conto che potevi farti male? E se ti hai visto qualcuno? E' violazione di domicilio...”
“Ero solo curioso...papà...” disse facendo ridere l'amico “E poi non ero solo. Ero con Sho...”
“Sho...capisco E' sempre con te”
“In realtà... è successa una cosa stanotte in quella casa”
“Cioè?”
“Sho mi stava mostrando la sua stanza. Avevo trovato una lettera scritta da sua madre per lui e mai spedita e stavo iniziando a leggerla ma... non esattamente cosa sia successo. Ricordo solo di aver sentito urlare Sho di stare stare attento, una fitta alla testa e poi...più niente. Quando ho ripreso i sensi ero steso nel letto e c'era Hiroki. Non ho più notizie di Sho d'allora...” raccontò Jun “Ho paura che sia sparito per sempre Satoshi...”
“Vieni accompagnami all'asilo così parliamo” disse l'avvocato incamminandosi seguito da Jun, smontato dalla bici “Sapevi che prima o poi sarebbe successo Jun...” iniziò a dire “Lui è morto ormai. E' questa la dura realtà e tu non puoi permettere di accantonare la tua vita per lui. Sei giovane, hai un futuro davanti a te...”
“Io credo...anzi so! Di amarlo! Come posso ignorare i miei sentimenti?”
“Nessuno dice questo Jun. Ma anche tu sai perfettamente che questo amore non porterà da nessuna parte. E' inutile che continui a negarlo...”
“Mi basta che stia al mio fianco!”
“Cerca di ragionare. Non sai neanche se per lui tu sei altrettanto importante. Ha ingannato Ririko-san”
“Non l'ha ingannata!” stridette Jun “Lei ha fatto tutto da sola! Lui non le ha mai detto di amarla” Se lei si è convinta del contrario è stata ingenua!”
“Perché a te ha detto di amarti?” chiese Satoshi fermandosi per guardarlo negli occhi “Sei tanto sicuro di quello che lui prova per te perché ti ha dichiarato il suo amore?”
Jun rimase muto con la bocca semi aperta.
Sho si stava comportando con lui come aveva fatto con Ririko-san?
Non poteva e non voleva crederci.
“Forse Jun...ti stai illudendo anche tu...” mormorò Satoshi appoggiando una mano sulla spalla dell'amico “Fa male lo so. Ma sei ancora in tempo per abbandonare questa folle idea di stare con un fantasma e trovarti qualcuno vivo che ti ami anche di più di lui. Mi ci è voluto molto per lasciarmi andare con Kazu e l'unica cosa che rimpiango e non averlo fatto prima” gli sorrise cercando di confortarlo.
Non parlarono più fino alla scuola.
Satoshi sapeva di aver peggiorato i turbamenti di Jun ma lui doveva svegliarsi e prendere in mano le redini della sua vita, gli era troppo affezionato e voleva vederlo felice.
Entrarono nell'istituto e videro Nino, nascosto intento a spiare.
Satoshi lo abbracciò da dietro e gli diede un bacio sul collo. Nino sussultò per un secondo ma, riconoscendo immediatamente il suo ragazzo, si voltò restando tra le sue braccia e lo baciò.
“Toshi ciao. Sei tornato presto”
“Sapevo di trovarti qui”
“Lo sai che odio dormire nel tuo letto da solo se non ci sei”
“Hai fatto il bravo?” chiese il più grande accarezzandogli con dolcezza il viso.
“Più che bravo”
“Che stai facendo? Giochi a nascondino?”
“No. Sto guardando che combina Aibacchi” disse indicando l'amico seduto sui gradini della scala che portava al piano superiore in compagnia di Minako che teneva seduto sulle propria ginocchia Tomoo.
“Mina?” chiese Jun venendo trascinato al riparo da Nino e Satoshi “Ehi”
“Guardate l'espressione di Aibacchi”
Masaki, non accortosi di essere spiato dai tre amici, aveva un sorriso enorme e guardava la ragazza ammirato.
“Non avevo più visto quel sorriso ebete da quando stava con Shiori”
“Cosa? Ma mia sorella è sposata col mio migliore amico”
“Dettagli”
“Che dettagli!”
Nino infilò una brioche in bocca a Jun.
“Zitto un po'”
Jun si girò a guardare la sorella.
Da tanto non la vedeva ridere così di gusto e, con in braccio il piccolo Tomoo, dava proprio l'idea di una mamma.
Forse era quello che alla sorella mancava: un figlio.
Shun era così preso dal lavoro da non prestare attenzione ai desideri della moglie.
Stupido Shun stai rischiando di perderla.
Pensò spalancando gli occhi quando si accorse che Tomoo li aveva beccati a spiarli e sorrise nella loro direzione.
Il bambino però non disse niente abbracciò di più Minako.
“Andiamo a far colazione” annunciò Satoshi ai sue, tirandoli in cucina dove vennero raggiunti poco dopo da Masaki e Minako.
“Ehi ragazzi! Ciao!” li salutò allegro come sempre il maestro.
“Ciao Masa. Mina allora com'è andato il tuo sabato sera da baby sitter?” chiese Jun alla sorella.
“Meglio di quanto pensassi. I bambini sono tutti un amore” rispose Minako mettendo Tomoo in piedi sulla sedia.
“Guadda Mina guadda!” la richiamò il bambino.
“Si?”
Lui appoggiò il muso della scimmietta che portava sempre con se alla sua guancia e sull'altra le diede un bacio.
“Un doppio bacio! Che tenero che sei!”
Era bello per Jun vedere la sorella così allegra e non intenta a lamentarsi di qualcosa.
“Bene direi che io e te possiamo andare Toshi” sorrise Nino.
“Ma sono appena arrivato”
“Ma io voglio stare un po' solo con te...” disse con tono malizioso il più piccolo che fece cedere all'istante il compagno.
“A domani ragazzi e buona domenica” sorrise Satoshi andando via con il proprio ragazzo.
“Quello era l'avvocato che ha seguito le pratiche per l'eredità di nonna Ririko? Sembra così diverso...”
“Effetto Nino...”
“Lo sai Mina” disse Tomoo “zio Nino e zio Toshi si danno i bacini sulla bocca!”
“Oooh capisco” sorrise Minako abbracciandolo “Io do i bacini a te! Sei troppo tenero cuccioletto”
Jun buttò un occhio a Masaki leggendo nella sua espressione che anche lui avrebbe tanto desiderato un bacio.
Cercò una scusa per lasciarli da soli ma, per fortuna il suo cellulare prese a suonare.
Neanche a dirlo era Hiroki.
Dopo la discussione della notte passata, quasi preferiva restare a fare da terzo incomodo a Masaki e Minako ma alla fine si rassegnò e al quinto squillo rispose al telefono spostandosi in corridoio.
“Pronto?”
<< Pronto? Ciao Jun scusa se ti disturbo>> Hiroki sembrava sorpreso che Jun gli avesse risposto.
“No non disturbi affatto”
<< Ascolta...so che dopo stanotte forse non vorrai neanche più vedermi...e lo capisco. Volevo solo dirti che ho un amico che possiede una concessionaria di auto. Fa dei buon prezzi e poi...beh mi deve un po' di favori e credo sia il momento di reclamarli. Se hai carta e penna posso darti l'indirizzo così puoi andare a dare un'occhiata se sei interessato...”
Jun rimase sorpreso. Hiroki si era attivato per cercare di rimediargli un'auto nonostante il due di picche preso solo poche ore prima.
Era veramente dispiaciuto di avergli spezzato il cuore.
<< Jun? Ci sei?>>
“Si ci sono scusa stavo... nulla. Mi accompagneresti per favore? O ti sto chiedendo troppo?”
<< Davvero? Cioè davvero vuoi che ti porti io?>> chiese il medico con eccessivo entusiasmo.
“Hiroki...”
<< Tranquillo ho capito. Ma voglio essere comunque tuo amico e non pensare male! A tempo debito ho rimediato un'auto anche per quel tirchio di Nino! Chiediglielo se non ci credi!>>
“Ti credo Hiroki tranquillo. Quando possiamo andarci?””
<< Anche subito! Il tempo di venire da te...>>
“Sono all'asilo. Sono venuto in bici per...vedere come stava mia sorella. Ti aspetto qui” lo interruppe Jun.
<< Dieci minuti e arrivo>> Hiroki chiuse la chiamata.
Sospirando, Jun mise via il telefono.
Sho non poteva neanche mettersi in contatto con lui per via telefonica.
Dove sei Sho?
Neanche cinque minuti dopo, Hiroki con la sua macchina, apparve al cancello.
“Ciao” sorrise Jun salendo e mettendosi la cintura di sicurezza.
“Ciao!” ricambiò l'altro partendo “Toma ci sta aspettando. L'ho chiamato poco fa” spiegò guidando.
“Non hai perso tempo insomma”
“Sono precipitoso e impulsivo lo so...”
Non ci volle molto ad arrivare alla concessionaria Tomapi.
Un ragazzo tutto sorridente il aspettava all'ingresso.
“Ciao Hiroki!” lo salutò appena scesero.
“Ciao Toma”
Jun salutò cortesemente presentandosi.
“Allora tu sei Jun! Hiroki mi ha parlato molto di te” sorrise il venditore.
“Immagino solo cose belle conoscendo Hiroki”
“Il bel ragazzo di Tokyo che ha avuto un incidente d'auto che lui ha curato. E' rimasto stregato da te! Per una volta non ha esagerato descrivendo la tua bellezza!” Jun arrossì “ Venite vi faccio vedere le mie ragazze” e li precedette.
“Da quanto gli parli di me?” chiese a bassa voce mentre lo seguivano.
“Dal giorno dopo al tuo incidente...sono rimasto molto colpito da te...” ammise.
Un altro ragazzo stava lucidando un'auto e sollevò lo sguardo.
“Lui è Pi, il mio ragazzo” lo presentò Toma baciandolo.
“Quanto ti piace dirlo a tutti...” fece una smorfia il ragazzo.
“Si molto”
“Piacere. Matsumoto Jun”
“Yamashita Tomohisa. Benvenuto nella nostra concessionaria”
“Non farci caso se non sorride Jun-tan” disse Toma.
Jun-tan? Ecco un altro nomignolo da aggiungere all'elenco dei tanti soprannomi che gli avevano dato in poco tempo ad Hakone più che in tutta una vita a Tokyo.
Gli abitanti amavano chiamarsi con nomignoli.
“Pi è molto dolce. Anche se ha sempre la stessa espressione che sia felice o arrabbiato o triste...” spiegò ridendo Toma.
“Che bella pubblicità che fai del tuo ragazzo”
Toma gli afferrò il viso e lo baciò.
Hiroki voltò il viso grattandosi il mento a disagio mentre Jun pensava a quanto fossero carini. Lui non poteva fare lo stesso con Sho...
“Amore sono venuti per vedere le auto non per vedere noi amoreggiare” disse Tomohisa sollevando di mezzo millimetro le labbra.
Jun pensò che quello fosse il massimo in termini di sorriso che il ragazzo poteva fare.
Toma fece strada a Jun mostrandogli dapprima quelle sportive.
“Da quella parte invece abbiamo le utilitarie e le famigliari...”
“Questa è stupenda...” disse Jun ammirando una macchina decappottabile nera lucida “Che c'è?” chiese Jun vedendo il sorriso del venditore ampliarsi spropositatamente.
“Niente è solo che... Hiroki aveva ragione”
“Su cosa?”
“Quando ieri è passato per dare un'occhiata ha visto questa meraviglia e ha detto: questa sarebbe perfetta per Jun! Sa capirti al volo a quanto pare. Siete compatibili!”esultò. Sembrava che il mondo intero lo volesse a tutti i costi con Hiroki “Ho detto qualcosa che non va?”
“Hiroki ed io siamo solo amici”
“beh si inizia sempre da amici e poi...”
“Io ho un ragazzo!” gridò Jun “Punto e stop”
“Che succede qui?” chiese Tomohisa guardando Jun e il proprio ragazzo seguito da Hiroki che aveva sentito tutto.
“Sono qui per vedere se posso permettermi un'automobile non per parlare della mia vita privata”
“Ho esagerato...” ammise Toma.
“Potrei sapere il costo di questa?” chiese Jun evitando accuratamente di guardare Hiroki. Vedere la sua espressione triste lo faceva sentire cattivo.
“Certo” questa volta se ne occupò Tomohisa.
Era un vero affare: pagamento a rate e grazie ai favori che Toma doveva a Hiroki, il prezzo era notevolmente sceso tanto da essere quasi lo stesso di un'auto usata.
“La prendo!” esclamò Jun. Un'ora dopo aveva tra le mani le chiavi dell'auto “Grazie Hiroki” disse al ragazzo che stava trafficando con il cerca persone “L'ospedale?”
“Si pare ci sia un'emergenza. Sono contento di esserti stato d'aiuto Jun” sorrise.
“Non so se me lo merito...”
“Non te lo meriteresti se avessi giocato con i miei sentimenti invece sei stato.... brutalmente sincero fin dall'inizio. Mi sono illuso da solo quando non ho mai avuto speranze”
“Mi sento spregevole ora...”
“Anche io in questo momento...” ammise Hiroki e Jun lo guardò “Quanto vorrei essere io il tuo ragazzo e non quello sconosciuto...”
“Hiroki...senti...”
“Ho parlato di nuovo troppo” rise il medico guardando di nuovo il cerca persone “Devo proprio andare. Buon rientro a casa con la macchina nuova Jun!” salutò andandosene.
“Hiroki è un bravo ragazzo” affermò Toma avvicinandosi a Jun.
“Amore....”
“No lasciami parlare Pi! Hiroki è simpatico, gentile....un ragazzo d'oro ed è ovvio che stravede per te Jun-tan! Non capisco perché tu non lo prenda seriamente in considerazione”
“Perché non sono affari nostri amore...ora basta” provò a calmarlo Tomohisa.
“Se qualcuno ti dicesse che un altro ragazzo è meglio di quello con cui stai ora? Tu che faresti?” chiese Jun a Toma.
“Non lascerei mettere naso a nessuno nel mio rapporto con Pi...” mano a mano che uscivano quelle parole dalla sua bocca, la foga del ragazzo si spegneva lentamente “Capisco cosa vuoi dire....”
“Indubbiamente Hiroki è un ragazzo straordinario. Forse al limite dello stalkeraggio ma è un bravo ragazzo. Però... anche il mio...ragazzo è magnifico. Grazie di tutto per la macchina. Vi pagherò puntualmente come stabilito . Buona giornata”
Montò in auto e se ne andò.
Era fantastico avere di nuovo un'auto propria con cui spostarsi a piacimento. Passò davanti alla casa di Sho mentre tornava verso l'asilo. Rallentò vedendo che in giro no c'era nessuno e qualcosa di strano nella villa.
Parcheggiò poco più avanti per non dare nell'occhio e aggirò la casa trovando l'entrata sul retro.
Con la luce che filtrava dalle persiane chiuse ma malandate, l'atmosfera sembrava meno horror ma Jun avrebbe preferito andare a girare in quella stanza anche tutte le notti, l'importante era avere Sho al suo fianco.
“Sho? Sho sei qui?”
“Jun?” sbucò il fantasma sorpreso.
“Brutto cretino, idiota, ignorante, stronzo, bastardo!” inveì Jun scoppiando a piangere come un bambino sentendo le mani di Sho accarezzargli il viso “Dove cazzo sei stato?”
“Ehi signorino non essere scurrile” sorrise Sho dandogli un bacio sul naso.
“Dov'eri Sho? Pensavo di averti perso”
“Io...”
“Aniki...”
Jun guardò attraverso Sho; nella stanza c'era un altro fantasma più anziano.
“Un...altro.... chi è?”
“Mio bel Jun” disse Sho e Jun sorrise come una scolaretta al sentire quel mio bel Jun “Lui è Ryosuke, il mio fratellino”
“Fratellino! Ora sono più vecchio di te” rise l'uomo “Piacere. Sakurai Ryosuke”
“Matsumoto Jun...”
“Il famoso Jun”
“Possibile che ormai tutti parlino di me?” sbuffò Jun.
“Chi altro parla di te?” chiese Sho.
“Ti racconto poi dopo... piuttosto! Perché sei svanito?”
“E' colpa mia Matsumoto-san” dichiarò Ryosuke “Sedetevi...le racconterò tutto”
Jun si sedette in una polverosa poltrona “Le offrirei volentieri qualcosa ma non credo ci sia qualcosa ancora di buono in questa casa”
“Non si preoccupi Ryosuke-san. Vorrei solo sapere cos'è successo”
“Innanzitutto mi scuso per averla colpita...”
“Colpito? Il dolore alla testa! E' stato lei?!”
“Mi scuso... ma impazzisco quando entrano estranei in casa mia...nostra ci sono dei cretini che pensano che perché una casa non abbia più il proprietario in vita, quello che c'è dentro è loro di diritto. Quando mi sono accorto della presenza di Sho era troppo tardi l'avevo già colpita Matsumoto-san...”
“Quando ho ripreso conoscenza non c'eri più Sho ma Hiroki...”
“Cosa?! Il medico?!”
“Aniki ti ha messo a letto e poi....ce ne siamo andati.
Jun si stava veramente arrabbiando.
Lo avevano piantalo lì svenuto!
“Perdono” disse Sho “Pensavo che al nostro ritorno tu fossi rimasto lì... invece quando siamo tornati tu non c'eri più...”
“E non hai pensato di venire a casa?”
“Ho pensato che ti fossi ripreso e fossi andato a recuperare tua sorella...” evidentemente Sho si stava arrampicando sugli specchi.
“Volevi passare del tempo con tuo fratello e non hai minimamente pensato a me vero?”
“Sapevo che avrebbe capito subito. Te lo avevo detto Aniki. Sarai pure mio fratello maggiore ma tu non sei vissuto abbastanza a lungo per capire come ragiona un partner e i suoi sentimenti...”
“Sono stato stupido lo so... mi dispiace Jun”
“Ho avuto sinceramente paura di averti perso Sho...”
“Mi dispiace davvero...”
“Ryosuke-san ha detto che siete andati via. Dove se posso chiedere?”
“Siamo andati a fare visita alla tomba di famiglia” Jun annuì “E poi siamo rimasti a parlare di tutte le persone che conoscevamo, della nostra infanzia, dei nostri genitori...ci siamo lasciati andare ai ricordi. Ma ha parlato molto anche di te”
“Visto? Non mi sono completamente dimenticato!” sorrise Sho.
“Ryosuke-san le posso chiedere come mai si trova ancora in questo mondo?” chiese Jun ignorando Sho.
“Sembrerò un uomo attaccato al denaro... ma non volevo abbandonare la mia casa con tutti i miei ricordi. Uno dei miei più grandi rimpianti della mia vita è stato non riuscire a passare tanto tempo con mio fratello e presentargli la famiglia che mi sono costruito da adulto con la donna che ho amato” spiegò Ryosuke sorridendo.
“Quindi lei è stato sposato”
“Si. Quando sono morto ha deciso di lasciare la casa ed andare a vivere a Tokyo dove vive e lavora nostro figlio Shun con la sua famiglia.”
“Non ha più rimpianti ora?”
“Nessuno. E poi vedo che Sho è sereno. Quando tanti anni fa partì per la guerra io non capii subito come mai Tanaka-san non fosse comunque considerata di famiglia. I nostri genitori avevano capito che Anki non era davvero innamorato di lei e volevano anche loro che si rifacesse una vita. Ero dispiaciuto per mio fratello che aveva avuto un destino tanto tragico...non era riuscito a godere delle gioie dell'amore...”
Jun stava piangendo. Era la prima volta che sentiva qualcuno dispiacersi per il destino infausto di Sho e non di quello di Ririko-san. A ben vedere era proprio Sho il più sfortunato.
Cercò la mano del fantasma che prontamente la strinse.
“Anche nella lettera di mia madre che abbiamo trovato prima della....botta in testa, lei mi ha detto le stesse cose. Lo aveva capito il giorno della mia partenza che non ero innamorato e si disperava per come era finita la mia vita. Nostra madre e nostro padre ci amavano infinitamente e volevano solo il meglio per noi. Dopo aver scritto ha fatto chiudere la mia stanza perché era troppo straziante per la mia famiglia vederla vuota e intatta come il giorno in cui me ne andai. Ha fatto promettere a Ryosuke di proteggere la nostra casa dove restavano tracce della mia vita...” spiegò Sho asciugando una lacrima di Jun.
“Vedervi insieme mi rende davvero felice” sorrise Ryosuke.
“Quindi ora che non ha più rimpianti...”
“Posso lasciare serenamente questo mondo” tutte le persiane e le finestre erano chiuse ma all'improvviso apparve una bianca luce abbagliante “E' giunto il momento mi stanno chiamando. E' stato bello rincontrarti Aniki e sono felice di aver conosciuto lei, Matsumoto-san. Mi scusi ancora per averla colpita”
“Ciao fratellino...” Sho era commosso.
“Addio Ryosuke-san” lo salutò Jun.
“Non esistono gli addii Matsumoto-san. Esistono solo arrivederci che richiedono più tempo di altri per potersi rincontrare” sorrise un'ultima volta e si avviò verso la luce senza voltarsi finché non fu completamente inghiottito e sparì.
“Abbracciami Sho” chiese al fantasma che subito lo strinse a se.
Anche se erano passate una manciata di ore, l'abbraccio di Sho gli era mancato terribilmente.
“Anche tu...sparirai così?”
“Jun...”
“Niente Jun! Rispondimi!”
“Si...” ammisa Sho.
“Quando te ne andrai? Tra un giorno? Una settimana? Un anno forse?”
“Non lo so Jun... ma non voglio lasciarti! Non voglio allontanarmi da te!”
“Sho io credo di amarti” disse Jun tutto d'un fiato facendo sorridere Sho che si avvicinò al ragazzo per baciarlo ma Jun si ritrasse “No!”
“Coma no? Hai appena detto che mi ami! Festeggiamo!”
“Si io ti amo! Ma tu? Cosa provi per me? Dimmelo accidenti!”
“Jun...”
“Non me lo dici perché forse non mi ami tu! Mi stai mentendo come hai fatto con nonna Ririko?!”
Ormai parlava senza ragionare. La situazione con Sho andava chiarita subito.
Dopo, con un po' più di lucidità e calma avrebbe ripensato al fatto di aver incontrato un altro fantasma e aver chiacchierato con lui prima che questo passasse nell'aldilà.
“Tu credi questo di me?!” chiese indignato Sho.
“Non fare lo gnorri! Voglio sapere come stanno le cose! Cosa provi per me?”
“Lo stesso che provi tu” ammise Sho accarezzandogli la guancia “Ma ho paura di dire quelle parole...”
“Perché?” chiese Jun posando la propria mano su quella dell'altro.
“Non voglio andarmene Jun. Voglio stare al tuo fianco ma se ti dico tutto quello che provo....ho paura che se te lo dico apertamente …. dovrò andarmene e lasciarti e io non voglio proprio! E mi dispiace che tu pensi che ti stia prendendo in giro...” disse Sho con sguardo triste.
Jun si avvicinò a Sho e si scambiarono un lungo bacio che non aveva bisogno di tante parole, le emozioni erano forti e tangibili.
“Mi credi Jun?”
“Per farmi credere in te....mi bacerai ancora così?”
“Si”
“Allora no non ti credo”
“Ingordo” e lo baciò ancora, più intensamente.
“Inizio a crederti” sorrise Jun “Ero davvero preoccupato...non sono riuscito a dormire”
“Mi dispiace così tanto Jun....ma cos'è questa storia che c'era il dottorino quando ti sei svegliato?”
“Ne parliamo dopo” Sho emise un mugolio di dissenso “Sono felice di aver conosciuto, anche se per poco, tuo fratello. Anche se... una cosa del genere dovrebbe traumatizzarmi! Però sono troppo felice di sapere che sei ancora qui!”
“Presto questa casa potrebbe non esserci più e la cosa mi rattrista ma so che se potrò starti accanto per sempre sarò felice” Jun sorrise.
“Demoliranno la casa secondo te?”
“Molto probabilmente”
“Allora portiamo via qualcosa”
“Vuoi rubare in casa mia?”
“Tecnicamente non sto rubando visto che è anche roba tua” disse Jun alzandosi dalla poltrona e cercando in giro.
Presero le foto di famiglia, Sho diedi indicazioni a Jun su quale asse dell'armadio della propria stanza da scoperchiare; lì sotto infatti c'era una scatola arrugginita.
“Ci sono dei piccoli tesori per me” disse.
Presero anche la lettera della madre di Sho.
“Vuoi prendere altro?” gli chiese Jun mentre metteva tutto dentro alla cartella che Sho usava per andare a scuola.
“Questa” indicò Sho una busta ingiallita “Sono i miei effetti personali che dal fronte hanno spedito a casa insieme alla lettera in cui si annunciava della mia morte”.
Sho guardò per l'ultima volta la sua casa e poi sorridendo, seguì Jun fino alla macchina.
Durante il tragitto verso l'asilo, Jun gli raccontò tutto quello che era successo dal momento che aveva ripreso i sensi.
Sho sembrava furibondo.
“Quel bastardo di un dottorino ci ha provato con te!”
“L'ho rimesso al suo posto” sbuffò Jun arrivando all'asilo, vedendo arrivare la sorella. Abbassò il finestrino.
“Junji! Dov'eri finito? E questa macchina?”
“Ti spiego tutto tornando a casa. Masa?”
“E' dentro con la madre di Tomoo”
“Che è venuta a fare Shiori?”
“Voleva stare un po' con il figlio...” sospirò Minako salendo in macchina al posto del passeggero.
Jun iniziò a raccontare come aveva avuto la macchina controllando dallo specchietto che Sho, fosse ancora lì con lui e gli sorrideva.
no subject
Date: 2015-01-05 03:39 pm (UTC)Non voglio che Sho se ne vadaaaaaaaaaaaaa come ha fatto suo fratello T_T NON VOGLIO! sarebbe troppo straziante! T_T
Awwwwwwwwwwwwwwwwww Jun gli ha detto che lo amaaaaa ♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥
no subject
Date: 2015-01-05 03:45 pm (UTC)E continua a dar noia a Jun che deve ogni volta rimetterlo al suo posto.
Nessuno vuole che Sho se ne vada ç__________ç
E si amanooooo <3 <3 <3
no subject
Date: 2015-01-05 09:56 pm (UTC)Non davvero cosa preferisco, che Jun torni alla realtà e capisca che prima o poi dovrà lasciarlo e farsi una vita, oppure che Sho rimanga con Jun per sempre.
Una cosa la so, su su veloce scriviiiii.
no subject
Date: 2015-01-08 06:56 pm (UTC)E' comunque una situazione di stallo perché così non va da nessuna parte Jun...
no subject
Date: 2015-01-06 09:55 am (UTC)Certo è che Sho non ha più questioni in sospeso, ormai ha imparato cos'è l'amore proprio grazie a Jun, e proprio questo amore rischia di separarli adesso, il momento è sempre più vicino T__T
Tenero Sho che non gli dice ti amo per paura di andare via <3<3<3 sono troppo belli *_______*
Però pure da fantasma è scemo u__u capisco l'aver rivisto il fratello dopo secoli e il voler stare con lui, lo capisco e ha fatto benissimo, ma avvisa almeno XD che Jun mi stava impazzendo e temeva il peggio <3 soprattutto col grillo parlante Toshi che gli mette gigantesche pulci nelle orecchie u__u
Sho telefonate non ne può fare, ma almeno una capatina a casa per avvisare no è? XD
Ma va bene lo stesso perché la parte col fratello è stata proprio emozionante T___T
Invece Hiroki non lo sopporto più -___- sei stato rifiutato, fattene una ragione; sei un caro ragazzo supera la cosa e rifatti una vita, che io mi preoccupo per te u__u *non ci crede nessuno XD*
E tu Toma vendi macchine e non ti impicciare grazie u__u
E tra Masa e Mina che succede? Devo iniziare ad immaginarmi Shun come un ariete con un gigantesco paio di corna? XDD
Anche se sembra più Masa ad essere coinvolto, mentre la sorella di Jun sembra più desiderare un figlio, le si è svegliato l'istinto materno ^^ vedremo che succederà *_______*
Io voglio sapere come risolvi la situazione Betty *____________* muoio dalla curiosità e non ce la posso fareeeeeeeeeeee *_________*
Ancora ancoraaaaa
Grazie mille <3<3<3<3<3<3<3
no subject
Date: 2015-01-08 07:09 pm (UTC)Però ancora non sapete come andrà a finire la storia XDD
Sho è sempre idiota, vivo o morto che sia XD non sarebbe lui altrimenti.
Povero Hiroki, gli è andata proprio male con Jun.
Toma dovrebbe guardarsi il suo fidanzato e starsene buono che è meglio XD
Si direi che sono da tenere sotto controllo i due, non si sa mai che possa capitare.
In un modo o nell'altro la risolverò la situazione! Promesso! <3
Grazie a te!
no subject
Date: 2015-01-06 11:42 am (UTC)Non mi tornano le età e abbiamo un paio di Shun? (o è la febbre? O le medicine? mmmuuuumble)
no subject
Date: 2015-01-08 06:59 pm (UTC)Ce ne sono due di Shun.
Oguri Shun , migliore amico di Jun e marito di Minako e Sakurai Shun, figlio di Ryosuke (il fantasma che ha colpito Jun XD)
Di due età completamente diverse