Love Office

Oct. 8th, 2018 01:44 pm
shinhiroki: (cucciolo)
[personal profile] shinhiroki

TITOLO: Love Office
FANDOM: Arashi
GENERE: AU, Sentimentale
PAIRINGS: Sakumoto,Ohmiya, Tomaiba
RATING: NC-17


Capitolo 9:

Sacrificio e gratitudine

E' stato così rapido che Jun non ha capito cosa stesse accadendo fino a quando non ha visto la scaffalatura e tutto ciò che conteneva cadere verso di lui ma, ad atterrarlo, è stato qualcos'altro o meglio, qualcuno.
Sho gli si è gettato addosso prima che tutta quella roba lo colpisse.
La frana ha causato un enorme polverone tutto attorno a loro.
Tossendo, Jun apre gli occhi.
“Presidente...” bofonchia cercando di sollevarsi ma il peso del corpo dell'altro glielo impedisce “Non pensi di poter fare la commedia...” si blocca sentendo la propria mano umica e appiccicosa.
Prova a scuotere Sho ma questo è incosciente e alla testa ha una ferita che perde sangue.
“Presidente” tenta nuovamente di svegliarlo ma Sho non reagisce “Maledizione...”
A fatica, riesce a scivolare da sotto il corpo Sho e gli toglie di dosso tutte le cianfrusaglie cadute.
Sul pavimento trova il cellulare del Presidente e senza neanche pensarci, in un attimo compone il 119 spiegando con tutta la calma che possibile dato il momento, di spiegare la situazione.
Per tutto il tempo che aspetta, Jun sta vicino a Sho anche quando l'ambulanza arriva, per fortuna non molto tempo dopo, decide di restargli accanto.
Nel tragitto gli tiene la mano e prega perché si salvi.
Sho ha fatto cose ignobili ma ora sono accantonate, conta solo la salute di Sho.
All'ospedale, Sho viene circondato da un nugolo di medici e infermieri che lo portano via per accertarsi delle sue condizioni mentre Jun si lascia andare su una seggiola del corridoio.
Solo allora si ricorda di avere ancora il cellulare del Presidente perché è arrivato un messaggio.
Lo schermo è tutto rotto ma è ancora funzionante.
Il messaggio è del Presidente Ninomiya.
Jun decide di rispondere e spiegare brevemente la situazione.
Proprio mentre preme invio, uno dei medici esce dalla stanza in cui hanno portato Sho.
“Dottore come sta?”
“Lei era sul luogo dell'incidente vero?”
“Sì...”
“Stanno completando ancora gli esami ma anche lei è ferito si faccia controllare.”
Un po' riluttante, Jun si lascia condurre in una stanza dove viene visitato.
Non si era neppure accorto di avere un taglio su un braccio e molti graffi ma a parte quelli, sta bene e se ne è uscito illeso lo deve solo a Sho che lo ha protetto con il suo corpo.
Appena è libero di andare va alla ricerca di Sakurai che nel frattempo è stato portato in una delle stanze vip.
Senza troppe cerimonie entra nella stanza trovandolo cosciente.
Ha la testa fasciata, un cerotto sulla guancia e anche un piede fasciato.
“Presidente...”
“Matsumoto-kun...”
“Sho-chan!” esclama una voce femminile e una donna entra di corsa nella stanza.
Urta Jun, senza neanche scusarsi e corre al capezzale del malato.
“Tesoro mio ma che è successo?”
“Mamma sei qui”
“Certo che sono qui. C'è anche papà” afferma la donna stritolandolo in un abbraccio.
Arriva un uomo che si avvicina al letto.
La somiglianza è lampante col figlio ma Sakurai padre ha uno sguardo molto severo.
“Padre...”
“E' ovvio che io sia qui Yuko. Questo è il mio ospedale.”
“Allora che è successo?”
“Ecco..se mi posso permettere...” dice Jun facendo un passo in avanti. Sei paia di occhi si girano e lo scrutano.
“E tu chi saresti?” domanda Sakurai padre sgarbatamente.
“Sono Matsumoto Jun, l'assi....lavoro per suo figlio.”
“Hai chiamato tu l'ambulanza? Ti siamo molto grati per essere stato vicino a Sho” sorride la madre.
“Sono io che dovrei ringraziare il Presidente. Lui mi ha salvato la vita proteggendomi col suo corpo.”
I coniugi Sakurai guardano Jun stupefatti facendolo sentire molto a disagio.
“Ha salvato un magazziniere...” asserisce il padre con tono disgustato.
“Padre, lui è il mio assistente personale.” chiarisce Sho.
“E tu ti sei lanciato sul tuo sottoposto che si veste e puzza da magazziniere per salvarlo? Lui doveva proteggere te!”
“Padre!”
“Shun!” la madre di Sho guarda Jun con compassione “State entrambi bene per fortuna. Non devi chiamare nessuno? La tua famiglia, la tua fidanzata...”
“Io non...” deve avvisare la sua famiglia perché sicuramente sono in pensiero visto che è tardi e lui non è ancora tornato a casa né ha avvisato ma il suo cellulare, come i suoi vestiti e le sue cose, sono nel suo armadietto nello spogliatoio del magazzino.
“Ora ti comporti da eroe quindi?” irrompe nel silenzio una voce fastidiosa che non può essere di nessuno tranne una persona.
“Ninomiya”
“In persona!” sorride il ragazzo comparendo con Yamada al seguito.
“Ninomiya-kun da quanto tempo” lo saluta Sakurai Senior meno brusco di come si è rivolto a Jun “Tuo padre come sta?”
“Il vecchio? Boh credo bene è alle Maldive con la sua nuova fidanzata poco più che maggiorenne. Lo sa com'è fatto papà Sakurai.” sorride il ragazzo e Jun resta stupito di come il Presidente Ninomiya parli a tutti con disinvoltura e sia un tale menefreghista.
“Papà, mamma, Oniisan” dice una giovane dottoressa entrando nella stanza.
“La famiglia Sakurai quasi riunita” sorride Ninomiya “Mai-chan”
“Ninomiya-san anche lei qui”
“Forse è meglio che io vada” mormora Jun a disagio.
Sho ha bisogno di riposo, non ha idea delle sue condizioni ma è in ottime mani contando soprattutto che è l'ospedale del padre, sua sorella è uno dei medici e non si sentirà solo data la presenza di Ninomiya e della sua ombra.
“Resta Matsumoto-kun” lo ferma immediatamente Sho “Vorrei parlare con te.”
“Tesoro devi riposare” lo ammonisce bonariamente la madre.
“Lo farò mamma stai tranquilla.”
“D'accordo. Caro, Mai usciamo. Lasciamo Sho-chan con il suo... assistente” dichiara la donna tirando con sé marito e figlia uscendo dalla stanza.
“Aaah i letti delle camere vip sono morbidi quasi come quelli degli alberghi!” esclama Ninomiya, per nulla intenzionato a lasciarli soli mentre fa spostare un po' Sho per accomodarsi.
“Fai piano...”
“Matsumoto-san ecco le sue cose” dice Yamada consegnandogli una borsa con i vestiti e i suoi effetti personali.
“Quando abbiamo letto il messaggio abbiamo pensato di passare in azienda e prendere le tu cose” spiega Ninomiya.
“Grazie” risponde Jun prendendo il proprio telefono notando le tante chiamate perse da parte dei suoi genitori.
“C'è il bagno puoi usarlo se ti va” gli dice Sho.
“E se ha bisogno di una mano per strofinarsi bene non esiti a chiedermi aiuto!” aggiunge Yamada.
Jun non risponde e si dirige nella stanza accanto chiudendo la porta a chiave.
“Avrà paura che tu ti possa infilare nella doccia con lui” ridacchia Ninomiya rivolto a Sho.
“Ho la testa fasciata, sono tutto un dolore e guarda il mio piede. E' il tuo assistente che ha fatto lo stupido.”
“Sì ma perché abituato con me.”
“Ti fai lavare dal tuo assistente?” chiede Sho scioccato.
“Sì entra in doccia con me. Non riesco ad arrivare a lavare tutti i punti del mio eccelso corpo sexy.”
“Se lo dici tu...”
“Piuttosto, che facevi nel magazzino tutto solo soletto con il tuo ex assistente?”
“Ho visto...dal monitor... che era solo. Ho pensato che poteva essere l'occasione per poter parlare con lui...”
“Ed ecco il ritorno dello stalker Sakurai.”
“E dal parlare come siete finiti in ospedale? Matsumoto mi ha mandato un messaggio dal tuo telefono dicendo che c'è stato un incidente e che vi trovavate qui.”
“E' crollata una scaffalatura. Non ci ho pensato un attimo. Dovevo salvarlo.”
“Tutte scuse per saltargli addosso” commenta Ninomiya “Strano che ti sia fatto così male nonostante la ciccia che ti ritrovi.”
“Io non ho la ciccia!” si lamenta Sho.
“Non agitarti tanto su. Ora che hai fatto la parte dell'eroe magari riuscirai a far pace con lui.”
“E' così difficile parlare con lui...” sospira Sho “E' sempre sulle sue.”
“Puoi biasimarlo?”
“Ha spento l'acqua” annuncia Yamada con l'orecchio appoggiato alla porta del bagno.
Pochi minuti dopo Jun esce con i suoi vestiti eleganti e i capelli ancora umidi mentre infila la tuta nella borsa.
“Grazie per avermi permesso di fare la doccia” dice tenendo lo sguardo basso “Adesso è al sicuro. C'è la sua famiglia e il Presidente Ninomiya.”
“Matsumoto-kun...”
“Quando la dimettono? Lo sa già?”
“Domani probabilmente.”
“Ok. Buona guarigione” afferma Jun prima di andarsene.

Dopo essere tornato a casa, rassicurato i genitori sulla propria salute, aver mangiato l'abbondante cena preparata da sua madre, Jun può rifugiarsi in camera sua.
Si sdraia a letto ma il sonno proprio non accenna ad arrivare.
Troppe sono le cose che affollano la sua mente.
L'incidente che per poco non uccide sia lui che il Presidente, non osa immaginare cosa sarebbe successo se Sho non lo avesse protetto... forse ora sarebbe lui quello in ospedale.
E' stato molto coraggioso...
Riflette Jun rigirandosi nel letto.
Se però Sakurai pensa di essere perdonato per quello che ha fatto con questo gesto si sbaglia di grosso.
Chi gli dice che non abbia architettato tutto per rientrare nelle sue grazie?
No, impossibile. Non può essere così pazzo da mettere in piedi un piano tanto folle e pericoloso che poteva finire male.
Per tutta la notte Jun non riesce a chiudere occhio, troppo preso a rimuginare su ogni minima cosa.
Alla fine, appena il sole sorge decide di alzarsi e, infilata la tuta, esce a fare una corsa.
Sceso in strada, si scopre quasi deluso di non trovare la limousine del Presidente o la BMW che gli aveva regalato o un qualsiasi mezzo nuovo fiammante.
Perché mai dovrebbe esserci qualcosa poi? E' da più di una settimana che non lavora più come suo assistente e in più ora è in ospedale.
Si da una scrollata e prende a correre per liberare la mente ma, nonostante tutti gli sforzi, non ci riesce.
Sulle mani sente ancora il viscido del sangue, sul petto, il peso del corpo di Sho sul suo reso ancora più pesante dall'incoscienza e da tutto ciò che è franato loro addosso.
Poteva andare molto, molto peggio.
Visto che nemmeno l'attività fisica all'aria aperta sembra aiutarlo, torna a casa e si fa una lunga doccia calda.
Poi indossa un paio di jeans scuri, maglietta e maglioncino e va in cucina dove trova i genitori.
“Buongiorno tesoro!” lo saluta la madre.
“Buongiorno.”
“Come ti senti?” gli domanda il padre sollevando lo sguardo dal giornale che sta leggendo.
“Un po' stanco ma bene.”
“Se penso a cosa poteva capitarti...” rabbrividisce la donna.
“Per fortuna c'era il Presidente” rincara la dose il marito “Come mai eravate nel magazzino?” chiede curioso ed ecco che Jun si gratta la testa in imbarazzo.
Quando è stato declassato a magazziniere non ha detto nulla ai suoi genitori.
Usciva di casa tutte le mattine con indosso i suoi completi eleganti e la propria valigetta.
Sa che non è una bella cosa mentire alla propria famiglia ma è troppo orgoglioso per raccontare la verità.
“Il Presidente è molto scrupoloso.” risponde mentre nota un piatto pieno di brioche al cioccolato “E queste?”
“Papà è andato alla panetteria per prendertene qualcuna.”
“Qualcuna? Saranno una dozzina!”
“Lo sai che papà è un tenerone. E' andato con la macchina nella panetteria più buona per comprartele”
“Yuriko...” borbotta l'uomo nascondendo il viso nel giornale.
“In auto...” ripete Jun “Papà...puoi prestarmi la macchina?”
“Se ti serve certo, prendila pure.”
“Grazie” risponde alzandosi e prendendo un sacchetto in cui infila due brioche.
“Dove vai tesoro?”
“Penso che andrò a vedere come sta il Presidente. Dovrebbero dimetterlo oggi.”
“Lavori anche al sabato...sei proprio un bravo assistente” lo loda la madre “Però prima ai colazione”
“Agli ordini mamma.”
Fatta colazione parte alla volta dell'ospedale, lascia l'auto nel parcheggio ed entra nell'edificio.
Si avvia fino alla stanza dove riposa Sho e, preso un profondo respiro, bussa.
“Avanti”
“Permesso...”
Quando Jun entra, rimane a bocca aperta a vedere la quantità di fiori in vaso e piante presenti nella stanza “E' una serra!”
“Sì. Continuano ad arrivarne da parte dei dipendenti, dai conoscenti...” sospira Sho “Matsumoto-kun non mi aspettavo di vederti.”
“Volevo vedere come sta oggi” tituba un po' Jun “Non porto fiori.”
“Ah non ti preoccupare”
“Non sono le brioche della caffetteria ma ecco... ho pensato... dato che le piacciono molto...” e gli porge il sacchetto con le brioche.
“Per me? Grazie!” gli sorride Sho accettando tutto contento”Questi sono i regali che amo! Il cibo!”
Anche Jun sorride e si siede alla sedia vicino al letto “Non le hanno portato la colazione?”
“Sì, se di colazione si può parlare. Mi hanno portato the non zuccherato e una disgustosa purea di mela e pera...bleah!”
“Strano che in una camera vip servano colazioni del genere.”
“E' pur sempre un ospedale questo e per mio padre sono un paziente come un altro anzi, uno che può sgridare di più se non sta attento alle sue raccomandazioni.”
“Sembra molto severo suo padre” commenta Jun e Sho sbuffa “Scusi. Non sono affari miei”
“Severo è un termine troppo educato per parlare di lui. E' un tiranno bastardo.”
“Io non intendevo...non mi permetterei mai.”
“No no tu non hai detto niente. Lo dico io.”
Cala il silenzio mentre Sho mangia di gusto.
“Proprio buone!”
“Allora la dimettono oggi?”
“Sì. Devo solo firmare le scartoffie e avvertire Kikuchi-san”
“Posso...accompagnarla io a casa se...le va.”
“Tu?”
“Con l'auto di mio padre”
“Sei sicuro Matsumoto-kun?”
“Sì. In fondo lei mi ha salvato la vita.”
“Ho agito d'istinto...”
“Non si monti la testa Presidente” lo avverte Jun “Non si faccia strane idee. Le sono grato per avermi salvato ma non l'ho perdonata per quello che ha fatto.”
“Sì, capisco.”
Quando Sho è pronto, Jun lo aiuta ad alzarsi vista la caviglia slogata e gli passa le stampelle perché Sho non vuole assolutamente usare la sedia a rotelle.
“Quanto dovrà stare a riposo?”
“Una o due settimane...”
Firmati i fogli per la dimissione, si avviano verso l'uscita ma incontrano il padre di Sho.
“Non credi sia meglio per te restare in ospedale Sho?”
“Mi hanno visitato i tuoi medici e mi hanno detto che posso tranquillamente andare a casa.”
“Hai avvertito Kikuchi per farti venire a prendere?”
“Porto a casa io il Presidente.” si intromette Jun ma per Sakurai Senior è come se lui non ci fosse.
“Ce la farai da solo?”
“Me la caverò benissimo, padre.”
“D'accordo. Come preferisci. Rimettiti.” e detto questo si congeda.
“E' proprio stronzo...” commenta a denti stretti Jun ma Sho lo sente e scoppia a ridere.
Escono nel parcheggio e Jun aiuta Sho a sedersi in macchina e, quando è salito anche lui, parte.
“E'...una semplice utilitaria...” dice a mo di scuse immettendosi nelle strade di Tokyo.
“Non era mia intenzione giudicare.”
Sho lo guida verso la propria abitazione.
“Vive da solo?”domanda Jun mentre guida.
“Diciamo di sì. C'è la governante della mia casa che vive nella dependance e l'autista Kikuchi-san che abita nella casa poco distante con la famiglia ma fondamentalmente vivo solo.”
Jun annuisce e continua a guidare mentre Sho tira fuori il proprio cellulare.
“Ha lo schermo rotto.”
“Non importa al momento basta che funzioni. Lo hai usato per chiamare l'ambulanza vero?”
“Sì non avevo tempo ad andare a prendere il mio, non c'era tempo da perdere.” afferma Jun.
“No hai ragione...” risponde Sho sollevato che l'agitazione del momento abbia tenuto lontano Jun dalla galleria del suo cellulare dove avrebbe trovato foto scattate di nascosto quando era ancora il suo assistente in più poteva finire sull'applicazione collegata al suo portatile da cui Sho lo spiava durante le ore di lavoro in magazzino.
Scrive a Ninomiya di essere stato dimesso e che Jun non solo è andato a trovarlo ma si è anche offerto di accompagnarlo a casa.
La risposta dell'altro Presidente è immediata.

“Oh, oh il bel Matsumoto ha l'istinto della crocerossina! Vedi di non fare il coglione come il tuo solito Sakurai ma approfitta della situazione”

Io non faccio il coglione!
Pensa indignato Sho ma Ninomiya ha ragione., deve approfittare dell'occasione venutasi a creare e riavvicinarsi a Jun.
Intanto il ragazzo arriva fino ai quartieri residenziali.
“Qui” gli indica Sakurai un cancello che apre tramite il cellulare così da poter entrare con la macchina.
Il giardino è meraviglioso e ben curato, si vede in lontananza la dependance e la piscina.
La casa si presenta grande e accogliente.
“Wow” commenta Jun fermando la macchina di fronte all'ingresso.
“Normale” minimizza Sho mentre l'altro lo aiuta a scendere per entrare in casa.
“Signore bentornato!” lo accoglie una ragazza con la livrea da cameriera.
“Sono tornato Ishihara-san” le risponde Sho “Questo è Matsumoto Jun. Lei è la mia governante, Ishihara Satomi-san” li presenta Sho e i due si guardano per qualche istante.
“Le porto qualcosa Signore?”
“Sì un po' d'acqua. Matsumoto-kun? Ti va qualcosa?”
“Un caffè se non è un disturbo” dice guardando la ragazza che gli sorride.
Jun ricambia il sorriso ma l'unico che non sorride è Sho, non contento di quell'inaspettata sintonia tra i due.
I due ragazzi si accomodano nell'ampio salotto mentre la ragazza si dirige nella cucina in vista.
Jun fa vagare lo sguardo intorno a se.
Ampio e pieno di luce, salotto, cucina e sala da pranzo sono tutte in un unico grande spazio.
Il pavimento è in parquet, l'arredamento è moderno ma di classe.
Una scala in ferro battuto porta al piano superiore che si apre su un altro ampio ambiente.
“La sua casa è davvero bella Presidente.” si complimenta Jun.
“Dopo possiamo fare un giro panoramico.” gli sorride Sho mentre torna la governante.
“Ecco qui”
Proprio mentre serve l'acqua a Sho, la ragazza inclina troppo il vassoio su cui c'è la tazzina di caffè per Jun che finisce per rovesciarsi sulle gambe del Presidente.
“Cazzo!” urla quello che non può neanche saltare in piedi.
“Signore mi dispiace!” strilla disperata Satomi “Non l'ho fatto apposta!” e prova a tamponare la macchia sui pantaloni di Sho con uno strofinaccio.
“Ishihara-san basta così faccio da solo.”
“Ma Signore...”
“Puoi ritirarti grazie.” la liquida Sho e la ragazza, mortalmente dispiaciuta, se ne va lasciando i due soli con Jun che ridacchia.
“Non è mai stata così distratta...” borbotta Sho tentando di alzarsi.
“Faccia piano Presidente.”
“Lo so ma devo cambiarmi.”
Jun lo aiuta e lo accompagna al piano superiore.
La ringhiera, salendo diventa poi un parapetto da cui si può ammirare il piano inferiore.
Le uniche pareti e porte sono quelle che delineano il bagno e quella che Jun ipotizza sia la cabina armadio.
Intanto che Sho è al bagno Jun osserva la camera da letto provvista di un enorme letto.
“Ehm...Matsumoto-kun...potresti prendermi dei boxer e dei pantaloni? Sono nella cassettiera”
“Sì.”
Apre la porta della cabina armadio dove tutto è ordinatamente riposto ma rimane disgustato quando apre il cassetto della biancheria nel notare la fantasia mimetica che va per la maggiore sui suoi boxer.
Va in bagno e porge gli indumenti al Presidente.
“Avete proprio buon gusto...” lo prende in giro trovandolo con gli abiti della parte inferiore del corpo mezzi abbassati. “Cosa pensa di fare?!”
“Devo cambiarmi! So togliermi i vestiti solo in questo modo! Se hai altri modi illuminami!” ribatte Sho “Solo che...”
“Cosa?”
“Con il piede e la caviglia fasciati e il dolore alla schiena... non riesco a spogliarmi.”afferma mestamente.
“Sta scherzando?” strilla Jun “Mi crede così stupido?”
“Ce la faccio da solo!” replica Sho innervosito cercando di afferrare gli indumenti in mano a Jun ma, nel farlo, si sbilancia troppo e per poco non cade ma Jun, prontamente, lo sorregge “Matsumoto-kun...”
“D'accordo l'aiuto...” dichiara Jun facendo sedere l'altro sul bordo della vasca da bagno “Non osi fare nulla di strano o la pagherà” lo minaccia.
Detto ciò, mette le mani sulle sue cosce e si abbassa.

Date: 2018-10-15 05:48 pm (UTC)
From: [identity profile] vampiretta87.livejournal.com
*fufufufufufufu* a Sho gli si sta servendo un occasione su un piatto d'argento XD però deve veramente stare attento a quello che fa sennò Jun rialzerà la guardia e tornerà a considerarlo solo uno stalker maniaco piuttosto che il suo salvatore XD
Ora non vedo l'ora di vedere che succederà vista la situazione piuttosto calda (almeno per Sho XD)

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