shinhiroki: (cucciolo)
[personal profile] shinhiroki
Ragazze! Non sono morta! Ci sono e sono produttiva!
A tratti ma produttiva.
In più a natale è arrivato il laptop nuovo e posso copiare tutto con meno fatica!!!!
Quindi nonostante l'ora... ecco un nuovo capitolo!!!!
Scusate ancora l'attesa!
Spero di non farvi aspettare più così tanto ma conoscendomi... meglio non fare promesse!!!!
Buona lettura e in mega ritardo... Buon Anno Nuovo!

TITOLO: Love Office
FANDOM: Arashi
GENERE: AU, Sentimentale
PAIRINGS: Sakumoto,Ohmiya, Tomaiba
RATING: NC-17
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Capitolo 10:
Nella tana del lupo



Sho si impone più autocontrollo possibile ma non è facile per niente.
E' nudo dalla vita in giù, Jun tra le sue gambe con le mani sulle sue ginocchia.
Meglio dei suoi sogni erotici recenti!
Calmati Sho, calmati.
Jun gli toglie gli indumenti bagnati e gli infila i boxer mimetici e i pantaloni della tuta mentre Sho fa esercizi respiratori.
Quando l'ex assistente solleva lo sguardo su di lui, si acciglia notando all'istante l'erezione crescente nel Presidente.
“Animale” afferma spingendolo leggermente e Sho finisce a gambe all'aria nella vasca “Si rinfreschi un po' le idee Presidente” e accende l'acqua gelida che scroscia su un urlante Sho.
“E' fredda! Basta basta ti prego!”
“Ma come non le piace quello che sto facendo per lei?”
“E' gelata! Ti prego!”.
Quando Jun ritiene di averlo punito abbastanza, spegne il getto d'acqua.
“Non lo merito un grazie per averla aiutata?”
“Potevo sbattere la testa o morire affogato!”
“Che esagerazione”
“Ora sono bagnato come un pulcino!”
“Almeno un altro uccello è stato spazzato via” commenta scorbutico Jun lanciandogli addosso l'accappatoio “Si spogli e metta addosso questo poi, forse, la aiuterò a mettersi il pigiama.”
Detto ciò esce dal bagno chiudendo la porta e andando a sedersi sul bordo del letto con rabbia.
Doveva aspettarselo da quel porco schifoso.
Incredibile! Si è eccitato solo perché ho sfiorato le sue gambe.
Parecchi minuti dopo la porta del bagno si apre e compare Sho completamente avvolto nel proprio accappatoio e un asciugamano in testa.
“Le si sono calmati i bollenti spiriti?” domanda Jun guardandolo con sospetto.”
“Sì sono super calmo” ribatte Sho starnutendo “Maledizione! Pure il raffreddore.”
Jun sospira e alla fine lo aiuta a vestirsi, almeno a mettersi intimo e pantaloni del pigiama “Posso mettermi la maglia da solo. Grazie Matsumoto-kun”
Jun lo guarda notando molti graffi oltre che gli addominali e i muscoli delle braccia .
“Non ho niente” si affretta a giustificarsi Sho vedendosi scrutare dall'altro.
“Non pensavo che foste così in forma Presidente”
“Eh?”
“Con tutte le brioches al cioccolato che si mangia...avrei scommesso che aveste un bel po' di pancetta.”
“Io mi alleno!”
“Si ma ama molto di più mangiare. Mi ricordo bene quanto mangiato quella sera a cena...per quello ha retto così bene l'alcool. Con tutto quel cibo nello stomaco...”
“Io ricordo anche altro di quella serata” ribatte Sho facendo arrossire Jun evitando di correggerlo sul fatto dell'alcool.
Non ha retto perché era pieno come un uovo ma perché non ha bevuto quanto Jun.
Il ragazzo tossicchia imbarazzato e si allontana.
“E' ora di pranzo. Preparo qualcosa”
“Tu?”
“Sì perché? Non si fida?”
“No no mi fido solo...non pensavo che volessi cucinare per me”
“Ieri mi ha salvato la vita...” mormora Jun non riuscendo a guardarlo in volto “Sono ancora molto arrabbiato con lei per avermi ingannato ma non mi sento di abbandonarla ora che ha bisogno.”
“Matsumoto-kun...”
“Uso la sua cucina allora” e si affretta al piano di sotto con il cuore in gola.
Gli stavo fissando i pettorali! Sono mica scemo?!
Mi sto facendo influenzare dal senso di gratitudine per avermi protetto col suo corpo.
Calma i battiti incessanti del suo cuore e cerca di concentrarsi sul pranzo.
Apre il frigorifero rimanendo impressionato per quanto sia colmo di ogni ben di Dio.
“Matsumoto-kun” lo chiama Sho dal piano superiore.
“Si?”
“Ti spiacerebbe...aiutarmi a scendere?”
“Oh sì. Mi scusi”
Lo raggiunge in cima alle scale e lo aiuta a scendere gli scalini lentamente e infine farlo sedere sul divano.
“Sei sicuro di voler cucinare tu? Puoi rilassarti qui con me e lasciare che se ne occupi Ishihara-san”
“Non si fida proprio di me”
“Ma no! E' solo che non voglio abusare della tua gentilezza.”
“Non c'è problema. Cucinerò qualcosa di leggero”
“Mmm...” brontola Sho “Ho mangiato poco e da schifo in ospedale”
“Ho capito”
Jun va in cucina e si dedica al pranzo.
“Pranzi con me?” gli chiede il Presidente spiandolo dal divano e scattando di nascosto qualche foto.
Una delle quali viene spedita a Ninomiya che non tarda a rispondere.

“Era meglio se per cucinare avesse addosso il grembiule...solo quello”

A quella immagine, la fantasia di Sho prende a galoppare ma deve frenarsi perché se Jun se accorge sono guai.
Però sarebbe bello averlo lì con lui in casa ogni giorno.
Fantasticando su una quotidianità del genere, si addormenta col sorriso sulle labbra.
Quando è tutto pronto Jun guarda il suo operato tutto soddisfatto.
Ha preparato un sacco di roba ma i sicuro Sho non avanzerà molto.
“Presidente è pronto” lo avverte non ricevendo però risposta.
Andando a controllare lo trova profondamente addormentato “Si raffredderà...” sospira.
Prende la coperta per coprirlo e lasciarlo riposare ancora un po' ma inciampa nella gamba del tavolino di fronte al divano e frana addosso a Sho, labbra contro labbra facendolo svegliare di colpo.
“Non...non è come pensa!” balbetta Jun provando a togliersi da quella posizione ma Sho lo trattiene a sé.
Infila una mano tra i suoi morbidi capelli neri e lo bacia per bene.
Jun oppone un'iniziale resistenza ma, poco a poco, smette di ribellarsi e corrisponde il bacio.
Il momento però non dura a lungo e Jun, ritrovata la lucidità, si scosta scattando in piedi.
“Cosa crede di fare?!”
“Io? Tu ti sei gettato addosso a me mentre dormivo”
“Sono scivolato”
“Sulle mie labbra?”
“Non volevo”
“Va bene non volevi però poi hai risposto al mio bacio dopo”
“Lei mi stava trattenendo”
“Perché se ricambia ogni volta i baci dai sempre la colpa a me? Prenditi le tue responsabilità!”
“Me ne vado!” strilla Jun offeso tentando di andarsene ma Sho lo trattiene afferrandolo per il polso “Mi lasci!”
“E tu fermati mi sto facendo un male cane”
Jun stringe i denti e torna sui suoi passi osservando l'altro con gli occhi socchiusi.
“Deve smetterla Presidente”
“Voglio che torni a lavorare con me, come mio assistente” dichiara Sho serio.
“E magari lasciarle fare tutto quello che vuole... se lo scordi!”
“Matsumoto-kun ho bisogno di te”
Inaspettatamente, Jun perde un battito del cuore alle parole di Sho ma non gliela darà vinta, resta freddo e indifferente il più possibile.
“Io non sono interessato agli uomini”
“E io non ti sto chiedendo nulla dei gusti. Ho bisogno di te, del mio efficiente assistente.”
“Non ho nessuna intenzione di farmi comprare.”
“E io non ti comprerò... a parte la macchina... quella te l'ho già comprata”
“Lei è veramente...”
“Ok ok ho sbagliato a esprimermi. Ma la macchina ti serve no?”
“Non posso accettare una cosa del genere”
“Va bene come vuoi.. allora in base a ciò deduco che preferivi quando venivo a prenderti in limousine tutte le mattine per stare un po' solo con me in uno spazio mooolto ridotto”
“Ma cosa sta farneticando?!”
“Mi va anche meglio venire a prenderti personalmente”
“Accetto la macchina!” esclama Jun “Così potrò stare da solo e al sicuro”
“Se sei convinto...”
“Convintissimo”.
“Quindi tornerai ad essere il mio assistente” sorride Sho.
“Ma tra un anno, anzi meno, me ne andrò”
“Perché sei così ostinato?”
“E' lei quello ostinato” ribatte ancora Jun “Farebbe qualunque cosa per farmi stare vicino a lei”
“Sei bravo nel tuo lavoro Matsumoto-kun. Davvero bravo. Mi sei davvero di aiuto e ora più che mai ho bisogno di te. Non riuscirò ad occuparmi di tutto adesso e non posso lasciare l'azienda senza una guida.” spiega il Presidente.
“Sta dicendo che dovrò farlo io?”
“Sì”
“E tutto pur di provarci?”
“Non ti lascerei mai nelle mani la mia azienda che ho creato dal nulla con le mie sole forze solo perché sei bello. Sai il fatto tuo nel lavoro.”
Jun lo guarda notando l'estrema serietà nei suoi occhi.
“Va bene...” mugola Jun “Tornerò ad essere il suo assistente...”
“Ottima scelta” sorride Sho “E' pronto? Sento un profumino e ho una fame da lupi”
Jun lo aiuta ad alzarsi e lo accompagna al tavolo della sala da pranzo tutto imbandito.
“Wow!” esclama il Presidente ammirato “Sembra tutto delizioso!”
“Spero che sia di suo gradimento”
Anche Jun si accomoda di fronte a lui e cominciano a mangiare.
“Buonissimo!”
“Visto? E lei che non si fidava.”
“Non è vero! Ma hai l'aria stanca” gli risponde.
“Non ho dormito molto...” ammette Jun ma non gli darà la soddisfazione di fargli capire che non ha dormito perché era in pensiero per lui “In America vivevo da solo e mi dovevo cucinarmi i pasti, ma non è una cosa che mi spiace anzi.”
“Sei molto bravo”
“Grazie. Lei invece non sarà in grado neanche di preparare del ramen istantaneo da solo” gli sorride Jun.
“Ehi! Si risponde così al proprio capo?”
“Vuole per caso licenziarmi?”
“Non ci sperare” ribatte Sho “Quindi sarà così d'ora in poi?”
“Può sempre licenziarmi Presidente” lo stuzzica Jun.
“Accetto la sfida ma non pensare che mi lascerò influenzare da qualche battuta. Sono abituato a ben di peggio. Sono amico di Ninomiya.
“Un punto per lei...”
Ridono entrambi continuando a mangiare.
“Alla famosa cena...” inizia a dire Jun.
“Sì?” sorride sornione Sho ricevendo in risposta un'occhiataccia dall'altro.
“Non mi aveva detto che suo padre è proprietario di un ospedale. Pensavo che l'azienda fosse sua e gliela avesse lasciata”
“Da bravo figlio di papà” sorride tristemente Sho bevendo dell'acqua.
“Mi dispiace di averla definita in quel modo ma...a mia difesa ero davvero fuori di me... mi sono sentito trattato alla stregua di una prostituta.”
“E a me dispiace che tu ti sia sentito in quel modo. Non era mia intenzione quello che mi hai detto... me lo sono meritato” risponde Sho “Comunque no, mio padre è proprietario di un ospedale ed io sono il suo erede, anzi lo ero. Voleva che studiassi medicina e gli succedessi ma io non amo gli ospedali e sapevo che quella non era la mia strada così, siamo sempre arrivati a duri litigi.” racconta Sho con Jun che lo ascolta in silenzio “Non mi ha aiutato quando ho deciso di aprire l'azienda. Sono partito da basso, ho ampliato la mia azienda lavorando duramente con l'aiuto dei miei collaboratori. E' una mia creatura e se ora è una società affermata e importante sono fiero di affermare che è merito solo mio.”
“Quello che ha fatto è notevole. La Sakurai Corporations è una delle migliori. Proprio per questo ho fatto domanda per lavorare qui. Era la mia primissima scelta.”
Sho sorride “Ovunque tu faccia domanda non faresti fatica a farti assumere”
“Avevo passato il colloquio anche con la Ninomiya Technology”
“Avresti lavorato con Ninomiya...”
“Povero me...”rabbrividisce Jun “Però per fortuna ha già un assistente.”
“Lo sai che saresti stato assunto anche senza che fossi intervenuto io vero?”
“Ozawa non prestava ascolto a nessuno”
“Lui è sempre stato un idiota ma tu saresti stato assunto. Un curriculum e delle referenze del genere non passano di certo inosservate. Probabilmente non saresti stato il mio assistente ma con le tue competenze saresti finito agli affari esteri da Hasegawa o al marketing con Oguri.
“Era proprio destino che dovessi entrare in questa azienda...”
“Destino, sì” conferma Sho sorridendo ma in quel momento entra la governante Satomi.
“Ah! State già mangiando”
“Si abbiamo quasi finito” risponde Sho scocciato che la ragazza sia arrivata ad interrompere la loro intimità.
“Allora laverò i piatti quando avete finito” afferma la ragazza facendo per andarsene.
“Non ce n'è bisogno Ishihara-san. Faccio io senza alcun problema. Ho cucinato io è giusto che lavi quello che ho usato.”
“Ha cucinato lei Matsumoto-san?” chiede impressionata “E' il mio lavoro...non è giusto che l'ospite faccia i lavori di casa”
“Insisto” sorride Jun alzandosi col proprio piatto ormai vuoto e dirigendosi con lei in cucina continuando a battibeccare su chi debba lavare.
Sho li segue con lo sguardo.
Possibile che dovunque Jun vada, ogni ragazza inizi a fargli gli occhi dolci?
E perché lui da sempre corda a queste sgallettate?
La cosa che gli fa più rabbia è che se con Mao sembra che l'interesse sia più che altro solo da parte di lei, con la sua governante anche Jun sembra interessato.
Digrigna i denti infastidito.
“Ha detto che si pensa lui Ishihara-san. Puoi ritirarti.”
La ragazza smette subito di ridere con Jun e guarda il suo datore di lavoro.
“Come desidera Padrone” fa un inchino e velocemente se ne va da dove è venuta.
“Non c'era bisogno di essere così brutale” lo rimprovera Jun sparecchiando la tavola.
Invece sì, era necessario.
Pensa Sho battendo nervosamente il dito sulla superficie del tavolo.
Non può mai abbassare la guardia!
“Prenda le medicine Presidente” comanda Jun e Sho mugugna “Non faccia storie su.” e gli mette di fronte il flacone di pastiglie e un bicchiere d'acqua.
“Vuole che l'accompagni di sopra a stendersi?” chiede Jun.
“No mi sdraierò un po' sul divano” annuncia Sho trascinandosi da solo sul comodo divano mentre l'altro continua a lavare e rassettare in cucina.
“Ecco fatto!” esclama neanche dieci minuti dopo “Ho sistemato tutto. Se non le serve altro...” ma avvicinandosi al Presidente lo trova di nuovo addormentato “Beato lui che ci mette così poco ad addormentarsi.” sospira e nota sul tavolino il cellulare del ragazzo che sta ricevendo una chiamata.
Allunga l'occhio sullo schermo rotto e legge il nome di Kaoru-san così decide di rispondere.”
“Pronto? Kaoru-san? Sono Matsumoto”
<< Matsumoto-san da quanto tempo. Ho saputo dell'incidente come si sente?>>
“Io bene. Il Presidente mi ha salvato” dice allontanandosi per non svegliarlo ed entra in una stanza: un'enorme studio con una vasta libreria.
<< Meno male! Il Presidente è con lei? Volevo chiedergli come devo regolarmi per i prossimi giorni qui in azienda>>
“Al momento sta riposando. Senta Kaoru-san, riesce a girarmi una mail con gli impegni del Presidente? Penserò io a sistemare tutto.”
<< Vuol dire che tornerà ad essere il suo assistente?>>
“Sì è così...”
<< E' una magnifica notizia. Ci è mancato molto sa? Mi dia solo qualche minuto e le giro tutto.>>
“Grazie Kaoru-san”
<< Grazie a lei Matsumoto-san. A lunedì.>>
Quando la telefonata termina, Jun tira sul le persiane delle finestre per far entrare la luce e poi va a sedersi alla scrivania.
Accende il PC che gli chiede la password ma la cosa non lo spaventa.
Sa che Sakurai ha la tendenza a dimenticare pin e password così le scrive su un foglietto che poi viene puntualmente nascosto sotto uno dei soprammobili della scrivania.
Infatti, sollevato il portapenne trova la password.
“BradipoSS...” legge e poi digita sulla tastiera “Al solito password idiote...”
Come sfondo del desktop, una foto della Sakurai Corporations il giorno della inaugurazione della nuova sede con Sho davanti, sorridente e orgoglioso.
“Ha creato un vero impero” commenta Jun apprestandosi a organizzare l'agenda del Presidente.


Qualche ora più tardi, Sho si risveglia intontito.
Ci mette un po' a capire dove si trovi ma poi si ricorda.
Da quanto tempo non faceva un riposino pomeridiano sul divano di casa? Da troppo!
Doveva finire in ospedale per potersi concedere un po' di riposo.
Non vedendo Jun, pensa che sia andato via e sospira dispiaciuto.
Sarebbe stato bello svegliarsi come prima con Jun addosso e le loro labbra a contatto.
Però la situazione sembra volgere al meglio.
Jun ha accettato di tornare a lavorare con lui e le sue chance di conquistarlo sono aumentate nuovamente.
Prova ad alzarsi normalmente ma appoggia la gamba fasciata.
“Ah!!!! “ strilla attanagliato dal dolore.
“Che succede?” chiede Jun arrivando dallo studio.
“Matsumoto-kun sei ancora qui. Pensavo che te ne fossi andato.”
“Lo stavo per fare ma poi ha telefonato Kaoru-san per sapere come stava e ho deciso di restare e riorganizzare la sua agenda per i prossimi giorni.” spiega.
“Davvero hai fatto questo?”
“Sono il suo assistente no?” sorride.
“Un fantastico assistente aggiungerei”lo loda Sho facendolo arrossire “Grazie Matsumoto-kun”
“Prego. Ah! Mi sono permesso di ordinare un altro cellulare visto che il suo ha lo schermo rotto. Lo dovrebbero consegnare tra non molto”
“Grazie per il disturbo. Cavoli su quel telefono ci sono cose importanti... di lavoro” afferma Sho omettendo che al suo interno ci sono molte foto scattate di nascosto a Jun e anche l'app collegata al sistema di videosorveglianza del magazzino.
“Non tema. Proprio per non perdere i dati ho chiesto a qualcuno di più competente di me”
“Più competente...Oh no... non mi dirai...”
Proprio in quell'istante, il campanello suona e una veloce Satomi si appresta a rispondere al videocitofono.
“Tenuta Sakurai”
<< Tenuta? Che siamo nel Medioevo?>>
<< Forse dovevamo venire in carrozza sua Eccellenza>>
“Proprio loro dovevi chiamare...” sospira Sho sconsolato.
“Che faccio Padrone? Apro il cancello?” chiede la governante.
“No”
“No?”
“...apri...”
Un po' confusa, la ragazza preme il pulsante che apre il cancello.
Da lì a pochi minuti, apre la porta d'ingresso per far entrare gli ospiti, niente di meno che il Presidente Ninomiya e il suo assistente Yamada.
“Eccoci qui!” esclama Ninomiya “Carina la tua catapecchia Sakurai”
“Ciao...Ninomiya”
“I signori gradiscono del the?” domanda Satoshi.
“Sì grazie” risponde Ninomiya accomodandosi “Sembri star meglio”
“Ora che ti vedo sto peggio”
“Ma come non si prende cura di te il tuo bel infermiere?”
“Non sono il suo infermiere, Ninomiya-san” precisa Jun sedendosi sulla poltrona.
“Yamada siediti” dice Sho vedendolo in piedi dietro alla poltrona su cui è seduto Ninomiya.
“Sua Eccellenza non mi ha dato il permesso di sedermi.”
“Ma questa è casa mia”
“Ma è sua Eccellenza il mio capo” insiste testardamente il ragazzo.
“Ok allora rimani in piedi”
“E' così che si plasmano gli assistenti Sakurai” ridacchia il Presidente Ninomiya “Allora devo ripararti il cellulare?”
“Sì da questa Ninomiya-san. Qui starà più comodo a lavorare” dice Jun pronto a fargli strada nello studio di Sho.
“Stai tranquillo mi ci accompagna Sakurai. Tu resta qui con Yama-chan a parlare di...boh quello di cui parlano gli assistenti quando non ci sono i loro superiori.”
Detto ciò aiuta Sho ad alzarsi e lo trascina quasi di peso nello studio, chiudendo la porta.
“Ma sei di piombo!”
“Perché mi hai trascinato di qui con te? Sai farlo benissimo da solo il backup dati di un cellulare.” si lamenta Sho.
“Devo dirti una cosa, molto seria”
“Sì me lo immagino. Qualche battuta su me e Jun che mi fa da infermiere.”
“No. Si tratta dell'incidente” afferma Ninomiya serio, tanto serio da spaventare Sho.
“Dell'incidente?”
“Non è stato un semplice incidente.”

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