shinhiroki: (*Q*)
[personal profile] shinhiroki
TITOLO: Love Office
FANDOM: Arashi
GENERE: AU, Sentimentale
PAIRINGS: Sakumoto,Ohmiya, Tomaiba
RATING: NC-17
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Capitolo 11:
Non siamo persone ansiose

“Cosa intendi dire con non è stato un incidente?” chiede Sho allarmato “Credi che l'abbia fatto apposta per poter rientrare nelle grazie di Jun?”
“il fatto che tu abbia anche solo pensato a una cosa del genere è inquietante lo sai? Ma no non sto dicendo questo” commenta Ninomiya “Quando il tuo assistente mi ha telefonato con il tuo cellulare, Yama-chan e io siamo andati alla Sakurai a recuperare le sue cose. C'erano già le guardie di sorveglianza a la polizia che girava così ho pensato di tenere lontano i curiosi e ho fatto circoscrivere la zona. Ho chiamato i miei investigatori e nel frattempo ho fatto disinstallare le telecamere in più. Incredibilmente il tuo essere un pervertito ha dato dei benefici inaspettati. Una delle telecamere piazzate nel magazzino ha ripreso qualcosa di interessante” afferma Ninomiya collegando il proprio cellulare al computer di Sho avviando successivamente un filmato.
“E' una registrazione della pausa pranzo mentre Matsumoto e gli altri erano in sala relax. Qualcuno è entrato senza farsi vedere e manomesso lo scaffale, che risultava pericolante e già segnalato più volte dal capo magazziniere Nagase” dice Ninomiya indicando una figura incappucciata della quale non si riesce a vedere il volto “Poi è sparito per ricomparire proprio quando tu e Matsumoto eravate soli. Si vede chiaramente che da una spallata allo scaffale che poi cade su di voi.”
“Sono senza parole...”
“Non può essere un delinquente qualunque. Questo è uno della tua azienda.”
“Voleva farci fuori?”
“Credo, e ribadisco, credo, che puntasse a Matsumoto.”
“Cosa?”
“Non ne sono certo. E' però un'ipotesi. Se fosse stato un semplice sabotaggio perché non farlo cadere su uno qualunque? Invece solo su Matsumoto. Casualità? Forse no. Ma è stato un miracolo che tu fossi lì con lui proprio in quel momento.”
“Ma chi potrebbe avercela con lui?”
“Ozawa per esempio.”
“Ma sono stato io a licenziarlo.”
“Sì questo è vero” conviene l'altro Presidente “Ma Matsumoto lo ha preso a pugni e lavorando in magazzino era più facilmente avvicinabile rispetto a te. Con questo sto solo facendo delle ipotesi non ho prove certe che sia stato Ozawa ma se vuoi un consiglio, conduciamo delle indagini private all'interno dell'azienda senza coinvolgere troppo le autorità. Non dimenticarti che è stato liquidato per insabbiare il caso di molestie. Se si scoprisse che non solo è stato un sabotaggio ma che la struttura era già pericolante e denunciata dai dipendenti ma tu non sei intervenuto prima i guai aumenterebbero” conclude Ninomiya “Avresti uno scandalo gigantesco.”
“Maledizione ho le mani legate...” ringhia frustrato Sho.
“Lascia che me ne occupi io. Tu fai in modo di far passare l'incidente in secondo piano e tieni Matsumoto il più possibile al tuo fianco perché se è stato davvero Ozawa è molto probabile che ci riproverà.”
“Che ci provi e io lo distruggo stavolta!” sbraita Sakurai proprio nel momento in cui entra Jun.
“Che succede?”
“Si infervora perché lo prendo in giro per le sue stupide password e per i nascondigli da due soldi” sorride Ninomiya.
“Come la capisco...sono parecchio imbarazzanti” conviene Jun lasciando una scatola sulla scrivania “Hanno appena consegnato il telefono Presidente.”
“Grazie Matsumoto-kun”
“Ha pagato con la sua carta platino”
“Si perfetto.”
Jun li guarda per qualche secondo e poi si congeda lasciandoli nuovamente soli.
“Ha l'accesso alla carta platino?”
“Mi fido di lui. E' il mio assistente.”
“Sì sì...” ridacchia Ninomiya apprestandosi a copiare tutti i dati dal vecchio smartphone al nuovo “Meno male che il tuo assistente non è curioso perché se faceva passare le foto qui sopra non sarebbe mai tornato a farti da assistente ma ti avrebbe denunciato. Ci sono più foto del suo culo che del suo viso.”
“Ehi cosa guardi? Fai solo quello per cui sei stato chiamato!”
“Sì sì...oh! Guarda! In questa si intravede anche Ohno!”
“Smettila di sbirciare!”
“Piuttosto Sakurai ascolta. Vorrei proporti un affare”
“Un affare?”
“Sì beh ti sto aiutando parandoti il culo ma non faccio mai nulla senza ottenere nulla in cambio.”
“Se vuoi uscire con Ohno veditela da solo. Mi sembrate in confidenza oramai.”
“No è una questione di lavoro. Ora ti spiego.”

Quando Sho e Ninomiya escono dallo studio, la cena è stata già preparata da Jun e dalla governante Satomi con l'aiuto di Yamada.
“Oh meno male si mangia! Hai cucinato tu Yama-chan?”
“Io ho per lo più apparecchiato! Sono stati Matsumoto-san e Ishihara-san a cucinare. Sembrano molto affiatati ai fornelli” commenta il ragazzo guardando i due.
Anche Sho li osserva e borbotta infastidito.
“Padrone!” esclama la ragazza “La cena è pronta ora vi servo.”
“Non ti preoccupare ci pensiamo da soli” le risponde bruscamente il Presidente “Puoi ritirarti.”
“D'accordo. Con permesso...”
“Aspetta Ishihara-san” la ferma Jun “Abbiamo cucinato insieme e c'è cibo per tutti. Resta a cenare con noi.”
“Ma il Padrone...”
“Il Presidente può andarsene a letto e lasciarci mangiare in pace se non è d'accordo.”
Sho stringe i pugni.
Perché Jun deve essere sempre così dannatamente cordiale con con tutte le donne che incontra?
Potevano passare una serata in intimità lui e Jun ma non solo ci sono Ninomiya e il suo assistente ma pure la governante resta a rovinare la festa.
Ma una gioia maledizione.
La cena trascorre senza troppi problemi tra i racconti di Ninomiya e Yamada.
Sho invece passa il tempo a guardare male al propria domestica intenta a parlare di ricette con Jun.
Ed è proprio il ragazzo, appena finito di mangiare, il primo a congedarsi.
“Allora ci vediamo in ufficio Matsumoto-kun”
“Sì a lunedì”
Detto ciò, Jun saluta tutti e se ne torna a casa.


Il lunedì mattina arriva fin troppo presto anche se, per tutta la domenica, Jun è stato in ansia per il ritorno a lavoro a stretto contatto con Sho.
In più è particolarmente seccato perché Sho non si è fatto sentire per tutta la giornata.
Non che volesse parlare con lui ma almeno una chiamata, un messaggio... ma no, niente.
Zero assoluto.
L'unico segnale di vita da parte di Sho è stato quello di fargli recapitare l'Audi ma senza nessun biglietto.
I suoi genitori sono rimasti molto stupiti dall'arrivo dell'auto di lusso ma Jun l'ha giustificata come auto aziendale.
Quante bugie ha dovuto dire ai suoi per non farli preoccupare per colpa di quel maledetto Sakurai.

Prima di entrare in sede, Jun decide di andare a salutare tutti i ragazzi del magazzino.
“Lo sapevo che non saresti durato tanto” ride Nagase “Scherzo! Hai lavorato davvero sodo ma tu hai studiato e meriti di avere un lavoro miglior”
“Grazie per avermi accolto” li ringrazia Jun.
“Ah! Che invidia! Potrai fare la pausa pranzo al ristorante”
“Potete venire anche voi lo sapete”
“Ma noi siamo impolverati non tutti infiocchettati come voi degli uffici”
“Di certo sgobbate più di loro....di noi. Venite vi prego. Tutti. Siete miei ospiti.”
“Beh, se l'assistente personale del grande capo ce lo ordina non possiamo rifiutarci.”
“No no non vi sto ordinando niente. E' un invito”
“Stavo scherzando Matsumoto-kun. Verremo per farti piacere.”
“Grazie! Ci vediamo dopo.”
Salutati gli ex colleghi, Jun sale al tanto indesiderato 30° piano.
Kaoru-san è già al suo posto e lo accoglie calorosamente ma di Sho, nessuna traccia.
Che sia rimasto a casa per via della gamba?
Ma diamine lui è il suo assistente dovrebbe essere informato sui movimenti del Presidente!
Getta la ventiquattrore sulla sedia di fronte alla propria scrivania dove nulla sembra essere stato spostato.
Quello stronzo di Sakurai...sapeva che prima o poi sarei tornato ad essere il suo assistente.
“Jun-san...” lo chiama qualcuno sulla soglia della porta.
“Sì?” chiede voltandosi e trovando l'assistente di Ohno “Mao-san”
“Ho saputo quello che è successo...scusami se non sono mai passata al magazzino ma... mi sentivo terribilmente in colpa. E' stato a causa mia se sei finito lì...”
“Mao-san non è colpa tua.”
“Ma l'incidente...potevi rimanere ferito o peggio...”
“Ma non è successo. Ti ripeto, Mao-san, la colpa non è di nessuno non devi darti pena.”
“Va bene...” replica la ragazza non troppo convinta però.
“Tu stai bene?”
“Jun-san” lo interrompe “C'è una cosa che vorrei dirti”
“Mao-san...”
“No per favore devo farlo. Io...tu mi piace Jun-san. Non solo come collega e amico ma anche... di più...so di averti creati molti problemi da quando ci conosciamo ma … dopo averti baciato... ho capito...”
“Mao-san” la ferma Jun “Ti ringrazio per i tuoi sentimenti nei miei confronti. Sei un'ottima collega e una buona amica ma purtroppo, nulla di più” dichiara Jun vedendo solo allora Sho nel corridoio semi nascosto ma con una mal celata espressione soddisfatta in volto.
“Io...”
“C'è già una ragazza nel mio cuore” aggiunge Jun più per levare quel ghigno dalla faccia di Sho che per ferire la povera Mao.
“Dev'essere davvero speciale...” abbozza un sorriso la ragazza cercando di trattenere le lacrime.
“Mi dispiace Mao-san”Non ti preoccupare. Ora vado ho ancora un mucchio di cose da sistemare prima che arrivi Ohno-san. Ci vediamo!” e fila via senza aspettare una risposta da Jun.
“Non dovrebbe spiare i dipendenti che parlano di cose private, Presidente.”
“Volevo salutarti, non pensavo che ci fosse anche Inoue-san” replica Sho guardandolo di sottecchi “Hai una ragazza che ti piace quindi”
“La cosa la stupisce?”
“Non lo sapevo”
“Come non c'è scritto sul mio fascicolo?” chiede acidamente e Sho abbassa o sguardo rimanendo in silenzio “Ho esagerato... mi scusi.”
“Non importa Matsumoto-kun...”
Sho se ne va nel suo ufficio e si siede alla propria poltrona con un ghigno di dolore per via della gamba.
“Ecco il programma della settimana sistemato” annuncia Jun seguendolo nel suo ufficio.
“Grazie” proprio in quel momento suona il telefono di Sho “Ninomiya”
“Risponda”
Sho lo guarda mentre il telefono continua a squillare.
“C'è altro Matsumoto-kun?”
“Eh? No...”
“Allora puoi andare” lo congeda Sho rispondendo alla telefonata.
Scioccato, Jun torna alla propria scrivania guardandolo attraverso il muro di vetro che li separa ma quello si volta con la poltrona.
Che diamine succede? Perché Sho non ha parlato con Ninomiya in sua presenza come ha sempre fatto? E per di più perché si è pure voltato? Che stia nascondendo qualcosa?
Per tutta la mattina Jun cerca di capire come mai Sho si stia comportando così.
Non lo guarda, non lo chiama mai nel suo ufficio e anzi, sembra davvero impegnato a rispondere a continue telefonate e scrivere al computer.
E meno male che aveva bisogno di me!
Pensa Jun scrutandolo per l'ennesima volta ma l'altro sembra non accorgersene.
Si illude se a pranzo vuole mangiare con me.
“Scendo a pranzo” va a riferirgli sulla soglia della porta senza nemmeno entrare ma pronto a rifilargli un bel rifiuto se il Presidente lo invita a pranzo.
“Va bene. Buon Pranzo” gli sorride in risposta.
Sempre più confuso e contrariato, l'assistente se ne va al ristorante dove all'ingresso, un po' a disagio, ci sono Nagase e gli altri colleghi del magazzino.
“Aspettate da molto?”
“No no tranquillo” lo rassicura Nagase seguendolo con gli altri all'interno.
Tutti si voltano a guardarli ma se sono stupiti non lo danno apertamente a vedere ma anzi li saluta cordialmente. Alla fine lavorano tutti nella stessa azienda solo con mansioni diverse.
Non passa molto tempo da quando si accomodano che fa il suo ingresso Sho.
L'intero locale si alza per salutarlo, tranne Jun e Ohno seduto in un tavolo con Mao che invece scatta in piedi come una molla appena lo vede.
In molti si avvicinano al Presidente per chiedergli del suo stato di saluto e Sho risponde cortesemente a tutti poi si avvicina al tavolo di Jun salutando uno per uno i magazzinieri e chiedendo pure delle loro famiglie.
“Si sieda con noi” lo invita Nagase.
“Se non disturbo”
Subito viene fatto spazio per lui, ovviamente vicino a Jun che lo guarda con gli occhi socchiusi.
“Non pensavo che sarebbe venuto a pranzo...”
“Ho una gran fame!” gli risponde Sho con un sorriso “Però nulla può battere la tua cucina”
E ci risiamo.
Sente il viso che gli va in fiamme ma Jun spera che nessuno se ne sia accorto.
Il resto del pranzo passa tranquillamente anche se l'assistente, ogni volta che gli capita di incrociare lo sguardo con Sho, si volta imbarazzato.
“La gamba mi fa davvero male” dichiara Sho mentre sono in ascensore per tornare a lavorare.
“Ha dietro le medicine che le hanno prescritto in ospedale?”
“Si. Sarà il caso di prenderle e riposare un po'”
“Non sarebbe meglio andare a casa?”
“Ma a casa mi annoio e poi hai già sistemato tutti i miei impegni.”
Mentre Sho si stende sul divano del suo ufficio, Jun gli porge le pillole e un bicchiere d'acqua.”
“Grazie Matsumoto-kun.”
“Prego.”
Jun lo guarda per qualche secondo prima di andare nel suo ufficio.
Sho non si muove dal suo per tutto il resto della giornata così, a un certo punto del pomeriggio, Jun decide di prendersi una pausa e andare a salutare Masaki che non ha ancora visto.
Ohno lo ha salutato di sfuggita durante il pranzo.
“Jun-chan!” lo saluta il barista buttandogli le braccia al collo non appena entra.
“Ciao Masaki”
“Come stai? Ho saputo dell'incidente! Non sei ferito vero?” gli chiede agitato.
“Sto bene non ti preoccupare. Piuttosto scusami per non essermi fatto vivo dopo che... sono andato a lavorare in magazzino”
“Dove ti ha spedito Sho-chan. A volte è proprio un testone!” commenta il ragazzo facendolo accomodare al bancone “Però è stato romantico quello che ha fatto. Ti ha protetto col suo corpo”
“Il suo intervento è stato provvidenziale”
“Secondo me è tutto molto romantico” ribadisce Masaki offrendogli un the freddo.
“Se lo dici tu...”
“E' vero che hai dato il due di picche a Mao-chan?”
“Ma come...”
“Oh io so sempre tutto” sorride innocentemente “Mao-chan è molto carina come mai l'hai rifiutata? Per Sho-chan?”
“Ma cosa dici! Certo che no! Mao è una brava ragazza, carina simpatica una buona amica...”
“Invece Sho-chan...”
“Basta con questo Sho-chan! Lui non centra nulla!” afferma con veemenza Jun ma Masaki non sembra affatto convinto.
“Ti piace qualcuno?”
“Beh la governante del Presidente non è una brutta ragazza...”
“Satomi-chan? Davvero?”
“Ti sei preso una cotta per lei allora?” chiede una vocina sgradevole alle spalle di Jun.
“No, Presidente Ninomiya” gli risponde voltandosi.
“Non vorrai spezzare il tenero cuoricino di Sakurai?”
“Io non voglio spezzare il cuore a nessuno neanche a quel Presidente pervertito. Piuttosto che ci fa qui?”
“Sono qui per lavoro ovviamente”
“Sarebbe la prima volta...” ribatte Jun bevendo “Comunque se è qui per lavoro come afferma, che ci fa al bar e non è nell'ufficio del Presidente e senza il suo assistente?”
“Non temere Yama-chan è qui sta facendo un lavoro per mio conto. E se sono qui è perché il caro Sakurai sta ronfando” spiega saltando sullo sgabello “Una birra”
“bevete durante il lavoro?”
“Sei sempre così petulante come una suocera Matsumoto? Guarda che non devi controllare ciò che ingerisco come fai col tuo Sakurai”
“Lui non è il mio Sakurai”
“Ma sei pur sempre qui, alle sue dipendenze”
“Me ne andrò tra meno di un anno”
“Vuoi farmi credere che ti sei bevuto la storia del milione di Yen? Proprio tu...”
Jun tace e guarda il suo bicchiere mezzo vuoto.
“La verità è che questo lavoro, la posizione che ricopri ti piace e mai avresti anche solo immaginato che saresti stato assunto come assistente personale con così tanti poteri. Perché ammettiamolo saresti stato assunto ovunque, anche da me in qualsiasi reparto, ma solo Sakurai ti ha messo così in alto da subito. Certo le motivazioni del tuo Presidente possono essere discutibili ma sei ancora qui no?”
Jun stringe i pugni sentendosi vulnerabile e a disagio perché purtroppo, Ninomiya ha ragione, una penale così alta è impensabile.
Per fortuna Ninomiya ha tirato fuori questo discorso senza che fosse presente Sakurai, spera però che non glielo andrà a riferire.
“Oh non te la prendere. Se tra un anno vorrai davvero fare la pazzia di andartene solo per per far vedere quanto sei risoluto, ti assumo io. Ti spedisco al marketing però...ho già il mio assistente personale io”
“Schiavo vorrà dire...” mugugna Jun “Ci penserò... grazie Presidente Ninomiya”
“Sua eccellenza!” prorompe Yamada arrivando “Missione compiuta!”
“Missione?” chiede Masaki.
“Non dire...”
“Dovevo consegnare una scatola di dolcetti a Ohno-san da parte di sua Eccellenza!” spiattella l'assistente.
“Grazie, Yama-chan”
“Che pensiero carino Nino-chan! Oh-chan adora i dolci!”
“Penso che tornerò in ufficio” annuncia Jun “Grazie per il thè Masaki.”
“Grazie a te per essere passato”
“Veniamo con te Magari il panzone si è svegliato” dichiara Ninomiya finendo velocemente la sua birra.
Insieme a Ninomiya e Yamada, Jun risale al 30° piano.
“Se sta ancora dormendo, puoi svegliarlo con un bel bacio!”
“Si diverte proprio tanto lei...”
“Peccato! Sakurai-san è sveglio” sospira deluso Yamada.
Mentre si stiracchia, Sho li vede arrivare.
“Che succede? E perché sei qui Ninomiya?”
“Lavoro. Hai fatto quello che ti avevo chiesto?”
“Non ancora. Avevo altro da fare”
Jun ascolta lo scambio di battute tra i due, domandandosi a cosa si riferiscano.
“Ma se stavi dormendo!” insiste Ninomiya “Devo farlo io? Tanti è qui posso farlo da solo”
“Di che parlate?” domanda sempre più irritato Jun di essere l'unico all'oscuro di tutto.
“Sakurai, il tuo assistente ti ha fatto una domanda” sorride Ninomiya sedendosi su una poltrona dietro cui si piazza, ovviamente in piedi, il fedele Yamada.
Jun guarda Sho in attesa di spiegazioni.
“Io e Ninomiya vogliamo stringere un accordo con un'importante azienda straniera, molto difficile da agganciare.” inizia a dire Sho.
“Ok per questo tanta segretezza oggi?” Ninomiya guarda Sho, deciso a tenere Jun all'oscuro sulle indagini private.
“Sì, per quello.”
“D'accordo” conviene Jun “C'è bisogno che faccia qualcosa? Se posso essere d'aiuto”
“Sì ci sarai molto d'aiuto”
“Direi che sei il nostro asso nella manica”
Jun li guarda perplesso.
“L'azienda con cui vogliamo collaborare è la Bradley Company”
“La Bradley? L'azienda americana dove ho lavorato durante il Master?”
“Sì. Sai che non sono aperti al mercato estero però tu hai lavorato per loro e sai cosa gli piace”
“Dovrei svelare i segreti aziendali?”
“No. Ti sto chiedendo di mettere in vita un progetto talmente allettante da essere irrinunciabile per la Bradley e convincere il loro Presidente, Cameron Fox, a firmare con noi.” conclude Sho.
“Crede davvero che Fox accetterà solo perché sono io a progettare l'accordo?”
“Non solo lo progetterai ma lo gestirai Matsumoto-kun. Fox ha scritto personalmente la tua lettera di referenze dove c'è scritto chiaramente quanto ti stimi e quanto fosse dispiaciuto di perderti come dipendente. Prenderà sicuramente in considerazione una tua proposta.”
“E' una grande responsabilità...”
“Hai paura di fallire Matsumoto?” domanda Ninomiya sornione “Se non ti senti all'altezza...”
“Sono in grado di farlo” replica Jun “Farò del mio meglio “
“Allora se sei d'accordo da domani ci lavorerai. Ovviamente non sarai da solo. Ti affiancheranno Hasegawa e i Ikuta e poi l'avvocato di Ninomiya e il suo direttore del settore esteri” spiega Sho.
“Mi impegnerò al massimo” promette Jun.
“Per oggi puoi andare a casa. Domani sarà una giornata impegnativa”
Vedendo che ne Sakurai ne Ninomiya si muovono per andarsene, Jun deduce che ci sono altre questioni segrete a cui lui non è permesso di venire a conoscenza.
“A domani allora...” li saluta Jun prendendo le sue cose e andandosene.
“E ora dimmi che hai scoperto Ninomiya” dice Sho guardandolo.


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